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Filosofia, Libri, Scuola, Storia, Web ...

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    Realizzazione di Appunti in Formato Video
    Lo sviluppo di capacità e competenze è un processo retroattivo e complesso che richiede la messa in scena delle proprie conoscenze e abilità in una attività creativa e concreta in cui conoscenze e competenze disciplinari, comunicative, metacognitive, sono strettamente correlate. La produzione di contenuti disciplinari attraverso tecnologie digitali, consente spesso di tradurre in realtà questa esigenza, che non può essere soddisfatta né dalla normale didattica trasmissiva, né dalla verifica orale o scritta finalizzate a verificare la conoscenza dei contenuti. Occorre impegnare gli studenti in attività concrete in cui siano costretti a mettere in gioco:
    # conoscenze e competenze disciplinari: relative alla comprensione dei contenuti, delle relazione e procedure della disciplina, del lessico, etc.
    # competenze e conoscenze cognitive e meta cognitive: come le capacità di analisi e sintesi, valutazione del proprio operato, gestione autonoma di attività, apprendimento autonomo etc.,
    # competenze comunicative e digitali: sviluppo delle capacità e competenze relative all'uso contemporaneo di codici differenti, gestione di social network, web publishing, etc.

    Realizzazione di Video Appunti
    In questo caso gli studenti delle terze del liceo delle scienze applicate del Liceo Brotzu di Quartu Sant'Elena (CA) in cui insegno, hanno realizzato brevi video sul programma di storia allo scopo di supportare il lavoro di apprendimento dei compagni, fornendo loro materiali audiovisivi di sintesi degli argomenti svolti nel corso dell'attività didattica. Le consegne prevedevano la realizzazione di un breve video che sintetizzasse concetti ed eventi più significativi di argomenti specifici. Il video doveva avere una durata compresa entro i 5 minuti e doveva risultare dalla composizione di immagini e testi, con la possibilità di scegliere se inserire anche un commento vocale registrato. Ho suggerito l'uso di Movie Maker e fornito video tutorial dopo avere presentato il programma e, attraverso il programma, i concetti di base del video editing




    Alcuni Esempi di Appunti Video
    Presento alcuni dei video appunti meglio riusciti a scopo esemplificativo del tipo di attività che gli studenti hanno dovuto svolgere, il risultato finale, come si può constatare, sono dei video di pochi minuti, ma in molti casi c'è dietro un lavoro piuttosto lungo e complesso e che chiama in causa molte delle conoscenze e capacità e competenze segnalata più sopra.

    La Riforma protestante e la Controriforma, di Samuel Di Luise, 3SA


    La riforma Protestante e la Controriforma, di Alessandra Moi, 3SA


    Le Guerre tra Francia e Spagna nel '500, di Sara Pintor, 3SB 


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    Socrate Ostetrico di Anime
    Dopo una prima lezione dedicata all'ironia, in questa seconda video lezione sul "dialogo socratico", viene affrontato il tema cruciale della "Maieutica", l'arte di cui Socrate si dice maestro e che paragona a quella della levatrice praticata da sua madre Fenarete. Come le ostetriche Socrate è sterile, ma capace di aiutare le anime a partorire le loro idee. Questa strategia insieme filosofica e educativa, spiega anche perché Socrate, per parte sua, non insegni alcuna verità, ma incarni il ruolo dell'educatore che insegna al suo allievo ad apprendere autonomamente, apprendimento autonomo ma che si sviluppa nel processo collaborativo del dialogo.
    Link alla prima video lezione: Il Dialogo socratico: l'Ironia


    Mappa Concettuale sul Dialogo Socratico
    Per questo motivo ho realizzato una mappa concettuale, intitolata "Dialogo Socratico", in cui sono rappresentati i seguenti percorsi e le loro relazioni:
    la filosofia come ricerca a partire dal "so di non sapere" e dal "conosci te stesso"
    L'ironia come tecnica di catarsi sviluppata attraverso la brachilogia
    La maieutica come tecnica di definizione dell'universale per raggiungere l'accordo sul "concetto" di ciò ci cui si parla
     l'Educazione come auto educazione o parto maieutico del proprio pensiero



    Video Lezione: Il dialogo socratico - La Maieutica
    La seconda video lezione sul dialogo socratico, indirizzata ai miei studenti, in cui viene spiegata la maieutica e confrontata la pratica educativa socratica con quella dei sofisti. Queste le tematiche affrontate:
    # maieutica, 
    definizione, 
    concetto, 
    omologhia - consenso, 
    verità, 
    ricerca, 
    educazione


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    Cos'è Edynco?

    Edynco è un servizio freemium che consente di realizzare percorsi di apprendimento utilizzando risorse reperibili sul web o prodotte dal docente e/o dagli studenti e organizzare tali risorse attraverso una mappa di apprendimento. E' possibile accompagnare ogni risorsa con le istruzioni su come essa debba essere utilizzata da parte degli studenti.
    Edynco è una web app che offre un sistema collaborativodi apprendimento online, una piattaforma per il web learning, in termini più specifici rende possibile offrire una spazio virtuale per apprendere contenuti disciplinari o interdisciplinari in modalità blended learning o flipped learning.
    Infatti, se le risorse sono state selezionate in modo opportuno e organizzate in modo da formare un percorso chiaro e coerente, allo studente viene offerta la possibilità di procedere autonomamente nello studio di concetti e contenuti e di poter usufruire di una interazione comunicativa costante con il proprio docente e il gruppo dei propri compagni di classe.

    Edynco in sintesi
    Edyncosi propone di fornire: 
    - brevi spiegazioni; 
    - risorse multimediali; 
    - percorsi di apprendimento a sostegno e integrazione del processo di insegnamento/apprendimento 
    Edynco consente di realizzare in pochi e semplici passaggi una mappa e di linkare nei suoi nodi elementi multimediali quali: siti e pagine web, immagini, mappe, video, audio, ecc. 
    Inoltre con Edynco è possibile realizzare strumenti e risorse da inserire in una mappa di apprendimento, grazie alla disponibilità di un registratore audio / video. Si possono quindi creare:
    # Quizzes: realizzazione e inserimento nelle mappe di apprendimento di quizzes di vari formati (vero/falso, scelte multiple, scelta singola, completamenti ). Questi possono essere realizzati con un editor semplice ma molto completo che consente:
    - di inserire nella domanda immagini, video, ecc.   
    - di formattare il testo 
    - di inserire una introduzione al test 
    - di inserire commenti per ogni risposta corretta o sbagliata 
    - di indicare la durata del test e la modalità casuale di visualizzazione delle domande 
    # MicrolezioniE' anche possibile inserire nella mappa delle micro lezioni che possono essere registrate e quindi incorporate come file audio o video nei suoi nodi. E' prevista la possibilità di utilizzare immagini che accompagnano la spiegazione audio e di creare un vero e proprio slide show. 

    Gestione Classi e altre Funzionalità
    Il docente può creare gruppi di studenti o classi, invitando gli studenti a iscriversi al gruppo o iscrivendoli direttamente lui. Ad ogni gruppo possono essere assegnate diverse mappe di apprendimento e il docente può anche monitorare le attività svolte da ciascuno studente a cui viene assegnato un indice di attività che va da 0 a 1 a seconda del lavoro online che ha svolto. Cliccando su "dettagli" il docente può osservare quante volte ogni singolo studente si è collegato a Edynco e per quanto tempo è rimasto connesso.
    Esiste anche un sistema di messagistica interna che permette la comunicazione asincrona tra ogni singolo membro del gruppo e ogni altro (uno a uno, uno a molti). Molto utile il sistema di forum. La comunicazione è potenziato anche dalla disponibilità di forum generale e un forum collegato a ciascuna mappa di apprendimento, questo rende possibile utilizzare Edynco come un ambiente collaborativo. 
    Altra caratteristica interessante è che gli studenti possono, da soli o in gruppo, realizzare attività e mappe di apprendimento in modalità collaborativa.
    Esistono app per dispositivi mobili che consentono di utilizzare Edynco sia su sistemi Android che iOS.

    Versione Free e Illimitata
    La registrazione a Edynco è gratuita e l'uso libero. Queste le principali funzionalità della versione libera e di quella a "Illimitata" pagamento:
    # Mappe di apprendimento: massimo 3 - illimitate
    # Quizzes massimo 3 / illimitati
    # microlezioni massimo 3 / illimitate
    # Studenti e gruppi: massimo 3 / illimitati
    # di archiviazione online: 100 MB / 1 GB
    Il costo della versione Illimitata è di 8 euro al mese o 80 euro all'anno. Per i docenti è previsto uno sconto e la versione illimitata viene offerta a 4 al mese o € 40 all'anno

    Videotutorial Su Edynco
    Per facilitare l'utilizzo di Edynco e dal momento che non esistono video tutorial in italiano, ne ho realizzato uno io in cui ci si sofferma sulle procedure necessarie alla realizzazione di una "mappa di apprendimento" e alla sua configurazione e personalizzazione. Ho anche mostrato rapidamente il funzionamento dei gruppi. Il video tutorial si intitola: Creare e gestire lezioni con Edynco, è stato pubblicato sul mio canale YouTube il 17/02/2016 e la sua durata è di 15: 13 minuti


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    Tecnologie Digitali e Tecnologie dell'Apprendimento
    E' indubbio che da sempre le tecnologie si usano e si debbano usare nella didattica e quelle digitali non possono né devono fare eccezione, altrettanto condivisa è la convinzione che le tecnologie digitali divengano "Tecnologie dell'Apprendimento", solo se e nella misura in cui, siano strumenti nelle "mani" della pedagogia. Il concreto processo di insegnamento e apprendimento muove da scelte educative, didattiche, metodologiche, istituzionali che vanno commisurate e tarate sulla "situazione" concreta, ovvero su quell'insieme di variabili di contesto che esprimo la reale situazione della classe, dell'ambiente di apprendimento, delle esigenze degli studenti, degli obiettivi disciplinari, dei tempi  e degli spazi, etc. Anche la scelta e le modalità di impiego delle tecnologie digitali e del Web devono rispondere agli stessi criteri ed essere subordinate ad un disegno educativo e alle variabili situazionali. 

    Per Apprendere con le tecnologie bisogna comunque conoscere le tecnologie
    Asserire questo non significa però ignorare che le tecnologie digitali e educative, compreso il web e le applicazioni che rende disponibili ai docenti e agli studenti, non siano strumenti neutri. Una simile affermazione suonerebbe di una ingenuità disarmante dopo decenni di studi condotti in ambito sperimentale, semiotico, nella Communication Reserach
    Sia che per tecnologia si intendano i dispositivi (LIM, Tablet, Smartphone, etc.), sia che si faccia riferimento ad applicazioni e ambienti di apprendimento (software, web, etc.), nessuno strumento è "neutrale". La scelta di uno strumento e di una strategia comunicativa, come può essere la pubblicazione online di un video, può favorire un tipo di apprendimento trasmissivo e acritico, mentre la scelta di un altro strumento può indirizzare a sviluppare il pensiero critico e il dialogo. Esistono applicazioni web che rendono necessario un approccio collaborativo e costruttivo, altre che implicano un tipo di apprendimento individuale e riproduttivo. Il docente deve quindi essere in grado di valutare le caratteristiche degli strumenti che sono a sua disposizione e sapere quali codici, procedure e metodologie siano compatibili con essi e quali no. 


    Tic e Tac
    Insistere sulla importanza della conoscenza delle tecnologie, non significa ritornare all'idea, errata, del docente come esperto informatico, che ha animato per decenni l'approccio alle tecnologie digitali, ma comporta comunque la necessità che i docenti possiedano sufficienti competenze nell'uso di tecnologie, applicativi, web e strumenti cloud di produzione di contenuti e gestione dei flussi comunicativi, tali da renderli in grado di operare scelte efficaci e adeguate alle esigenze proprie formative e a quelle dei loro studenti. 
    Ecco perché è utile distinguere, secondo me, tra Tecnologie dell'informazionee della Comunicazione e Tecnologie dell'Apprendimento e della Conoscenza. Con le prime, le cosiddette TIC, ci si colloca in una dimensione prettamente informatica; mentre le seconde, che potremo chiamare TAC, presuppongono una conoscenza e competenza informatica, ma hanno una finalità pedagogica ed educativa. Le TAC devono essere orientate non tanto ad apprendere le tecnologie, ma ad "apprendere con le tecnologie", eppure, in una certa misura che non è definibile a priori e che varia nel tempo al continuo variare delle tecnologie stesse, una certa comprensione del funzionamento delle tecnologie digitali, è indispensabile.

    E allora? Come imparare le tecnologie per imparare con le tecnologie?
    Per imparare le tecnologie al "punto giusto", senza dover divenire tutti informatici, non esiste una strada maestra, esistono molti percorsi, quasi tutti basati sulla pratica, su quello che si potrebbe chiamare "apprendistato digitale". 
    Mi limiterò a indicarne alcuni di questi percorsi:
    1. Cura dei contenuti: una delle possibilità che si aprono grazie al web, è quella di seguire con una certa costanza coloro che sono esperti nell'ambito dell'uso delle TAC per tenersi aggiornati e maturare un uso pedagogicamente consapevole delle tecnologie nell'educazione. In questo post dal titolo "L'aggiornamento dei docenti nella cattiva scuola", segnalo alcune risorse cui fare riferimento. Si tratta di riviste online, blogger, curatori di contenuti, archivi online di risorse, etc.
    2. Apprendistato Digitale: un'altra possibilità è quella di partecipare a qualche comunità di pratica online dedicata ai temi specifici dell'apprendimento e delle Tecnologie per l'apprendimento. In questo post intitolato "Professori digitali? Apprendistato digitale e bottega didattica", ho indicato molte delle comunità di insegnanti presenti su Facebook, molti siti e blog curati da insegnanti e riviste online in italiano dedicate al tema delle TAC. 

    Video Tutorial - Video Guide
    Forse il modo migliore per imparare a utilizzare una determinata applicazione educativa o un software è quello, molto tradizionale e collaudato, del video tutorial. In rete sono presente decine di migliaia di videotutorial su qualsiasi argomento: dal fai da te al giardinaggio, dai video giochi alle più eterogenee tipologie di software. In ambito educativo la realizzazione e l'utilizzo dei videotutorial è molto diffuso in quasi tutti i paesi, si trovano migliaia di videotutorial in inglese o spagnolo che spiegano come usare strumenti web o software utili per la didattica. In italia questa pratica non è ancora molto diffusa e non sono molti i docenti italiani che realizzino video tutorial in lingua italiana. In un precedente post intitolato "Raccolte di videotutorial in italiani su Applicazioni Educative", ho segnalato alcuni di questi casi. Voglio conludere questo post presentando la Playlist in cui ho raccolto i video tutorial che ho realizzato in questi anni.

    Video Tutorial in Italiano
    Playlist pubblicata su YouTube che raccoglie 11 video tutorial della durata media di 10/14 minuti. I video tutorial sono mirati a spiegare dal punto di vista tecnico l'uso di applicazioni web per la realizzazione di contenuti e risorse educative. Questi gli argomenti trattati:
    # mappe concettuali: Coggle, Whisemapping
    # Cura dei contenuti: Zeef, List.ly
    # Creazione e gestione di lezioni: Edynco, Ted Ed,
    # Usare i video nella didattica: videoAnt, Rai Scuola, Vialogues, 
    # Creare presentazioni: Slide.com
    # Verifica: Quizizz


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    Europass a Scuola
    Il sito di Europassè fondamentale per chi lavora e studia in Europa e il suo uso costituisce un'ottimo approccio per far comprendere agli studenti l'importanza della formazione e dell'apprendimento in relazione alla costruzione consapevole della propria personalità e del proprio percorso di studio.
    Esiste un'apposita sezione del sito dedicata agli studenti che intendano:
    # maturare un'esperienza di istruzione o formazione all'estero o nel proprio paese
    # cercare informazioni su esperienze di studio o tirocinio all'estero
    # avere informazioni sul riconoscimento delle proprie qualifiche
    Inoltre l'uso di determinati strumenti messi a disposizione nel sito di Europass, costituisce un buon esercizio per comprendere la necessità e l'importanza di padroneggiare procedure e servizi per creare e gestire il proprio percorso formativo e la propria identità digitale.

    Europass - La Storia
    Nasce dal "Forum europeo sulla trasparenza delle qualifiche professionali" istituito dalla Commissione europea nel 1998. Obiettivi del Forum sono:
    # favorire la mobilità professionale rendendone trasparenti le qualifiche
    # sviluppare nuove iniziative in tale ambito e diffondere quelle esistenti
    # fungere da stimolo alle politiche dei paesi membri
    Risultato dell'attività del Forum è la produzione di due documenti:
    # il CV europeo
    # il Supplemento al Certificato

    Dichiarazione di Copenhagen e Nascita di Eurpoass
    Nel 2002 con la Dichiarazione di Copenaghen si lavora per sviluppare ulteriormente la trasparenza di istruzione e formazione attraverso strumenti quali: 
    il CV, 
    i Supplementi al Certificato e al Diploma, 
    il Quadro comune di riferimento per le lingue. 
    Tali strumenti vengono contestualizzati entro un Quadro unico denominato Europass.
    Nel 2003 nasce Europass inteso come: "Quadro Unico per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze" e nel 2005 nasce il sito web che contiene vari strumenti per la certificazione delle competenze.
    Europass si rivolge alle seguenti categorie di cittadini per:
    # Aiutarli a presentare le proprie competenze e qualifiche in modo efficace per trovare lavoro o maturare un'esperienza di formazione;
    Aiutare i datori di lavoro a comprendere le competenze e le qualifiche della forza lavoro;
    # Aiutare gli enti d'istruzione e formazione a stabilire e comunicare il contenuto dei programmi formativi.

    Il Sito e gli strumenti
    Nel sito di Europass sono presenti gli strumenti per documentare e certificare le proprie competenze. Gli strumenti principali sono 5:
    1. Il Curriculum Vitae: presentazione competenze e qualifiche
    2.Passaporto delle lingue per la autovalutazione delle competenze linguistiche
    3. Europass mobilità per registrare le competenze acquisite in un altro paese europeo
    4. Supplemento al Certificato: per documentare competenze e conoscenze acquisite da chi possiede un certificato d'istruzione o formazione professionale
    5. Supplemento al Diploma: per documentare competenze e conoscenze acquisite da chi possiede un diploma di istruzione superiore
    Estremamente utili, anche in prospettiva di un utilizzo didattico, la possibilità di creare online il proprio "Passaporto Europeo delle Competenze", il "CV Europeo", il "Passaporto delle Lingue", si tratta di ambienti online che permettono di realizzare una documentazione e autocertificazione delle proprie conoscenze, capacità e abilità, avendo di mira, nel caso degli studenti della scuola secondaria di secondo grado, non tanto possibili sbocchi professionali, ma un percorso personale di formazione per esprimere al meglio le proprie possibilità in base alle proprie esigenze e capacità. Trovo che possa costituire un esercizio monto indicato anche in relazione agli obiettivi chiave di cittadinanza.

    I Principali Documenti di Europass
    1. CV Europeo:
    # Cos'è: documento per presentare le proprie competenze e qualifiche in modo chiaro ed efficace in tutti i paesi europei
    2. Passaporto Europeo delle Competenze:
    # Cos'è: portafoglio elettronico che fornisce una panoramica completa delle abilità e competenze di una persona
    # A cosa serve: trovare opportunità di lavoro o formazione e validare le proprie competenze.
    3. Passaporto delle Lingue: strumenti di autovalutazione delle competenze e delle certificazioni linguistiche possedute
    Nella Home Page sono presenti chiarimenti e informazioni su tutte le tipologie di documento messe a disposizione da Europass.

    LINK UTILI
    1.Area dedicata agli studenti
    2.Area dedicata agli insegnanti
    3. dal sito europalavoro: Europass Che cos'è, quali sono i suoi obiettivi, beneficiari
    4. un articolo sul CV Europeo molto critico che segnalo perché interessante per chi voglia imparare come si fa un CV: Perché usare Europass è un suicidio lavorativo



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    La valutazione è un momento essenziale della formazione e mette in gioco i livelli cognitivi e meta cognitivi più importanti dell'apprendimento ed è essa stessa uno dei traguardi strategici dell'apprendimento e di quella forma prioritaria di apprendimento che è l'apprendere ad apprendere. Tuttavia, perché la valutazione possa esprimere al meglio le sue potenzialità deve essere fatta oggetto di esplicita trattazione ed uscire dall'arbitrio e dalla fumosa distinzione tra "formativa" e "sommativa". A questo fine è necessario dotare l'operare valutativo di strumenti atti a renderne chiari i criteri, trasparente l'attuazione, inter-soggettive le procedure e le finalità

    Un Percorso sulle Rubriche di Valutazione
    Uno strumento ampiamente testato in altre realtà scolastiche e oggi usato anche nella scuola italiana è la "Rubrica di Valutazione", in questo post propongo un percorso per tutti coloro che sono interessati ad approfondire l'uso della RdV (un acronimo giusto per adeguarsi alla moda ministeriale del momento).  Ho realizzato questo percorso grazie a risorse che ho trovato sul web e che ho selezionato allo scopo di rispondere alle seguenti domande:
    # Cosa sono le Rubriche di Valutazione
    # Perché si utilizzano?
    # In che modo si utilizzano?

    Per Cominciare "La Rubrica di Valutazione", di Paolo Scorzoni
    Un ottimo punto di inizio per cominciare a parlare delle Rubriche di Valutazione e del loro uso nella didattica e familiarizzare con questo strumento, è questo video di Paolo Scorzoni"La Rubrica di Valutazione".  Si tratta di un video pubblicato su Scuola Interattiva, in cui viene spiegato cosa sia una rubrica di valutazione e a cosa serva. Il video dura 7:33 minuti ed e' stato pubblicato il 03/12/2012.
    Nel video viene presentata la rubrica di valutazione, vengono definiti i suoi possibili usi, individuate le diverse tipologie (analitica e olistica) di rubrica e anche chiarito il suo utilizzo con esempi.



    Il Secondo Passo: Infografica sulle Rubriche di Valutazione
    La seguente infografica è stata realizzata e pubblicata il 3/4/2012 da Mia MacMeekin sul blog An Ethical Island, in un post intitolato Rubrics. Si tratta di una vera e propria guida sintetica alla Rubrica di Valutazione. L'argomento è: Perché utilizzare le Rubriche di valutazione?
    L'infografica è divisa in tre parti e si presenta come una guida sintetica alla "Rubrica di Valutazione"
    1^ parte: Che cosa sono le Rubriche di valutazione
    2^ parte: Perché usarle? Cosa possono contribuire a migliorare nell'apprendimento?
    3^ parte: come usare le rubriche? Una guida per i docenti
    Sotto l'infografica potete leggere la traduzione dall'inglese del testo
    Per leggere meglio l'infografica cliccare sull'immagine per ingrandirla.

    Mia MacMeekin - An Ethical Island
    1^ parte: Perché usare le Rubriche di Valutazione?
    Le rubriche di valutazione - RdV, sono sistemi di rappresentazione grafica di criteri e punteggi per la valutazione. Mostrano cosa ci si aspetta dallo studente in relazione a un compito o lavoro assegnato. Possono anche essere utilizzate dagli studenti come una guida o modello per realizzare il loro lavoro cercando di soddisfare i requisiti e criteri in essa presenti. Sono uno strumento che dovrebbe guidare anche l'attività dell'insegnante nella creazione e valutazione dei lavori e compiti.
    la RdV è quindi:
    1. sistema di valutazione dei lavori degli studenti
    2. guida per la realizzazione delle prove o lavori o compiti da assegnare
    3. modello e guida per l'attività dello studente
    La RdV non va quindi confinata al solo momento valutativo

    2^ parte: Perché usarle? 
    Cosa possono contribuire a migliorare nell'apprendimento?
    # consentono agli insegnanti di focalizzare la loro attenzione sugli eventi dell'apprendimento presenti nella rubrica
    # consentono agli insegnanti di valutare in base alle aspettative che sono state individuate nella rubrica
    # le rubriche forniscono una documentazione tangibile del lavoro valutativo da svolgere e svolto
    # forniscono obiettivi specifici e facilmente individuabili che possono essere più facilmente spiegati e compresi dagli studenti
    # nella rubrica viene specificato ogni criterio cui il lavoro assegnato deve rispondere in modo da focalizzare l'attenzione degli studenti
    # permettono agli studenti di confrontare il loro lavoro con gli standard e i criteri specificati nella rubrica sia mentre lo eseguono che una volta che lo hanno concluso
    # permettono una valutazione più equa e trasparente e offrono un termine di riferimento inter-soggettivo per il confronto
    # grazie alle rubriche il docente riesce a impostare un'azione di recupero delle criticità molto più facilmente

    3^ parte: come usare le rubriche? 
    Una guida per i docenti
    # per comprendere le aspettative relative che sono state predisposte nella rubriche
    # scrivere rubriche che sono significative in relazione agli obiettivi educativi che ci si è dati
    #  leggere o condividere la rubrica con gli studenti e discuterne criteri e aspettative per chiarirne il significato
    # utile pubblicizzare il fatto che la valutazione sarà effettuata mediante una rubrica
    # fornire agli studenti la rubrica all'inizio della attività che si intende valutare
    # consegnare ad ogni studente una copia della rubrica con la valutazione del suo lavoro
    # seguire la rubrica nell'attività di valutazione
    # dopo avere utilizzato la rubrica ed avere apportato le modifiche che si sono rivelate necessarie, archiviarla per un eventuale futuro uso
    # realizzare una serie di rubriche standard da utilizzare per la valutazione delle diverse attivitò di apprendimento.

    Il terzo Passo: Quick Rubric, applicazione per creare e stampare Rubriche di Valutazione
    QuickRubric è una applicazione che viene incontro all'esigenza di realizzare in modo semplice e rapido rubriche da stampare e utilizzare nelle attività di valutazione. L'applicazione è free e il suo punto di forza è la semplicità d'uso e la rapidità nel realizzare rubriche. I limiti principali sono:
    # non si può condividere
    # non si può utilizzare online ma solo stampare


    Caratteristiche e Funzionamento
    Per sperimentare l'utilizzo di quickrubric direttamente e senza bisogno di registrarsi cliccare su Crea una Rubrica.
    Dopo essersi registrati si clicca su "Create a Rubric", l'idea è di creare una tabella in cui:
    # le righe corrispondono alle diverse categorie o criteri di valutazione, le competenze e/o abilità e/o conoscenze che vogliamo valutare
    # le colonne corrispondono ai diversi livelli di padronanza e/o conoscenza delle competenze che andranno descritte e a cui andrà associato un punteggio massimo
    Occorre dare un titolo alla nostra rubrica, inserire una breve descrizione relativa al suo scopo e uso e assegnare un punteggio massimo complessivo alla valutazione che vogliamo operare con la rubrica.
    Tramite due pulsanti posti in basso a destra è possibile:
    # Add Row: aggiungere una riga;
    # Add Column: aggiungere una colonna
    Terminate le operazioni di creazione della rubrica possiamo salvarla e procedere a stamparla

    Formattazione
    QuickRubrick supporta elementi di markup che consentono di realizzare un minimo di formattazione della nostra rubrica, di seguito alcuni esempi:
    # Per creare un elenco puntato è sufficiente inserire a ogni riga dell'elenco il segno *
    # per formattare un termine in grassetto utilizzare prima e dopo il termine tre segni di apostrofo (''')
    # Per l'italico o corsivo il termine va inserito tra 2 apostrofi
    A questo link si può trovare l'elenco completo dei tag di formattazione del testo
    Di seguito due video tutorial per imparare a usare Quick Rubric:
    1. Richard Byrne, Come creare una rubrica con Quick Rubric, in inglese, 4:54 minuti
    2. Quick Rubric, in spagnolo, 5:48 minuti.

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    Raccolta di lezioni di filosofia realizzata con Pearltrees, in cui sono contenute  lezioni sulla storia della filosofia antica che ho realizzato nel corso di questi ultimi anni per i miei studenti. Sono presenti due differenti formati di lezioni:
    # Audio Lezioni: in formato audio MP3, in questo caso si tratta di registrazioni in tempo reale di lezioni tenute alla classe e registrate con lo smartphone
    Video Lezioni: lezioni realizzate con la tecnica dello screencast che consiste nella registrazione di quanto avviene nello schermo del PC e della voce. In questo modo è possibile utilizzare risorse come presentazioni, mappe, schemi, immagini, etc.; che vengono registrate insieme alla propria voce che commenta e spiega. per realizzare queste video lezioni ho utilizzato Screecast-o-maticAlcune di queste video lezioni sono state realizzate dagli studenti.


    Flipped Learning e Blended Learning
    Nel corso degli ultimi 8 anni, insieme agli studenti, abbiamo sperimentato l'utilizzo di audio e video nella didattica a supporto dell'apprendimento secondo l'approccio  tipico del Blended Learning, integrando le attività svolte in presenza in aula con quelle sviluppate online. Il risultato è stato quello di creare una comunità di apprendimento che distribuisce le proprie attività su diversi canali e, a differenza della Flipped Classroom, non si basa sul principio del "capovolgimento", del rapporto tra attività scolastica e attività svolta a casa. Nel Blended Learning si opta per l'apprendimento in presenza o per quello online, decidendo, di volta in volta e a seconda delle esigenze e circostanze, la modalità più conveniente ed efficace per conseguire gli obiettivi che ci si è dati. Quindi non una formula generale da applicare meccanicamente a prescindere dalla situazione, ma una scelta che fa sempre riferimento alla situazione concreta. Tanto per essere chiari, in certe circostanze sarà utile sviluppare una discussione online o utilizzare video lezioni pubblicate sul web per la spiegazione di un argomento o collaborare online per la stesura di un documento utilizzando qualche applicazione per la scrittura collaborativa; altre volte, queste stesse attività, sarà più opportuno svolgerle in presenza, nella propria aula.

    Le Lezioni sulla storia della filosofia antica
    Questa la collezione di lezioni dedicate alla filosofia antica che conta 52 tra video lezioni e video appunti,, mappe concettuali, lezioni registrate in formato audio MP3. Per esplorare più efficacemente la raccolta consiglio di servirsi del link diretto: Lezioni di filosofia antica
    Più sotto la struttura secondo cui sono organizzate le lezioni e le altre risorse.

    La Filosofia Greca Classica
    • Origini filosofia e filosofia presocratica
      • nascita della filosofia: mappa concettuale
      • verità e contraddizione: presentazione
      • video appunti: differenze tra mito e filosofia
      • video appunti: apparenza e realtà
    • Mitologia
      • Il mito di Edipo: video narrazione
    • Democrito
      • video lezione: Vita e Gnoseologia
      • video lezione: Atomismo e natura
    • Parmenide
      • Poema e Ontologia: audio lezione in MP3
      • Gnoseologia, logica e dualismo: audio lezione in MP
    2. I Sofisti e Socrate
    • La Cultura sofistica
      • La filosofia dei sofisti: presentazione
      • Protagora, il mito di Prometeo: video racconto
      • Gorgia: L'encomio di Elena: video racconto
      • Orazione di Pericle
    • Socrate
      • Lezioni di Gianfranco Marini
        • Il dialogo socratico: mappa mentale
        • il dialogo socratico, l'ironia: video lezione
        • il dialogo socratico, la maieutica: video lezione
        • audio lezioni in formato MP3:
          • lezione 1: dialogo socratico
          • lezione 2: induzione e universale
          • lezione 3: morale socratica
      • Risorse realizzate dagli studenti
        • Biografia e filosofia di Socrate
        • Il dialogo socratico
        • Critica al potere
        • Superamento del relativismo sofistico
    3. Platone
    • Eros e Anima
      • mappe concettuali: sul Fedone, Fedro e Simposio
      • video lezioni su: Menone, Fedro e Smposio
    • Teoria delle Idee
      • mappa teoria delle idee realizzata con Mindomo
      • 4 video lezioni per circa un'ora di spiegazioni
    4. Aristotele

    • Introduzione
      • Vita, opere e rilievo: video lezione
      • Ricerca e insegnamento: video lezione
      • Enciclopedia delle scienze: video lezione
      • Differenze tra Platone e Aristotele: video lezione
    • La logica aristotelica
      • Schema logica: presentazione
      • Introduzione alla logica di Aristotele: video lezione
      • Logica dei termini: video lezione
      • Logica delle proposizioni: video lezione


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    Presentazione e spiegazione in inglese dell'esperimento di Milgram. La lezione è stata tenuta da Marco Corrias della classe VF del Liceo Scientifico "Giuseppe Brotzu" di Quartu Sant'Elena ed è stata ripresa con il mio smartphone. Lo studente ha anche realizzato la presentazione di cui si serve nella spiegazione. L'obiettivo era preparare i compagni a sostenere un colloquio in lingua inglese sul lavoro di Milgram. Marco Corrias svolgerà anche il ruolo di tutor online per assistere e aiutare i suoi compagni nel raggiungere l'obiettivo.

    L'esperimento di Milgram
    Ricordo che questo esperimento fu ideato ed effettuato da Stanley Milgram, psicologo sociale statunitense, allo scopo di studiare il comportamento di soggetti cui un'autorità ordini di eseguire azioni contrastanti con i valori dei soggetti stessi. L'interesse di Milgram per il tema dell'autorità e dell'obbedienza all'autorità, nasceva dalla drammatica esperienza della Shoah e della complicità di parte della popolazione tedesca ai crimini del nazismo. Per saperne di più sull'esperimento di Milgram è possibile leggere il seguente articolo: L'esperimento di Milgram e il principio di autorità

    La Presentazione
    Questa il link diretto alla presentazione realizzata da Marco Corrias Milgram's Experiment. nella presentazione (in inglese), è possibile trovare materiali sull'esperienza condotta da Milgram e dai suoi collaboratori e su come essi la interpretarono. Tra le risorsze segnalate nella presentazione:
    # Un video con una spiegazione dell'esperimento fornita da Philip Zimbardo
    un video realizzato sull'esperimento dallo stesso Milgram
    Un remake dell'esperimento realizzato nel 2011

    Il video della lezione
    Chiedo venia per la pessima qualità dell'audio si fa quel che si può con quel che si ha. Il video ha una durata di 17:46 minuti ed è stato registrato il giorno 5/3/2016.


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    Presentazione e spiegazione in inglese dell'esperimento di Asch sul conformismo. La lezione è stata tenuta da Alessandro Fresu della classe VF del Liceo Scientifico "Giuseppe Brotzu" di Quartu Sant'Elena ed è stata ripresa con uno Smartphone. Lo studente ha anche realizzato una presentazione in inglese utilizzando Tackk, di cui si è servito per spiegare l'argomento ai compagni. L'obiettivo era preparare i compagni a sostenere un colloquio in lingua inglese sul lavoro di Asch. Alessandro Fresu svolgerà anche il ruolo di tutor garantendo ai compagni assistenza e aiuto per raggiungere l'obiettivo.

    L'esperimento di Asch sul Conformismo
    Nel 1955 Solomon Asch, psicologo statunitense di origine polacca, conduce un esperimento, divenuto in seguito un classico, finalizzato allo studio dei fenomeni di conformità sociale. L'ipotesi di Asch è che l'appartenenza a un gruppo porti a modificare il proprio comportamento, i propri giudizi e, in una certa misura, le proprie percezioni per conformarsi alle aspettative del gruppo. 
    Gli interrogativi da cui muove Asch nel suo esperimento del confronto delle linee sono: 
    1. Quale grado di autonomia conservano le persone quando sono messe di fronte a una pluralità di individui che esprimono unanimemente valutazioni diverse dalla sua?
    2. Quali condizioni limitano gli effetti che la pressione del gruppo esercita sull'individuo?
    Per avere ulteriori informazioni sull'esperimento di Asch, sul fenomeno della conformità sociale e di come questa si realizzi e sui risultati dell'esperimento di Asch, consiglio la lettura del seguente articolo: L'esperimento di Asch: il conformismo

    La Presentazione: Solomon Asch's Compliance Experiment
    La presentazione realizzata in inglese dallo studente conprende:
    # una descrizione dell'esperimento di Ash;
    # le ipotesi teoriche da cui Asch prese le mosse
    # La presentazione e spiegazione dei risultati dell'esperimento
    # due video sull'esperimento
    Questo il link diretto alla presentazione: Asch's Experiment



    Il video della lezione
    La lezione è stata pubblicata sul mio canale YouTube il 16/03/2016, la durata è di 13:27 minuti. La qualità audio della registrazione non è ottimale anche perché lo studente quando parla in inglese tende a sussurrare. Nel complesso si è trattato di un'esperienza positiva e i compagni hanno apprezzato l'aiuto offerto loro con questa iniziativa.


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    Atavist è una applicazione web freemium, ma la cui versione free è assolutamente sufficiente per le esigenze di un docente e dei suoi studenti, che permette di pubblicare contenuti multimediali sul web. Volendo indicare la tipologia di questo strumento, data la sua versatilità, potremo classificarlo come adatto per:
    # la Narrazione Digitale o Digital Storyitelling: "raccontare una storia", è molto semplice con Atavist applicare la "forma narrativa" per raccontare / documentare: eventi, esperienze, attività, storie, etc.
    # il Blogging: Atavist non consente di realizzare veri e propri blog, ma consente a chi non ha un blog di realizzare post, anche molto lunghi e documentati, su un qualsiasi tema / problema e di qualsiasi genere o tipologia: cronaca, eventi, dossier, interventi, punti di vista, ricerche, lezioni, storie, etc.
    il Web Publishing in generale: a supporto del processo di pubblicazione di qualsiasi tipo di contenuto sul web senza essere esperti o doversi impegnare nella realizzazione di siti

    Videotutorial in italiano per imparare a usare Atavist
    Atavist presenta un ottimo compromesse tra semplicità d'uso, usabilità, versatilità e potenza, intesa come capacità di supportare contenuti di molti formati diversi e svariate tipologie di testi / documenti. per questo mi sembra ideale per utilizzarlo nelle attività didattiche.
    Ho pensato fosse utile, per favorirne l'uso anche tra i docenti e studenti italiani, realizzare una video guida in italiano per imparare ad utilizzare Atavist,  dato che non ne ho trovato nessuna.
    In questo post presento, appunto, i due video in cui si articola la video guida su Atavist

    1. Atavist: video tutorial italiano, 1^ parte
    In questo primo video tutorial ho presentato le caratteristiche generali di Atavist, ne ho illustrato alcuni possibili utilizzi in ambito educativo, i vari piani di abbonamento (per un uso educativo è sufficiente quello free), sono poi passato a mostrare come configurare i parametri generali del documento che intendiamo creare e pubblicare. In particolare:
    # titolo, sottotitolo, descrizione, tags, sottofondo sonoro;
    # design del titolo
    # impostazioni delle opzioni di navigazione del documento
    # scelta dei temi


    Data Pubblicazione: 17//03/2016
    Durata: 18:47
    Canale: canale YouTube di Gianfranco Marini

    2. Atavist: video tutorial italiano, 2^ parte
    Questo secondo video spiega come inserire i contenuti nel nostro documento. Atavist facilita questa operazione attraverso la tecnica del drag and drop che consente di trascinare con il clic del mouse, blocchi di contenuto predefiniti e personalizzarli secondo le proprie esigenze. Si possono caricare i contenuti dal proprio PC oppure prelevarli dal web. Le tipologie e i formati di contenuti che possiamo inserire in un documento realizzato con Atavist sono molti:
    Video
    Immagini
    Immagini con effetto parallasse
    Slideshow
    Immagini a confronto (prima / dopo)
    suoni e registrazioni vocali
    Google maps
    Contenuti da Twitter e Instagram
    Tabelle e grafici realizzati con il foglio di calcolo di Google Drive
    Presentazioni da Slideshare
    File da Sound Cloud
    Codice
    Immagini da Flickr
    Gif animate
    Testo evidenziato
    Testo in sovraimpressione ad un'immagine
    Box di testo
    pulsanti
    contenuti incorporabili prelevati da altre pagine web
    Naturalmente è anche possibile inserire direttamente il testo e inserire nel testo dei link a siti e pagine web. Come si può constatare si tratta di una applicazione molto versatile e potente che consente di ottenere ottimi risultati con procedure semplici e rapide.


    Data Pubblicazione: 18//03/2016
    Durata: 18:08
    Canale: canale YouTube di Gianfranco Marini

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    Certamente tra le competenze digitali di base rientra la capacità di utilizzare al meglio codici comunicativi relativi a media differenti, riuscendo a integrare al meglio immagini, testo, video, audio ed altri elementi mediali. L'efficacia comunicativa di una presentazione o di un ipertesto, possono essere gravemente compromessi da un uso inadeguato e/o ingenuo di codici e regole di editing e composizione grafica. Risulta altrettanto ovvio che docenti e studenti non possono né devono essere dei professionisti di grafica, dei semiologi, degli esperti di scienza della comunicazione. Come risolvere allora il dilemma?
    Ci vengono in soccorso quei professionisti che forniscono risorse, informazioni e consigli a chi ha la necessità di utilizzare in modo adeguato ed efficace questi strumenti. Grazie al loro lavoro e alla loro disponibilità a condividere le proprie competenze, si possono apprendere, senza sforzo eccessivo,  le basi dell'editing grafico e provare ad applicare tali competenze ai diversi ambiti in cui si utilizzano le immagini, anche a quelle educativo. 

    Anuj Malhotra: Smart&Stupids of using images in your presentation
    E' il caso di un interessante e utilissimo articolo di Anuj MalhotraSmart&Stupids of using images in your presentation, pubblicato l'11/02/2016 su Slideteam e dedicato ad illustrare il corretto ed efficace uso delle immagini nelle presentazioni.  


    L'autore, attraverso un esame degli errori più comuni che si commettono nell'utilizzo delle immagini in una presentazione, propone un elenco ragionato di "Cosa Non si Deve Fare" - DON'T e "Cosa si Deve Fare" - DO, in ciascuno dei casi segnalati. Il risultato è una sorta di manuale di grafica dell'immagine che individua e spiega alcune delle abilità di base dell'alfabetizzazione visiva.
    Dopo avere chiesto il permesso all'autore, che me lo ha gentilmente concesso, ho pensato di tradurre l'articolo dall'inglese e di utilizzare le stesse immagini del post originario di Anuj Malhotra. Chi volesse leggere l'originale può trovarlo qui: Smart&Stupids of using images in your presentation. Nel sito di Slide Team sono inoltre disponibili altri interessanti articoli, tra cui segnalo un'altro articolo di Anuj Malhotra: Turn Boring PowerPoint Slides into Visual Masterpiecesusing these 11 Images Hacks, che dovrebbe significare: Trasformare una presentazione in Power Point noiosa in un capolavoro usando queste 11 immagini Hacks, parola che non so tradurre:-(

    Errore n° 1: usare immagini sfuocate o pixellate
    Tutti sanno che si devono evitare immagini sfuocate e di scarsa qualità, ma spesso, non riuscendo a trovare niente di meglio, si cede per disperazione e si usano immagini scadenti. Questo deve essere assolutamente evitato, la soluzione è cercare di più e meglio o pagare.

    Errore n° 2: immagini troppo piccole
    Non usare immagini piccole che chi guarda riesce a malapena a vedere. Un immagine di alta qualità consente di valorizzare la qualità visiva della vostra presentazione rendendola complessivamente  più efficace. Nell'esempio l'azione di football rappresentata dall'immagine viene totalmente neutralizzata dalle sue ridotte dimensioni, è come se non ci fosse.

    Errore 3: usare troppe immagini
    Nell'esempio il presentatore ha preso troppo sul serio l'esigenza di usare immagini nelle presentazioni, ha usato troppe immagini, sovraccaricando la grafica della slide. Ha trovato "troppe immagini" pertinenti al soggetto cercato e non ha voluto rinunciare a nessuna. Il risultato è pessimo, confuso e poco efficace, se avesse utilizzato solo una di quelle immagini, ingrandendola, avrebbe ottenuto un effetto ben diverso, come nel caso illustrato dall'esempio DO. Usare un'immagine grande, di alta qualità, che riassuma tutti i temi che volete rappresentare, in questo caso il raggiungimento di un obiettivo

    Errore 4: più immagini disposte malamente
    Quando sia necessario usare più immagini è opportuno curare esteticamente il modo in cui vanno disposte attraverso strumenti quali cornici, bordi.
    L'esempio "don't"è un modo brutto di organizzare immagini multiple. In questo caso è utile posizionare le immagini ricorrendo alle griglie o alle cornici, non lasciare "spazi vuoti", collocare il testo in modo che risalti e il messaggio da esso veicolato sia rafforzato e illustrato dalle immagini.

    Errore 5: uso clipart è sconsigliato
    Tutti gli esperti di presentazioni consigliano di non usare clipart che non aggiungono valore e sono scadenti. Si tratta di una brutta copia dei "cartoni animati" che compromettono la presentazione caratterizzandola come rozza e di cattivo gusto. Nell'esempio la clipart raffigurante professionisti è ancora accettabile, ma molto meglio la slide dell'esempio "DO". La regola è quindi: dimenticate le clipart, qualsiasi altro elemento visivo è meglio

    Errore 6: immagini con filigrana (logo o scritta proprietaria)
    L'errore più grave di tutti, anche se si riduce l'immagine per nascondere la filigrana, qualcuno la noterà. Si tratta di un errore che può compromettere la reputazione di un presentatore. Se si vuole usare quell'immagine meglio comprarla o usarne una free.

    Errore 7: Immagini con sfondi da "mal di testa"
    Se non si vuole ingenerare confusione e difficoltà nel proprio pubblico, occorre evitare uno sfondo movimentato, troppo colorato, visivamente sovrabbondante. Non solo si tratta di un elemento distraente e che rende nullo l'impatto visivo, ma spesso sfondi del genere, rendono illeggibile il testo che vi si confonde. L'immagine "DON'T"è un classico esempio di questa situazione.
    Cosa fare: scegliere un'immagine di forte impatto che ricopra interamente la slide. La scelta deve essere guidata dal tema che si vuole rappresentare, se, come nell'esempio, si tratta di raffigurare l'idea di crescita, ci sono centinaia di immagini adatte: una pianta, un edificio, una scalinata, etc.
    Se si deve inserire molto testo:
    - aggiungere un effetto trasparenza sopra l'immagine
    - posizionare il testo usando un colore che abbia contrasto con lo sfondo
    - in modo che testo e immagini si integrino e completino a vicenda

    Errore 8: amputare il soggetto di un'immagine ritagliandola
    Occorre prestare attenzione a quando si ritaglia un'immagine che raffigura una persona. Spesso la necessità di adattare un'immagine allo spazio disponibile nella slide produce pessimi risultati, è necessario ritagliare senza eliminare parti importanti della figura. Il consiglio che tutti i professionisti danno a questo riguardo è non tagliare in corrispondenza delle articolazioni (piedi, dita, braccia, etc.) in fase di composizione o di post produzione, come nel caso dell'esempio "DON'T".
    Cosa Fare: o riprendere di nuovo il soggetto se l'errore è nella composizione dell'immagine o scegliere un "taglio" diverso. Nell'esempio positivo è stato sufficiente riprendere nuovamente il soggetto in modo da evitare qualsiasi taglio e ridefinire il rapporto tra lo spazio riservato all'immagine e quello riservato al testo.

    Cosa fare però quando si deve sistemare un'immagine di grandi dimensioni che supera lo spazio che abbiamo a disposizione nella slide? Si veda l'esempio: si sono eliminate tutte le parti del corpo tranne le teste, è stata parzialmente eliminata anche la stretta di mano. Un'alternativa è quella di ridimensionare l'immagine, ritagliare le parti non necessarie, inserirla in una cornice, inclinare la foto per farla risaltare, come nell'esempio sotto la dicitura "DO".

    Errore 9: foto malamente "stiracchiate"
    Errore imperdonabile che rende orribile la slide, anche nel caso che la fotografia, stiracchiata e perciò deformata, sia di alta qualità. Si comprende il motivo di una scelta del genere, il presentatore voleva fare in modo che la foto ricoprisse l'intera area orizzontale della slide, ma così facendo compromette irrimediabilmente il valore visuale della diapositiva. 

    Nell'esempio DON'T un caso di stiracchiamento realizzato con la funzione di riempimento dell'immagine di Power Point che estende l'immagine orizzontalmente all'intera area della slide, ma se la risoluzione dell'immagine, o più precisamente l'aspect ratio (rapporto tra larghezza e altezza), è diversa da quella del formato della slide il risultato è pessimo.

    Cosa Fare: Una possibilità sarebbe quella di utilizzare le funzioni di Power Point (scheda formato, strumento ridimensiona / taglia), si può correggere questo difetto ma a condizione di perdere "parti" importanti dell'immagine (figura completa insegnante, studente, libro che stanno leggendo).
    Una soluzione più soddisfacente è illustrato nell'esempio "Cosa Fare" sottostante, si tratta di:
    - eliminare lo spazio biano dell'immagine,
    - conservare solo la parte centrale con i tre soggetti (docente, studente, libro),
    - inserirla su uno sfondo bianco entro una cornice circolare,
    - disporre il testo intorno alla cornice.



    Errore 10: Usare Silhouettes o altre immagini irrilevanti
    Le Silhouettes o Sagome non sono necessariamente un male. Possono essere utilizzate per inserire un elemento visivo nella presentazione, ma questo non deve avvenire a discapito della chiarezza del messaggio veicolato. Aggiungere una Sagoma senza una ragione e/o funzione precisa può produrre confusione negli utenti. Un esempio è offerto dalla Slide DON'T, in cui la sagoma della donna non aggiunge contenuto informativo alla slide e nasconde l'elemento principale costituito dal grafico, di cui diviene problematico leggere i valori.
    Cosa Fare: in primo luogo occorre selezionare un'immagine che aggiunga valore ai contenuti, altrimenti meglio eliminare l'immagine e conservare solo il grafico come nella slide DO.
    Errore 11: Immagine con contorni troppo spessi
    Il caso in esame riguarda l'uso della cornice e delle linee di contorno che se errato può appesantire la slide. Nell'esempio DON'T è stato usato uno spessore eccessivo per la cornice dell'immagine e non si capisce cosa sia la cosa più importante, se l'immagine o la sua cornice. 
    Se si desidera dare un contorno all'immagine, è bene non usare uno spessore superiore a più di un punto, inoltre è meglio scegliere un colore di contorno chiaro se lo sfondo è scuro.
    Nell'esempio DO l'immagine è stata racchiusa in un cerchio in modo da non avere un effetto di "rilievo", quasi l'immagine stesse uscendo fuori dalla diapositiva, è stato utilizzato un colore bianco per il contorno con uno spessore di 1 punto. Anche il testo è stato racchiuso tra 2 linee parallele bianche e il colore del testo è il bianco per evitare un contrasto troppo duro come quello tra nero e rosso dello sfondo.
    1° Suggerimento: eventuali personaggi dell'immagine dovrebbero guardare verso l'interno della diapositiva
    Questo è un piccolo errore che può sminuire l'impatto della diapositiva. Comportamento umano tipico è quello di guardare dove gli altri guardano. Questa conoscenza dei movimenti oculari dovrebbe guidare l'autore di una presentazione nella scelta delle immagini da inserirvi. 
    Se si dispone di un'immagine in cui un personaggio sta guardano verso l'esterno della diapositiva, anche gli spettatori saranno indotti a guardare al di fuori della diapositiva. Se invece il personaggio dell'immagine rivolge lo sguardo verso il contenuto della diapositiva, o, addirittura, facciamo in modo che sembri leggerlo, allora l'attenzione di chi guarda la nostra presentazione si concentrerà anch'essa sul contenuto. L'Esempio DON'T, mostra come non si deve orientare l'immagine.
    Cosa fare: in questo caso è sufficiente spostare l'immagine dall'altra parte della slide (come nell'esempio DO) o capovolgerla verticalmente in modo che guardi nella direzione "giusta".
    2° Suggerimento: coerenza nell'uso delle immagini lungo tutta la presentazione
    Non si dovrebbero utilizzare immagini troppo differenti nelle diverse slides che compongono una presentazione, come: una clipart, poi un disegno, poi un'immagine, una fotografia, etc. E' bene mantenere una certa coerenza che renda fluido il flusso delle diapositive, troppo variazione producono un effetto poco professionale. Una soluzione può essere sottoporre la nostra presentazione a qualche conoscente o altra persona competente per testarla prima di pubblicarla online.

    MIO GIUDIZIO
    Molti dei suggerimenti di Anuj Malhotra, possono essere utili anche in ambito educativo per apprendere ad utilizzare al meglio le immagini e sfruttarne pienamente il potenziale, si tratta di apprendere la grammatica del linguaggio delle immagini che sono un potente veicolo di significato e possono favorire, se correttamente utilizzate, la comprensione e memorizzazione di argomenti, concetti, etc. 

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    Attività
    Nel corso dello svolgimento del programma di storia, ciascuno degli alunni delle classi III SA e III SB del "Liceo Brotzu" di Quartu Sant'Elena, ha realizzato un ipertesto multimediale sul periodo della storia europea compreso tra il XV e il XVI, questi gli argomenti con cui gli studenti si sono   confrontati:
    # Scoperte Geografiche e Imperi Coloniali nel XV e XVI secolo
    # La Riforma protestante e la Controriforma
    # L'Europa del '500 e le guerre di religione
    Obiettivo era creare e pubblicare un ipertesto a partire dal manuale, che potesse essere utilizzato per studiare l'argomento assegnato.

    Obiettivi
    Oltre alla realizzazione dell'ipertesto, gli studenti hanno anche curato la sua pubblicazione su Scribd o su Google Drive, spazi online per la condivisione dei documenti. Gli obiettivi di tale esercizio erano diversi:

    1. sviluppare e/o potenziare le capacità di interpretazione, rielaborazione e analisi degli eventi storici;

    2. Promuovere negli studenti le competenze di cittadinanza, rendendoli capaci di:
    # acquisire e interpretare informazioni
    # progettare e realizzare un'attività complessa
    # individuare collegamenti e relazioni
    storica di quel periodo storico con strumenti digitali e multimediali (videoscrittura, ipertestualità, immagini, mappe concettuali) realizzata da loro stessi;

    3. promuovere nella classe l'apprendimento di alcune conoscenze e competenze digitali di base relative:
    # all'uso degli strumenti per l'editing di testo, immagini, link, grafica, etc.
    # acquisire familiarità con gli strumenti di pubblicazione online offerti dal web
    # apprendere le principali convenzioni tipografiche per la stesura di un testo (impaginazione, indice, note a piè di pagina, intestazione, divisione in paragrafi del testo, ecc.)
    # la loro capacità di utilizzare il libro, sia nella versione cartacea tradizionale che in quella digitale;
    # codici e linguaggi mediali differenti

    4. Insegnare agli studenti un utilizzo dei social media e degli spazi cloud per la creazione e condivisione di documenti (Scribd, Google Drive), in modo che le loro competenze nell'ambito della comunicazione digitale e web non siano limitate alla dimensione ludica e/o al narcisismo comunicativo stile Facebook, ma orientate alla risoluzione collaborativa di compiti, problemi, ecc.

    Documentazione
    Le consegne relative al lavoro di realizzazione dell'ipertesto multimediale e un esempio di scheda di valutazione utilizzata per la correzione e attribuzione di un punteggio al lavoro realizzato dagli studenti, possono essere consultate a questo indirizzo: consegne realizzazione ipertesto
    I lavori realizzati dagli studenti sono invece visibili in questa pagina: ipertesti studenti III F
    Di seguito una selezione dei testi realizzati dagli studenti:



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    Lezioni degli studenti: una lezione in inglese di Eleonora Olla
    Presentazione e spiegazione in inglese del celebre esperimento realizzato presso l'Università di Stanford da Philip Zimbardo nel 1971. La lezione è stata tenuta da Eleonora Olla, della classe V F del Liceo Scientifico "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena (CA) nel corso delle normali attività didattiche. Il video della lezione è stato realizzato con il mio smartphone, la qualità dell'audio non è eccezionale, ma sono in procinto di acquistare un microfono per lo smartphone. L'obiettivo di che era stato assegnato a Eleonora era preparare i compagni a sostenere un colloquio in lingua inglese sull'esperimento di Zimbardo. A tal fine ha anche realizzato un documento, in inglese, per consentire ai compagni di documentarsi meglio sull'esperimento e le sue numerose implicazioni e interpretazioni. 

    L'esperimento Carcerario di Stanford
    Il famoso esperimento carcerario di Stanford fu ideato da Zimbardo per indagare e verificare sul campo alcune suggestioni teoriche risalenti al concetto di deindividuazione. Gli studenti universitari volontari furono divisi in due gruppi: guardie e prigionieri e posti in un ambiente che ricostruiva una situazione carceraria. Zimbardo fu costretto a sospendere l'esperimento per gli esiti drammatici cui stava dando luogo.
    In seguito Zimbardo parlò di "Effetto Lucifero" per significare il tradizionale problema filosofico del "male": come è possibile che persone "normali" si comportino in modo efferato e crudele con i loro simili?
    Molti dei comportamenti osservati da Zimbardo nel corso dell'esperimento rimandano a eventi tragici del passato come i lager o a eventi contemporanei, come il vergognoso comportamento di soldati americani nelle carceri di Abu Ghraib durante l'occupazione statunitense dell'Iraq nel 2003.
    Chi volesse saperne di più sull'esperimento di Stanford e su L'Effetto Lucifero, può consultare questo articolo: Zimbardo: L'esperimento carcerario di Stanford.

    La Documentazione predisposta dalla Sutentessa
    Per fornire le risorse necessarie ad apprendere e a spiegare in lingua inglese l'esperimento di Zimbardo, Eleonora Olla ha realizzato un documento intitolato Stanford Prison experiment by Doctor Zimbardo, disponibile su Google Drive e su Scribd. 
    Questi i temi affrontati nel documento:
    # The Evil seen as Monstrosity - Il male visto come "Mostruosità"
    # The absolution from responsability - L'assoluzione da responsabilità
    # Evil Disposition and Situational conception - Disposizione al male e concezione situazionale
    # Ghraib instance - L'esempio di Abu Ghraib
    # The Stanford Prison Experiment - L'esperimento carcerario di Stanford
    # The Lucifer Effect - L'effetto Lucifero

    La Lezione sull'Esperimento di Zimbardo
    Questo il video della lezione:
    Titolo: Eleonora Olla: Zimbardo, L'esperimento carcerario di Stanford in inglese
    Pubblicazione: 02/03/2016
    Canale YouTube: di Gianfranco Marini
    Durata:20:41


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    Creare e gestire un Diario di Apprendimento con Seesaw
    SeeSaw è un'applicazione freemium disponibile sia sul Web che come app per dispositivi mobili, obiettivo di SeeSaw è quello di fornire agli studenti un ambiente in cui siano disponibili strumenti che consentano loro di documentare il proprio processo di apprendimento al fine di sviluppare quelle competenze metacognitive necessarie a far si che essi possano raggiungere l'autonomia sul piano formativo.
    Si tratta quindi di una applicazione che consente allo studente di creare e curare il proprio Diario di Apprendimento
    Seesaw è un'applicazione educativa che presenta i seguenti vantaggi:
    # può essere utilizzata da studenti di tutte le età: scuola primaria, secondari di primo e secondo grado
    # è molto semplice da usare, non richiede particolari conoscenze, è sufficiente un tablet o uno smartphone
    # può essere utilizzata su qualsiasi dispositivo e con i principali sistemi operativi e browser

    Cos'è Seesaw
    Si tratta di un ambiente per la valutazione formativa e documentazione dell'apprendimento, consente di monitorare e documentare i percorsi di apprendimento degli studenti. Caratteristica interessante di SeeSaw è che sono gli stessi studenti a doversi prender carico delle operazioni necessarie a documentare ciò che stanno imparando. SeeSaw è quindi un portfolio che non serve solo a raccogliere in un unico luogo i risultati dell'attività formativa, ma documenta anche il processo di formazione nel suo farsi. Può quindi essere considerato uno strumento utile sia alla gestione autonoma dell'apprendimento collaborazione e che allo sviluppo della metacognizione.
    Se utilizzato in modo accorto può infatti sollecitare le seguenti capacità:
    valutare il proprio operato educativo
    apprendere ad apprendere
    # imparare a gestire autonomamente il proprio percorso di apprendimento
    individuare i propri punti di forza e criticità
    # dare continuità alla propria attività formativa

    come appare il menù per acquisire / inserire contenuti in Seesawa 

    Funzionalità Generali di Seesaw
    1. Gli studenti: dispongono di strumenti per documentare il loro percorso didattico e le loro attività:
    registrazione audio
    disegno
    acquisizione fotografica immagini
    acquisizione video
    creazione di appunti e didascalie
    2. il docente: può creare e gestire le classi (fino a 10 nella versione free) e monitorare e valutare l'attività dell'intera classe o di ciascun singolo studente
    3. Condivisione: il Diario di Apprendimento di ogni studente può essere condiviso con i compagni, i genitori, pubblicato sul web (blog di classe)
    Seesaw offre anche la possibilità di pubblicare un Blog di classe, inoltre è disponibile per dispositivi mobili iOS e Android, per Chromebook, Kindle Fire, Browser Chrome e Girefox.

    Funzionalità Versione Free
    Se un singolo docente vuole utilizzare SeeSaw, può farlo gratuitamente, in questo caso lui e i suoi studenti disporranno delle seguenti funzionalità previste dal piano Free:
    # strumenti per la cattura di foto e video, strumenti di disegno, annotazione, registrazione vocale, PDF
    # importazione di dati da altre applicazioni
    # accesso e notifiche per le famiglie
    # Blog di classe
    # creazione e gestione dei 10 classi
    # spazio di archiviazione illimitato
    # dei genitori ai portfolio degli studenti per 12 mesi, trascrosi i quali i genitori dovranno pagare $ 9,90 per figlio per anno
    # via email

    Procedure d Base per usre Seesaw
    Queste le principali operazioni che è necessario portare a termine per cominciare a usare SeeSaw:
    1.registrazione: tramite la tradizionale compilazione di un form o tramite Google + 
    2.creazione classe e registrazione studenti con QR Code o Email: gli studenti più piccoli, che non dispongono di un indirizzo email, possono registrarsi in una classe attraverso un codice QR 
    3.creazione cartelle: si tratta di uno strimento che consente di organizzare meglio i materiali a seconda delle attività che si stanno svolgendo
    4. inserimento / acquisizione contenuti: foto, disegni, caricamento file, annotazioni, link. A questi contenuti si possono aggiungere annotazioni testuali o audio

    Videotutorial in italiano
    Sul canale YouTube di mastrogiuè stato recentemente pubblicato un video tutorial in italiano suddiviso in due parti. Coùnsiglio la visione di questi video tutorial, audio e video sono buoni, la spiegazione è chiara, focalizzata sull'utilizzo tecnico dell'applicazione e le procedure sono illustrate passo per passo, inoltre il video tutorial è aggiornato alla versione attuale di Seesaw essendo stato pubblicato a gennaio del 2016.  

    Prima parte
    Il primo video tutorial esamina Seesaw dal punto di vista del docente e si sofferma sulle seguenti procedure:
    1. registrazione
    2. creazione classe e registrazione studenti con QR Code o Email
    3. creazione cartelle
    4. inserimento / acquisizione contenuti: foto, disegni, caricamento file, annotazioni, link. A questi contenuti si possono aggiungere annotazioni testuali o audio.




    Scheda
    Titolo: Seesaw - vide tutorial 1^ parte
    Autore: mastrogiu
    Data pubblicazione: 04/01/2016
    Durata: 16:94 minuti
    Canale pubblicazione: mastrogiu

    Seconda parte
    La seconda parte del video tutorial tratta di come approvare le risorse inserite dagli studenti e tratta delle opzioni e dei permessi avanzati, soffermandosi sulle seguenti procedure:
    1. approvazione risorse degli studenti
    2. organizzazione risorse in cartelle
    3. gestione classe:
    # Permessi per la visualizzazione dei contenuti,
    # Invito alla condivisione ad altri docenti,
    # Like e gestione dei like, commento e eventuale approvazione dei docenti,
    # Attivazione accesso genitori, etc.


    Scheda
    Titolo: Seesaw - vide tutorial 2^ parte
    Autore: mastrogiu
    Data pubblicazione: 04/01/2016
    Durata: 09:03 minuti
    Canale pubblicazionemastrogiu

    LINK UTILI
    1.Piani di abbonamento: funzionalità e costi


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    immagine tratta da:State of Digital Publishing
    Web e Conoscenza: Cura dei Contenuti e analisi ingegneristica dei Big Data
    La content curationè molto popolare in tutto il mondo di lingua inglese e non solo, molto meno in Italia, dove teorie e metodologie arrivano d'importazione e il dibattito si fissa e si blocca su qualche concetto o approccio assunto come "soluzione finale" dei problemi (dell'apprendimento, delle competenze digitali, dell'innovazione didattica, etc.). In realtà si tratta di strumenti e metodologie che hanno una loro validità limitata e precise condizioni d'uso e devono essere quindi utilizzate in modo integrato.
    Questi i risultati di una ricerca condotto con Google Trend allo scopo di confrontare l'interesse nel tempo nel mondo e in Italia intorno alla cura dei contenuti

    Tendenza mondiale: l'interesse per la content curation comincia a manifestarsi nel dicembre del 2008, si impenna a partire dal novembre del 2011 e si mantiene costante su livelli elevati fino ad oggi. C'è da sottolineare che il grafico coinvolge quasi esclusivamente gli Stati Uniti.

    Andamento mondiale dell'interesse per la Content Curation - cliccare sull'immagine per ingrandirla 


    Interesse verso la Content Curation in Italia: si comincia a manifestare dal gennaio 2010, ha un 'impennata nel 2010, poi si mantiene su livelli irregolari e comunque molto bassi fino a raggiungere il suo massimo in questo inizio di 2016

    Andamento in Italia dell'interesse per la Content Curation - cliccare sull'immagine per ingrandirla


    Qualora invece il tema d'importazione non si presti a un'immediato utilizzo pratico in qualche ambito o non sia riducibile a una facile formuletta del tipo "capovolgiamo la classe", non attecchisce così facilmente nel dibattito sull'apprendimento, sulle nuove tecnologie della conoscenza, etc.
    E' questo il caso della "Cura dei Contenuti" o "Content Curation", tema molto complesso e legato ad alcuni degli snodi problematici più significati del dibattito sul web, la conoscenza, la rivoluzione comunicativa del digitale, il web come luogo di interazione dialogica. Si tratta di un approccio tra i più interessanti (non L'Unico) per delineare una possibile risposta umanistica al problema del Sovraccarico Informativo e Cognitivoo Information Overload, prodotto dall'esponenziale crescita delle informazioni legata allo sviluppo del web e della comunicazione digitale da contrapporre al Data Mining tecniche ingegneristica di approccio automatizzato all'analisi dei Big Data. basata su algoritmi alla  di correlazioni tra variabili.

    Immagine tratta da socialbites.com - cliccare sull'immagine per ingrandirla

    Che cos'è la Cura dei Contenuti?
    Un definizione di "Cura dei contenuti" potrebbe essere la seguente:
    "attività interpretativa che consiste nel trovare e filtrare contenuti e conoscenze su un tema specifico, valutandone l'attendibilità e rilevanza, per poi ordinare e categorizzare tali contenuti in modo da renderli più facilmente fruibili ed esperibili. Il valore aggiunto di tale attività, che non si limita quindi a fornire link, è quello di contestualizzare e commentare tali risorse e conoscenze, per segnalarle e condividerle con coloro che sono interessati a quel determinato argomento"
    Di fronte all'impossibilità di gestire la mole di informazioni e conoscenze, il curatore svolge la preziosa funzione di esperto di un determinato settore, che diffonde quanto di particolarmente significativo viene pubblicato in rete su tale ambito specifico, dopo averlo reinterpretato e rielaborato in modo da favorirne la ricezione e l'apprendimento da parte del suo pubblico. Sono abbastanza evidenti i punti di contatto tra l'attività di curation e quella di insegnamento. La mia ipotesiè che quella del curatore sia una delle possibili "maschere" o "figure" che il docente può assumere, spinto dalla necessità di trasferire e/o integrare la propria azione di formazione con il web. Il web è infatti il luogo principale in cui la conoscenza oggi si sviluppa, trasmette e diffonde: il web è nel suo insieme il libro di testo dell'era digitale e dei network.


    Cura dei Contenuti tra cultura, apprendimento e filosofia
    Un simile argomento è troppo complesso e ampio per essere esaurito in un semplice post, la "cura dei contenuti"è infatti una delle più antiche attività di produzione e diffusione della cultura, da Isidoro di Siviglia, al lavoro degli amanuensi negli scriptoria medievali, fino ad oggi. Si tratta di un approccio alla complessità che propone una via non riduzionistica al problema della società iperconnessa, uno dei possibili modi in cui l'Intelligenza Collettiva del Web vive e si riproduce.
    Il tema è poi legato ad aspetti centrali della teoria dell'apprendimento in ambito digitale e non solo digitale, quali:
    # l'apprendimento informale,
    l'apprendimento sociale,
    la costruzione collaborativa delle conoscenza,
    le comunità di pratica,
    le comunità di apprendimento online,
    la comunicazione digitale, etc.
    Senza contare i problemi filosofici con cui la cura dei contenuti si ricollega, come il problema centrale in tutta la filosofia delle della categorizzazione, Da Platone ad Aristotele, da Porfirio a Kant, la "categorizzazione"è infatti sempre stata intesa come processo fondante del sapere, tramite il quale si mira ad "organizzare / ordinare" le informazioni per costruire le conoscenze e dare un senso al reale. 

    Raccolta di Risorse sulla Content Curation
    Per sviluppare un esame di questo argomento, fornire materiali e risorse a chi fosse interessato ad esso, vagliare le potenzialità in ambito educativo della Content Curation, ho deciso di proporre alcuni articoli sulla cura dei contenuti e l'apprendimento. Presenterò molti di questi utilizzando come chiave di lettura il rapporto tra curation e apprendimento, in alcuni casi gli articoli sono in inglese e ne proporrò la traduzione. Chi volesse consultarli direttamente e autonomamente può trovarli raccolti in una collezione su Pearltrees intitolata "Content Curation", che incorporo in questo post:

    Content Curation - Cura dei Contenuti, by gianfrancomarini




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    immagine tratta da Ideas@Work

    Propongo questa traduzione di un articolo originale di Carole Bower pubblicato su Lumesse Learning il 18/05/2015 con il titolo The six key skills of learning curation.

    Scheda dell'articolo e Motivi di Interesse
    # Titolo: The six key skills of learning curation
    # Autore: Carole Bower
    # Sito: Lumesse Learning
    # Data Pubblicazione: 18/05/2015
    # Argomento: Il curatore dell'apprendimento trova, comprende e contestualizza contenuti web di rilievo e li presenta agli studenti in modo che divenga più semplice per loro comprenderli e navigarli.
    # Interesse: Il principale motivo di interesse è il tentativo di definire un approccio all'apprendimento basato sulla content curation o cura dei contenuti. Tale tentativo si concretizza nella definizione della Learning Curation o Cura dell'Apprendimento e nella individuazione delle competenze chiave richieste per praticarla. 
    Le premesse di questa strategia sono:
    1. La conoscenza si sviluppa e diffonde sul Web
    2. Il Web produce sovraccarico informativo e cognitivo
    3. per superare tale fenomeno si possono utilizzare le procedure della cura dei contenuti
    4. Conoscere, comprendere, apprendere sono fondamentalmente processi di re - interpretazione e ri - elaborazione di dati, informazioni e conoscenze
    5. Le tecniche e procedura di curation possono costituire una tra le più interessanti strade per la formazione sul web.
    Segue il testo tradotto in italiano (chiedo perdono a chi conosce davvero l'inglese)

    TRADUZIONE DELL'ARTICOLO DI CAROLE BOWER
    La "curation" rappresenta la nuova mentalità che i professionisti dell'apprendimento e dello sviluppo devono padroneggiare. Si compone di 6 competenze chiave che verranno trattate in questo post.
    I Curatori Apprendimento devono:

    # filtrare
    # valutare
    # sintetizzare
    # offrire, condividere
    # segnalare (cartello, segnale)

    Prima di esaminare ciascuna di queste competenze in modo più approfondito, esaminiamo che cosa sia la Learning Curation e perché stia diventando così centrale nella pratica dell'apprendimento e dello sviluppo.

    Che Cos'è La "Cura dei Contenuti"
    Curation è un termine "alla moda" utilizzato oggi molto liberamente e applicato alle più svariate attività e pratiche: dall'organizzazione di un party al giardinaggio. In sostanza e in accordo con la definizione fornita da Wikipedia, la Curation è l'attività di raccogliere, organizzare, e visualizzare informazioni relative a un determinato argomento o area d'interesse.

    Il motivo per cui la "Cura dei contenuti"è da qualche anno alla ribalta è da ricercare nell'enorme quantità di informazioni disponibili su internet e nella disponibilità di innumerevoli strumenti per organizzare e condividere questi contenuti, che rende tutti noi curatori nel nostro consume dei media sul web. L'infografica riportata qui sotto e pubblicata nel 2014 da Domo, illustra l'enorme mole di dati prodotta ogni minuto sul web.



    Si prenda per esempio Pinterest, i suoi utenti condividono 3.500 pin ogni minuto. Pinterest stesso è uno degli esempi di "contenuti curati" di maggior successo. I suoi utenti trovano nel web risorse (video, articoli, immagini, etc.) e le condividono organizzandole in Bacheche Tematiche. Ogni utente può esplorare le bacheche altrui e trovare nuove risorse che vanno incontro ai suoi bisogni, esistono bacheche centrate sui più disparati argomenti. In questo modo Pinterest è diventato uno dei più grandi sistemi di diffusione di "contenuti curati".

    Apprendimento e Curation
    L'apprendimento si basa sulle informazioni e sulla comunicazione, il web rappresenta una fonte ricca di informazioni liberamente fruibili, non sarebbe una mossa intelligente ignorarne le potenzialità educative.

    Oggi la creazione e comunicazione di contenuti e informazioni non avviene mai a partire da zero, tutti i contenuti, scritti o digitali che realizziamo, rappresentano una rielaborazione e reinterpretazione di conoscenze e contenuti già esistenti, non esistono pensieri nuovi ex nihilo. In tale ottica è fondamentale trovare contenuti pertinenti e significativi, organizzarli, ri -contestualizzarli e condividerli, in altri termini curare l'apprendimento dei contenuti.

    Ma ci sono altri motivi, oltre la facilità, disponibilità ed economicità che, in questo momento, rendono la cura dei contenuti così importante per l'apprendimento.

    Gli esperti in materia di apprendimento incontrano sempre maggiori difficoltà a padroneggiare le loro competenze, per molti learning designer e per le altre professionalità coinvolte nella produzione di contenuti di apprendimento, questo ha significato la necessità di assumere il ruolo di curatori di contenuti.

    Anche l'interesse crescente per approcci come l'apprendimento sociale e informale, l'apprendimento auto diretto, il modello 70:20:10, ha posto in rilievo come la ricerca e cura delle risorse didattiche sia divenuta sempre più strategica nelle più recenti politiche di Apprendimento e Sviluppo. La curation è un'attività centrale nel supportare la maggior parte della formazione che avviene in base al modello 70:20:10.

    Tutto ciò può far sembrare semplice la "cura dei contenuti", in fondo si tratta di condividere qualche link, giusto?

    Sbagliato

    Il reale valore della cura dei contenuti per l'apprendimento può essere pienamente conseguito solo quando il curatore è in grado di vagliare con competenza i contenuti e orientare verso essi il suo pubblico: solo allora può offrire un valido contributo e fornire un valore aggiunto ad un apprendimento significativo.

    Come essere un grande curatore di contenuti - Le 6 Competenze Chiave

    Come si attua la cura dei contenuti e come la si fa bene?

    Un curatore deve leggere, comprendere e contestualizzare i contenuti web di grande rilievo e offrirli al discente questi contenuti in modo che siano facilmente comprensibili e navigabili, allo stesso modo di quanto farebbe un buon bibliotecario, dirigendosi verso i corridoi giusti e, ancor meglio, aprendo i libri alla pagina che serve

    Guardiamo in modo più approfondito a queste 6 competenze chiave ...

    TROVA
    Agisci come uno storico: Chi è l'autore di una data risorsa (articolo, post, video, etc.)? Quale la sua autorevolezza in materia? Quale il suo intento nel crearla e pubblicarla? E' una fonte primaria? Riprende temi e argomenti da una fonte principale? Che chiave di lettura viene offerta?

    Trovare contenuti di ricerca non significa solo individuarli con un motore di ricerca o con strumenti che ci offrono contenuti già recensiti e ordinati, significa anche vagliare la qualità della fonte.

    Uno dei modi migliori per trovare contenuti significativi e rilevanti su un certo argomento è quello di seguire i migliori curatori in quel campo, divenire loro follower e seguire quelli che loro seguono. In questo modo è possibile costruire un proprio archivio di fonti attendibili da seguire per rimanere aggiornate sui contenuti che ci interessano.


    FILTRA
    Sii curioso: è un errore fare riferimento solo a quei contenuti che confermano le nostre posizioni e il nostro punto di vista, è necessario confrontarsi con risorse e materiali che sfidano il nostro modo di vedere, introducono nuovi punti di vista e interpretazioni originali.

    Occorre allargare quanto possibile la prospettiva con cui si guarda a un determinato argomento per offrire al nostro pubblico una pluralità di letture e punti di vista differenti.


    Filtrare i contenuti è forse la parte più rilevante del lavoro di curation e un buon curatore non si limiterà a seguire i post e i contenuti di maggiore successo, ma andrà più a fondo, alla ricerca di contenuti più rilevanti e interessanti. Spesso la popolarità di un contenuto espressa dal rank, è direttamente proporzionale alla sua banalità.

    VALUTA
    Rifletti: occorre valutare attentamente i contenuti che si sono trovati: sono adatti all'audience cui ci rivolgiamo? Se non è così sarà necessario rivedere quel contenuto o posizionarlo in modo differente.

    Non tutti i contenuti sono adatti a tutti: qual è l'età o il grado di istruzione di coloro ai quali ci rivolgiamo? Un post che utilizza un linguaggio altamente specialistico non sarà adatto  un pubblico di bambini, etc.

    SINTETIZZA
    Unisci i puntini: non tutti i contenuti sono di per sé chiari, il curatore deve rendere conprensibile il quadro generale "unendo i puntini" e fornendo un percorso ai propri lettori

    CONTESTUALIZZARE
    Fornisci un contesto: non è sufficiente fornire una valanga di contenuti, occorrerà renderli fruibili alle persone attraverso sommari, commentarli per evidenziare ciò che è importante.

    Il "valore aggiunto" con cui il curatore raccoglie e rende utile il contenuto che presenta, è data dall'analisi, dalla valutazione, dall'offrire un contesto alle informazioni che segnale, dal commento.

    CARTELLO STRADALE
    Sii una guida: fornite alle persone la via più rapida per raggiungere le performance che potete. A volte le persone hanno bisogno di colmare le lacune presenti nelle loro conoscenze.

    Un curatore può facilitare questo lavoro fornendo un percorso che li conduca attraverso i contenuti più significativi e di qualità che sono loro necessari.

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    Immagine tratta da habrahabr
    Cura dei contenuti e Metodo Chunking per il Micro - Learning
    Presento la traduzione di Content Curation, Chunking Information and Micro - Learning, articolo comparso su elearningindustry il 26/02/2014, scritto da Tadej Stanic, learning designer, in cui ci si interroga sul modo di superare i limiti dell’e-learning tradizionale attraverso la Content Curation e il Metodo Chunking.
    Al termine della traduzione del post originale potrete trovare alcune indicazioni e approfondimenti relativi alle applicazioni citate nell'articolo, come: Pocket, Learnist, Scoop.it

    Chunking Information / Chunking Method / Chunking Content
    Chiarisco subito, perché necessario alla comprensione delle argomentazioni dell’autore, che per Chunking Information si intende una forma di comunicazione sintetica tipica del web publishing che consiste nello scomporre informazioni complesse in modo da ottenere unità elementari più facili da ricordare e da gestire. Il verbo Chunk significa "fare a pezzi", e il sostantivo "Chunk" pezzo, blocco, si potrebbe tradurre anche "spezzettare". Chunking è dunque l'operazione di "ridurre in blocchi" qualcosa di ampio, complesso. Chi volesse ulteriori approfondimenti su questa tecnica può trovarli in questo post: Chunking content: metodo di memorizzazione ma anche di studio, di lettura, di scrittura.

    Scheda Articolo
    # Autore: Tadej Stanic
    # Titolo: Content Curation, Chunking Information and Micro - Learning / Cura dei contenuti, Chunking information
    # Sito: E Learning Industry
    Data pubblicazione: 26/02/2014
    Problema: Come è possibile rendere più efficace l'apprendimento online? che cosa hanno in comune “Cura dei contenuti”, metodo comunicativo “Chunking” e il micro learning? 
    Argomento: presentazione di uno schema operativo per aiutare gli operatori a utilizzare in modo integrato tecniche di cura dei contenuti, chunking information e micro - learning per migliorare l'efficacia dell’apprendimento online
    Motivi principali per cui questo intervento è degno di interesse sono:
    # fornisce uno schema di intervento operativo per utilizzare concretamente la Content Curation nell'apprendimento online
    # presenta un interessante integrazione tra tecniche di cura dei contenuti e metodo chunking per mirare alla creazione di percorsi di apprendimento secondo l'approccio del micro - learning
    # propone un'ipotesi di risposta e soluzione ad alcuni dei problemi dell'apprendimento online, in senso più specifico, alla inadeguatezza dei "corsi di formazione on line"


    TRADUZIONE DELL'ARTICOLO DI TADEJ STANIC

    Cura dei contenuti, Informazione Spezzettata e Micro - Apprendimento

    Da molto tempo ho cominciato a combinare insieme diverse idee su come dovrebbe essere il futuro dell’online learning. Principio guida di questo genere di pensieri era la sensazione che si bisognasse fare qualcosa per rendere possibile una migliore esperienze di apprendimento online.Quella sensazione è emersa quando sono stato coinvolto in alcuni progetti nei quali si andavano sviluppando corsi online di auto - apprendimento. Questi corsi erano basati sulla somministrazione di informazioni e sono convinto che molti non hanno completato il corso senza fare diversi brevi sonnellini durante il suo svolgimento.

    In seguito, mentre navigavo sul web alla ricerca di un post sull’eLearning, ne ho trovato uno scritto da Ryan Tracey: “I corsi online devono morire”! Questa affermazione: “I corsi online devono morire perché sono insostenibili nel mondo del lavoro odierno. Non sono rapidi, flessibili e scalabili, e comunque non riescono a sfruttare in modo ottimale il medium che utilizzano.” - mi ha costretto a pensare che sia difficile trovare una possibile soluzione per migliorare l’apprendimento online. Questo accadeva all’inizio del 2011. Oggi non ho la soluzione. Ma quello che ho è uno schema sintetico che mi aiuta quando devo preparare i materiali di apprendimento online per i miei studenti. E voglio condividere questo schema con voi per vedere se viene usato anche da qualcun altro, perché sono consapevole che in realtà non è nulla di nuovo.


    Raccogliere

    Quando sto girovagando su Internet e trovo qualcosa di interessante, come prima cosa solitamente la salvo su Pocket (una applicazione per la content curation). Chiamo questa fase “purificazione”. In seguito, quando ho un momento di calma, passo in rassegna la mia lista su Pocket e salvo le risorse utili sul mio account Evernote. Questa fase p chiamata “filtraggio”. Ho constatato che circa il 10% delle risorse finisce su Evernote.

    Curare e Spezzettare l’informazione

    Il passo successivo è quello di preparare i materiali di didattici per i miei studenti.La via più semplice sarebbe quella di condividere i miei links su Evernote ma secondo me questo non è sufficiente. Ho verificato che utilizzando tecniche di content curation sono in grado di arricchire quei link e quelle risorse con fatti / idee, con il risultato di ottenere una comprensione migliore da parte degli studenti. La combinazione di links / risorse e fatti / idee è una singola unità di informazione (SIU = Singol Information Unit), questa fase è chiamata “aggiunta di valore”.

    Poiché non voglio che i miei studenti vengano sopraffatti da tutte le mie unità di informazione somministrate tutte in una volta, decido quante unità di informazione potranno essere mostrate insieme in una pagina o schermata in modo da garantirne la significanza e non sovraccaricare la memoria di lavoro dello studente.

    Il Risultato

    Quello che lo studente riceve è un insieme di brevi episodi di apprendimento invece del solito corso di apprendimento online dal formato troppo ampio. Questo si chiama micro - learning che francamente non è nulla di nuovo. Noi tutti tendiamo ad acquisire nuove informazioni in modo semplice e rapido. Gli appunti presi durante le riunioni o le conferenze, che poi vengono riesaminati, costituiscono una delle più comuni attività di micro - learning. Tuttavia, in termini di progettazione della formazione (instructional design), il micro - learning è un risultato del processo, in cui l’educatore investe il suo tempo nel raccogliere, curare e presentare piccole unità di informazione in un insieme che sia digeribile.



    Forse il modo più rapido per ottenere questo risultato è raccogliere e organizzare links e altre risorse. Esistono ottimi strumenti web per realizzare questo obiettivo: Scoop.it. Learnist o Evernote. Tu sei un educatore, sei un esperto in un campo specifico. Quindi quando fornisci ai tuoi studenti i tuoi punti di vista su ciò che è importante o non è importante o stai filtrando le informazioni da una specifica risorsa o fonte, devi mostrare loro un percorso di apprendimento da seguire. Penso che questo obiettivo sia qualcosa che tutti stiamo cercando di raggiungere in questo periodo di sovrabbondanza di informazioni. Per me, questo è un valore aggiunto nell'apprendimento online. Secondo voi? Cosa pensate dello schema che ho presentato? E’ fattibile secondo voi?

    LINK UTILI
    Nel post Tadej Stanic fa riferimento ad alcune applicazioni appositamente ideate e utilizzate per la cura dei contenuti:
    1. Pocket: per avere informazioni su caratteristiche e funzionalità di Pocket consiglio questo post dal titolo: Pocket: salva e organizza i contenuti che incontri durante la navigazione sul Web
    2. Evernote: una recensione in italiano abbastanza compelta su Evernote si può leggere in questo post intitolato: Recensione completa Evernote, cosa puoi fare e per quali fini
    3. Learnist: recensione e breve video demo di learninst, in inglese dal titolo: Learnist the new learner's pinterest

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    Cos'è Vibby?
    Vibbyè una applicazione web free per editare i video e trasformarli in lezioni online, consente di eseguire due operazioni molto semplici ma estremamente utili:
    # evidenziare la parte del video che ci interessa mostrare
    # inserire dei commenti e dei tag
    Vibby è estremamente utile per sfruttare l'enorme archivio di video pubblicati su Vimeo e YouTube, tuttavia tali video non sempre si prestano del tutto ad essere immediatamente utilizzabili nella didattica online oppure non sono pienamente conformi alle nostre esigenze e/o a quelle dei nostri studenti. Vibby permette di eliminare da un video le parti che, per vari motivi, non ci interessano e conservare solo quelle che intendiamo usare. A questa funzionalità si aggiunge la possibilità di inserire commenti cui gli studenti possono rispondere, in questo modo si possono creare e gestire discussioni, impartire istruzioni agli studenti, sollevare problemi, richiedere e/o ricevere chiarimenti, etc.

    Come Funziona Vibby?
    Utilizzare Vibby è molto semplice e non richiede particolare competenze. Si tratta di svolgere 3 semplici operazioni:
    1. selezionare da YouTube o Vimeo il video di cui vogliamo evidenziare della parti
    2. copiarne l'indirizzo (URL) nell'editor di Vibby
    3. utilizzare lo strumento di editing offerto da Vibby che consente di:
    # indicare il punto di inizio e di fine della parte del video che intendiamo evidenziare
    inserire dei commenti nell'apposita casella di testo che si trova alla destra del video che stiamo editando, possiamo anche inserire dei TAG per attirare l'attenzione su determinati aspetti del video o usare il simbolo @ seguito dal nome della persona a cui vogliamo rivolgerci nel nostro commento.
    Conclusa questa operazione Il video evidenziato e commentato può essere facilmente condiviso via email, tramite social media o incorporandolo in un sito o forum.

    Video Tutorial su Vibby in Italiano
    Per facilitare l'uso di Vibby a chi fosse interessato a provarlo con i suoi studenti, ho realizzato un video tutorial in italiano. Il video tutorial spiega come selezionare le sequenze del video che ci interessano, salvarle, inserire i commenti.
    Titolo: Vibby: video tutorial italiano
    Autore: Gianfranco Marini
    Data Pubblicazione: 27/04/2016
    Durata: 9:42
    Canale YouTube: di Gianfranco Marini



    Come si può Usare Vibby nella Didattica Online?
    Una sezione del sito di Vibby è espressamente dedicata all'educazione. Con la sempre crescente importanza dei video nella didattica, Vibby offre un utile strumento per focalizzare l'attenzione degli studenti su quelle parti del video che sono più interessanti, inoltre la possibilità di inserire commenti e avviare discussioni rende possibile trasformare la visione del video in un'esperienza dialogica e comunicativa efficace: Sezione education di Vibby

    Per comprendere come funzioni Vibby e quale sia il risultato del suo utilizzo consiglio di consultare l'archivio di Vib, così sono definiti i video editati con Vibby, presenti nella sezione educativa del sito.
    Sulla destra si possono notare i commenti cui gli studenti possono rispondere e che sono inseriti in diversi punti del video. Si possono immaginare, inoltre, molti utilizzi di Vibby nella didattica:
    assegnare agli studenti il compito di realizzare Video riassunti
    proporre loro domande cui trovare una risposta osservando le parti selezionate del video
    incaricarli di fornire commenti disciplinari o tematici sulle varie parti del video

    Vibby può essere utilizzato da docenti e studenti di ogni ordine di scuola sia per la sua semplicità, sia per l'importanza che i video hanno nella didattica ad ogni livello di età. 
    Si può concludere che Vibby è particolarmente adatto per una didattica Blended, in particolare perché capace di rendere meno rigido e trasmissivo l'approccio basato sulla Flipped Classroom.

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    Socrate e Platone al cinema
    Nel corso dello studio della filosofia di Socrate e di Platone, gli studenti della 3SA del Liceo Scientifico "Giuseppe Brotzu" di Quartu Sant'Elena (CA) hanno lavorato in gruppo per realizzare la riduzione cinematografica di alcuni dialoghi socratici di Platone: l'Apologia, l'Eutifrone e il Teeteto. 
    Il lavoro è stato piuttosto complesso in quanto gli studenti si sono dovuti misurare con difficoltà, codici linguistici e comunicativi, strumenti, per loro inusuali o al di fuori delle loro competenze scolastiche.
    Queste le consegne ricevute dai gruppi di studenti:
    # leggere e discutere il dialogo platonico loro assegnato
    realizzare una sceneggiatura a partire dal dialogo
    individuare ruoli, personaggi, location, etc.
    recitare e d effettuare le riprese
    montare il girato e realizzare un "Film"
    Pubblicare su un proprio canale Youtube il video realizzato
    Il lavoro è stato svolto in parte in aula con la guida del docente e in parte in totale autonomia dagli studenti in orario extrascolastico
    A testimonianza del processo di realizzazione del lavoro gli studenti hanno curato un Diario utilizzando Padlet.

    Mio Giudizio
    I video presentano numerosi difetti: audio non sempre ottimale, transizioni troppo brusche, qualche problema nella resa del testo platonico. Molti di questi difetti sono imputabili alla imperfetta pianificazione delle attività. Tuttavia il primo dei tre video che presento è molto buono da tutti i punti di vista e sono comunque estremamente soddisfatto di tutti e tre i lavori in quanto i ragazzi hanno comunque imparato qualcosa in più su Platone e sulla comunicazione, digitale e non e su come si lavora in gruppo. Quindi complimenti a loro.

    I film tratti da dialoghi socratici
    Ecco i capolavori cinematografici realizzati e appena pubblicati:

    Titolo: Teeteto
    Autori, Interpreti, Registi: Rashid Hmaidan, Michele Rachele, Samuel di Luise, Sara Contu, Luca Roggia, Francesca Uda
    Liberamente tratto dal Teeteto di Platone




    Titolo: The Socrats
    Autori, Interpreti, Registi: Ciro Citarella, Giovanni Angius, Davide Mascia, Alberto Peddtizi e Innocenzo Licata
    Liberamente tratto da l'Apologia di Platone




    Titolo: Socrate e Eutifrone
    Autori, Interpreti, RegistiAlessandra Moi, Michael Ortu, Alessandro Mascia, Bruno Danero, Mattia De Cursu e Andrea Orani
    Liberamente tratto dall'Eutifrone di Platone


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    Lezione introduttiva allo studio della filosofia di Immanuel Kant e alla comprensione del Criticismo e della Rivoluzione Copernicana intitolata "La mossa di Kant". La lezione ricostruisce alcuni momenti del dibattito sul problema della conoscenza usando la metafora di una partita a scacchi svoltasi nel corso dei secoli tra autori diversi ciascuno dei quali compie la propria mossa teorica. Gli autori presi in esame sono: Platone, Aristotele, Descartes, Hume. Viene infine esaminata la "Mossa di Kant", ovvero il ribaltamento del tradizionale rapporto tra soggetto e oggetto che ridefinisce i termini della concezione della verità come corrispondenza e del realismo gnoseologico che avevano dominato la scena per 2.000 anni.
    La lezione è suddivisa in due parti intitolate:
    La mossa di Kant - 1^ parte: conoscenza e verità da Platone a Kant
    La mossa di Kant - 2^ parte: La Rivoluzione Copernicana
    La presentazione utilizzata nel corso della lezione si può trovare al seguente indirizzo: La mossa di Kant


    La mossa di Kant - 1^ parte: conoscenza e verità da Platone a Kant
    Percorso introduttivo all'apprendimento del "criticismo kantiano". Il dibattito sulla natura della conoscenza e della verità da Platone a Kant, le mosse di una partita"giocata" dai filosofi nel corso di 2.000 anni. Dalla concezione della verità come corrispondenza tra sapere e realtà, in cui la mente si adegua al mondo, alla "rivoluzione copernicana" operata da Kant. Nella video lezione vengono sinteticamente prese in esame le posizioni di Platone, Aristotele, Cartesio, Hume sul problema della verità e illustrata la teoria del "realismo gnoseologico". Di fronte agli esisti scettici che tale dibattito presenta in Hume, Kant risponderà abbandonando il realismo gnoseologico per non rinunciare alla validità oggettiva della conoscenza, come verrà illustrato nella seconda parte della lezione.


    Scheda del Video
    TitoloLa mossa di Kant - 1^ parte: conoscenza e verità da Platone a Kant
    Autore: Gianfranco Marini
    Data Pubblicazione: 30/04/2016
    Durata: 17:24
    Canale: canale YouTube di Gianfranco Marini
    Playlist: Video Lezioni di Filosofia


    La mossa di Kant - 2^ parte: La Rivoluzione Copernicana

    Seconda parte della lezione "La mossa di Kant". Con il criticismo e la sua "rivoluzione copernicana" Kant abbandona la concezione della verità come corrispondenza e postula che, almeno in parte, sia la realtà ad adattarsi alla mente. Questa infatti, grazie ai suoi principi a priori, determina l'ordine dell'esperienza, organizzando secondo le sue forme a priori (spazio e tempo) e le sue categorie le impressioni. Quindi, se il contenuto della conoscenza sono le impressioni, l'ordine con cui queste sono organizzate, la forma della conoscenza, viene dal nostro intelletto. La realtà è in parte costruita dalla nostra mente.



    Scheda del Video
    TitoloLa mossa di Kant - 2^ parte: La Rivoluzione Copernicana
    Autore: Gianfranco Marini
    Data Pubblicazione: 30/04/2016
    Durata: 15:53
    Canalecanale YouTube di Gianfranco Marini
    PlaylistVideo Lezioni di Filosofia

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