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Filosofia, Libri, Scuola, Storia, Web ...

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    Appunti Video di Filosofia: Nietzsche
    Data la complessità della filosofia di Nietzsche, il carattere esplicitamente a - sistematico del suo pensiero, la valenza poligrafica e polisemica della sua scrittura, ho pensato di realizzare una lezione che fosse introduttiva allo studio del suo pensiero, in cui ho cercato di illustrare:
    1.  il suo percorso filosofico, 
    2. la nuova forma di comunicazione filosofica che egli tentata di realizzare, quindi la scrittura e la lettura del testo del filosofo tedesco, 
    3. il carattere nomade e aperto della sua ricerca filosofica
    Basti ricordare che Nietzsche afferma che "l'essere danza sui piedi del caos" e presenta se stesso come "Lo scriba del Caos".

    Videolezione su Nietzsche
    La video lezioni si intitola "Lezione sulla filosofia di Nietzsche: introduzione", dura 23:52 minuti e vengono trattati i seguenti temi:
    # la scuola del sospetto e le menzogne millenarie
    # filosofare a colpi di martello
    # desacralizzazione e demitizzazione
    # critica civiltà occidentale
    # valori assoluti e mancanza di senso
    # nichilismo
    # ultimo uomo e uomo cristiano
    # rifiuto metafisica e cristianesimo
    # superuomo, oltre - uomo,
    # dire di si alla vita
    Nietzsche: scrittura poligrafa polisemica
    # leggere come ruminare
    # ermeneutica
    # pensiero asistematico
    # pensiero nomade



    Presentazione dei caratteri generali del pensiero di Nietzsche
    Come supporto per la lezione su Nietzsche ho utilizzato una presentazione realizzata con word e caricato su Scribd in cui ho provato a sperimentare un uso della videoscrittura che si staccasse dal modello tipografico e sfruttasse le possibilità della videoscrittura di variare: font, colori, dimensioni. Ho poi usato simboli e caratteri speciali, per evidenziare o caratterizzare le informazioni, che ricordano vagamente uno stile da infografica
    Il documento può essere consultato e scaricato a questo link: Introduzione alla filosofia di Nietzsche


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    Il problema: creare e gestire lezioni online
    Dovendo adottare un approccio didattico basato sul Blended Learning o sulla Flipped Classroom, si pone immediatamente un problema: quale tra gli innumerevoli strumenti e applicazioni web che pullulano in rete è conveniente utilizzare? Non si tratta di una domanda da poco in quanto la scelta della applicazione condiziona pesantemente il percorso formativo e la sua gestione. Il solo modo per dare una risposta a questa domanda è mettere alla prova le varie applicazioni per creare e gestire lezioni.
    Lo scorso anno ho utilizzato Edynco realizzando con esso una unità didattica di storia: Restaurazione e moti del '20 e del '30. Quest'anno scolastico ho deciso di sperimentare l'uso di Blandspace e di Fidenia e ho cominciato con il primo.

    La filosofia di Blaise Pascal su Blendspace
    Il progetto prevedeva la realizzazione di una unità di filosofia dedicata al pensiero di Pascal al fine di verificare la validità di Blendspace nel:
    # creare e gestire moduli didattici
    # coordinare e supportare online l'attività di apprendimento degli studenti
    # avviare e gestire discussioni con gli studenti si ciascun modulo
    # monitorare il comportamento online degli studenti
    Questo il corso su Pascal pubblicato su Blendspace: La filosofia di Blaise Pascal



    La realizzazione del Corso
    Per arrivare a questo risultato è necessario molto lavoro in quanto occorre trovare le risorse adatte alle proprie esigenze e realizzare le lezioni video su Pascal. In questo caso il corso è formato da 15 elementi, 10 dei quali sono stati realizzati da me, 1 da uno studente e 4 sono stati da me reperiti in rete. In particolare risulta decisiva, perché si abbia un risultato positivo sul piano dell'apprendimento la realizzazione di video lezioni in cui venga spiegata la filosofia dell'autore in modo puntuale e analitico e perché tali videolezioni siano efficaci e utilizzino le potenzialità della comunicazione digitale, quali la multimedialità, la grafica, ecc., è importante che tali lezioni non si riducano, come spesso accade, a una semplice registrazione della voce del docente che parla di un certo argomento o di un certo autore.

    La preparazione delle Video Lezioni
    Ho quindi dovuto:
    1.realizzare i materiali da utilizzare per la registrazione delle video lezioni , in questo caso:
    # 2 presentazioni create con word: presentazione filosofia di Pascal, Pascal: teologia e morale;
    A questo punto, utilizzando Screencast-o-matic, ho realizzato 5 video lezioni, della durata media di 19:00 minuti, per un totale di 95 minuti di lezione. Questa la playlist delle video lezioni su Pascal pubblicate sul mo canale Youtube:


    La prima conclusioneè quindi che, se si vogliono fare le cose per benino, occorre una enorme quantità di lavoro, è necessario saper utilizzare varie applicazioni (Cmap, Word, Screencast-o-matic,) e gestire vari social media (YouTube, Blendspace). Personalmente, compresi i tempi per la ricerca di risorse e per leggermi Pascal su vari testi e manuali, mi ci sono volute 17 ore per realizzare il tutto.

    Pronti e via con Blended Pascal
    L'esperimento è cominciato con una lezione frontale tradizionale in cui ho presentato la figura e la problematica di Pascal agli studenti (1 ora) e una attività in aula di informatica per mostrare il funzionamento di Blendspace (1 ora).
    A questo punto gli studenti hanno cominciato l'attività di apprendimento online servendosi di Blendspace. Hanno inviato 9 commenti cui ho risposto, 46 i likes e 1 dislakes. Molte domande e richieste di chiarimento mi sono state inviate tramite il gruppo whatsapp della classe o tramite il forum di classe.
    Al termine del tempo programmato (2 settimane), siamo partiti con le verifiche, nell'ordine:
    # 4 studenti interrogati oralmente
    # un questionario sulla filosofia di Pascal con domande e risposta aperta
    # un questionario sui testi di Pascal.
    Al termine ho anche pensato fosse utile predisporre e somministrare agli studenti un questionario di gradimento anonimo sull'uso di Blendspace, sulle sue criticità e sui sui aspetti positivi:
    # link al questionario: Questionario gradimento Blendspace
    # qui invece le risposte degli studenti: Risposte questionario di gradimento
    Dalle risposte finora inviate (13 su 22) emerge che:
    # per 8 studenti usare blendspace è stato meglio o molto meglio rispetto al tradizionale sistema di spiegazione in aula
    # 3 studenti non hanno manifestato preferenze per l'uno o l'altro sistema
    # 2 si sono trovati peggio
    # tutti, tranne 1, hanno manifestato il proprio favore ad utilizzare ancora l'apprendimento online con Blendspace o altre applicazioni simili.

    Vantaggi e svantaggi di Blendspace rilevati dagli studenti
    Nella loro valutazione gli studenti hanno indicato come aspetti positivi dell'apprendimento online
    # la possibilità di studiare secondo i propri tempi e ritmi e quando vogliono e dove vogliono, 
    # la possibilità di approfondire maggiormente gli argomenti 
    # la maggiore praticità e comodità. 
    Si tratta di aspetti che confermano quanto la letteratura sull'argomento ha già evidenziato. 
    Tra i limiti rilevati con maggiore frequenza dagli studenti:
    # più complicato dialogare tra loro e con il docente
    # assenza della discussione in aula.
    dal punto di vista del docente 
    Per quanto riguarda i limiti e i vantaggi di Blendspace, gli studenti hanno rilevato:
    # la notevole semplicità di utilizzo di Blendspace
    # l'efficace organizzazione delle risorse e dei materiali che consente di ottenere.
    Tra i principali difetti di Blendspace indicati dagli studenti:
    # mancanza di ulteriori funzionalità
    # inadeguatezza degli strumenti di comunicazione

    Vantaggi e svantaggi di Blendspace rilevati da me
    Per quanto mi riguardo ho trovato rapido apprendere l'uso di Blendpsace che non presenta particolari difficoltà, come talvolta capita con queste applicazioni, per esempio nella creazione e gestione delle classi e nella assegnazione alle classi di compiti e /o lezioni. Inoltre realizzare un corso è molto semplice e la possibilità di inserire istruzioni dettagliate per ogni elemento del corso risulta estremamente utile e non comporta alcuna difficoltà.
    Gli strumenti di comunicazione sono costituiti, per ciascun elemento del corso, da una chat testuale che risulta molto inefficace, lenta e complicata da utilizzare. Sarebbe bello disporre di una chat testuale migliore, di una chat room e, magari, di una chat vocale.
    Si tratta di un grave limite in quanto se non si dispone di un ambiente comunicativamente ricco e dotato di strumenti che consentano di sfruttare in pieno le possibilità offerte dal web di comunicare in modalità sincrona e/o asincrona, si rischia di riprodurre online pregi e difetti della lezione frontale tradizionale. Quindi queste applicazioni dovrebbero avere particolare cura nell'offrire strumenti che potenzino le possibilità di interazione dialogica degli studenti tra loro e con il docente.
    Una grave peccaè la mancanza di strumenti di monitoraggio, o meglio, la temporanea sospensione del monitoraggio (visualizzazioni) della lezione. Si possono vedere i likes e disliki,le risposte ai quizzes, le richieste d'aiuto e i commenti, tutte cose molto utili, ma non posso avere le informazioni più importanti:
    1. Quali elementi del corso sono stati consultati / visionati dagli studenti?
    2. Ogni studente ha visualizzato tutti gli elementi  che erano stati contrassegnati come obbligatori?
    Nel sito di Blendspace, qualora si voglia accedere a questi dati, si viene informati del fatto che questa funzionalità è stata momentaneamente sospesa per essere perfezionata, ma la sospensione temporanea dura ormai da qualche mese.
    Basandomi sulla verifica sommativa relativa alla conoscenza della filosofia di Pascal, devo concludere che Blendspace ha funzionato egregiamente dato che gli studenti hanno ottenuto la loro migliore performance in quest'anno scolastico:
    # media = 8,1
    # deviazione standard = 1,3

    Il tempo liberato
    Il vantaggio maggioreè stato quello di disporre di ore di attività in presenza che abbiamo dedicato alla discussione, all'apprendimento di applicazioni utili per la didattica e alla conduzione di lezioni frontali di storia, condotte dagli studenti con materiali preparati da loro (presentazioni, mappe concettuali, ecc.) e visibili a questo link: Lavori di storia presentati dagli studenti.

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    Archivio Video di Storia
    Archivio di materiale audiovisivo sulla storia della prima metà del XIX secolo. Si tratta di un'antologia di video che si propone di fornire materiali e risorse supplementari per approfondire la conoscenza del periodo storico compreso tra il Congresso di Vienna e i moti del 1848.

    Cosa c'è in questo album?
    I principali argomenti che vengono trattati nei vari video sono: La restaurazione, il Congresso di Vienna, la restaurazione in Italia, i moti rivoluzionari del '20 e del '30, Carboneria e società segrete, Giuseppe Mazzini, i moti del 1848 e la prima guerra di indipendenza italiana.

    Come è stato costruito questo Album?
    Per realizzare questo Album di Video ho utilizzato Huzzaz. Nella scelta dei video mi sono attenuto ai seguenti criteri: 
    # chiarezza espositiva e ricchezza informativa, 
    # correttezza storiografica, 
    # efficacia comunicativa, 
    # completezza nella trattazione degli argomenti.
    Ho anche cercato di raccogliere video che presentassero una certa varietà per genere e tipologia: documentari, lezioni, presentazioni generali, videolezioni, canti, ecc.



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    Spiegare la storia - Capire le Storie
    Come far capire agli studenti il radicamento del razzismo nella civiltà europea, il peso che ha avuto nella nostra storia, la funzione, spesso decisiva, che ha giocato in alcuni fondamentali ed epocali eventi?
    Lo studio manualistico del razzismo e delle sue innumerevoli metamorfosi, così come del suo intrecciarsi ad altri aspetti della storia dell'occidente come il colonialismo, la tratta degli schiavi, i fenomeni migratori, i genocidi, le guerre, le ideologie, la globalizzazione, può condurre a una conoscenza del problema, ma riesce davvero a far comprendere la portata di questo "fenomeno"? Il suo incidere sulla mentalità collettiva? La sua capacità di plasmare usi, costumi, pensieri?

    La Storia e i Documenti tra XIX e XX secolo
    A partire dal XIX secolo si vengono a creare le condizioni tecniche e sociali per ampliare le fonti a cui la documentazione storica può attingere. Si tratta delle innovazioni tecniche e della nascita dei mass media: fotografia, cinema, stampa quotidiana, riviste, letteratura popolare, radio.
    Non si tratta però solo di una questione tecnica, con la cultura di massa e la nascita dell'opinione pubblica, si sviluppano riti e cerimoniali collettivi, che hanno una forte valenza identitaria e che dal punto di vista politico sono fondamentali strumenti di "nazionalizzazione delle masse" e di "mobilitazione delle masse". Si pensi a fenomeni, pur così diversi, come lo sport di massa, le esposizioni universali, il "culto dei caduti" dopo la prima guerra mondiale, la scolarizzazione della società.
    Questi importanti "eventi pubblici" vengono documentati con le nuove tecnologie dell'epoca e forniscono, a chi voglia comprendere le epoche passate, importanti canali per una "percezione immersiva" della storia passata, il cui impatto è molto più radicale della lettura di un manuale o saggio di storia.

    La Storia e le Storie
    Una possibile strada per realizzare un approccio di questo tipo al fatto storico è quella di combinare la ricca documentazione di cui disponiamo in termini di immagini, fotografie, manifesti, poster, cartoline, musiche, canzoni, filmati, reportage, documentari, cinegiornali, ecc. con gli strumenti del digital storytelling e costruire un percorso narrativo tessendo insieme questi media, largamente disponibili online, con testi e fonti scritte.  Il risultato è un documento transmediale di forte impatto e coinvolgente, ciò consentirebbe di avere una migliore esperienza del razzismo e maturarne una comprensione che non escluda la sfera emozionale e personale, ma ponga questa come punto di partenza di un percorso più ampio al fine di:
    # procedere a una spiegazione storiografica e razionale del fenomeno considerato
    # sviluppare un dibattito critico più consapevole e maturo sull'attualità politica
    In questo modo è possibile:
    sia evitare il pericolo che un "approccio narrativo", basato sul digital storytelling, si riduca a mero sfogo o catarsi emotiva;
    # sia porre le basi per una migliore comprensione delle problematiche del tempo presente e rendere utile lo studio della storia.

    Bruxelles, Belgio, Negro Village, 1958, a una bambina viene dato da mangiare come a una scimmia


    Il razzismo e gli Zoo Umani
    Questa premessa per introdurre una via d'accesso alla comprensione del razzismo che può integrare lo studio manualistico e l'approccio storiografico tradizionale per meglio far comprendere significato e portata del fenomeno razzista.
    L'occasione è data dalla pubblicazione di un lungo post formato da un testo e da una ricca documentazione fotografica, dedicata al fenomeno degli "Zoo Umani", che testimonia come il razzismo attraversi la struttura profonda della nostra storia e della nostra cultura. 
    Il post dal titolo "Razzismo profondo: la storia dimenticata degli zoo umani"è stato pubblicato su Popular Resistance  il 18/02/2014 a cura della redazione ed è formato da una lunga serie di fotografie, ne ho contato 65, tutte accompagnate da didascalie che riportano: evento, data e breve descrizione del fatto illustrato dall'immagine. 

    Negro Village
    La Storia degli Zoo Umani nel Dossier di Popolar Resistance
    Le fotografie accompagnano e integrano un lungo testo che è formato dal montaggio di vari articoli. Le fotografie testimoniano la "normalità" del razzismo occidentale dal secolo XIX ad oggi. Si tratta di un documento sconvolgente e necessario.
    Sconvolgente perché mostra la profondità della concezione e visione razzista del mondo che è incorporata da secoli nella nostra cultura, al punto che si può parlare di una "banalità del razzismo" nel senso che la sua presenza non viene nemmeno percepita come aberrazione.
    #Necessario perché occorre portare alla luce quello che è stato, non tanto e non solo perché lo si debba "ricordare", ma perché soltanto riportando alla luce le radici presenti nell'inconscio storico dell'occidente, si può evitare che ciò che è stato e non vogliamo che sia ancora, continui ad essere.



    Indice degli articoli
    Questo gli articoli che sono proposti nel post:
    1. "Fino agli '50 del XX secolo i nativi africani e americani venivano chiusi in appositi Zoo Umani ed esibiti", di M.B. David, 13/02/2013
    2. "Scoperte: l'inquietante zoo umano" di Parigi, Messy Nessy Chic, 02/03/2012
    3. "La storia di Sara: un pezzo da esposizione coloniale"
    4. "Di altre razze negli Zoo Umani e sulla fallacia della supremazia mentale del bianco caucasico", di Trip Down Memory Lane, 01/10/2012 5.
    Fondamentali da leggere, per comprendere che gli Zoo Umani esistono ancora i seguenti paragrafi del post che si trovano alla fine:
    # Modern Human Zoo
    Human Zoo: consentito ai turisti buttare banane agli isolani. I nativi danzano per i turisti ricevendo in cambio cibo

    5 membri della tribù Kawesqar, terra del fuoco, Cile, rapiti nel 1881 e portati in Europa per essere mostrati
    negli zoo umani. Morirono tutti nel giro di un anno.

    Zoo Umani, "Negro Village", Jardin d'Acclimatation, Exposition Coloniale
    Jardin zoologique d'acclimatation, Negro Village, Human Zoos furono estremamente popolari in Europa. 
    Il Giardino Zoologico d'Acclimatazione di Parigi, era un ampio parco, le cui rovine sono tuttora presenti a Parigi, in cui venivano periodicamente messi in mostra essere umani provenienti da tutti i continenti, in un ambiente che ricostruiva, secondo un'ottica europa, il loro habitat.
    I Negro Village erano ricostruzioni itineranti di "Villagi Negri"che percorrevano le principali città europee per esibire famiglie di popolazioni appartenenti a varie regioni dell'Africa. Furono molto popolari in Europa, specie nell'Europa del nord. Ancora negli anni '50 del XX secolo si ha la presenza dei "Negro Village", come quello della prima fotografia di questo post.
    I visitatori europei si comportavano come nella visita a una zoo di animali o contemplavano le persone come pezzi esposti in un museo. Nella fotografia sottostante i visitatori passeggiano tra i padiglioni dell'Esposizione Coloniale di Parigi, del 1907, che venne visitata da quasi 2 milioni di francesi.

    Esposizione coloniale di Parigi del 1907

    Che il razzismo sia profondamente incorporato nella nostra cultura e sia strettamente collegato a fenomeni drammatici del recente passato, quali la schiavitù delle popolazioni africane, la pulizia etnica subita dai nativi americani, l'imperialismo colonialista, e così via, sono fatti indiscutibili. Eppure tutto questo è stato rimosso, l'occidente ama rappresentarsi come la patria dei diritti umani, delle libertà civili e, certamente, l'occidente è anche questo, ma ignorare altri valori ed eventi drammatici e tragici, di cui esso è stato protagonista e responsabile, reca in sé il pericolo del loro ripetersi. 
    Le radici culturali da cui nascono fenomeni vergognosi come quello degli zoo umani sono noti: razzismo scientifico, darwinismo sociale, concezione della storia come progresso unilineare al cui vertice è la civiltà bianca prodotto della razza bianca- caucasica, etnocentrismo, intolleranza, sono i valori di riferimento che formano il contesto culturale entro il quale la "zoo umano" diventa un fatto del tutto normale. 


    LINK UTILI
    1. Popular Resistance: che cos'è?
    2. Wikipedia, Zoo Umani
    3. Popular Resistance: Razzismo profondo: la storia dimenticata degli zoo umani
    4. AAVV, Zoo umani, dalla Venere Ottentotta ai reality show, Ombre Corte editore, recensione saggio

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    Cos'è videoANT
    videoANT è un'applicazione web free ideale per accompagnare i video con commenti e note testuali in modo estremamente semplice. Ho conosciuto videoANT grazie a Patrizia Vayola e mi sembra che l'applicazione offra un ottimo compromesso tra semplicità di utilizzo e risultati. 

    I video nella didattica
    L'esigenza di disporre di applicazione web capace di sfruttare didatticamente i video nasce dall'affermarsi di modalità di apprendimento che mirano a ottimizzare l'uso formativo del Web e a integrare nella didattica le nuove tecnologie seguendo un approccio basato sul Blended Learning e il Flipped Learning. Da questo punto di vista i  video costituiscono una importante risorsa in quanto, se opportunamente utilizzati, possono sostituire parzialmente la tradizionale spiegazione e, qualora siano ospitati in un ambiente online dotato di strumenti comunicativi per favorire l'interazione degli studenti tra loro e di questi con il docente, forniscono un valido strumento dialogico di partecipazione al processo formativo.

    Per Approfondire 
    In alcuni precedenti post ho presentato alcune applicazioni web che consentono di sfruttare l'enorme archivio di video presenti in rete e ospitati nei vari social network come Vimeo e YouTube. Queste applicazioni permettono di editaare i video, renderli interattivi, aggiungervi domande, commenti testuali, link, immagini, ecc. per chi fosse interessato questi sono i post:

    videoANT
    VideoAntè una applicazione Mobile e Desktop free, sviluppata dall'Università del Minnesota per l'annotazione dei video. L'applicazione è pensata per poter essere utilizzata da chiunque, anche da chi non abbia molta familiarità con il video editing e con l'uso di applicazioni web. La grafica non è particolarmente avvincente e bella, ma anche questo ha un effetto positivo in quanto la sua semplicità molto spartana non spaventa chi voglia cimentarsi per la prima volta in operazioni del genere.
    VideoANT serve solo per aggiungere commenti testuali ai video che troviamo in rete, fa solo questo, ma lo fa molto bene e in modo estremamente rapido e friendly.
    Per avere un'idea di qual sia il risultato finale che si può ottenere manipolando un video con videoANT suggerisco di guardare questo video:


    Collegarsi a videoANT e annotare
    Per autenticarsi su VideoAnt è necessario utilizzare un proprio account Google+, Twitter o Facebook, questo semplifica al massimo la procedura di registrazione e log in. Fatto questo si ha accesso alla propria pagina o dashboard da dove si possono gestire le varie operazioni e che viene chiamata "My Ant Farm".

    1° Passo: My Ant Farm
    My Ant Farm: Qui compariranno i video su cui abbiamo lavorato e su cui si potranno effettuare le seguenti operazioni:
    # continuare ad annotare, condividere, vedere, incorporare in un sito o blog, esportare, cancellare.
    # Per ogni video già annotato compariranno poi le seguenti informazioni: pubblico o privato, numero di annotazioni, data di realizzazione, numero di persone con cui il video è stato condiviso.

    2° Passo: creare un nuovo ANT (video annotato)
    Per creare un nuovo ANT, cioè un nuovo video annotato, sarà sufficiente cliccare sul pulsante in alto a destra con la scritta "New ANT" e si avrà accesso a una nuova pagina in cui potremo incollare l'indirizzo del video che intendiamo annotare nella casella intitolata "Enter the URL of video file or Youtube video ...". Suggerisco di scegliere un video non troppo lungo. Quindi si dovrà cliccare su "Load Video" e il video verrà caricato. Possiamo fornire un titolo al nostro ANT o lasciare quello che viene suggerito e cliccare su "Start Annotating".

    3° Passo: annotare
    A questo punto avremo accesso a una nuova pagina e potremo cominciare ad annotare il video. Sulla sinistra avremo il video, sulla destra una scheda con 5 etichette in basso, per default ci troveremo nella scheda "Annotations". Facciamo partire il video e quando intendiamo inserire una nota testuale clicchiamo su "Add an Annotation".
    Automaticamente il video si fermerà, si aprirà una finestra in cui dovremo inserire il titolo della nostra annotazione (Subject) e digitarne il testo (Content). quindi cliccheremo su "Save". La comodità è che non dovremo effettuare complicate selezioni per indicare il secondo iniziale e quello finale per sincronizzare la nostra nota con il video, videoANT fa questo automaticamente.
    Una volta salvata la prima annotazione il video automaticamente riparte, possiamo interromperne lo scorrimento cliccandoci sopra con il tasto sinistro del mouse (topo per i puristi), cliccando nuovamente il video ripartirà. Per lo stesso scopo possiamo anche utilizzare la linea di scorrimento posta in alto.  Quando vogliamo inserire una nuova annotazione ripetiamo le operazioni che abbiamo eseguito per la prima.
    Molto importante la funzionalità che consente a coloro con cui abbiamo condiviso il video annotato di inserire, per ogni annotazione, un commento, una richiesta di chiarimento, una domanda. Questo permette di sviluppare una discussione tra gli studenti e tra questi e il docente.

    4° passo Condividere e Collaborare
    Terminate le operazioni di annotazione del video non occorre salvare, lo fa automaticamente videoANT. A questo punto occorre spostarsi su un'altra scheda cliccando l'etichetta (2^ in basso) "Share" (Condividi). Qui avremo la possibilità di:
    # copiare l'url (indirizzo, link) sotto la scritta "Annotate URL" per incollarlo in un sito, blog o inviarlo via email. Il primo URL consentirà a colui con cui lo avremo condiviso di annotare a sua volta il nostro video, Questa funzionalità è molto interessante dal punto di vista didattico perché consente a diverse persone (studenti) di annotare collaborativamente un video, magari curandone aspetti diversi.
    Il secondo indirizzo (View URL) permetterà a coloro cui lo abbiamo inviato o fornito, di visualizzare il video senza poterlo modificare. 
    La terza possibilità"Who has access" (chi ha l'accesso) permette di rendere il nostro video annotato o pubblico o privato. Qualora selezioniamo l'opzione "private", potranno annotare o visualizzare il video solo coloro che avremo espressamente indicato, per fare questo è necessario inserire nella casella "Invite People" l'indirizzo email delle persone cui intendiamo dare l'accesso al nostro ANT.

    5° Passo, altre opzioni
    le altre opzioni sono:
    Embed: possiamo prelevare il codice per incorporare il nostro video su un sito, blog, forum, ecc.
    Export: questa scheda ci permette di esportare il video in vari formati
    Delete: possiamo cancellare il video.

    Un esempio: Patrizia Vayola, Dichiarazione di guerra 1940
    Per farsi un'idea dei possibili utilizzi didattici di videoANT propongo un video annotato da Patrizia Vayola dal titolo: Mussolini dichiarazione di Guerra 1940

    Perché usare videoANT
    Ritengo interessante videoAnt perché, anche se possiede minori funzionalità rispetto ad altri servizi del genere (Zaption, eduCanon, EDpuzzle, VideoNot.es, ecc.) è estremamente semplice e può essere utilizzato da tutti e costituisce un'ottima base di partenza per passare in seguito, qualora si abbiamo altre esigenze, ad applicazioni più complesse.



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    Video lezioni
    L'affermarsi di strategie didattiche quali il Blended Learning e la Flipped Classroom e la disponibilità di enormi archivi video sul web, ha valorizzato l'utilizzo dei video nella didattica online e 
    creato le condizioni per il proliferare di applicazioni web espressamente dedicate alla realizzazione di video lezioni a partire dai video liberamente disponibili in rete.

    VideoANT
    Per coloro che non avessero familiarità con queste applicazioni o avessero difficoltà a utilizzarle, consiglio di partire da videoANT, si tratta di una applicazione web interamente free e sviluppata dall'Università del Minnesota con lo scopo di sincronizzare commenti testuali a un video in modo da ottenere una lezione che possa essere condivisa con gli studenti. Il vantaggio di videoANT è di essere molto semplice e versatile, inoltre si costituisce un ottimo punto di inizio per passare ad applicazioni web di questo tipo più evolute e con maggiori funzionalità.

    Tutorial italiano su videoANT
    Dal momento che non ho trovato video tutorial in italiano su videoANT e per aiutare chi volesse usarlo nella propria attività formativa videoANT, ho preparato una video guida o video tutorial della durata di 10:21, in cui viene presentata questa applicazione e si mostrano tutti i passaggi necessari per utilizzarla.


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    Presentazioni e Mappe Dinamiche
    Prezi è una applicazione web che ha rivoluzionato il modo di realizzare presentazioni grazie alla combinazione di due tecniche lo zooming e l'animazione che le rendono dinamiche.
    Si immagini di disporre di una superficie o tela vuota all'interno della quale si possono inserire vari elementi che chiameremo Frames, riquadri di varia forma e colore entro i quali è possibile inserire contenuti multimediali (testo, immagini, video, ecc.).
    Questo sfondo in cui saranno disposti gli elementi della presentazione, può essere personalizzato configurando il colore e/o inserendo delle immagini pertinenti col tema della presentazione. E' anche possibile utilizzare template / modelli predefiniti che possono essere modificati e adattati alle nostre esigenze.
    Potremo inoltre collegare questi frame come meglio crediamo, in modo da ottenere un percorso che determinerà l'ordine in cui i vari frame verranno visualizzati nella presentazione.
    La visualizzazione della presentazione consiste nel movimento di passaggio da un frame all'altro, secondo l'ordine che abbiamo stabilito, ogni frame verrà ingrandito nel momento in cui passeremo alla sua visualizzazione.
    Prezi è uno strumento molto versatile che combina insieme caratteristiche e funzionalità di: animazione, storyboard, mappa concettuale, presentazione, wall, ecc.

    Qualche esempio
    Per meglio rendersi conto delle potenzialità e caratteristiche di visualizzazione di Prezi è molto più semplice un esempio. In questo caso ho scelto questo percorso su Mandela sia perché è stato realizzato dagli studenti con la guida della docente Anna Laghigna, sia perché sono in esso evidenti le peculiarità  di questa applicazione:


    Il risultato sul piano comunicativo è estremamente gradevole, molto coinvolgente e capace di veicolare un contento informativo ricco e significativo.

    Questo un altro esempio di utilizzo didattico di Prezi, una presentazione sulle origini della poesiarealizzata da Andrea Altomare



    Tipologie di account free e a pagamento
    Prezi è una applicazione freemium, quindi si può utilizzare una versione di base interamente free che è sufficiente per la maggior parte degli usi in quanto:
    # non vi è alcun limite nel numero di presentazioni realizzabili
    # si possono realizzare presentazioni in collaborazione invitando fino a 10 persona a cooperare per la realizzazione di una presentazione
    non è invece possibile con l aversione free:
    # creare presentazioni private
    # aggiungere un proprio logo
    # disporre del supporto 24 su 24 e 7 giorni su 7
    # lavorare online scaricando la versione desktop di Prezi
    Forse l'unica limitazione di rilevo per un uso didattico di Prezi è che si dispone di soli 100 MB per caricare contenuti da inserire nelle nostre presentazioni. Per conoscere i vari tipi di account che si possono attivare su Prezi, e le funzionalità disponibili per ciascuno di essi, recarsi alla pagina di pricing di Prezi.
    Per i docenti esiste la possibilità di disporre gratuitamente di una versione di Prezi ed esistono versioni educational anche per gli studenti, per saperne di più si può visitare la pagina dedicata ai piani di abbonamento per docenti e studenti

    Breve Percorso sull'utilizzo Didattico di Prezi
    In questo breve percorso segnalo alcune risorse per approfondire le potenzialità di Prezi in ambito educativo.
    1. Comincio col segnalare una articolo delle prof.ssa Loredana Messineo dal titolo "Prezi e Didattica", in cui sono illustrati numerosi esempi di presentazioni realizzate con Prezi su argomenti di scienze da studenti della scuola elementare. Questo a dimostrazione del fatto che Prezi non è difficile da utilizzare ed è molto versatile.

    2. Come seconda tappa di questo percorso segnalo una interessante intervista ad Anna Rita Vizzari condotta da Andrea Patassini "Prezi per la didattica" e pubblicata sul blog del Laboratorio di Tecnologie Audiovisive dell'Università Roma Tre. L'intervista è dedicata all'uso di Prezi nella didattica di cui Anna Rita Vizzari è esperta. L'aspetto più interessante messo in rilievo da Anna Rita Vizzari è l'uso di Prezi inteso non solo come strumento di cui il docente s può servire per produrre contenuti, ma come applicazione socialgrazie alla quale si possono costruire conoscenze coinvolgendo gli alunni in attività collaborative sia in presenza che a distanza. Anna Rita Vizzari propone quindi 5 differenti tipologie di "Prezi" che variano a seconda del materiale prodotto e dei soggetti che lo producono: docente, docente e studenti, studenti.
    # Questo un esempio di lezione realizzato da Anna Rita Vizzari: Le coordinate geografiche
    # Qui in Prezi che propone uno schema di analisi della proposizione da assegnare agli studenti perché lo riempiano: La proposizione

    3. La terza tappa è fornita da un articolo comparso su Bricks il 20/09/2014 e dedicato ad illustrare l'uso di Prezi e ThngLink nella didattica attraverso la creazione di percorsi formativi di letteratura inglese. Interessante le premessa dell'articolo "la necessità di rendere lo studente partecipe del processo di ri-definizone della conoscenza che le nuove tecnologie rendono possibile". Si tratta di sviluppare le capacità di ri-contestualizzare, trasformare, ricomobinare contenuti che il web rende possibile attraverso numerose applicazioni. A prova di ciò viene illustrato dalla fase ideativa a quella attuativa un percorso di creazione di una mappa dedicata a un argomento di letteratura inglese in cui viene prima realizzato un modello vuoto che dovrà essere opportunamente riempito. vengono anche indicati gli obiettivi e l'articolazione del percorso e la fase operativa svolta in modalità blended learning.

    Videotutorial e Guide in italiano

    Presentazioni efficaci: come si usa Prezi?
    Guida in italiano realizzata da Lorenzo Amadei, cosulente social media ed esperto di Prezi. La guida è una presentazione in 27 slides pubblicata su Slideshare il 02/06/2011 e aggiornata al luglio del 2014




    Video tutorial Guida completa a Prezi
    Forse la più completa guida in italiano a Prezi in forma di video tutorial. Si tratta di un lavoro  che spiega i vari aspetti di Prezi. Il video tutorial su Prezi si intitola "Guida completa a Prezi" ed è stato realizzato da Andrea Altomare e pubblicato sul suo canale YouTube il 27/05/2014, il video dura 59:21 minuti.



    Video tutorialCome si usa Prezi
    Video tutorial in italiano su Prezi pubblicato il 25/08/2013 sul canale YouTube di Network di successo della durata di 08:33. Si tratta di una video guida rapida e chiara che insegna le principali operazioni per realizzare una presentazione con Prezi. Molto utile per chi muove i primi passi con questa applicazione web e vuole rendersi conto delle sue caratteristiche, funzionalità e potenzialità.



    Video tutorialPrezi: Primi passi
    Un video tutorial in italiano su Prezi realizzato da maestra Clemmy e pubblicato sul suo canale Yotube. Il video è della durata di 14:14 ed è stato pubblicato il 09/10/2014 La video guida illustra in modo dettagliato l'uso di Prezi soffermandosi su ogni passaggio e spiegando in modo chiaro e lento. Adatto a chi muove i primi passi con Prezi



    Oltre alla mia testa, per scrivere questo post mi sono servito dei risultati del lavoro delle teste dei seguenti colleghi:
    @ Stella Perrone la cui mappa su Tecnologie nella Didatticaè un'utilissima guida per l'uso delle tecnologie nella didattica
    @ Patrizia Vayola che ha realizzato un'ottima mappa "Tecnologie Didattiche" per non perdersi nelle nuove tecnologie
    Anna Rita Vizzari, di cui consiglio il blog  Una lavagnata al giorno

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    In un periodo in cui proliferano le applicazioni web che promettono la realizzazione di contenuti multimediali brillanti e realizzati rapidamente, una applicazione che si distingue per concezione e versatilità e il cui utilizzo è realmente amichevole per l'utente è Tackk.
    Tackk è un servizio web based, una applicazione web free, multi- piattaforma, fruibile anche da dispositivi mobili tramite apps per Android e iOS, che permette di realizzare e condividere in pochi minuti un annuncio, una presentazione, una annotazione, un blog, una chat, un post.

    1. Registrarsi e creare un "Tackk"
    La registrazione è molto rapida, si può accedere a Tackk anche utilizzando i propri account Twitter, Facebook, Google+, Instagram, ecc. Tackk si presenta come una piattaforma che rende semplice creare contenuti unici, personalizzati, di vario formato e dimensione che possono essere realizzati in pochi minuti.  Difficile dire esattamente cosa siano gli oggetti realizzati con Tackk, sono definiti Tackks, si tratta di una pagina di estensioni variabili, anche una sola immagine con del testo, ma anche un documento più esteso che può contenere: testo, immagini, video, audio, pulsanti, media, form, link, localizzazione, ecc. Il documento si presenta come una pagina unica che si può scorrere dall'alto al basso. 

    2. Come procedere?
    Una volta effettuato il login si dispone di un menù in alto a sinistra da cui si può accedere al proprio pannello di controllo da cui è possibile: modificare il nostro profilo; aggiungere amici; visualizzare i nostri tackks, followers, following; gestire gli stream o conversazioni cui partecipiamo o aprirne di nuove.
    per creare un nuovo tackk basterà cliccare sul pulsante verde in alto a destra e potremo scegliere tra le seguenti alternative: lavagna vuota, chat, blog, progetto scolastico. In realtò si possono creare presentazioni, raccolte di immagini, documenti, ecc.
    per saperne di più su come procedere a questo punto consiglio l'articolo che ha dedicato a tackk Anna Laghigna: TACKK per creare pagine ricche di contenuti multimediali. sul blog di Insegnanti 2.0.
    Dal canale YouTube di Anna Laghigna incorporo questo video tutorial in italiano della durata di 13:40 in cui sono spiegate tutte le operazioni fondamentali


    3. Tackk a scuola
    Per finalità educative Tackk può risultare utile e produttivo per le seguenti ragioni:
    # Semplicità nel creare e condividere pagine sul web 
    # creatività nell'utilizzo di contenuti web, colori, fonts, modelli, immagini, video, audio, ecc. 
    # disponibilità di opzioni che salvaguardano la privacy come protezione dei contenuti tramite password o pubblicazione di contenuti privati
    # Collaborazione: immediata tramite pc desktop, tablet, smartphone e tutti gli altri dispositivi mobili
    # Totalmente free
    In questa pagina è disponibile un elenco di possibili utilizzi di Stackk in ambito educativo: 20 usi di Stackk in classe tra cui segnalo: creare schemi di lezione, progetti collaborativi, comunicazione con le famiglie, collaborazione con i tablet, portfolio degli studenti, ecc. Qui alcuni esempi di Tackk utilizzati a scuola TackkEdu.

    4. Pubblicazione e Commenti
    Una volta pubblicata il nostro Tackk è possibile condividerlo in tutti i principali social network come Twitter, Facebook, Google+, Pinterest, Linkedin. Si può inviar via e-mail e si può anche prelevare il codice per incorporarlo in siti, blog, forum, ecc. o si può esportarlo in formato pdf.
    Interessante anche la possibilità di postare commenti e rispondervi generando uno stream di commenti che presenta le funzionalità di un sistema di messaggistica o di una chat.

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    Ritengo che Zeef sia un'ottimo strumento per la Content Curation e per affrontare efficacemente il problema del sovraccarico informativo o "information overload", penso anche che un suo uso in ambito formativo sia molto efficace per consentire lo sviluppo e/o il potenziamento negli studenti di quelle abilità e competenze necessarie per utilizzare in modo critico e personale il web.
    Per questi motivi ho realizzato un video tutorial in italiano della durata di 10:20 minuti, che ho pubblicato nel mio canale YouTube e che incorporo in questo post.

    Ricordo che Zeef è una applicazione web free che consente di creare raccolte tematiche di risorse e contenuti presenti in rete, selezionandole, classificandole, accompagnandole con sintetiche recensioni e assegnando ad esse un rank, per renderle disponibili agli utenti di internet interessati a quell'argomento.


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    La Rai offre innumerevoli risorse a supporto della didattica, grazie al ricco archivio video sono infatti disponibili contenuti adatti a ogni area disciplinare e ad ogni ordine e grado di scuola. Occorre però sottolineare come la Rai si sia da molti decenni impegnata nel proporre risorse che non si limitino alla semplice offerta di documenti in formato video.

    Raiscuola è un vero e proprio portale di accesso a un enorme patrimonio di risorse. Il menù principale propone percorsi di tutte le discipline, eventi live, giochi, speciali, oggetti multimediali, ecc.
    Non si tratta solo di video. Segnalo come esempio:
    # Le visite virtuali: si tratta di tour virtuali in alcune città come Rodi, Parigi, Londra
    # Giochi: adatti ai più piccoli, come labirinti, cruciverba, giochi musicali, numeri, ecc.
    # Il sistema solare
    # Eccezionale la sezione programmi dove si trova il meglio della produzione televisiva e radiofonica culturale della Rai, da Zettel a Divertinglese, da Nautilus, a Terza Pagina, ecc. Interessanti anche altri programmi Rai inspiegabilmente non compresi in questa raccolta come: uomini e profeti, il tempo e la storia, la storia in giallo, lezioni di musica, fahrenheit, ecc.
    Purtroppo Raiscuola, come gli altri siti Rai, è pessimo dal punto di vista delle tecnologie utilizzate e della usabilità:
    # vengono usate tecnologie superate e che richiedono continui aggiornamenti di plug-in o che producono continue interruzioni come: Silverlight, Shockwave, Flash, Java, anche il più fidato browser non fa che bloccarsi, richiedere autorizzazioni, arrestare la navigazione per motivi di sicurezza, ecc. Non mi è mai capitato di imbattermi in tanti contrattempi e avere tanti grattacapi come quando oso tentare di muovermi nei labirintici siti della Rai.
    # La ricerca è impossibile: i vari motori di ricerca non trovano mai quello che si cerca, conviene usare google per cercare dentro i portali Rai
    # E'vero che stiamo parlando di qualcosa di immenso tra programmi, materiali, Tv, radio, ecc. ma possibile che non ci fosse un modo più chiaro e ordinato di organizzare il tutto? Quando ci si muove dentro i siti Rai ci si perde regolarmente.

    Le Lezioni
    Per tornare al portale Raiscuola, registrandosi o accedendo con il proprio account Facebook, è possibile disporre di un proprio spazio all'interno del quale esplorare i materiali disponibili o crearne di propri. Si tratta della funzione "crea lezioni", piuttosto che spiegarla descrivendo le varie operazioni, ho pensato fosse meglio realizzare un video tutorial trovate alla fine di questo post. Qui mi limiterò a indicare aspetti positivi e negativi di questa funzionalità:
    Positivo:
    # semplicità e facilità nell'uso;
    # rapidità nella realizzazione della lezione
    # considerevoli i materiali disponibili grazie agli archivi Rai
    Negativi:
    # perché limitare la possibilità di reperire materiale solo a pochi siti? si possono inserire nella nostra lezione solo pagine web della Rai, di Wikipedia, di Youtube o caricare documenti dal proprio PC. 
    manca un ambiente comunicativamente ricco che consenta di creare e gestire discussioni complesse con gli studenti cui sono dedicate le lezioni che abbiamo creato, insomma un sistema di messaggistica rapida e magari con una audio chat sul modello di Voicthread.

    Ecco il video tutorial su come realizzare lezioni attraverso Raiscuola:


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    Quando, partendo dalle concrete problematiche che si incontrano nella quotidiana attività di insegnamento, si combinano insieme le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie e dal web con l'attività di costruzione collaborativa della conoscenza e con il ruolo attivo degli studenti nella didattica, si possono ottenere facilmente ottimi risultati.

    Di Ogni Erba un Fascio
    La Sceneggiatura con cui tradizionalmente vengono "somministrate" dall'alto dell'empireo ministeriali le "Nuove tecnologie Educative" e le "Grandi Epopee Pedagogiche", funziona secondo la seguente ricetta:
    Ingredienti
    1. si prendano, un po a caso e in numero considerevole, le ultime espressione modaiole e trendy che come bolle galleggiano (e scoppiano) nei cieli della didattica: Transmedia Storytelling, Gamification, Flipped Classroom, Personalized Learning, Instructional Design, etc.
    2. si aggiungano tecnologie e dispositivi, gadgets, devices, etc., freschi ma anche non tanto;
    3. si predisponga un progetto secondo modalità fordiste - tayloriste con accompagnamento di vecchi pezzi d'antiquariato industriale tipico della produzione in serie come Diagramma di Gantt, analisi SWOT, etc.
    Preparazione
    1. ci si assicuri di affidare la cottura a personalità di chiara incompetenza in materia,
    2. quindi si faccia di "ogni erba un fascio"
    3. si prevedano spese milionarie,
    4. si cali dall'alto a docenti e studenti il tutto, stando bene attenti ad informarli solo all'ultimo minuto ma con disposizioni, circolari, scadenze, regolamenti in continuo e contraddittorio mutamento come l'eracliteo fiume in cui non ci si bagna mai due volte
    5. questa è la parte più delicata: lasciate trascorrere diversi anni, quanti più possibile (vedi progetto Marte e Progetto Semidas in Sardegna) e servite quanto la pietanza è immangiabile e, magari, velenosa.
    Il fallimento sarà garantito

    Anche il più grande viaggio comincia da un solo piccolo passo
    Proviamo, in questi tempi in cui va di moda capovolgere tante cose, dalla democrazia alla classe, a ribaltare la procedura. Quale problema ci si trova a dover affrontare in un giorno qualsiasi con la propria classe? Nel mio (nostro) caso lo studio della storia italiana, europea e mondiale della seconda metà del XIX secolo, avendo a disposizione poche settimane. Impossibile. Che fare?
    Gli studenti preparano le lezioni utilizzando applicazioni web per realizzare presentazioni
    # Il docente illustra loro le applicazioni web
    # Studenti e docente programmano l'attività
    # Gli studenti "spiegano" ai loro compagni utilizzando i lavori che hanno creato e pubblicato online
    # Si condividono le risorse online tramite l'ambiente di apprendimento S.E.S.S.O. Il piacere di imparare, realizzato nel corso degli anni dal docente e dagli studenti 
    # docente e studenti valutano le lezioni tenute dagli studenti
    # si predispone una verifica sommativa
    Niente di particolarmente rivoluzionario, si rimane nell'ottica della lezione di tipo frontale, potenziata grazie all'uso delle nuove tecnologie (applicazioni web, cloud, videoproiettore, connessione internet) e dialogata, ma è il classico eterno paradigma della scuola tradizionale.
    A ben guardare però:
    1. si risolve il problema
    2. gli studenti apprendono come programmare un'attività
    3. fanno esperienza dell'utilizzo del web come strumento di creazione e pubblicazione di conoscenze
    4. imparano ad utilizzare gli strumenti e le procedure della comunicazione digitale, alfabetizzandosi in tale ambito
    5. superano l'idea che apprendere significhi vomitare addosso al loro docente e ai loro compagni le nozioni, più o meno digerite, che trovano sul libro o negli appunti, cercando di essere quanto più fedeli possibile a tali sacri testi. "Spiegare" non è la stessa cosa che "ripetere", dal tono e inflessione della voce, alla struttura logica del discorso, cambia ogni cosa.

    E per finire ...
    Il risultato non è ancora l'epifania del "Supremo Logos  Tecnologico", è solo "un piccolo passo per l'umanità, ma un grande passo per i miei studenti" (e per me). Inoltre, loro non lo sanno ancora, rientrerà nella mia valutazione anche il giudizio che dovranno esprimere in merito alla spiegazione dei compagni e ai pregi e difetti delle loro presentazioni.
    Dovranno:
    # registrare le loro riflessioni con Audioboom;
    # assegnare un punteggio da 0 a 5 stelle a ogni spiegazione e a ogni presentazione;
    # realizzare con Tackk un rapporto generale postando le loro registrazioni, i punteggi ed esprimendo un giudizio in forma scritta
    # condividendo il tutto nel forum di classe AulaForum
    # Infine si potrà effettuare un sondaggio su Tricider

    Le presentazioni degli Studenti
    Pubblico alcune delle presentazioni che gli studenti hanno realizzato e in cui sono riscontrabili molti difetti e limiti sbagliando si impara e questo non è che il primo passo di un cammino.
    Le applicazioni utilizzato sono state: Mindomo, Emaze, Prezi. Importante sottolineare come siano riusciti a impararne senza problemi l'uso sia perché educati al loro uso da due anni, sia perché nell'ottica sociale e collaborativa del web si impara facilmente dall'esperienza altrui. In questo gli studenti hanno utilizzato i video tutorial presenti sul web e non c'è stato bisogno di perdere tempo a scuola, magari in aula di informatica, per farne apprendere l'uso.

    Jessica Vacca, Le origini della violenza totalitaria: I Boeri, il Grande Trek e la guerra Anglo - Boera



    Martina Oppus, Le origini del totalitarismo: l'esplorazione dell'Africa, il saccheggio del Congo, le origini del lager



    Eleonora Olla, L'Imperialismo in Asia orientale



    Make your own mind maps with Mindomo.


    Marco Corrias, Otto von Bismark

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    Marco Corrias, La Belle Epoque

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    Si fa presto a dire "Infografica"

    La rappresentazione grafica delle informazioniè sempre stato uno degli aspetti principali dell'agire comunicativo, in un certo senso è all'origine della stessa nascita della scrittura, che altro non è se non rappresentazione grafica della lingua parlata.
    Altro fondamentale aspetto che da sempre caratterizza la rappresentazione grafica delle informazioni è la ricerca di un ordine che trasformi i dati in informazioni imponendo ad essi una struttura relazionale. Anche per questo secondo aspetto siamo di fronte a uno degli aspetti principali dell'agire conoscitivo umano, la ricerca del senso, del logos che è alla base nascita della filosofia e delle scienze.
    Anche l'odierno successo delle infografiche nasce dalla stessa ragione, la quantità di dati oggi in nostro possesso è tale da risultare ingovernabile, ma non si tratta solo del problema dell'overload informativo, si tratta della difficoltà di "inquadrare" i dati, ovvero inserirli in un contesto strutturato, categorizzato, che li renda comprensibili e esplorabili, senza la qual cosa i dati non saranno mai informazioni, ma caos, opposto del logos, disordine.

    Infografica? Chi è costei?
    Senza indulgere in peraltro interessanti questioni di natura storica, semiotica, epistemologica e semantica, assumiamo il termine infografica nel suo senso più ampio di "information design" ben espresso dalla parola "infographic"che nasce dalla fusione delle parole informazione (information) e grafica (graphic), ovvero: visualizzazione delle informazioni in cui prevale l'aspetto grafico e visivo su quello testuale. Componente essenziale dell'attuale sviluppo delle infografiche è la digitalizzazione e l'elaborazione computerizzata delle informazioni e della loro visualizzazione.
    In questa accezione molto ingenua e generale molte cose possono essere etichettate come Infografiche: mappe concettuali e mentali, diagrammi di flusso, istogrammi, mappe, schemi, ecc.

    Per cercare di chiarire cosa sia una infografica possiamo tracciare una storia dell'infografica attraverso l'esame di alcuni esempi tratti dalla storia della nostra cultura, fino ad arrivare, in un successivo post fino ai nostri giorni per poter prendere in considerazione le infografiche interattive e dinamiche che la comunicazione digitale consente di realizzare

    I greci, come sempre! Apiano e il cosmo aristotelico - tolemaico
    Piero Apiano, XVI secolo, illustrazione dell'universo aristotelico - tolemaico
    Cominciamo con un disegno che rappresenta l'universo aristotelico - telomeico realizzato da Piero Apiano, cartografo, matematico e astronomo tedesco vissuto a cavallo tra il XV e XVI secolo. Questa illustrazione rappresenta in modo compiuto e completo la concezione del cosmo che ha dominato la cultura occidentale per circa 2.500 anni. Siamo di fronte ad uno dei paradigmi più potenti e duraturi, una matrice di senso che ha consentito per decine di secoli di "inquadrare" qualsiasi cosa accedesse nell'universo.
    Tutto ciò che esiste trova una collocazione generale in questo "disegno": la terra, i pianeti, il dualismo tra mondo sublunare e celeste, dio e gli uomini, le costellazioni e i segni dello zodiaco, i moti degli astri, i 4 elementi e l'etere, la fisica terrestre e celeste. Non si tratta, ovviamente, di dati statistici e specifici, ma del contesto generale in cui tali dati vanno inseriti per divenire informazioni. L'infografica di Apiano sintetizza i dati, ovvero fornisce una rappresentazione visiva unitaria del molteplice (come direbbe Kant), fornendo uno schema di organizzazione a dati e nozioni di varia natura: fisica, astronomica, metafisica, teologica, astrologica. 
    Quali le caratteristiche di questa illustrazione? Procedendo senza alcuna pretesa di sistematicità possiamo stilare il seguente elenco:
    # traduce visivamente un quadro concettuale, di origini greche, consistente in un ordine cosmico paradigmatico
    applica tale quadro ai dati generali strutturandoli secondo relazioni grafiche rappresentate su una superficie bidimensionale
    le relazioni di ordine logico - concettuale trovano espressione nella disposizione spaziale reciproca dei vari elementi che formano l'immagine
    prevale decisamente l'elemento visuale, il design, su quello testuale. Le parole sono poche e in genere si preferisce usare simboli piuttosto che la scrittura alfabetica
    la mappa può essere navigata e/o esplorata in molti modi e secondo percorsi diversi, ma tutti entro un quadro condiviso e intersoggettivamente valido
    l'illustrazione non costituisce solo un tentativo riuscito di ordinare i dati, ma anche un meccanismo euristico che può fornire un supporto all'apprendimento o, addirittura, portare alla proposizione di nuove conoscenze
    # combinatoria e dinamica

    Una infografica raffigurante l'Enciclopedia Medioevale delle Scienze
    L'illustrazione di Apiano non costituisce un caso eccezionale ma rientra in quella che era una consuetudine risalente alla miniaturistica medioevale e che si riscontra, per esempio, nelle raffigurazione del sistema del sapere costituito dalle sette atti liberali, come emerge da questa "infografica" del XII secolo opera di Herrad von Landsberg
    Anche in questo caso siamo di fronte a una rappresentazione visiva che propone il sistema gerarchico di relazione tra le scienze che nel loro insieme costituiscono l'enciclopedia medioevale del sapere: il sistema delle 7 arti liberali, anche questo derivato dalla cultura greca classica.
    Il disegno mostra i diversi comparti del sapere, i loro rapporti reciproci, il processo della produzione e circolazione dei flussi conoscitivi, nell'ottica propria della cultura medioevale. Alle caratteristiche rilevate in precedenza possiamo aggiungere
    # la presenza del colore che aggiunge un ulteriore livello di significato e raffigurazione simbolica
    # l'utilizzo di elementi architettonici con funzione comunicativa
    # l'accuratezza del disegno che comporta la rappresentazione e comunicazione di ulteriori informazioni, quali gli strumenti impugnati dai personaggi raffiguranti le varie arti, che ricordano le icone delle infografiche moderne
    # anche in questo caso manca la dimensione quantitativa
      
    Le 7 arti liberali, Hortus Deliciarum, Herrad von Landsberg, XII sec.



    Leibniz e l'Ars Combinatoria: la nascita dell'ideale Computazionale in una "Infografica"
    L'ideale combinatorio di Leibniz, da lui definita Charateristica Universalis, consiste nella costruzione di un sistema di calcolo attraverso cui si potesse derivare la totalità del sapere a partire da alcune premesse e regole di inferenza originarie, segna la nascita del sogno computazionale, che trova piena fioritura ai nostri giorni, ma più come un incubo che come un sogno. Infatti il sogno di Leibnizè quello di individuare un algoritmo che riduca la dimostrazione a calcolo, ovvero ad una procedura automatica di tipo inferenziale e che sia tale da poter essere implementata su un meccanismo
    Se questo aspetto del sogno leibniziano si è avverato, non altrettanto è accaduto con l'altra componente fondamentale dell'ideale del calcolemus: la riduzione della totalità dei dati a un sistema unico, coerente e completo. Trascurando gli aspetti logici di questo problema, insiti nei teoremi limitativi, basta considerare l'attuale problema dell'Information Overload e dei Big Data che nascono dalla combinazione di due criticità
    l'enorme dimensione quantitativa che i dati disponibili hanno raggiunto e 
    la difficoltà di combinarli entro un sistema unico e universale che conferisca loro un senso assoluto e stabile.

    I 4 elementi aristotelici secondo Leibniz, Dissertatio de arte combinatoria, 1666

    L'infografica di Leibniz si basa su due teorie fondamentale della scienza aristotelica, la fisica e la logica. Secondo la dottrina degli elementi della fisica aristotelica, i 4 elementi sono posti ai vertici di un quadrato inscritto in una circonferenza, ai vertici di in un altro quadrato concentrico sono inserite le loro qualità prime: caldo, umido, freddo, secco. L'organizzazione di questi elementi coincide con quelle del quadrato degli opposti della logica aristotelica secondo cui si possono calcolare tutte le possibili combinazioni dei vari tipi di proposizioni determinandone a priori la verità. Abbiamo raffigurate in questa illustrazione tutte le trasformazioni possibili degli elementi in base ad aggiunte e sottrazioni delle loro qualità.
    Trascurando la questione fisica e filosofica, possiamo riscontrare anche in questa "infografica" le stesse caratteristiche viste in precedenza e trarre una prima fondamentale conclusione: rispetto alle infografiche attualmente in uso la principale differenza non è comunicativa, non riguarda il design, la logica di composizione della figura, ma consiste nel fatto che manca totalmente qualsiasi riferimento numerico, mentre l'odierna diffusione delle infografiche è strettamente connessa al trattamento dei numeri. I dati che le infografiche digitali raffigurano sono prevalentemente numerici e fanno riferimento a rilevazioni e misurazioni di fenomeni specifici, l'uso della raffigurazione delle informazioni in età antica e moderna è invece prevalentemente riferito a concetti generali secondo un approccio più aprioristico e deduttivo, sarà solo con la scienza e la quantificazione e matematizzazione dell'esperienza che si aprirà la strada per il trattamento matematico dei dati.



    Le Infografiche "strettamente parlando"
    Nel 1626 viene pubblicato il trattato di astronomia  Rosa Ursina sive Sol di Christoph Scheiner, astronomo e fisico gesuita tedesco, per illustrare i modelli seguiti dalla rotazione del sole vengono utilizzate illustrazioni che possono essere definite infografiche in senso proprio

    C. Scheiner, Rosa Ursina sive Sol, pp. 339. immagine 64
    Dalla voce di Wikipedia English dedicata alle infografiche, si apprende che nel 1857 Florence Nightingale realizzò un'infografica che illustrava le cause della mortalità dei soldati durante la guerra di Crimea, per convincere la regina Vittoria a migliorare le condizioni degli ospedali militar. L'infografica utilizza una combinazione di grafici a barre e a torta, ottenendo un "Coxcomb Chart", un grafico a "Cresta di gallo"

    Diagram by Florence Nightingale, causes of mortality during Crimean War


    Per proseguire questa carrellata di infografiche delle origini, un diagramma del 1840 che sembra realizzato oggi, tratto da un articolo di Luke Hinchliffe pubblicato il 27/01/2015 su  Kurtosys: Storytelling with Data Visualization. Viene rappresentata la diffusione del colera a Londra in relazione alla temperatura.

    1840: Temperaturta e diffusione del colera a Londra


    Possiamo concludere con un'altra infografica segnalata nello stesso articolo e risalente al 1917, si tratta di un poster della prima guerra mondiale dedicato al pane e in cui il disegno, persino i colori e la grafica, fanno pensare a una delle attuali infografiche.

    1917, Bread, first in war, first in peace

    Una Conclusione finalmente!
    Da quanto visto fin qui emerge chiaramente che tutti gli elementi che caratterizzano ciò che oggi chiamiamo infografica sono il risultato di un lungo percorso storico che alcuni vogliono far risalire addirittura alle pitture rupestri della grotta di Altamira. Anche senza spingerci così indietro nel tempo, abbiamo documentato come la nascita e crescita dell'infografica, fino al raggiungimento dell'età adulta, sia da collocarsi tra il tardo medioevo e il XIX secolo. In tale arco di tempo infatti, tutti gli elementi costitutivi di questo media giungono a maturazione.
    Semplificando possiamo dire che le componenti fondamentali di un'infografica sono: forma visuale, contenuto, conoscenza
    Per quanto riguarda gli elementi grafico - visuali: icone, simboli, disegni, elementi geometrici, forme grafiche, ecc. sono presenti in modo massiccio sin dal medioevo. Anche la disposizione di questi elementi nello spazio acquista un significato informativo e comunica conoscenza, tutto nella grafica è da subito finalizzato alla espressione del contenuto, a dare una forma al contenuto. Anche i colori, diventano parte di quella struttura grafica complessiva e coerente che produce significato e rende leggibile l'infografica "antica". Altro aspetto interessante che possiamo individuare fin dalle prime illustrazioni che abbiamo presentato, è che la grafica delinea dei percorsi che vengono suggeriti all'osservatore. Si tratta di immagini statiche, che vanno però esplorate seguendo le "indicazioni" grafiche e cromatiche, ci si "deve"muovere all'interno dell'immagine "interagendo", seppur solo visivamente e intellettualmente, con essa, ma la strada che porterà a una forma di interazione concreta, grazie alla digitalizzazione, è già potenzialmente presente.
    Anche l'elemento conoscitivoè da subito in primo piano in un duplice senso. In primo luogo tali immagini corrispondono sul piano alle categorie concettuali, loro scopo è quello di "trasformare" i dati in "informazioni" dotate di senso, in quanto collocate entro un contesto teorico che ne determina il significato. Quindi l'infografica è generata a partire dal complesso di teorie, conoscenze, premesse filosofico - culturali che fungono da elementi strutturanti dei dati, tale quadro concettuale di fondo viene reso con espedienti grafico - visuali e che determinano "come" i dati sono raffigurati e quindi semantizzati. In questo primo senso l'infografica assume, da subito, un valore comunicativo e pedagogico, suo scopo è favorire nell'osservatore l'apprendimento, in questo caso non tanto e non solo del contenuto veicolato, ma dei quadri concettuali che lo strutturano. In secondo luogo l'infografica è a sua volta un meccanismo euristico generatore di senso. La possibilità di esplorarla e muoversi al suo interno attraverso percorsi e meccanismi combinatori, può portare a nuove ipotesi e nuove conoscenze.
    I contenuti che l'infografica organizza e comunica sono il terzo elemento costitutivo di essa. Qui troviamo la principale differenza tra le "infografiche classiche" e quelle "moderne e contemporanee". Mentre in età classica e medioevale i contenuto sono conoscenze e concetti generali, presenti anche nelle infografiche contemporanee, a partire dalla rivoluzione scientifica si va affermando, fino a prevalere, la rappresentazione di dati numerici relativi a fenomeni specifici.
    Nel caso di Christoph Scheiner si tratta dei dati relativi all'orbita solare, quindi dati numerici frutto della operazione di matematizzazione della natura. Questa tendenza viene a investire sempre di più anche lo studio della società, come mostrano le infografiche di Nightingale e quella relativa all'epidemia di colera a Londra.
    Oggi la quantificazione e misurazione di ogni aspetto della vita sociale e dell'attività umana è il paradigma dominante della conoscenza: qualsiasi fenomeno di qualsiasi tipo viene "descritto" in termini quantitativi. Questo determina una estrema sovrabbondanza di dati, che a sua volta pone l'esigenza di interpretare e organizzare tali tali "dati" come decisiva. Da ciò la necessità di strumenti sempre più efficaci e potenti, come il trattamento algoritmico dei Big Data.
    La strada dell'infografica è un'altra, più umanistica rispetto a quella dei Big Data e della Business Intelligence. Nelle infografiche infatti la comunicazione mira alla comprensione e interpretazione di un fenomeno secondo schemi intuitivi e immediati e attraverso una mediazione concettuale in cui segno e disegno offrono una traduzione dei concetti in imamgini.
    Con la digitalizzazione si impone l'attuale infografica caratterizzata da interattività e dinamicità. Ma questa è un'altra storia.

    Una Infografica sulla Storia delle Infografiche
    Una interessante infografica sulla storia delle infografiche ralizzata in forma di timeline e che pone la nascita delle infografiche nel 40.000 a.C. ,con le prime pitture rupestri della grotta di Altamira in Spagna.



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    Il Problema
    Quali indicazioni si possono trarre dal successo delle politiche di riforma scolastica che hanno portato avanti altri paesi? Non certo la dogmatica assunzione di forme da applicare meccanicamente alla realtà scolastica di un paese come l'Italia, ma possono certamente essere tratte indicazioni e linee guida generali su come si dovrebbe agire e anche criteri per valutare come si agisce.
    In altre parole non si tratta di copiare i contenuti di qualche mirabolante e rivoluzionaria riforma scolastica realizzata da altri, ma di cercare di capire come essi abbiamo proceduto: non che cosa hanno fatto, ma come lo hanno fatto.

    La riforma della Scuola in Finlandia
    Interessanti spunti per riflettere su come sia possibile riformare un sistema scolastico, su quali siano le sfide politiche ed educative cui si va incontro e quali  le modalità più opportune per pianificare e attuare le riforme in termini di tempi e risorse, ci è offerto da un interessante articolo comparso su Oxydiane, "La riforma che ha cambiato la scuola in Finlandia", in cui non trovo nessuna indicazione precisa relativa alla data di pubblicazione e all'autore. 
    L'articolo è puntuale e preciso e costituisce un ottimo punto di partenza per chi voglia ulteriormente approfondire l'argomento, grazie all'apparato di note, documentazione allegata, precisi riferimenti, con cui viene supporta la descrizione del processo riformatore finlandese. 

    Alcune caratteristiche della scuola finlandese e del modo in cui è stata riformata
    Consiglio la lettura dell'intero articolo e mi limito a sottolineare i punti che più mi interessano, anche in relazione alla attualità politica italiana e alla riforma nota come "La buona scuola"
    # scuola primaria comune fino a 16 anni articolata e della durata complessiva di nove anni, in cui si distinguono due segmenti: 6 + 3 anni (elementari e medie nostre) e scuola superiore di 3 anni
     scuole di dimensioni piccole / medie con un massimo di 300/500 alunni, in cui tutti si conoscono e la scuola è una effettiva comunità di apprendimento caratterizzata da un forte senso di appartenenza, l'opposto di quanto si è fatto in Italia con la riforma Gelmini;
     gradualità del processo di riforma che è attuata a "piccoli passi" e in tempi lunghi in quanto prende le sue mosse nel 1972 e si può dire portata a termine nel 2002
    la riforma viene affrontata da un sistema politico e partitico che condivide gli obiettivi, è consapevole dell'importanza della formazione, gestisce in modo unitario il lungo processo di transizione, concordo sui tratti essenziali del processo di trasformazione della scuola ed è disposto a investire nell'istruzione considerandola "strategica" per il paese;
    la riforma non viene "pensata" e "attuata" a prescindere dagli operatori della scuola e ponendo questi di fronte al fatto compiuta, ma assumendo la "politica scolastica" come punto essenziale della riforma. Riformare non vuol dire calare dall'alto modelli di "buona scuola" preconfezionati a tavolino, ma guidare un processo pluriennale di costruzione collaborativa di un nuovo sistema partendo dal basso
    importanza che viene data alla scuola intesa come ambiente di apprendimento dotato di tutti gli strumenti, gli spazi e le risorse necessarie all'apprendimento e insegnamento. 

    GERM e ARM? 
    Questione capitale è il modello di sistema educativo che si intende realizzare attraverso il processo di riforma, occorre averne una chiara visione per poter procedere con efficacia nell'attuare una riforma di un sistema così complesso come quello scolastico. La totale assenza di una simile visione complessiva, ha sempre brillato per la sua assenza, in tutte le pseudo - riforme portate avanti in questi ultimi anni dai governi italiani che infatti sono state caratterizzate da: incoerenza, pressapochismo, contraddittorietà, inconcludenza, etc. Basti pensare che nel giro di pochi anni il sistema di reclutamento dei docenti è stato cambiato 4 volte per cui ora esistono contemporaneamente, 4 tipologie di "aspiranti docenti", tutti divenuti tali in pieno rispetto delle leggi emanate in materia dal ministero e tutti incerti sul loro futuro perché non si riesce a comporre in un quadro unitario la loro situazione normativa. Si leggo questa testimonianza di Carlo Mazza Galanti sulla follia del sistema d reclutamento dei docenti in Italia dal titolo significativo "Come farsi passare la voglia di diventare insegnanti"
    A livello internazionale si possono considerare prevalenti due diverse concezioni, radicalmente differenti, di cosa debba intendersi per "sistema educativo scolastico". Si tratta dei Modelli GERM (Global Education Reform Movement) e ARM (Alternative Reform Movement), che cercherò di descrivere per sommi capi e che costituiscono il riferimento delle politiche educative dei paesi OCSE, con una netta prevalenza per la ricetta neoliberista del prescritta dal modello GERM.

    Il modello GERM
    Il modello GERM è quello che equipara la scuola a un sistema produttivo e adotta le logiche della gestione aziendale: valutazione docenti, studenti, accountability, test di misurazione, definizione di standard, adozione delle TIC, ecc. Sorge negli anni '80 in U.S.A., Gran Bretagna, Australia, diviene ortodossia didattica nell'età di Reagan e della Thatcher, ispira la rifondazione delle scuole anglossassoni sulla base della competitività e della standardizzazione.
    Il modello del mercato viene applicato alle istituzioni scolastiche che devono entrare in concorrenza tra loro, in questo modo sarebbero costrette a migliorare la loro offerta. Tassello fondamentale di questa concezione è la possibilità di misurare la qualità dell'istruzione offerta dalle singole scuole e perfino dai singoli docenti. Questo il contesto entro cui trovano collocazione le prassi valutative fondate sull'uso dei test.
    Per meglio comprendere le caratteristiche del modello GERM consigli la lettura dell'articolo di Pasi SahlbergGlobal Education Reform Movement is here!, che ha scritto anche un pezzo per The Guardian dall'inequivocabile titolo The PISA 2012 scores show the failure of "market based" education reform
    Tale prassi viene fatta propria dalle agenzie internazionali di valutazione, che su tale fondamento ideologico neoliberista costruiscono un sistema di monitoraggio e comparazione dei sistemi formativi, come quello OCSE - PISA la cui attenzione si focalizza però solo su alcune competenze: Literacy e Numeracy, escludendone completamente altre.
    La strategia messa in atto da Invalsi con le sue prove di "valutazione" del successo scolastico, si basa su una strategia di accountability fondata sui test, che è estranea al nostro sistema scolastico e agli obiettivi che, a partire dal dettato costituzionale, essa da sempre persegue. Insomma pretendere di valutare la nostra scuola con i test Invalsi sarebbe come pretendere di misurare la distanza tra Roma e Milano in Chilogrammi. A proposito della validità scientifica dei test Invalsi segnalo uno dei tanti articoli del matematico Giorgio Israel a proposito della situazione della scuola italiana e dei test Invalsi, dal titolo La scuola e il crollo del buon senso 

    Il modello ARM
    Il modello ARM (Alternative Research Movement) è più umanistico ed è fondato sulla autonomia delle istituzioni scolastiche con pochi standard nazionali e punta sulla formazione del personale docente e la sua autonomia in qualità di professionisti. Nel modello ARM si punta sulla collaborazione e non sulla competizione tra studenti, docenti e scuole, anzi tale idea è del tutto assente. Il modello ARM è quello scelto dalla scuola finlandese, caratteristiche principali del modello ARM in Finlandia sono:
    - fiducia nei docenti e dirigenti che sono considerati professionisti di alto livello e che sono formati secondo percorsi chiari e affidabili;
    - vengono incoraggiate a tutti i livelli (dirigenti, docenti, studenti) il pensiero critico, la creatività, l'immaginazione, la proposta di nuove soluzioni e idee;
    - Finalità ultima dell'apprendimento e dell'insegnamento sono il piacere di apprendere, infondere curiosità e sviluppare lo sviluppo complessivo di chi apprende.


    Cosa si può imparare dalla riforma scolastica finlandese?

    1. I tempi di una riforma scolastica
    I tempi sono quelli lunghi e vanno gestiti da un ceto dirigente lungimirante, il contrario delle mille riforme che la scuola italiana ha dovuto subire e che si caratterizzano per i brevissimi tempi di incubazione e la totale incapacità di affrontare il problema in modo sistemico, limitandosi a intervenire solo in alcuni settori e senza curarsi della coerenza degli interventi con il sistema nel suo complesso. La riforma Gelmini è stata pensata in pochi mesi e attuata immediatamente con obiettivi prevalentemente finanziari (risparmiare). La Riforma Gelmini - Renzi, nota con quello che pare più uno slogan che un'idea per riformare la scuola (La Buona Scuola), viene considerata intoccabile e scodellata in pochi mesi all'opinione pubblica e ai soggetti che operano nella scuola, lasciati totalmente al di fuori del processo di elaborazione della riforma stessa, se si esclude la finzione di questionari online e siti web che somigliano più a brochure pubblicitarie che a luoghi di dibattito.
    Prima Conclusione: per cambiare la scuola occorre una capacità progettuale sistemica e un lavoro pluridecennale graduale, coerente ma inesorabile che coinvolga attivamente tutti i soggetti in campo. 

    2. I luoghi della riforma della scuola
    I luoghi della riforma della scuola sono le scuole intese come edifici, sono le aule intese come ambienti di apprendimento. L'opinione pubblica italiana, gli stessi docenti e studenti, non sono nemmeno lontanamente in grado di comprendere l'inadeguatezza dei luoghi in cui la comunità scolastica svolge il suo lavoro di apprendimento e insegnamento. Ricordo solo, per chi non lo sapesse, che circa la metà delle scuole italiane non ha né il certificato di agibilità, né quello di prevenzione incendi e che il 40% degli edifici ha 40/50 anni di età. Il solo modo per avere un'idea precisa dell'arretratezza e del sottosviluppo italiani è quello di utilizzare video e immagini. Quindi lascio la parola a fotografie e filmati

    2.1. Finlandia: Jyvaskyla, la capitale della scuola finlandese
    Anche in Italia esiste qualche bella scuola, ma si tratta di rari casi, in Finlandia sono per la maggior parte come mostrano le fotografie. Si tratta di tre diverse scuole da me visitate durante un soggiorno ad Jyvaskyla nel 2009 in qualità di visitatore italiano del sistema scolastico finlandese, ho visitato tutte le scuole della cittadina.

    Atrio della Scuola media Vaajakumpu

    Scuola media Vaajakumpu: sala professori

    Liceo Cygnaeus: sala professori

    istituto Viitaniemi: una delle sale mensa
    Un articolo (in inglese) in cui si approfondisce la concezione della scuola come progettazione di Ambienti di apprendimento e non di fatiscenti edifici di stanze vuote come in Italia, si può leggere sul sito della OECD: Conference in Finland on Tomorrow's Learning Environment

    2.2. La Scuola Danese: Hellerup
    In questo filmato dell'Indire viene presentata una scuola tipo danese: la scuola di Hellerup:



    2.3. La scuola Svedese
    Il polo creativo di Stoccolma in questo studio dell'Indire: la scuola di Vittra - Telefonplan.



    2.4. La scuola Australiana
    In Australia le scuole sono quasi tutte private, nelle scuole pubbliche ci va chi non può permettersi la scuola privata. Questo che vedete presentata nel filmato è l'edificio che ospita l'unico liceo pubblico di Melbourne. In Australia si sta passando al sistema "open classrooms" aule aperte, in pratica non esistono aule e tutti gli studenti ricevono, da una decina d'anni a questa parte, il laptop dalla scuola. La didattica è basata sull'online learning.

    2.5. La Scuola Italiana?
    Tutti noi abbiamo esperienza di quale sia la condizione disastrosa degli edifici scolastici in Italia, si consideri però che non si tratta solo di inadeguatezza dal punto di vista della sicurezza, semplicemente la maggioranza degli edifici scolastici italiani non sono scuole, non sono nemmeno ambienti di apprendimento, sono stanze delle stanze vuote del tutto inadeguate alle esigenze della didattica del XXI secolo. Nel mio istituto, per esempio, non si possono nemmeno spostare i banchi. devono restare disposti su tre colonne per motivi di sicurezza, in caso si debba evacuare velocemente la scuola. 

    3. Mercato versus Comunità
    Mentre il modello anglosassone è fondato sull'idea di competitività e concorrenza declinate a tutti i livelli e assunte come principale garanzia della crescita della qualità della formazione, il modello ARM attuato in Finlandia  è fondato sull'idea di comunità e della formazione come ricerca e costruzione collaborativa della conoscenza e del percorso didattico. L'aspetto più interessante di questa prospettiva, è che la stessa riforma è stata attuata come un processo collaborativo di costruzione del nuovo sistema scolastico, processo di cui i docenti e studenti sono stati protagonisti. Questi alcuni spunti interessanti propri di questo modo di procedere:
    Consenso e fiducia della popolazione sul modo di operare dei governi e sugli effettivi obiettivi della riforma, finalizzata a trasformare il sistema economico del paese in una "economia della conoscenza";
    Estrema gradualità della riforma: pur prevedendo un mutamento drastico del sistema scolastico, l'attuazione della riforma si è sviluppata in un arco di 20/30 anni consentendo di assorbire gradualmente le novità 
    Negoziazione di ogni passo della riforma con i soggetti chiamati in causa e condivisione degli obiettivi;
    Clima di fiducia reciproca tra famiglie, docenti, studenti, dirigenti e autorità politica, non esiste un sistema di valutazione esterno degli studenti, delle scuole, dei docenti;
    graduale ricambio del corpo docente con pensionamento degli insegnanti formati nel modo tradizionale e immissione di nuovi docenti formati diversamente e secondo un profilo differente da quello tradizionale
    # Creazione attraverso la collaborazione tra i docenti di un nuovo curricolo per la scuola

    LINKOGRAFIA
    Carlo Mazza Galanti, Come farsi passare la voglia di diventare insegnanti"Germ
    Fedinando Imposimato, Difendete la scuola pubblica
    Giorgio IsraelLa scuola e il crollo del buon senso
    OxydianeLa riforma che ha cambiato la scuola in Finlandia
    OECDConference in Finland on Tomorrow's Learning Environment
    Pasi Sahlberg 
    Global Education Reform Movement is here!
    The PISA 2012 scores show the failure of "market based" education reform


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    Propongo una sintetica rielaborazione dell'articolo "Seven Ways to Create a Storymap", pubblicato su Schoolofdata il 25/08/2014, che affronta il tema dell'utilizzo delle Storymaps in ambito giornalistico. Nel post si discute infatti di cosa sia una storymap attraverso l'esame di alcuni esempi che mostrano come una mappa interattiva, corredata da legende e media, possa essere un supporto efficace per commentare una storia. Nel seguito del post vengono proposte e recensite 7 applicazioni web per realizzare storymaps. La possibilità di trasferire dal giornalismo alla didattica questo tipo di strumenti è abbastanza immediata, si tratta di una forma di storytelling e/o presentazione supportata da una mappa interattiva e multimediale

    Cos'è una Storymap?
    Qualora si disponga di una vicenda che presenta le caratteristiche narrative della "storia", questa può essere facilmente rappresentata attraverso una storymap. Le principali caratteristiche che tale contenuto / vicenda deve possedere sono:
    # deve svilupparsi attraverso una serie di fasi /momenti ben identificabili e 
    collocati luoghi diversi dello spazio, 
    # deve essere possibile attraverso testo, immagini, filmati, etc. corredare e illustrare la vicenda
    # si deve disporre di una applicazione web o software per riportare su una mappa le varie tappe della storia e i contenuti multimediali necessari a raccontarla



    New York Times
    Tre esempi di come la realizzazione di storymaps sia stata utilizzata dal New York Times come forma di Digital Storytelling capace di proporre mappe interattive con legende per mostrare i diversi punti nello spazio in cui si articola e sviluppa una storia.

    Gli Esempi
    # Riding the Silk Road: viaggio attraverso la via della seta, luglio 2013;
    # The Russia Left Behind, racconto della storia di 12 ore di viaggi da San Pietroburgo e Mosca;
    # A Rogue State Alng Two Rivers: luglio 2014, racconto della progressiva espansione del "Califfato" islamico dell'Isis tra Tigri e Eufrate;

    New York Times: Riding the New Silk Road
    Racconto, Mappa, Movimento e Durata
    In tutti e tre i casi questa particolare forma di digital storytellnig riesce a produrre nel lettore un forte coinvolgimento dovuto alla rappresentazione del movimento che nella mappa è reso dal percorso che collega i diversi punti della storia nella mappa, percorso che il lettore deve a sua volta attraversare muovendosi tra essi. Il passaggio dall'uno all'altro compiuto del lettore traduce l'idea di durata temporale e lo scorrere della pagina e delle legende e punti consente una esperienza delle storie di viaggio raccontate, più piena, ricca, completa e coinvolgente. Si tratta di una forma di combinazione in cui la dimensione temporale trova traduzione non in un video, ma in un "testo multimediale dinamico", la mappa geografica, l'uso della legenda, etc. fungono da contesto della storia e interagiscono con essa e con la percezione del lettore.

    Una Narrazione Cartografica
    "La rivolta degli Schiavi in Jamaica, 1760-61, una narrazione cartografica" reinventa in un altro modo ancora sia la cartografia che il digital storytelling. Il lavoro è frutto della collaborazione di Axis Maps con Vincent Brown dell'Università di Harvard. Gli autori così definiscono questo lavoro: "una mappa animata tematica che narra la storia spaziale della più grande rivolta di schiavi dell'impero britannico del XVIII secolo".

    La Rivolta degli Schiavi in Jamaica
    Applicazioni per creare una Storymap
    L'articolo si conclude con la segnalazione di applicazioni e software per la realizzazione di storie digitali attraverso mappe interattive. Queste le applicazioni proposte:
    # StoryMap JS:  editor di mappe sincronizzato con Google Drive Editor. Supporta l'uso di: Mappe, slides, intestazioni, testo esplicativo, media (incorporamento)
    # Odyssey.js:  fornisce modelli di ambienti che supportano la creazione della storymap e permette la creazione di tre differenti tipologie di mappe: in formato slide; una visualizzazione basata sullo scrolling della pagina; visalizzazione animata.
    TimeMapper: Supporta: descrizione punto, data e testo esplicativo che vanno inseriti in un foglio di lavoro Google che poi realizza una mappa con timeline
    # JourneyMap:  
    # Google Earth Tour Builder: realizza Tour 3D in Google Earth
    Story Maps: consente la creazione di una ampia gamma di storymaps diverse per tipologia. possono infatti essere: sequenziali, basate su posizioni, narrative. 
    # PlayBack: Java Plug in 

    Tra tutte queste applicazioni consiglio, per motivi di semplicità, facilità di utilizzo e versatilità: Odyssey e Story Maps.

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    La tassonomia di Bloom nel corso della sua lunga storia ha vissuto varie metamorfosi che ne hanno preservato l'utilità di strumento per organizzare alcuni importanti aspetti dell'attività didattica, dalla programmazione / progettazione, alla valutazione. Risulta utile, senza voler fare di essa un feticcio, approfondirne la storia e i suoi attuali utilizzi possibili in ambito didattico. In questo post presento una bacheca da me realizzata su Pinterest e intitolata Bloom Taxonomy - Tassonomia di Bloomin cui sono raccolti 43 link a risorse pubblicate sul web e che trattano la tassonomia di Bloom.

    Dentro la Bacheca trovate ...
    Espongo di seguito i criteri che ho utilizzato per creare e popolare la raccolta.
    # Scelta e delimitazione dell'argomento
    Ho deciso di selezionare le risorse relative alle seguenti versioni della tassonomia di Bloom:
    1. La Tassonomia di Bloom nella sua versione originale (1956);
    2. La Tassonomia di Bloom Rivista o Bloom's Revised Taxonomy (BRT), sviluppata a partire dalla precedente da Anderson e Krathwohl nel 2001;
    3. La DBT Digital Bloom Taxonomy, proposta da Andrew Churchs nel 2008 in cui gli obiettivi della BRT sono declinati secondo le competenze, abilità, operazioni e processi propri della comunicazione e della conoscenza digitale.
    # tipologie di fonti
    Nella raccolta ho selezionato vari fonti che trattano delle tassonomie e che si differenziano per tipologie, si tratta di:
    1.infografiche: rappresentazioni grafiche della delle Tassonomia di Bloom che la raffigurano in forma di piramide, ruota, albero, scala. Spesso
    2. Tabelle: in cui sono presentati i vari livelli e/o dimensioni delle tassonomie e le applicazioni o i principi pedagogici cui si ispirano
    3. Articoli: in genere in inglese, in cui vengono approfonditi vari aspetti delle tassonomie tra i quali: come si utilizzano, quali sono i loro vantaggi e i loro limiti, quali i principi a cui si richiamano, etc.
    4. raccolte: molti dei link rimandano a quelle che sono, a loro volta, raccolte di risorse relative alle tassonomie in forma di: presentazioni o raccolte su altri social media (bagtheweb)



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    Il problema di integrare le tecnologie nella didattica
    La generale rincorsa all'ultima applicazione web didattica o alla più recente moda che domina la scena delle Tecnologie Educative, pone spesso in secondo piano la questione essenziale: come usare nella pratica formativa quotidiana queste tecnologie? Come piegarle alle esigenze e agli obiettivi che studenti e docenti perseguono nei loro percorsi scolastici? Così capita che lo strumento venga assunto come fine in se, dimenticando che i due termini congiunti nell'espressione "Tecnologie Educative" non si equivalgono affatto, il secondo prevale decisamente sul primo, si tratta infatti di adeguare le tecnologie alle esigenze della didattica, quelle devono essere integrate in questa.

    Apprendistato e Tecnologie Educative
    Per progredire nell'uso delle tecnologie finalizzate all'apprendimento la strada maestra è la pratica, l'insegnante che volesse procedere in questa terreno utilizzando la strada guttenbergiana di partire dalla teoria per applicare poi nella pratica le conoscenze acquisite fallirebbe, come andrebbe incontro a sicuro fallimento chi pensasse di cominciare dal maturare una sicura padronanza degli strumenti tecnologici, quali applicazioni web, software, etc. Certamente lo sviluppo di competenze digitali costituisce una delle sfide fondamentali, ma ancora più importante è la sfida pedagogica e didattica, che consiste nell'individuare le attività formative cui la tecnologia può fornire un supporto, i bisogni cognitivi che possono essere soddisfatti in modo appropriato da determinate tecnologie piuttosto che da altre, le modalità con cui sviluppare un percorso didattico facendo ricorso alle diverse tipologie di applicazioni digitali educative, etc.

    Dai corsi di aggiornamento alla "Bottega Didattica"
    L'integrazione nella didattica delle tecnologie può maturare se l'approccio è quello dell'apprendistato, del praticantato, in cui si impara facendo e, in questo caso e più esattamente, si impara copiando. Essenziale è infatti partire dalla "buone pratiche" presenti in questo campo, comprendere la logica con cui sono state realizzate, adattare lo scenario e le procedure alle nostre esigenze e procedere sempre confrontandosi con il modello di buona pratica che si è scelto di emulare. All'approccio teorico va sostituita l'emulazione e il procedere per tentativi ed errori, al "corso di aggiornamento" tradizionale, la "bottega didattica" e l'apprendistato del "garzone digitale".

    Comunità di Pratica e Comunità Virtuali
    Altra preziosa risorsa per chi voglia cimentarsi ad introdurre nella didattica le tecnologie educative digitali è il ricorso all'esperienza pratica altrui. Attraverso lo scambio di opinioni, consigli, suggerimenti, etc. si possono spesso trovare quelle soluzioni e strategie che scaturiscono dalle situazioni ed esigenze contingenti e che richiedono risposte specifiche, quasi mai rinvenibili nell'approccio tradizionale dei "corsi di aggiornamento". Il dialogo informale tra pari che si sviluppa nelle comunità di pratica di docenti che sperimentano da anni l'utilizzo del web e delle cosiddette "nuove tecnologie" nella didattica, è prezioso e consente di risparmiare tempo e di evitare di intraprendere strade che si rivelano vicoli ciechi. Grazie ai social network si sono sviluppate e sono attive molte di queste comunità di pratica informali che costituiscono l'humus da cui ci si può aspettare quella "rivoluzione digitale" nella scuola italiana che le politiche ministeriali non sono mai state in grado di favorire, ignorando quasi sistematicamente le iniziative dal basso e privilegiando un approccio top - bottom, centralizzato, con la somministrazione di contenuti precostituiti e la totale assenza proprio di quelle caratteristiche dialogiche, collaborative, interattive, che caratterizzano la rivoluzione digitale. 

    Facebook e le comunità di insegnanti
    Su Facebook sono presenti e attive mote comunità di docenti che quotidianamente scambiano le proprie conoscenze ed esperienze nel campo delle tecnologie educative, segnalo, tra le tante:
    Il Docente Social
    # Il tablet a scuola
    # Insegnanti
    Insegnanti 2.0
    # Tecnologie per la Didattica

    Blog e Siti in Inglese
    Certamente la lingua costituisce un ostacolo, ma leggere l'inglese non è un'impresa così ardua, inoltre l'inglese oggi, come il latino un tempo, è la lingua franca in cui si può comunicare con educatori, insegnanti, ricercatori, pedagogisti di tutto il mondo e rimanere aggiornati sulle attuali tendenze e sulle ultime frontiere della ricerca in campo pedagogico, didattico e delle tecnologie educative.
    Questi sono i blog e siti che io seguo da tempo e che ho raccolto in un blocco utilizzando Zeef, per visualizzare il blocco in completo: Blog / Siti per l'aggiornamento sulle tecnologie Educative


    Blog e Siti in Italiano
    Naturalmente esistono anche molti siti e blog in italiano e sempre di più ne nascono. Rimando a un vecchio articolo di Alessandro Bencivenni, il prof digitale dal titolo I migliori siti italiani che parlano d'innovazione didattica, riporto qui l'elenco del prof digitale:
    AulaBlog (ebbene si il prof digitale ha inserito anche il mio blog)
    naturalmente anche il blog di prof digitaleè un riferimento obbligato in fatto di innovazione e didattica

    Alle risorse segnalate da Alessandro Bencivenni aggiungo (e mi scuso per la tutte le altre risorse e persone che trascuro a causa della mia ignoranza):
    Anitel: portale per la formazione permanente nel mestiere dell'insegnante ricco di materiali e corsi sulal formazione dei docenti, la didattica, le tecnologie educative.
    Paolo Scorzoni, Scuola Interattiva: archivio ricchissimo di video lezioni di storia, italiano e didattica. Le lezioni sono realizzate in forma molto sintetica e efficaci sul piano comunicativo. Utili per studenti e docenti e per trovare materiale per una didattica fondata sul blended learning
    Anna Rita Vizzari, Una lavagnata al giorno: un blog ricco di riferimenti e risorse che offre innumerevoli esempi di buone pratiche da cui prendere spunto
    Jessica Redeghieri: canale YouTube ricco di video tutorial in italiano su applicazioni web educative di ogni tipo, si tratta di un canale essenziale da seguire per chi voglia aggiornarsi e apprendere l'uso delle tecnologie educative che il web offre
    Gianni Marconato, Apprendere (con e senza le tecnologie): un blog con interventi brevi, incisivi, provocazioni e spunti sempre molto interessanti su cosa significhi insegnare e apprendere (con e senza le tecnologie)
    Giuseppe Papaianni, Didattika...mente.net: post relativi ad applicazioni didattiche, progetti, dislessia, tecnologie educative, didattica e digitale, attività interattive, simulazioni, Lim. Centinaia di articoli che vi segnalano siti di interesse didattico, videotutorial, software didattico, risorse e opportunità offerte dalla rete a chi insegna e a chi studia
    Design Didattico: blog con recensioni di servizi web 2.0, saggi dedicati alla "comunicazione digitale", didattica, tecnologie educative, etc. Molto stimolanti e interessanti tutti i post del blog.

    Riviste Online in italiano
    Esistono anche molte riviste, magazine e siti specializzati in italiano che trattano di pedagogia, didattica, innovazione tecnologica e tecnologie educative. Anche in questo caso segnalo quelli cui faccio normalmente riferimento senza alcuna pretesa di esaustività e servendomi sempre di Zeef:




    Il Web e la "cassetta degli attrezzi"
    Ormai l'ambiente di apprendimento è esploso, le cosiddette piattaforme di e-learning, come Moodle etc., sembrano incapaci di dominare la complessità delle interazioni, la massa delle informazioni, la molteplicità delle opportunità, offerte dal web. La piattaforma educativa, l'ambiente di apprendimento è il web nel suo insieme e le competenze digitali o digital literacy diventano sempre più fondamentali per poter costruire i propri percorsi formativi e ritagliare il proprio Personal Learning Environment entro il flusso comunicativo continuo di internet. Per poter riuscire a gestire la complessità in cui ci si trova immersi e non annegare nei marosi digitali del web, è necessario disporre di una "cassetta degli attrezzi" che sia ben fornita di strumenti. Non esistono formule o teorie universali che garantiscano la buona navigazione e il successo nella sfida formativa e per l'aggiornamento professionale, solo buoni attrezzi e la capacità di utilizzarli al momento opportuno e nel modo giusto, a seconda di quando la situazione lo richieda.
    Per avere la possibilità di districarsi entro l'offerta di applicazioni web educative e provvedere a riempire la propria cassetta degli attrezzi con gli strumenti che ciascuno ritiene più adatti alle proprie esigenze e alla propria attività professionale, suggerisco le seguenti risorse:
    #Tecnologie Didattiche, di Patrizia Vayola, mappa realizzata con Mindomo che costituisce una guida completa e aggiornata per l'autoapprendimento delle tecnologie educative, delle problematiche che insorgono quando si intende utilizzarle e dei modi più efficaci per integrarle nella propria azione didattica. La mappa contiene:
    1. testi e materiali teorici sulle competenze digitali e le tic nella scuola, il web e la didattica;
    2. percorsi di apprendimento per utilizzare strumenti e applicazioni digitali nella formazione con esempi di buone pratiche, link alle risorse, videotutorial, etc.
    3. risorse su alcuni temi chiave quali: didattica social, video nella didattica, insegnare con le app, uso degli hardware, rappresentazioni grafiche.
    #Tecnologie nella Didattica, di Stella Perrone, anche in questo caso una mappa realizzata con Mindomo che fornisce una rassegna completa di strumenti e risorse per creare il proprio percorso formativo e appendere l'uso delle tecnologie educative. Questi i principali temi intorno ai quali si trovano link che rimandano a applicazioni web, buone pratiche, manuali,tutorial, video, pdf, etc.: Ambienti di apprendimento, Apprendimento e condivisione delle risorse, utilizzo della rete, rappresentazione della conoscenza, competenze digitali, didattica disciplinare.
    #Educational Web Apps - Applicazioni web Educative, di Gianfranco Marini: raccolta di applicazioni web free e feemium classificate per tipologie e funzionalità realizzata con Zeef. Presenta 279 links a risorse, contenuti e, soprattutto, applicazioni web e per dispositivi mobili. Le applicazioni sono ordinate in blocchi, ogni blocco corrisponde a una categoria tipologica, tra queste segnalo: presentazioni, gestione della classe, mappe concettuali, annotare, infografiche, start page, slideshow, storytelling, timeline, liste, content curation, quizzes, video lezioni, etc.


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    1. Pinterest e la cura dei contenuti
    Pinterest è uno strumento di classificazione, organizzazione e cura dei contenuti del web molto versatile e potente. Offre una valida alternativa alla ricerca dei contenuti web basata sui motori di ricerca in quanto permette di accedere a pagine e risorse pertinenti, affidabili e attendibili in modo più rapido e sicuro rispetto al motore di ricerca. Tuttavia questo vantaggio si registra solo se le raccolte di links e risorse realizzate con Pinterest sono redatte, pubblicate e condivise in modo corretto, sfruttando gli strumenti che questo ambiente mette a disposizione per fornire un'informazione completa e chiara a chi consulti le bacheche.

    2. Strumenti per la cura dei contenuti in Pinterest
    I principali strumenti per ottenere questo risultato sono:

    2.1. Titolo della bacheca: utilizzando come esempio l'argomento di questo post, il medioevo, possiamo dire che è generico e fuorviante intitolare "Medioevo" una bacheca che raccoglie esclusivamente o quasi immagini e manoscritti miniati, meglio sarebbe intitolarla "Miniature Medioevali", se poi tali miniature sono riferite o a un dato periodo del medioevo o a una data area geografica, sarebbe opportuno inserire anche questa indicazione nel titolo, per esempio: "Miniature alto Medioevo", oppure profittare dello strumento che consente di inserire una breve descrizione sui contenuti classificati nella nostra bacheca, per inserire informazioni supplementari che agevolino il lavoro di ricerca dell'utente. Ottima, per esempio, la scelta di Amedeo Bronca di intitolare la sua bacheca "Gioielli e fibbie dell'alto Medioevo, l'utente capisce subito cosa troverà nella bacheca senza perdere tantissimo tempo a cliccare su decine di pin.

    2.2. Descrizione della bacheca: è possibile inserire qualche riga per rendere espliciti i criteri in base a cui si è costruita la raccolta di risorse contenute nella bacheca pinterest. La maggior parte delle bacheche sul medioevo che ho consultato non recavano nessuna descrizione se non quella generica del titolo, quasi sempre "Medioevo". Questo rende estremamente difficile trovare quello che si cerca, essendo costretti a cliccare su decine e decine di pin per vedere cosa mai si può trovare in quella bacheca, ma in questo modo si fa perdere troppo tempo agli utenti e si vanifica il lavoro di ricerca e classificazione realizzato, in quanto le informazioni raccolte dal curatore della bacheca sono inservibili. In pratica, questo uso inadeguato di Pinterest, impedisce di conseguire alcuni degli scopi per cui Pinterst è nato: condividere contenuti affidabili e curati da esperti e renderli facilmente accessibili a chi ha bisogno di essi. 
    Per esempio la bacheca di Barbara Conti dedicata al Medioevo utilizza la titolazione e descrizione in modo perfetto: titolo "aspetti della vita quotidiana nell'arte del medioevo", seguito dalla descrizione: "le immagini del XIV e XV secolo come documenti visivi sulle abitudini casalinghe e professionali dell'epoca". L'utente viene informato esattamente e dettagliatamente su quanto può aspettarsi di trovare in questa bacheca e non perde tempo a cliccare a casaccio sui link per capirci qualcosa. Occorre inoltre considerare che fornire un titolo chiaro e una descrizione perspicua, sono operazioni facili e rapide, quindi non farlo è ingiustificabile.

    2.3. Descrizione / Recensione del pin: la maggior parte dei curatori di bacheche non inserisce alcuna descrizione del pin, quella che compare è quella assegnata automaticamente nel momento in cui si cattura o pinna la risorsa. Questo può anche essere un fatto irrilevante se la bacheca è ad uso prevalentemente personale e prevediamo di inserirvi pochi  pin, ma se vogliamo offrire un servizio ad altri utenti, mostrare i frutti del nostro lavoro e della nostra professionalità o, comunque, creare a solo uso personale una bacheca che andrà a contenere centinaia di pin, si tratta allora di un grave errore. Nella descrizione del Pin andrebbero inserite alcune informazioni essenziali per rendere realmente fruibile la bacheca:
    # argomento trattato nella pagina cui il link rimanda
    # tipologia dei contenuti (testi, documenti, disegni, video, grafici, testimonianze, etc.)
    # origine fonte: attendibilità e tipo di fonte (sito istituzionale, magazine, blog, amatoriale, professionale, etc.)
    # offrire una "valore aggiunto" che può consistere in una nostra valutazione o giudizio o possibile utilizzo, relativamente alla risorsa linkata.
    Chiaramente dovendo gestire decine di bacheche e centinaia di pin risulta estremamente complesso e dispendioso in termini di tempo scrivere delle descrizioni molto dettagliate, occorre raggiungere un ragionevole compromesso tra esigenze di chiarezza e efficacia della descrizione e fattibilità, tale compromesso dipenderà dai nostri scopi, dal tipo di pubblico cui ci rivolgiamo, dal carattere specialistico dell'informazione trattata, etc.

    3. Storia e Cultura Medioevale su Pinterest
    Ho selezionato alcune bacheche create su Pinterest e dedicate ai vari aspetti della cultura medioevale. Si tratta di vere e proprie collezioni di risorse che rimandano a pagine, siti, post, immagini, video, documenti, stampe, disegni, miniature, etc. dedicati al medioevo e, nel loro insieme, forniscono una enorme quantità di informazioni, contenuti, testi, elementi multimediali su tale periodo. 

    3.1. Criteri di Selezione Utilizzati
    Dal momento che le bacheche dedicate al medioevo presenti su Pinterest sono molte, ho selezionato quelle che mi sono sembrate le più adatte per un uso educativo e scolastico e che rispondevano ai seguenti criteri: 
    # Quantità: numero di pin presenti nella bacheca
    # Argomenti: attendibilità delle fonti cui i link rimandano e varietà degli aspetti della cultura medioevale che vengono trattati nei link segnalati (arte, storia, eventi, cultura, religione, letteratura, costume, etc.)
    # Lingua: per la maggior parte le bacheche fanno riferimento alla lingua inglese. Ho cercato di segnalare bacheche in cui i links rimandassero a pagine e contenuti in italiano
    # Recensione: efficacia nella recensione del pin; lingua in cui è scritto, ho dato la preferenza all'italiano, chiarezza nelle indicazioni e nella presentazione dei contenuti linkati
    # Varietà di formati: presenza tra le risorse raccolte di diversi formati: immagini, video, testi, documenti, mappe, quadri, etc.
    # Qualità immagine pin: importante sia graficamente in quanto caratterizza il pin che è una sorta di segnalibro, sia, in questo caso, per motivi documentari

    4. Bacheche sulla cultura e vita quotidiana medioevale

    4.1. Medievalis, curata da Gianna Sabini

    Pin: oltre 1.200 
    Recensioni: molte sono in italiano e sono molto complete e utili 
    lingua link: sono linkate anche pagine in italiano 
    qualità immagini: molto buona e immagini molto varie (architettura, dipinti, miniature, affreschi, armi, epigrafia e lapidi, statue, chiese, personaggi, etc.)
    Contenuti: le risorse linkate offrono un quadro completo della cultura e vita medioevale

    4.2.Medioevo, di Maria Luisa


    Pin: 557 
    Recensioni: tutte in italiano, molte sono prese da wikipedia, sono comunque estremamente esaurienti e chiare, in alcuni casi recensioni dei link cui rimandano 
    Lingua link: le pagina linkate sono quasi tutte in italiano 
    Qualità immagini: interessanti e di ottima qualità, offrono un panorama completo della cultura e storia medioevale prevalentemente, ma non solo italiana 

    4.3. Medioevo (XI - XVI secolo), di Alessandro De Troia


    Pin: 469
    Contenuti: molto vari, più orientato ai costumi che alla storia del medioevo, ricopre un ampio settore della cultura medioevale: armi, oggettistica, capi vestiario, reperti archeologici, tombe, mobilia, gioielli, elementi architettonici, statue, arazzi, elmi, scudi, spade, abbigliamento religioso, 
    Lingua: recensioni e pagine linkate prevalentemente inglese

    4.4. Medioevo, di Arianna Conca

    Pin: 564
    Contenuti: ampia raccolta di contenuti e risorse relative a vari aspetti della cultura medioevale come: vestiario, armi, strumenti, miniature, vita quotidiana, personaggi, vestiario, gioielli, oggettistica, arte, religione, etc.
    Lingua: prevalentemente inglese

    4.5. Medioevo, di Katrin Diez 
    Pin: 584 
    Contenuti: molto vari, immagini, oggettistica, dipinti, architettura, castelli, reperti, quadri di soggetto medioevale, manoscritti miniati, etc. Più che alla storia la raccolta è orientata a documentare la vita quotidiana, l'arte, i costumi. Immagini bellissime e curiose, come la tomba di Eleonora d'Aquitania immortalata mentre legge un libro per l'eternità 
    Lingua: prevalentemente inglese, anche francese e spagnolo


    4.6. Medioevo, di Mario P. 
    Pin: 153 
    Contenuti: prevalgono le immagini di castelli, oggetti d'arte, gioielli, armi miniature, oggettistica, architettura. Dal punto di vista dei contenuti informativi testuali e storici è molto carente, ma sono presenti immagini molto belle relative ai temi sopra indicati 
    Lingua: recensione pin e siti linkati sono in lingua inglese 

    4.7. Medioevo, di Maria Antonietta Guido 
    Pin: 157
    Contenuti: molte vesti, acconciature, armi, oggetti, elementi architettonici
    Lingua: prevalentemente inglese sia per la descrizione dei pin che per quanto riguarda le pagine linkate

    4.8 Medioevo - Middle Ages, di Leonardo Zanetel 
    Pin: 102 Siti e 
    lingua: della descrizione del pin sono quasi esclusivamente in inglese. 
    Contenuti: prevalentemente immagini, stampe, disegni. Da segnalare per bellezza e particolarità delle immagine relative a: armi, battaglie, vita quotidiana. Ad esempio il disegno che riporta le acconciature femminile usate nel medioevo o lo schema - guida che spiega le caratteristiche grafiche dell'araldica 

    4.9 The Medievals - art, culture and history of the Middle Agesdi Herb Harris
    Pin: 261
    Contenuti: dedicata alla cultura medievale che tratta di arte, religione, storia, architettura, pittura, etc, di questo periodo storico. Per la maggior parte raggruppa splendide immagini, in gran parte ricavate da fotografie di immagini miniate, che rimandano a pagine in cui sono trattati eventi, usi e costumi e documenti del medioevo. 
    Lingua: inglese   

    5. Bacheche relative a temi e settori specifici del Medioevo
    Altre bacheche sul medioevo Tra le bacheche dedicate a temi e aspetti specifici del medioevo segnalo
    5.1. Guerreros del Medioevo, curata da Angel Lunar Martin dedicata ad armi e guerrieri 

    5.2. Costumi - medioevo, curata da Minnola, vesti, modelli, ornamenti, gioielli femminili del medioevo

    5.3. Reperti Alto Medioevo
    # Reperti Alto Medioevo (anglo sassoni), curata da Cristiano da Mont'Olmo, 140 pin,
    # Reperti Alto Medioevo (Romano - Bizantini), curata da Cristiano da Mont'Olmo, 80 pin,

    5.4.Medioevo: cavalieri, re, regine, miti, leggende, curata da Chrissy Love, 577 pin

    5.5.Armature medioevo, curata da Rossano Granello, 84 pin

    5.6.Miniature e Manoscritti
    Numerose le bacheche che contengono immagini, testi, disegni, tratti da manoscritti miniati. Tra le tante bacheche ricche di miniature segnalo queste due:
    #Medioevo di Denise Parlamenti,
    Pin: 126
    Contenuti: quasi esclusivamente immagini. Caratteristica di questa bacheca è che raccoglie quasi esclusivamente miniature e immagini tratte da manoscritti miniati. Quasi mai, però, le pagine web linkati forniscono informazioni adeguate o approfondite delle immagini
    Lingua: inglese tanto delle recensioni che delle pagine linkate
    Medioevo, di Federico Santersiero
    Pin: 181
    Contenuti: miniature, manoscritti, immagini miniate. Anche in questo caso si tratta una raccolta di splendide miniature
    Lingua: inglese

    5.7.Gioielli e Fibbie dell'alto Medioevo, di Amedeo Bronca, 148 pin

    5.8.Animali nel Medioevo, di Laura Richiardi, 319 pin

    5.9.Aspetti della vita quotidiana nell'arte del medioevo, di Barbara Conti, 347 pin

    5.10.Medioevo Bizzarro, di Nadja Straav, 183 pin

    5.11.Medioevo castelli paesi vie ambienti, di Anya, 572 pin

    5.12. Medioevo (abitazioni), Fer Almada, 483 pin, si tratta di abitazioni medioevali, molte di ambientazione fantasy
    5. 13.medioevo (giochi), di Francesca Sfriso, 140 pin, si tatta di giochi per bambini, anche da costruire, ispirati al medioevo

    6. Set di Bacheche sul Medioevo - Sette Lupe
    Una segnalazione a parte meritano le bacheche sul medioevo presenti nell'account Pinterest di Elena Forlani, che con lo user id di Sette Lupe, dedica 19 delle sue 57 bacheche ad aspetti e temi specifici del medioevo.
    Tra le bacheche di Sette Lupe segnalo:
    # Medioevo mobili vari riproduzioni, 53 Pin,
    # Medioevo cucina riproduzioni, 72 pin,
    # Medioevo borse e scarselle originali e icone, 23 pin,
    # Medioevo: oggettistica originali e icone, 104 pin,
    # Medioevo abbigliamento donna originali e icone, 264 pin,
    # Medioevo abbigliamento uono orginali e icone, 149 pin,

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    I video nella Didattica
    L'introduzione di nuovi modelli e tecniche didattiche che fanno uso del web e delle tecnologie informatiche ha posto in primo piano il ruolo dei video sempre più utilizzati nella didattica: documentari, slide show, animazioni, video lezioni, tutorial, screencast, sono tra le principali tipologie di video che giocano un ruolo sempre più importante in approcci come quelli basati sul Blended Learning e sul Flipped Learning. Per documentarsi sulle tipologie di video impiegate nella didattica si può leggere la mia sintetica traduzione dell'articolo Six Styles of Classroom Video Project, pubblicato da Rychard Byrne su freetech4teachers.

    Ma .... c'è un problema!
    Non è sufficiente pubblicare o linkare un video su YouTube e darlo in pasto agli studenti per ottenere risultati efficaci sul piano dell'apprendimento, si rischia, come ha argomentato Patrizia Vayola nell'articolo Anche flipped, quando serve, di limitarsi a trasferire sul web i limiti della lezione frontale tradizionale e della didattica concepita come travaso di nozioni nella testa dello studente. Se si vuole andare oltre la didattica tradizionale, non ripeterne gli errori, utilizzare in modo corretto le nuove tecnologie, occorre operare in modo diverso: non basta rimandare a un video, è necessario che questo video sia inserito in un contesto comunicativamente ricco, capace cioè di supportare l'interazione comunicativa e il dialogo. Studenti e docenti devono avere la possibilità di discutere  su contenuti e problemi presentati nel video per: approfondire, chiarire, criticare, domandare e rispondere, approvare, confrontarsi, argomentare, proporre, etc. Se così non è non si sta innovando, ma si stanno usando in modo vecchio le nuove tecnologie. da dove nasce questo errore? 


    Le Tecnologie Educative non fanno miracoli!
    Filmare una lezione - spiegazione e pubblicarla sul web significa passare da una lezione frontale in presenza a una lezione frontale online, l'apprendimento che ne risulta è forse peggiore, dato che la lezione frontale, orribilmente descritta in tanti manuali di pedagogia, esiste ormai solo in quei manuali (ed era molto meno orribile di quanto questi ritengano), da decenni infatti le lezioni in presenza sono quasi sempre dialogate. Il fatto di mettere qualcosa on line e ritenere che questo modifichi e migliori l'apprendimento è una illusione derivante da una "concezione miracolosa" delle nuove tecnologie, il mero fatto di usarle non produce alcuna rivoluzionaria conseguenza se non sono utilizzate nel modo più opportuno e questo dipende da:
    1. integrare le tecnologie nella didattica: avere presente quali obiettivi didattici ed educativi intendiamo conseguire con le tecnologie
    2. conoscere la grammatica dei nuovi media: riconfigurare contenuti e processi in base alle nuove funzionalità e opportunità comunicative offerte dalle tecnologie. 
    Certamente anche la sola pubblicazione on line di una spiegazione può offrire dei vantaggi:
    # lo studente può "guardare" la lezione quando vuole e dove vuole
    # può recuperare un'assenza e/o ripassare
    # può rivedere i punti della lezione che non ha capito ad una prima visione
    # trasferire online le "spiegazioni" libera spazio per le attività collaborative che possono essere svolte in aula.
    Perché rinunciare alla possibilità di sfruttare pienamente le caratteristiche del web e delle tecnologie educative, quando è sufficiente creare un ambiente di apprendimento online in cui la visione del video può divenire una esperienza di dialogo, costruzione collaborativa delle conoscenze, peer tutoring, ricerca, etc.? 

    E dunque?
    In questo post presento delle recensioni di applicazioni educative e ambienti web per la didattica che cercano di offrire una soluzione al problema fornendo strumenti capaci di valorizzare le potenzialità dialogiche e interattive del web attraverso la creazione e gestione di discussioni focalizzate, in vari modi, su temi e contenuti disciplinari, interdisciplinari ed educativi. Le segnalazioni che presento sono una rielaborazione di mie recensioni già comparse nella rubrica dedicata alle tecnologie Educative che curo su scoop.it: AulaMagazine: Scuola e tecnologie Didattiche.
    Le applicazioni che ho scelto sono: Marqueed, Now Comment, Vialogues, Google Hangouts, Comment Bubble.

    Marquued: conversare attraverso le immagini. Applicazione web il cui slogan è Speak Visually, conversare attraverso le immagini. Con Marqueed è possibile prelevare immagini dal web o caricarle dal proprio PC, marcarle con commenti testuali, sviluppare una discussione con altri utenti. L'uso dell'applicazione è libero e gli utilizzi didattici potrebbero essere interessanti. Pur non trattandosi di una applicazione che lavora con i video, Marquued è comunque una interessante soluzione allo stesso problema riferito alle immagini.
    Per avere un'idea del potenziale di Marqueed consiglio di visionare questo video di presentazione di pochi secondi che ne mostra il funzionamento:


    Può anche essere utile esplorare la galleria di Progetti Visuali in cui sono presenti centinaia di migliaia di discussioni su immagini realizzate con Marquued: Galleria Pubblica Discussioni.


    NowComment: trasforma i documenti in discussioni. NowComment è un ambiente collaborativo  free dedicato a creare e gestire discussioni online su qualsiasi tipo di documento. L'idea di base è molto semplice,utilizzare le possibilità offerte dal web per realizzare un ambiente entro il quale sia possibile condurre una discussione focalizzata su un documento, un'immagine, una citazione, un paragrafo di un testo, un video. Quello che dobbiamo fare con NewComment è:
    1. caricare un documento
    2. creare un gruppo di discussione su quell'argomento
    3. annotarlo generando conversazioni o rispondendo ad altre conversazioni 
    NowComment presenta un'interfaccia molto intuitiva, lo schermo è suddiviso in due finestre:
    # in una compare il documento che abbiamo caricato e su cui verte la discussione
    # nell'altra vi sono le varie conversazioni avviate su diversi punti del documento dai vari membri del gruppo
    # il menù che permette di avviare altre funzionalità tra cui la visione in una schermata unica del documento 
    Le principali caratteristiche che NewComment mette a disposizione per creare e gestire discussioni sono:
    # upload dei documenti sui quali vogliamo creare una discussione 
    # creazione di gruppi di discussione attraverso inviti inviati via e-mail 
    # qualsiasi membro del gruppo può avviare una "conversazione" su qualsiasi punto del documento
    # selezionando le varie parti del documento vengono visualizzate sulla destra le conversazioni attive su tale parte 
    # gli interventi dei membri del gruppo sono ordinati in thread 
    # si dispone di vari strumenti di ricerca per individuare i commenti più interessanti attraverso lo scorrimento dei thread, la visualizzazione sintetizzata delle varie conversazioni di cui si compone la discussione 
    Tra le funzionalità più interessanti per un utilizzo didattico
    # sistema di notifiche via email sulle novità relative a ogni discussione 
    # possibilità di creare gruppi e sottogruppi di ogni dimensione # possibilità per i partecipanti del gruppo di caricare e condividere i propri documenti 
    # possibilità di inserire link  
    Anche in questo caso suggerisco la visione della demo dell'applicazione per valutarne i possibili vantaggi in ambito didattico:



    Utile anche la visione di questa video guida all'uso della applicazione: NowComment Site and Document Features (a video tour), è in inglese ma abilitando i sottotitoli si riesca a seguire abbastanza bene


    Vialogues: avviare e gestire discussioni su un video. Vialogues è stato appositamente pensato per sviluppare un utilizzo significativo dei video nella didattica e nella pratica formativa offrendo a docenti e studenti gli strumenti per sviluppare e gestire discussioni a partire dalla visione di un video.
    Il nome stesso dell'applicazione nasce dall'unione di Video + Dialoghi. Vialogues combina insieme due strumenti:
    # video: che possiamo caricare o trovare sui social media ad essi dedicati come YouTube, Vimeo, ecc.
    # chat testuale: che può essere avviata e moderata e organizzata in thread 
    In aggiunta Vialogues offre anche la possibilità di inserire commenti, sondaggi, domande a risposta aperta. Il video può essere incorporato e condiviso su blog, siti web, ecc. Il servizio è free.
    Per avere un'idea di cosa offra l'applicazione consiglio questo video:  What is Vailogues? Può risultare anche utile esplorare questi esempi di utilizzo di Vialogues presenti nella galleria pubblica: Explore Vialogues. Un video tutorial su come utilizzare Vialogues come un ambiente di discussione è il seguente (abilitare i sottotitoli):



    Google Hangouts: si tratta di uno dei più interessanti strumenti offerti da Google che permette di realizzare videoconferenze e dialogare in tempo reale con gli studenti. In questo caso non abbiamo solo uno strumento per creare e gestire discussione a partire da video, ma un sistema che consente di condividere lo schermo, discutere attraverso una chat testuale e/o il dialogo vocale. In altri termini la spiegazione avviene in tempo reale collegandosi online con gli studenti. Questo consente di guardare insieme un video o una presentazione o un'immagine e parlarne in tempo reale e anche salvare il tutto per poterlo riguardare in un secondo momento. Per imparare ad utilizzare Google Hangouts consiglio questo video tutorial realizzato da Jessica Redeghieri (in italiano)


    Un altro tutorial interessante in italiano di cui consiglio la visione è la Guida a Hangouts per principianti


    Comment Bubble: inserire commenti e aprire discussioni in un video, si tratta di una versione free in beta trial. Obiettivo di questa applicazione è trasferire sul web l'esperienza della visione condivisa di un video e dell'attività di interpretare, commentare, discutere ciò che si sta guardando. Comment Bubble è un interessante applicazione web che consente di inserire commenti in un video. E' infatti possibile scorrere il video, fermarlo al secondo che ci interessa e inserire in corrispondenza di esso un commento. Gli utenti con cui abbiamo condiviso tale video possono, a loro volta inserire le loro osservazioni, rispondere ai nostri commenti, fare domande, etc. Comment Bubble offre anche strumenti di monitoraggio e analisi delle attivitò svolte dai vari utenti sul video e in questo modo è possibile monitorare il clima della classe e l'andamento di una attività, fornire supporto personalizzato agli studenti, favorire la discussione e la collaborazione, l'aiuto e assistenza reciproca, ecc.
    Il funzionamento di Comment Bubble è  molto semplice:
    1. si incolla l'URL di un video pubblicato su YouTube o Vimeo o lo si carica;
    2. si possono personalizzare fino a 5 pulsanti di feedback, del tipo "mi piace", "non ho capito", etc.
    3. gli utenti possono inserire nel video i loro commenti e osservazioni o in forma di commento testuale o registrando la propria voce o registrando un video
    4. ogni momento del video può essere taggato, si possono inserire richieste di feedback, e il video può essere incorporato (embed)
    5. si dispone di grafici che permettono di monitorare, per ogni secondo del video, le varie attività che sono state svolte dagli utenti.
    La demo video illustra sia il funzionamento che le principali caratteristiche di questa applicazione:


    Al seguente indirizzo è invece possibile visionare il tour su caratteristiche e funzionalità di Comment Bubble: Tour.

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    In un precedente post dal titolo Quiz: applicazioni web per freare e somministrare quizzes, ho presentato 5 applicazioni per la valutazione formativa: Kahoot, Socrative, Quizlet, Geddit, Quiz Operator. Avevo inoltre esaminato l'utilità di ricorrere a questi strumenti.
    In questo post presento altre applicazioni aventi la stessa finalità e, pur senza considerarle la "soluzione finale" al problema della valutazione,  ritengo sia il caso di provare ad utilizzarle, sempre tenendo presenti alcune "istruzioni per l'uso":
    1. partire dalle effettive esigenze presenti nella classe;
    2. commisurare l'impiego delle applicazioni digitali alla situazione didattica e alle concrete condizioni presenti nella classe;
    3.integrare le tecnologie educative nella didattica, non la didattica nelle tecnologie educative.
    Non si tratta quindi di volere e dovere adottare per forza un approccio didattico centrato sulle tecnologie, ma di considerare quali vantaggi concreti il loro uso produca nel progetto educativo che si porta avanti insieme agli studenti.
    Detto questo i vantaggi, che l'uso delle tecnologie educative in generale e di questi strumenti per la verifica formativa in particolare, possono offrire sono diversi:
    # considerevole capacità di generare coinvolgimento e interesse negli studenti;
    # possibilità di valorizzare il momento della "correzione", spesso sacrificato per motivi di tempo, facendo di esso uno dei momenti chiave dell'apprendimento;
    # supportare l'attività di apprendimento degli studenti in modo continuativo e in tempo reale, intervenendo nel momento in cui questi mostrano di averne effettivo bisogno;
    # disporre di strumenti per monitorare e documentare costantemente il lavoro degli studenti;
    # personalizzare l'insegnamento differenziando stimoli e interventi sulle effettive esigenze e capacità degli studenti.
    Dunque non si tratta solo di creare e somministrare quizzes, ma di impostare un'azione valutativa ad ampio raggio che abbia ricadute effettive sul comportamento formativo degli studenti. Per questo è importante scegliere con attenzione le applicazioni "giuste", che non sono tali in assoluto, ma vanno valutate avendo piena consapevolezza:
    delle loro effettive funzionalità, modalità di impiego e funzionamento,
    dei motivi che ci spingono a optare per esse.

    A questo post ne seguirà un secondo dedicato alla presentazione di raccolte di applicazioni per la valutazione formativa dal titolo: Non solo Quiz: raccolte di applicazioni per la Valutazione Formativa


    1. QUIZIZZ


    Quizizz: è una piattaforma free per realizzare quizzes e giocarli in multiplayer e in tempo reale. I quizzes possono essere realizzati dal docente o da studenti oppure si possono utilizzare quelli realizzati e condivisi dagli altri utenti. L'impostazione generale ricorda Kahoot. I passaggi principali per realizzare e giocare un quiz sono: 
    1. scelta di una tipologia tra quelle previste (question sets) 
    2. creare il proprio quiz e personalizzarlo (caricamento immagini, settaggio tempo, pubblico o privato, descrizione, livello di difficoltà, etc) 
    3. Play: tramite il codice che viene loro fornito gli studenti si collegano a Quizizz, digitano il codice e giocano utilizzando il loro device come nel video che ho postato più sopra 
    4. report finale: classifica e report finale con tutti i risultati di ogni studente per ogni domanda Possibile condividere tramite link e tramite i principali social network. 
    Consiglio la visione dei seguenti video, della durata di pochi minuti, che aiutano a:
    # Comprendere velocemente come funziona Quizizz


    # Capire come si realizza un quiz



    2. RIDDLE


    Riddle: ambiente web freemium che nasce con l'intento di rendere possibile realizzare contenuti interattivi in modo semplice e senza le "solite seccature", si tratta di una applicazione mirata a coinvolgere la propria utenza con l'uso di sondaggi, liste, quizzes, test, test della personalità e altri contenuti di ogni genere.
    Queste le 5 principali caratteristiche con cui Riddel viene presentato dai suoi autori:
    1. strumento semplice che si spiega da solo
    2. chiunque può lavorare su qualsiasi cosa è compatibile con tutti i dispositivi e sistemi operativi
    3. con un solo account è possibile accedere a molti servizi secondo la logica: Tutto in un posto solo (All in one place)
    4. E' studiato per generare coinvolgimento attraverso discussioni su quanto si trova sul web
    5. La dashboard contiene tutte le informazioni essenziali per tenere sotto controllo le proprie attività


    3. QUIZALIZE


    Quizalize: ambiente per le verifiche online, consente di creare rapidamente quizzes e somministrarli in tempo reale all'intera in modalità multiplayer, utilizzando dispositivi mobili come tablet, smartphone, etc. Si tratta di una modalità molto coinvolgente e stimolante di realizzare verifiche e valutazioni formative, facendo svolgere test e quizzes alla classe con risposte immediate. La modalità è quella del gioco con una leaderboards che mostra i punteggi riportati dagli studenti nel corso dello svolgimento del quiz. Come impostazione generale ricorda Kahoot. L'applicazione è free ed è compatibile con ogni piattaforma.
    Caratteristiche Generali 
    L'idea su cui si basa Quizalize è di trasformare una verifica in un gioco attraverso la visualizzazione dei risultati degli studenti proiettati in aula tramite una Lim o un videoproiettore. I quizzes possono essere creati in modo personalizzato dal docente o dagli studenti. I risultati degli studenti sono monitorati, archiviati. E' anche possibile fornire un aiutoimmediato ai singoli studenti
    Il seguente video tutorial di 3:00 minuti, mostra il funzionamento di Quizalize:



    4. EQUIZZER


    eQuizzer: applicazione web free, non richiede installazione di nessun software, permette la realizzazione di quizzes che possono essere svolti dagli studenti online. Il docente può:
    # gestire i quizzes,
    monitorare le risposte e i punteggi degli studenti.
    Si possono realizzare quizzes personalizzati di varie tipologie:
    completamenti (fill in the blank),
    #scelte multiple, vero o falso,
    multi marked questions.
    Anche gli studenti possono realizzare quizzes, per il momento solo a scelta multipla, il docente crea un modello e definisce il numero di domande; lo studente crea le domande e invia al docente il suo quiz per l'approvazione. Il docente può anche inviare dei feedback. Se il quiz viene approvato, può entrare a far parte dell'archivio di quizzes ed essere utilizzato.
    Segnalo questi video tutorial (in inglese) che speigano come utilizzare eQuizzer:

    1. eQuizzer, video tutorial di 17:21 minuti:


    2. Equizzer Web 2.0, video tutorial di 10:32 minuti:



    5. EDUETO


    Edueto: è un ambiente web e mobile free per la realizzazione di verifiche e valutazioni. Consente di realizzare esercizi in pochi e semplici passaggi e pubblicarli online. Esistono template - modelli pre - impostati che danno la possibilità di realizzare molto facilmente: quizzes (scelte multiple e domande a risposta aperta), corrispondenze (Matching), equazioni, ordinamenti, completamenti, ecc.
    Funzionamento
    1. creazione del gruppo di studenti
    2. creazione degli esercizi
    3. assegnazione degli esercizi a una classe
    4. valutazione finale, nella maggior parte dei casi automatica, dei risultati con report
    5. possibilità di modificare, riutilizzare gli esercizi e condividerli link utili
    Link Utili
    Faq 
    Infografica che illustra il funzionamento di Edueto
    Video dimostrativo di 1:04 minuti


    Video che illustra le modalità di funzionamento di Edueto



    6. SHOWBIE


    Showbie: non è una applicazione per creare e somministrare quizzes, tuttavia ho pensato di segnalarla per perché Showbie appartiene ad una famiglia di applicazione molto interessanti in quanto studiate per assegnare compiti agli studenti, assisterli nello svolgimento del loro lavoro e valutare quanto hanno prodotto.
    Showbie è un ambiente web e applicazione per dispositivi mobili, che nasce dall'esigenza di disporre di uno strumento efficace per distribuire agli studenti compiti, esercizi, ricerche e consentire a questi di lavorare online con i loro tablet o con il PC. L'idea centrale da cui nasce Showbie è: "eliminare carta e penna" e trasferire le attività di una classe online rendendole accessibile via web. Nello sviluppare Showbie i suoi realizzatori hanno tenuto presente la praticità, tentando di creare uno strumento rapido e semplice da utilizzare. In questo modo il docente può:
    1. monitorare in tempo reale il grado di avanzamento di ogni studente nell'esecuzione dei compiti assegnati
    2. offrire un aiuto immediato qualora qualche studente segnali delle difficoltà
    3. valutare i lavori degli studenti con commenti, correzioni e annotazioni anche vocali che inserirà direttamente nel documento che lo studente ha realizzato
    4. Lo studente ha accesso immediato al suo lavoro corretto e valutato dal docente e ha la possibilità di chiedere chiarimenti, effettuare domande, rispondere ai commenti del docente.
    Come funziona Showbie?
    Il funzionamento di Showbie è abbastanza semplice, sia per il docente che per gli studenti:
    1. Il docente crea su Showbie una classe virtuale e fornisce il codice agil studenti
    2. non c'è bisogno, da parte di questi, di fornire una loro mail
    3. il docente crea una cartella condiisa comune in cui inserisce documenti, risorse, istruzioni sul compito da eseguire
    4. ogni studente ispone di una propria cartella entro cui lavorare e in essa i ldocente potrà aggiungere ulteriori risorse personalizzate per ciascuno degli studenti
    5. gli studenti lavorano utilizzando le applicazioni che intendono o devono usare per portare avanti ilo loro lavoro
    6. al termine lo studente caricherà nella sua cartella personale ciò che ha realizzato e il docente potrà correggere il lavoro e valutarlo
    7. in ogni momento lo studente ha la possibilità di inviare richieste di aiuto o assistenza al docente che può rispondere immediatamente grazie a un sistema di notifica
    8. ogni momento è monitorato attraverso una timeline che da al docente la possibilità di seguire l'intero processo di creazione, correzione, modifica del documento ad opera dello studente
    Versione Free e Pro
    Showbie presenta una versione free con alcune limitazioni per quanto concerne:
    # dimensione del file caricabile (max 25MB)
    # lunghezza dei commenti audio: 1 minuto
    # durata dei lavori assegnati. 1 anno
    # numero massimo di compiti per docente: 100
    La versione per singolo docente ha un costo di 12 $ menisli (annuale 30% di sconto)
    Limk Utili
    App iOS:
    # App Chrome
    # Getting started with Showbie for teacher, video in inglese di 6:26 minuti, che mostra come configurare il proprio account per assegnare i compiti, correggerli, etc.
    # Why Showbie? video in inglese di 3:28 minuti in cui vengono evidenziate caratteristiche e funzionalità di Showbie

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    Mentre nel primo post dedicato alla valutazione formativa ho segnalato singole applicazioni, in questo secondo post , presento alcune raccolte di risorse relative a questo tema che ho trovato sul web in quest'ultimo anno e già recensito su Aula Magazine, la rubrica pubblicata su scoop.it e dedicata alle tecnologie didattiche che curo quotidianamente.
    Esistono centinaia di raccolte di ogni genere sugli strumenti per la valutazione formativa, quelle che segnalerò sono state scelte per:
    # varietà di tipologia: si va dai tradizionali post dei blog dedicati all'apprendimento a raccolte curate con strumenti quali Pinterest, Edshelf, Zeef, etc.
    # non si tratta delle "migliori" raccolte presenti sul web, sia per la soggettività di un simile giudizio che per l'impossibilità pratica di esaminarle tutte
    # si tratta però di raccolte che costituiscono un buon punto di partenza per approfondire l'argomento e che sono recensite in italiano



    Raccolte di Applicazioni e Risorse dedicate alla Valutazione Formativa


    Blocco Zeef dedicato agli strumenti per la Valutazione Formativa, Gianfranco Marini
    Raccolta realizzata con Zeef comprensiva di 12 tra i più popolari strumenti per la verifica online e la valutazione formativa


    Bacheca Pinterest: Assessment, Feedback,and Backchannel Tools, Elizabeth Kohut

    Elizabeth Kohutè presente su Pinterest con 135 bacheche e oltre 12.000 Pin. Una di queste è dedicata alla valutazione formativa: "Assessment, Feedback and Backchannel Tools", "Strumenti per la Valutazione, il feedback e la comunicazione informale". Si tratta di una collezione ricchissima di risorse dedicate agli strumenti di valutazione formativa composta da 281 Pin e costantemente aggiornata. Uno di migliori punti di partenza della rete per chi volesse approfondire l'argomento. Naturalmente la maggior parte di questi contenuti sono in inglese, saper leggere in inglese è una necessità se si vuole avere un accesso al dibattito sulle tecnologie educative "in tempo reale".
    Cosa Possiamo Trovare in questa bacheca 
    Tra i contenuti linkati da E. Kohut troviamoapplicazioni web, articoli teorici, news, video e video tutorial, infografiche e presentazioni, raccolte sull'argomento, post che affrontano il problema sul piano pedagogico, etc. Le fonti da cui sono tratti i pin sono tra i migliori blog, rubriche, siti dedicati al'educazione e alle tecnologie educative.
    Alcuni Esempi
    Riporto alcuni tra i più interessanti pin presenti nella bacheca: 
    1. Edutopia: Il BackChannel: dare voce ad ogni studente nella classe blended e mobile in cui viene esaminato uno degli argomenti più discussi nell'ambito delle tecnologie educative: come utilizzare la possibilità di stabilire un canale comunicativo continuo e in tempo reale con gli studenti e che è parallelo al flusso comunicativo in cui si sviluppa il processo formativo online. Vengono indicati al ruguardo: i termini teorici della questione, le migliori applicazioni, opportunità e problematiche, etc. 2. 21 Century Educational Technology, 35 strumenti per la valutazione formativa per offrire maggiori opportunità di apprendimento formativo. Un articolo che cerca di inquadrare dal punto di vista pedagogico e didattico il problema della valutazione formativa e individua, partendo da considerazioni di orine didattico, 35 applicazioni web e mobile per supportare la valutazione formativa dividendole in categorie per facilitare la scelta da parte dei docenti interessati: flipped classroom, controllo studenti, lezioni, forums, in classe, strumenti formativi, etc.  
    3. Free technology for Teachers: Creare giochi per il ripasso e la verifica con classtools.net, in cui si segnala il set di applicazioni per creare giochi allo scopo di ripassare o verificare la conoscenza dei contenuti offerto da classools.net, il noto sito che fornisce vari strumenti, tutti molto semplici da utilizzare, per creare contenuti di ogni tipo, ma tutti dedicati all'apprendimento e di carattere giocoso. 
    In conclusione un'ottima raccolta molto completa e ben curata sotto tutti i punti di vista (fonti, titoli, risorse linkate, grafica pin e recensione pin) 



    Lista da List.ly: Teacher tools for creating quizzes or polls, ClassroomAid
    Una raccolta di applicazioni per la valutazione formativa che comprende diversi strumenti per la creazione di sondaggi, quizzes, etc. Pubblicata su Listly da ClassroomAid. La lista comprende 58 elementi, per la maggior parte applicazioni web o apps per dispositivi mobili come i tablet, si tratta di una lista molto visitata (129.4k visualizzazioni) per la ricchezza e varietà di risorse che sono segnalate. La maggior parte dei software e delle applicazioni sono free o freemium, in alcuni casi si tratta invece di strumenti a pagamento e viene data la possibilità di utilizzarli liberamente per un periodo di prova.




    Edsshelf Assessment Tools, Gabrielle Copen
    Raccolta di applicazioni realizzata da
    Gabrielle Copen con EdShelf che raccoglie 15 applicazioni per la valutazione formativa e sommativa da utilizzare con le proprie classi.
    Come funziona lo Scaffale?
    Come tipico di EdShelf, lo scaffale educativo per realizzare raccolte di risorse relativa alla formazione, cliccando sull'icona della risorsa è possibile accedere a una scheda informativa che illustra caratteristiche, funzionalità, validità didattica della risorsa selezionata. 
    Le Applicazioni
    La maggior parte di esse sono compatibili sia con sistemi Android che con sistemi iOS e sono free o freemium. Oltre alle solite applicazioni già molto note, tipo Socrative, QuestBase, Quizlet, etc. sono presenti anche applicazioni meno note e dalle caratteristiche interessanti, come: 
    1. Exit Ticket: che permette di fornire un riscontro in tempo reale dell'apprendimento degli studenti
    2. Plickers: applicazione per realizzare sondaggi in tempo reale senza utilizzare dispositivi mobili, si distribuiscono agli studenti delle "card", si formula la domanda del sondaggio e si utilizza il proprio dispositivo mobile per registrare la votazione degli studenti che viene memorizzata automaticamente 





    Curatore del noto Blog Free Technology for Teachers, Richard Byrne propone una tabella in cui vengono messe a confronto 9 piattaforme per la verifica delle conoscenze e la valutazione formativa degli studenti: Informal Assessment Tools Comparison Chart. Le applicazioni segnalate sono state selezionate dall'autore in base alle sue preferenze. Il confronto tra di esse è stato fatto in base ai seguenti criteri:
    # supporto su tablet iPad e Android
    # possibilità per gli studenti di replicare in forma anonima
    # possibilità per il docente di moderare i commenti
    # Supporto immagini e video
    # Possibilità di scaricare il resoconto completo delle domande e delle risposte

    Le applicazioni prese in esame sono: TodayMeet, Padlet, Socrative, Infuse Learning, Kahoot, Plickers, Geddit (non è più operativo), 81Dash, Answer Garden






    Teach Learn Blog: 33 Applicazioni per la Valutazione Formativa, Kathy Dier, 21/01/2014.
    Il post racoglie 36 applicazioni web prevalentemente free e in parte freemium che possono essere utilizzate per la valutazione formativa. La premessa da cui pare il post è che "La valutazione formativa è più semplice di quanto si possa pensare", questo grazie agli strumenti digitali e alle applicazioni per dispositivi mobili che si trovano sul web.
    Non si tratta solo di applicazioni per la creazione e somministrazione di quizzes, tra gli strumenti messi a disposizione da queste applicazioni troviamo infatti anche:
    bacheche,
    sistemi di messaggistica,
    creazione e gestione di sondaggi,
    strumenti per la collaborazione
    realizzazione di mappe concettuali e mentali,
    chat, ecc.
    Di ogni applicazione sono brevemente indicati i punti di forza, le principali caratteristiche e i possibili usi. Tra le varie applicazioni segnalo:
    # Kahoot
    # Socrative
    # Lino
    # Coggle
    # BackChannel Chat
    # iClicker
    # Padlet
    # Tagxedo
    # TodaysMeet



    Edudemic: 7 strumenti per realizzare quizzes online perfetti per le classi, Katie Lepi, 27/02/2013.
    Si tratta di strumenti prevalentemente free o freemium, in alcuni casi a pagamento. Quasi tutti consentono di comunicare con gli studenti e le famiglie per fornire informazioni sulle prestazioni degli studenti.
    Per ciascuna applicazione viene fornita una sintetica presentazione in inglese (tradotta da me in modo libero e sintetico) in cui sono indicate alcune delle caratteristiche e peculiarità dell'applicazione:
    # Quizlet: free e molto popolare e semplice da utilizzare. Consente di realizzare quizzes di vario genere, flashcards, presenta anche giochi di parole interattivi
    #  Yacapaca: archivio di quizzes standars e per il curricolo, si possono anche costruire quizzes, creare corsi e assegnare compiti e gestire le proprie classi.
    # Quia: anche in questo caso è possibile gestire le classi e assegnare compiti e incarichi. Quia è un archivio di quizzes, modelli di lezione, contenuti, attività creati da docenti e condivisi
    # Google Forms: consente la realizzazione di sondaggi e questionari
    # ProProf: consente di creare quizzes di varie tipologie (scelta multipla, vero e falso, riempimento, domande a risposta aperta, etc.) e assegna automaticamente un punteggio. Freemium
    # Quiz Me Online: forse più impegnativo imparare ad utilizzarlo, consente di configurare come privato, pubblico o avviabile per un gruppo il quiz. Permette anche di settare il tempo, creare flashcards, guide.
    # QuizStar: gestione di classi e quizzes con molte funzionalità quali: inserimento allegati, supporto multilingue, etc.



    Valutazione Formativa e Tecnologia, Joan Gore e Janet Corder.
    Il post è dedicato all'utilizzo delle tecnologie educative per la valutazione formativa. Vengono proposte diverse applicazioni web e mobile per realizzare e somministrare quizzes e per produrre altre forme di contenuti valutabili Per valutazione formativa le autrici intendono attività che:
    # forniscono ai docenti le informazioni necessarie per gestire e guidare la formazione
    # consentono un feedback continuo
    # aiutano gli studenti a individuare i loro punti di forza e le criticità nelle loro conoscenze e capacità
    Le applicazioni individuate sono quasi tutte free e utilizzabili tramite apps per dispositivi mobili, quindi in modalità BYOD (Bring Your Own Device). In molti casi sono somministrabili all'intera classe in tempo reale e in forma di competizione - gara tra gli studenti. Ogni applicazione è fornita di una scheda in cui sono illustrate le sue funzionalità e caratteristiche principali e viene anche fornito un link per visionare un videotutorial. Per chi volesse è possibile visualizzare molti videotutorial in italiano relativi a queste applicazioni su YouTube. Cliccando sul pulsante blu "handout" si accede a un file ospitato su Dropbox in cui sono fornite indicazioni più dettagliate sull'utilizzo di queste applicazioni. Questo un elenco delle applicazioni segnalate che sono per la maggior parte free, solo in alcuni casi a pagamento
    # Kahoot
    # Quizizz
    # Socrative
    # Nearpod
    # That Quiz
    # EdPuzzle
    # TypeForm
    # Poll Everywhere
    # Edueto
    # Padlet
    # Stick Pick
    # Plickers
    # Flipquiz
    # Flippity
    # Tricider



    Cool Tools for School, Quiz and Poll Tools
    Raccolta di strumenti per la realizzazione di quizzes, sondaggi etc pubblicata su cooltoolsforschools. La raccolta comprende 31 applicazioni web, apps mobile e software, prevalentemente free o freemium, che consentono di creare, somministrare, valutare, monitorare quizzes e sondaggi. Ogni applicazione è accompagnata da una breve recensione in inglese in cui vengono evidenziate molto sommariamente alcune delle principali caratteristiche e funzionalità. Pur non fornendo sufficienti informazioni sulle applicazioni che segnala, la lista rimandi infatti direttamente alle applicazioni senza fornire ulteriori informazioni, è interessante perché segnala applicazioni non molto conosciute e può costituire un punto di partenza per ulteriori approfondimenti.

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