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Filosofia, Libri, Scuola, Storia, Web ...

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    Transforming education Syda Productions | Dreamstime.com
    Transforming education - Syda Productions - Dreamstime.com
    Educazione e Cura dei Contenuti
    Un "vecchio" articolo di Robin Good pubblicato il 25/06/2013 su Masternewmedia con il titolo di Perché La Curation Trasformerà Il Mondo Dell'Educazione: 10 Ragioni. Nell'articolo vengono segnalate alcune tendenze di qualche anno fa, rilevanti in relazione al tema "Educazione e Cura dei Contenuti", che si sono  effettivamente diffuse e sviluppate da allora ad oggi. La tesi di Robin Goodè che la cura dei contenuti giocherà un ruolo sempre più strategico nell'educazione  specialmente nei seguenti ambiti:
    # insegnamento e apprendimento delle competenze
    # creazione e utilizzo dei libri di testo
    # apprendimento di argomenti e problemi
    Inoltre il possibile e auspicabile "matrimonio" tra Educazione e Cura dei Contenuti, produrrà, secondo l'opinione di Robin Good, condizioni favorevoli alla personalizzazione dei percorsi di apprendimento e alla collaborazione e all'integrazione tra apprendimento individuale e collettivo - collaborativo. La realizzazione di raccolte e collezioni in cui vengono organizzati e spiegati temi e problemi di argomenti, avrà un impatto sistemico nell'intelligenza collettiva planetaria.


    L'articolo: Perché la Curation trasformerà l'Educazione
    L'articolo assume come prioritario nell'apprendimento il conseguimento di capacità strategiche quali:
    # l'apprendere ad apprendere
    # il pensiero critico
    Entrambe si costituiscono e agiscono nell'ambito di un modello fondato sull'investigazione e la ricerca - inquiry learning. Il contesto problematico cui tale strategia intende rispondere è quello della crescita quantitativa esponenziale dell'informazione destrutturata che produce un rumore globale di fondo in cui il significato va perduto. Le competenze digitali e un approccio basato sulla cura dei contenuti forniscono gli strumenti per: 
    cercare, trovare, valutare, giudicare, filtrare, organizzare, individuare soluzioni / vie alternative, contribuendo a individuare "percorsi di significato" nel mare dell'informazione digitale. 
    Questa visione viene supportata attraverso l'esame di 10 snodi chiave che rappresentano fenomeni e processi in pieno sviluppo e che porteranno a una profonda trasformazione del modo in cui la conoscenza viene generata, diffusa, trasmessa ed appresa, il nuovo principio secondo cui si ristruttureranno queste attività sarà: It's the age of the sense-making - è l'età della creazione del senso


    Processi e Fattori Chiave Esaminati
    Questi i temi e processi presi sinteticamente in esame, per ciascuno di essi mi limiterò a segnalare solo gli aspetti che secondo me sono più interessanti dal punto di vista dell'apprendimento e dell'istituzione scolastica, per il resto rimando alla lettura del testo di Robin Good:

    1. Big Data: overload informativo e cognitivo prodotto dalla proliferazione di dati non strutturati e che richiedono di essere organizzati e filtrati

    2. Risorse Educative Aperte - Open Education: diffusione di risorse e strumenti educativi aperti (Mooc, Khan Academy, Open Content, etc.)

    3. Informazioni in Costante Cambiamento: non aumenta solo il numero delle informazioni, ma anche il ritmo della loro crescita e del loro cambiamento. Occorre dotare gli studenti della capacità di: 
    cercare, valutare, comparare e confrontare (analisi), individuare fonti alternative, classificare / categorizzare, fare domande, creare senso.
    4. Informazioni che Non Nascono già Categorizzate e Strutturate: nel mondo reale non esistono le discipline, ma una struttura reticolare di conoscenze e competenze interconnesse e iperconnesse che richiedono la capacità di scoprire collegamenti e intrecci e di disporre di metodi di ricerca, catalogazione, esplorazione.

    5. Il Consumo di Informazioni Superficiali è in Forte Declino: la ricerca tramite motori non è più sufficiente ed è incapace di andare al di là della superficie informativa del mare digitale del Web

    6. Un Cambiamento del Mercato del Lavoro - Necessità di Nuove Competenze: i profili professionali dei professionisti attualmente richiesti dal mercato del lavoro si allontanano sempre di più dai percorsi educativi istituzionali (Scuola e Università), così come i sistemi tradizionali di certificazione (Diplomi e Lauree), non sono più sufficienti per attestare il possesso di competenze e conoscenze. Sono sempre più richieste persone non tanto dotate di qualifiche professionali specialistiche, ma di capacità creative, autonomia nell'apprendimento, pensiero critico.

    7. La Comparsa di Sistemi di Certificazione Alternativi: il costo sempre più elevato delle lauree, la sempre maggiore problematicità del rapporto tra titolo e abilità e competenze effettivamente posseduta, stano determinando il successo di nuovi sistemi di certificazione delle competenze, spesso più efficaci della semplice equazione contenuti appresi = test di valutazione. Un esempio sempre più diffuso è il sistema dei badges, come il caso del progetto Mozilla Open Badges

    8. La Possibilità per Gli Insegnanti di Curare i Loro Libri di Testo: i docenti, attraverso metodi di curation, stanno diventando gli autori delle risorse che utilizzano nel corso della formazione: racolte, libri di testo, risorse digitali, etc.

    9. Un Mercato Educativo Aperto a Migliaia di Concorrenti:oggi esiste un numero di servizi, corsi, strumenti per l'apprendimento "aperti" e alternativi a quelli tradizionali, in continua crescita. Con gli strumenti web 2.0chiunque può mettere a disposizione, in forma gratuita o a pagamento, le sue competenze, per "insegnare" agli altri e divenire egli stesso una "risorsa" per gli altri. Contenuti, servizi e risorse sono disponibili sul web, chi avrà la capacità di selezionarli, organizzarli, creare dei percorsi, dare senso a questa miriade di contenuti, offrirà strumenti di apprendimento agli altri. 

    10. La Richiesta di Guide Affidabili e Competenti: l'apprendimento si sposterà sempre più sul web, quello che oggi tutti chiamano il cloud, come cresce la domanda di apprendimento nei più svariati settori. La risposta a questa domanda è nei contenuti presenti nel web, che devono però essere rielaborati e curati per poi venire offerti a chi ne ha bisogno in forma strutturata e significativa.

    Approfondimento: Content Curation for Education and Learning
    Chi volesse approfondire e conoscere alcuni strumenti e applicazioni web per la cura dei contenuti, può consultare questa mappa mentale realizzata da Robin Good con Mindomo: Content Curation for education and Learning.

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    Utilizzare con la classe Google My Maps
    Prendo spunto dal post "My Maps: un modo personalizzabile di utilizzare Google Maps in classe" pubblicato su "dailygenius" da Greg Kulowiec nell'aprile 2016 per parlare delle potenzialità didattiche  di Google My Maps, strumento gratuito disponibile in Google Maps e che consente di creare proprie mappe personalizzate. 
    Riassumerò sinteticamente i contenuti del post aggiungendo ulteriori informazioni per meglio illustrare caratteristiche e funzionalità di questo servizio e mostrarne la valenza sul piano didattico.

    Cos'è My Maps
    My Maps permette, in modo semplice e rapido, di creare individualmente o collaborativamente, editare e condividere mappe personalizzate create con Google Maps. Si tratta di uno strumento che può essere utilizzato proficuamente dalle scuole elementari fino all'universitàMy Maps è una sezione di Google Maps, grazie a cui studenti e docenti possono:
    # aggiungere pin per localizzare un luogo sulla mappa
    # inserire titolo e commento 
    # immagini o video per illustrare il luogo segnalato
    # aggiungere link a documenti di google drive (presentazioni, documenti di testo, etc.)
    # molti livelli e percorsi
    # tag
    # collaboratori per creare insieme la mappa


    Cosa si può fare con Google My Maps a Scuola?
    Gli utilizzi sono ampi, per esempio in discipline storiche, geografiche, letterarie, sociali, economiche, statistiche, etc.. Nel post viene fornito illustrato qualche caso:
    1. documentare e tenere nota del proprio percorso di apprendimento in ambito geografico
    2. leggere un racconto o romanzo e tracciare sulla mappa i percorsi dei personaggi creando una rappresentazione visuale della loro storia
    3. ricostruire il percorso di Ulisse nell'Odissea
    4. rappresentare sulle mappa le campagne napoleoniche o guerre e eventi storici
    5. illustrare le vicende legate alle scoperte geografiche e agli imperi coloniali del XV e XVI secolo
    6. Rappresentre visivamente gli autori (pittori, scrittori, filosofi, etc.) di una certa epoca e/o di un certo paese o movimento
    7. nello studio delle lingue si può creare un tour virtuale nei luoghi e nelle città del paese di cui si studia la lingua
    8. si potrebbero ricostruire e documentare eventi di attualità di ogni genere: disastri naturali, scoperte scientifiche, eventi politici o sportivi o culturali, etc.

    Naturalmente, in tutti i casi presentati, si potrebbero inserire informazioni di supporto inserendo: immagini, video, documenti, percorsi, etc.
    Si potrebbero classificare gli utilizzi didattici di questa applicazioni con le etichette di: storytelling, rappresentazione visiva di dati, mappe storiche, mappe visuali, etc.

    Guida Passo per Passo all'uso di Google My Maps
    La guida passo per passo è semplice da comprendere, anche se in inglese, grazie all'aiuto delle immagini. Tradurrò comunque le principali procedure:

    1. recarsi su Google Maps e dal menù in alto a destra selezionare "i tuoi luoghi"

    2. creare una mappa: dal menù i tuoi luoghi cliccare sulla 4^ etichetta "Mappe", in basso al centro trovate la voce "crea mappa"

    3. editare la mappa: cliccate sul primo riquadro e date un titolo e inserite una descrizione per la mappa che state costruendo. Si può cercare una località utilizzando la casella di ricerca oppure, grazie al menù in alto, è possibile: annullare, spostare la mappa, inserire pin, aggiungere un percorso.  Si possono anche inserire altri livelli che possono essere visualizzati separatamente e su cui si può lavorare indipendentemente.

    4. Pin: una volta aggiunto un Pin lo si può editare: modificando l'icona e il suo colore, inserendo titolo e descrizione della località, aggiungendo immagini o un video da YouTube, inserendo indicazioni stradali o si può cancellare. Nella descrizione del Pin si possono anche inserire link di qualsiasi tipo a documenti, pagine web, presentazioni, documenti di google drive, etc.

    5.Collaboratori: dal menù principale, cliccando su "condividi", si può ottenere un link per la condivisione o condividere tramite i principali social media (Google+, Facebook, Twitter), si possono
    invitare persone fornendo loro varie prerogative tra cui quella di modificare la mappa per collaborare insieme a loro

    I passi successivi spiegano come:
    trovare altre mappe da condividere, rendere pubblica una mappa, incorporare una mappa in un sito o blog.

    Video tutorial in italiano
    Un video tutorial in italiano molto esauriente e chiaro è quello realizzato da GIP TIPS OPEN SOURCE per pianificazione territoriale


    SCHEDA VIDEO
    Titolo: Come usare Google My Maps
    Data Pubblicazione: 31/10/2015
    Durata: 37:50

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    L'articolo è rivolto agli studenti che devono sostenere la maturità e intendono presentare la loro "tesina" con strumenti digitali. Vengono illustrate alcune applicazioni web che consentono di presentare in modo originale ed efficace: ricerche, relazioni, documenti, temi, problemi, etc. Le applicazioni segnalate sono: Tackk, My Maps, Atavist, Storify. Per ciascuna viene fornita una breve descrizione di caratteristiche e funzionalità e segnalato un video tutorial in italiano


    Presentare la "Tesina"
    In un precedente post dal titolo "Presentare la tesina: non esiste solo Power Point", ho affrontato la questione di quali strumenti digitali utilizzare per presentare la cosiddetta "tesina" nel corso del colloquio dell'esame di maturità. applicazioni web utilizzare per presentare la tesina. Si trattava di un articolo del 2012 in cui venivano segnalate alcune applicazioni web: Glogster, Timeline, Capzles e Mindomo. Dal momento che sono passati 4 anni e sono nel frattempo comparse molti altri strumenti interessanti, vorrei quindi ritornare sull'argomento per segnalarne alcuni. Ho deciso di tralasciare applicazioni molto conosciute per creare presentazioni come Prezi e Emaze, esistono infatti molti altri modi alternativi alla "presentazione", ma altrettanto efficaci, di presentare e rappresentare contenuti e informazioni.

    Caratteristiche Comuni delle Applicazioni Segnalate
    Tutte le applicazioni che segnalerò hanno alcune caratteristiche in comune: 
    # sono applicazioni web e sono free o offrono una versione di base free perfettamente utilizzabile
    # ipertestualità: consentono l'inserimento di link ad altre pagine web
    # ipermedialità: consentono l'inserimento di video, immagini, suoni, etc.
    # sono relativamente semplici da utilizzare
    # offrono strumenti per condividere e/o incorporare in una pagina web il lavoro finale che si è realizzato
    Per ogni applicazione fornirò una descrizione sintetica delle sue caratteristiche, un link ad un articolo più completo per approfondirne la conoscenza, un video tutorial in italiano, alcuni suggerimenti e/o esempi sui suoi possibili utilizzi in ambito scolastico.

    Tackk: creare uno stream di elementi testuali e multimediali

    Caratteristiche e Usi
    Tackk è un ambiente per la pubblicazione di contenuti testuali e multimediali free, che presenta caratteristiche molto originali e risulta essere un incrocio tra una presentazione, una pagina web e una bacheca. Si possono inserire elementi multimediali che verranno visualizzati sotto forma di sequenza - stream di elementi multimediali che possono essere fatti scorrere (scrolling) verso il basso. Si può usare per ricerche, relazioni, presentazioni, storie e narrazioni, portfolio, etc. Per approfondire si può leggere questa recensione dal titolo: Tackk: creare e condividere contenuti multimediali


    Esempio
    Un Esempio dei risultati che si possono avere con Tackk è questa lezione intitolata Freud: Religione e Civiltà



    Video Tutorial in italiano
    Nonostante il titolo sia in inglese e come le prime parole che si sentono, poi il video tutorial prosegue in italiano


    SCHEDA DEL VIDEO
    Titolo: How to create your Tackk
    Autore: Anna Laghigna
    Data pubblicazione: 15/02/2015
    Durata: 13:40Canale: di Anna Laghigna


    My Maps: creare una mappa personalizzabile da Google Maps

    Caratteristiche
    My Maps permette, in modo semplice e rapido, di creare individualmente o collaborativamente, editare e condividere mappe personalizzate create con Google Maps. Si tratta di uno strumento che può essere utilizzato proficuamente dalle scuole elementari fino all'università. My Maps è una sezione di Google Maps, grazie a cui studenti e docenti possono:
    # aggiungere pin per localizzare un luogo sulla mappa
    # inserire titolo e commento
    # immagini o video per illustrare il luogo segnalato
    # aggiungere link a documenti di google drive (presentazioni, documenti di testo, etc.)
    # livelli e percorsi
    # tag
    # collaboratori per creare insieme la mappa


    Usi possibili
    Queste alcune applicazioni possibili di My Maps nella didattica:
    Raccontare un evento sulla mappa. Può trattarsi di un evento di attualità, di un evento storico, percorso che illustra un ambiente geografico da vari punti di vista: turistico, culturale, geologico, economico, sportivo, etc.
    illustrare su una mappa le vicende della storia di uno o più personaggi di un racconto o romanzo o vicenda (Ulisse, Cristoforo Colombo, etc.)
    Documentare un'esperienza compiuta sul territorio
    Documentare un viaggi di istruzione
    Illustrare i temi del dibattito politico o culturale o economico su un certo problema
    Realizzare un tour virtuale in un paese o città
    Rappresentare sulla mappa gli autori di un determinato ambito disciplinare o movimento artistico
    raccontare sulla mappa la biografia di un autore o personaggio
    Chi volesse approfondire l'argomento può leggere il seguente articolo dedicato a My Maps: Utilizzare Google My Maps in ambito educativo: mappe, percorsi, storytelling

    Video tutorial in italiano

    SCHEDA VIDEO
    Titolo: Come usare Google My Maps
    Data Pubblicazione: 31/10/2015
    Durata: 37:50
    Canale: GIP TIPS OPEN SOURCE
    Atavist: creare pubblicazioni e presentazioni

    Atavist: pubblicare contenuti sul web

    Caratteristiche e Usi Didattici
    Atavistè un'applicazione Web freemium, ma la versione free è sufficiente per le esigenze di docenti e studenti. Permette di realizzare pubblicazioni a partire da contenuti multimediali presenti sul web. Adatta per la narrazione digitale o digital storytelling, il blogging, il web publishing. Si possono creare documenti, anche molto lunghi, su qualsiasi tema o problema e di qualsiasi tipologia: dossier. relazioni, documentazione di eventi e/o esperienze, ricerche, presentazioni, lezioni, storie, articoli, etc. 
    Chi volesse approfondire la conoscenza di Atavist può leggere il seguente articolo: Atavist: piattaforma free per il Web Publishing in cui potrà trovare i principi secondo cui funziona Atavist, le fasi della creazione di un documento, caratteristiche generali, usi nella didattica, esempi.

    Video Tutorial in Italiano
    Questo è un video tutorial in italiano che spiega le procedure per poter utilizzare Atavist, è diviso in due parti e tratta l'argomento in modo completo.

    Prima Parte: caratteristiche generali, usi didattici, piani di abbonamento, configurazione parametri

    SCHEDA DEL VIDEO
    Autore: Gianfranco Marini
    Data Pubblicazione: 17//03/2016
    Durata: 18:47
    Canale: canale YouTube di Gianfranco Marini

    Seconda Parte: creazione documento, editing e inserimento elementi, condivisione


    SCHEDA DEL VIDEO
    Autore: Gianfranco Marini
    Data Pubblicazione: 18//03/2016
    Durata: 18:08
    Canale: canale YouTube di Gianfranco Marini

    Storify: pubblicare articoli, storie, reportage, inchieste, narrazioni

    Storify è un ambiente web free per la pubblicazione di report e narrazioni che prendono la forma di documenti iper-mediali realizzati attraverso l'aggregazione di risorse e contenuti trovati sul web, tali elementi andranno titolati, organizzati e commentati / recensiti. Come tipologia si tratta di un'applicazione per la cura dei contenuti e la narrazione o storytelling.
    L'idea di base è semplice: trovare e raccogliere risorse web (video, audio, testi, presentazioni, articoli, grafici, etc.) su un argomento specifico e organizzarle in un documento unico sul modello dell'inchiesta giornalistica. Si presta molto bene alla realizzazione di ricerche, dossier e relazioni scolastiche, tesina compresa, d'altra parte Storify nasce come strumento del giornalismo "digitale".

    Esempio e Approfondimento
    Chi volesse approfondire la conoscenza di Storify può leggere il seguente articolo: Storify: Storytelling e content curation.
    Un esempio di pubblicazione "scolastica" realizzato utilizzando storify è questa ricerca / inchiesta sulla scuola nell'epoca fascista: 



    Video Tutorial in Italiano
    In questo video tutorial viene offerta una visione generale di Sotrify e spiegate le procedure di base per utilizzarlo, pur essendo datato, il video tutorial realizzato da jumpinsharkblog risulta ancora utilizzabile.

    SCHEDA DEL VIDEO
    Autore: jumpinsharkblog 
    Titolo: Video Tutorial - come usare Storify
    Data pubblicazione: 08/01/2012
    Durata: 5:01

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    Aristotele e Platone costituiscono i due autori più importanti da apprendere nel programma del terzo anno dei licei. Fu proprio Aristotele a fondare il primo Liceo ad Atene, alle pendici del monte Licabetto, località che prendeva il nome da un santuario intitolato ad Apollo Liceo.



    Lezioni su Aristotele
    Per aiutare i miei studenti e agevolare l'apprendimento della filosofia aristotelica, ho realizzato nel corso del tempo alcune lezioni in formato video o audio. Si tratta di risorse che possono essere utilizzate dagli studenti in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo o dispositivo e permettono di:
    1. ripassare prima della verifica
    2. recuperare lezioni perse per vari motivi
    3. vedere e o ascoltare con il vantaggio di poter rivedere i punti che più interessano
    4. supportare forme e tecniche di apprendimento come il mobile learning, il blended learning, la classe capovolta
    5. permettere agli studenti di interagire con il docente per richiedere chiarimenti e supporto anche online e non solo nelle ore di lezione in presenza

    Ho pubblicato le lezioni su YouTube o su Google Drive (quelle in formato audio) e ho creato delle raccolte su Pearltrees, in cui le presento suddivise per argomento.

    Introduzione ad Aristotele
    Si tratta di 4 video lezioni, realizzate con il supporto di una presentazione e una mappa concettuale creata con Cmap, in cui viene introdotta la filosofia aristotelica. Gli argomenti delle 4 lezioni sono:
    Lezione 1: importanza, vita, opere
    Lezione 2: La filosofia come ricerca e insegnamento
    Lezione 3: L'Enciclopedia delle Scienze
    Lezione 4: differenze tra Aristotele e Platone

    Introduzione, by gianfrancomarini

    La logica di Aristotele
    Si tratta di tre video lezioni che illustrano l'Organon aristotelico, manca ancora la lezione dedicata al sillogismo, che trattano i seguenti argomenti di quella che Aristotele chiamava "analitica":
    Lezione 1: la logica: introduzione
    Lezione 2: Logica dei termini
    Lezione 3: Logica delle proposizioni
    Nella stessa raccolta è compreso anche un documento intitolato "Sintesi schematica logica Aristotele", pubblicato su Scribd e liberamente scaricabile, in cui è rappresentata sinteticamente e schematicamente la logica aristotelica, documento che cho utilizzato per realizzare le video lezioni.

    La Logica aristotelica, by gianfrancomarini

    La Filosofia Prima o Metafisica
    Questa sezione è dedicata alla filosofia primaè contiene solo due lezioni in formato audio, si tratta di due lezioni registrate dal vivo, in aula, mentre spiegavo alle mie due terze la metafisica di Aristotele. Le due lezioni si possono ascoltare online. Questi gli argomenti trattati:
    1. Le categorie e la sostanza
    2. La sostanza e la teoria delle 4 cause


    FIlosofia Prima - Metafisica, by gianfrancomarini


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    Google per l'Educazione
    Google nasce come "motore di ricerca" allo scopo di organizzare l'enorme quantità di risorse presente in rete e renderla fruibile agli utenti e ha avuto talmente tanto successo che in inglese è nato il verbo "to google" per indicare l'azione della ricerca sul web, tradotto con l'italiano "googlare". Singolare anche l'origine del nome Lo stesso nome allude alla esigenza di una mappatura dell'immenso numero di pagine presenti sul web, il nome Google indica infatti il numero 1 seguito da  100 zeri. Tuttavia non è solo un motore di ricerca e tra le tante iniziative, applicazioni, progetti proposti dall'azienda di Mountain View nel corso degli anni, molti hanno riguardato e riguardano, direttamente o indirettamente, il mondo educativo: Google Classroom, Google Apps for Education, YouTube, Google Drive, etc.

    Risorse Google per l'Educazione
    Al fine di offrire le informazioni e gli strumenti necessari per utilizzare nella didattica le applicazioni e gli ambienti realizzati da Google, ho creato una Bacheca su Pinterest dal titolo "A scuola con Google" in cui ho raccolto: guide, tutorial, recensioni di applicazioni, istruzioni, consigli, relativi a strumenti online educativi.
    Ho privilegiato alcuni di questi strumenti: Google Drive, Applicazioni Google, componenti aggiuntivi per Google Drive e estensioni per Google Chrome, apps per dispositivi mobili Android.
    Chi non conoscesse Pinterest può guardare questa video recensione di 8:12 minuti, che spiega cosa sia Pinterest e come funzioni: Pinterest Recensione.
    Questo il link diretto alla Bacheca: Bacheca  "A scuola con Google"


    A Scuola Con Google
    La Bacheca comprende 132 Pin, questo il nome che su Pinterest prendono i link raccolti in una bacheca, e viene costantemente aggiornata, la quasi totalità sono costituiti da link che puntano su pagine con post, articoli, guide, infografiche in lingua inglese. Prima di presentare questa bacheca all'attenzione di chi fosse interessato, ho provveduto a:
    1. controllare nuovamente tutti i pin dal momento che spesso capita che le pagine cui rimandano forniscano informazioni troppo datate o no siano più presenti
    2. ho inserito per ogni pin una descrizione di ciò che un visitatore può trovare alla pagina cui esso fa riferimento. Pinterest consente infatti di inserire una "recensione" della risorsa segnalata dal Pin in non più di 500 caratteri. 
    3. ho verificato che tutte le informazioni raccolte siano ancora attuali e non superate dagli sviluppi degli strumenti e servizi cui si riferiscono, anche se, data la velocità con cui questi vengono aggiornati e nuovi versioni sostituiscono le vecchie, non sop se sono sempre riuscito nell'intento.

    Per fornire qualche esempio dei contenuti della bacheca, presento la recensione di alcune delle risorse in essa presenti.

    Primo Esempio: CaptureCast, estensione Chrome per lo Screencast
    Post pubblicato su Free Technology for Teachers da Richard Byrne il 21/04/2016. CaptureCastè una estensione per Google Chrome che una volta installata consente di catturare e registrare quanto avviene nella finestra del nostro browser Chrome, presente anche l'opzione per registrare la nostra voce e utilizzare la webcam. Una volta salvati nella scheda "manage media" i video realizzati possono essere salvati su YouTube o su Google Drive.


    Come utilizzare CaptureCast nella Didattica
    CaptureCast è estremamente semplice da utilizzare e si realizzano registrazioni audio e video molto rapidamente. Questo lo rende uno strumento utile per essere adoperato da docenti e studenti nelle loro attività didattiche. Con CaptureCast si possono realizzare:
    1. Brevi lezioni video su argomenti, temi, problemi specifici
    2.Lezioni video più complesse sviluppate utilizzando mappe o presentazioni online, per esempio usando una presentazione su Google Drive
    3.Video tutorial: istruzioni per procedure o per illustrare l'uso di strumenti didattici digitali e non digitali
    4. Video Blogging: può essere utilizzato anche utilizzarlo per sviluppare discussioni e condividere commenti e osservazioni, con gli studenti e tra gli studenti, nel corso dell'attività formativa, senza dover scrivere
    Naturalmente è ideale in quegli approcci che fanno riferimento al Blended Learning e Flipped Classroom.

    Secondo Esempio: Andrea Patassini, Google Drive nella didattica
    Webinar dal titolo "Google Drive nella didattica", tenuto da Andrea Patassini e dedicato all'uso educativo di Google Drive. Il Webinar si è svolto il 18 novembre del 2015 nell'ambito del progetto "Formalmente, formare la mente liberamente", organizzato dal CTS - Centro Territoriale di Supporto (MIUR) di Genova in collaborazione con l'ITD. Su questa pagina programma e materiali del corso: Formalmente, formare la mente liberamente.

    SCHEDA VIDEO
    Autore: Andrea Patassini
    Durata: 1:44:13
    Data Pubblicazione: 20/11/2015
    Canale YouTube: CTS Genova
    Argomento: Webinar su Google Drive

    Andrea Patassini
    Andrea Patassiniè ricercatore presso l'Università di Roma 3, dipartimento di Scienze della formazione e si occupa di tecnologie per l'apprendimento e didattica digitale presso il laboratorio LTA, Laboratorio di Tecnologie Audiovisive.

    Google Drive
    Google Driveè un servizio Google liberamente utilizzabile o free che offre un ambiente cloud per l'archiviazione (15 GB) e l'editing di contenuti digitali. Si dispone di Google drive qualora si possieda un account Gmail a cui è automaticamente abbinata una serie di servizi tra i quali spicca Google Drive. Come gli altri servizi Google anche Drive è accessibile tramite dispositivi mobili.

    Struttura del Webinar

    1. Presentazione di Google Drive e delle sue caratteristiche principali:
    # Produrre e archiviare contenuti di qualsiasi genere
    # connettersi alla rete e lavorare in rete
    # in termini specifici: insegnare, apprendere, studiare, comunicare
    La rete come ambiente per archiviare, organizzare, condividere dati.

    2. Cloud Computing:
    # accessibilità anywhere e anytime e con qualsiasi dispositivo
    # condivisione e interazione con altri utenti

    3. Logica della condivisione
    # documenti privati e pubblici
    # condivisioni con diversi utenti e gruppi di utenti

    4. Editing con Google Drive
    Un documento realizzato con Google Drive è: spazio di scrittura, spazio interattivo, spazio di approfondimento dei contenuti, spazio di partecipazione alla costruzione di un testo condiviso:
    # produzione di contenuti di testo, presentazioni, tabelle, disegni, moduli, etc.
    # scrittura digitale collaborativa
    # testo digitale non fisso come quello a stampa, ma modificabile, più facilmente condivisibile e realizzabile collaborativamente
    # disponibilità di strumenti per la scrittura collaborativa: segnalazione dei contributi dei doversi autori e possibilità di comunicare tra i vari coautori: cronologia, commenti, suggerimento,
    Stratificazione a più livelli della comunicazione: testo, commento, suggerimento

    5. Componenti Aggiuntivi
    Strumenti prodotti da terzi e che possono essere integrati in google drive per incrementarne le funzionalità. Esempio Kaizena.

    Terzo Esempio: Teacher Rubric componente aggiuntivo di Google Documenti
    Teacher Rubricè un add-on o componente aggiuntivo free per Google Documenti che consente di creare Rubriche di valutazioneTeacher Rubric semplifica e rende rapida la valutazione e l'assegnazione di un punteggio, eliminando i passaggi ripetitivi e facendo risparmiare tempo al docente.

    Funzionamento
    Il funzionamento di Teacher Rubric è molto semplice, questi i principali passaggi:

    1. Utilizzo di un rubrica già creata o sua creazione utilizzando l'applicazione
    # si definiscono le categorie valutative che fanno riferimento alle capacità, conoscenze, abilità che si intende valutare
    # per ciascuna categoria si individuano i vari livelli di padronanza e/o possesso.

    2. Si valuta la performance dello studente selezionando il livello di padronanza che dimostra per ciascuna delle categorie definite

    3. l'applicazione traduce le selezioni effettuate in un punteggio e esprime percentualmente il livello medio di padronanza delle varie competenze e capacità

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  • 05/23/16--21:04: Freud: dal Web a Scuola
  • Immagine tratta da seigradi corriere.it

    Freud a Scuola
    Lo studio dell'opera di Sigmund Freud e delle strade che la psicoanalisi apre per lo studio dell'uomo, costituiscono un argomento tra i più interessanti del programma dei licei. Molto spesso i manuali non riescono a rendere conto delle novità espresse dalla ricerca psicoanalitica e delle sue potenzialità e, comunque, si tratta di argomenti talmente ampi e complessi, che è certamente utile disporre di risorse per l'approfondimento. In rete si trovano varie risorse dedicate al padre della psicoanalisi che ne illustrano le principali direzioni di ricerca e le teorie chiave.
    Per fornire ai miei studenti un archivio online di risorse attendibili e significative, ho creato questa raccolta di video dedicati ad illustrare principi e prospettive della psicoanalisi.

    Criteri di realizzazione della Collezione
    Ho selezionato i video in base a diversi criteri:
    # attendibilità: ho archiviato solo quelle lezioni e/o conferenze tenute da autori noti e riconosciuti
    # didattico: i video sono esplicitamente dedicato a un pubblico di non specialisti o sono comunque realizzati in modo da poter essere compresi da studenti delle scuole superiori
    # chiarezza espositiva / ricchezza dei contenuti: trattano la materia in modo non banale, soffermandosi sulle potenzialità della psicoanalisi e sul complesso intreccio di rapporti interdisciplinari che a partire da essa possono essere impostati

    La Raccolta
    Ho cercato di ricoprire la più ampia gamma possibile di tematiche e teorie freudiane in modo da fornire agli studenti un quadro completo e stimolante della psicoanalisi. Ho anche cercato di selezionare conferenze, lezioni, documenti video che mostrassero la psicanalisi da punti di vista tratti da differenti prospettivi disciplinari come: la filosofia, la sociologia, la psicologia, la storia della scienza, l'arte, etc. Il risultato è una raccolta formata da 47 video che comprendono: seminari, conferenze, lezioni, introduzioni, interviste impossibili, discussioni, tutte dedicate a Freud e alla psicanalisi.

    Sigmund Freud, by gianfrancomarini

    Autori e Tematiche
    La raccolta è suddivisa in 7 sezioni che comprendono risorse relative a autori e fonti differenti. Per ciascuna di si seguito si possono leggere alcune informazioni essenziali.


    1. Filosofia in movimento
    Dalla sezione Le grandi opere di Filosofia in MovimentoFrancesco Trincia presenta:
    # L'interpretazione dei sogni
    # Eros e Thanatos

    Filosofia in Movimento - Grandi Opere Filosofiche, by gianfrancomarini


    2. Rai Scuola
    4 video pubblicati su Rai Scuola in cui Luigi Cancrini, Umberto Galimberti, Massimiano Bucchi, Ilvo Diamanti, Gustavo Corni, Vincenzo Cappelletti, Alberto Oliverio, Mauro Mancia, Viriginie Vassart iscutono:
    # del contesto culturale in cui sorge la psicanalisi
    # della biografia di Freud
    # dell'interpretazione dei
    sogni
    # della nascita della psicanalisi
    # della sessualità
    # della terapia analitica
    # rapporto tra psicanalisi e letteratura
    # psiche e l'inconscio
    # metapsicologia



    3. Brevi Lezioni Introduttive
    I video di questa raccolta sono lezioni brevi e di carattere introduttivo tenute da docenti e/o esperti con lo scopo di dare un inquadramento generale al pensiero freudiano e alla psicanalisi:
    1."Introduzione alla Psicanalisi", prof. Giorgio Codarini, breve introduzione alla psicanalisi nei termini attuali sfatando antichi pregiudizi
    2."La psicoanalisi spiegata ai giovani", Antonello Correale, psicanalista e psichiatra, incontro con gli studenti di Psicologia al Laboratorio Psicoanalitico Vicolo Cicala. Messina, 20 Aprile 2013
    3."Freud, Jung e la Psiconalisi", Umberto Galimberti, Il Caffè filosofico, vol. 10, DigitalePlay
    4.29elode: Introduzione a Freud

    Brevi Lezioni Introduttive su Freud e la Psicanalisi, by gianfrancomarini


    4. Laura Pirrotta: Sigmund Freud
    Psicologa, esperta in neuromarkting, formazione, comunicazione. Nel suo canale YouTube ha pubblicato 35 video lezioni dedicate a Freud e alla psicoanalisi. Si tratta di brevi lezioni sui concetti chiave della psicoanalisi che, nel loro insieme, offrono una trattazione completa dell'argomento e tagliata "su misura" per gli studenti della suola superiore.

    Laura Pirotta, by gianfrancomarini

    5. Accademia Istituto Italiano Scienze Filosofiche: Antonio Gargano
    Due lezioni tenute agli studenti del quinto anno dei licei da Antonio Gargano e dedicate ad illustrare tematiche e problematiche del pensiero di Freud

    Antonio Gargano, by gianfrancomarini


    6. CESAD - Seminari su Freud
    Istituto per le Scienze Psicologiche e la Psicoterapia Sistematica. Genova. Direttore G. Giacomo Giacomini. Il Centro possiede un proprio canale su Youtube in cui sono pubblicati i video di diverse conferenze che hanno come oggetto la psicanalisi, Freud e autori e problematiche della storia del pensiero psicologico e filosofico.

    Nei tre video si possono ascoltare alcuni dei seminari organizzati dal Cesad. I 3 seminari vertono su alcune opere di Freud che hanno un carattere divulgativo e introduttivo alla psicoanalisi:
    # 5 conferenze sulla psicoanalisi
    # introduzione alla psicoanalisi
    # al di là del principio di piacere

    Finalità di queste lezioni è la comprensione di aspetti basilari dell'opera e del pensiero di Freud, possono quindi essere seguite da chi intenda intraprendere un percorso per conoscere la psicanalisi e il suo fondatore.

    Cesad - Centro Studi Analisi Dialettica, by gianfrancomarini

    7. Oilproject - Freud

    2 Lezioni pubblicate su Oilproject dedicate ad illustrare le due topiche di Freud.


    Oilproject, by gianfrancomarini

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    Adobe Spark
    Adobe Sparkè una suite di strumenti che Adobe offre gratuitamente agli utenti, si tratta di un sistema integrato costituito da 3 applicazione per la creazione di contenuti digitali ùe la loro pubblicazione e condivisione sul web.
    # Free: è sufficiente registrarsi gratuitamente per poter disporre di tutte le sue funzionalità
    # Cloud o Web Based: non richiede nessuna installazione di software ma su utilizza dal web
    # Mobile: può essere utilizzata da dispositivi mobili, come Tablet, via web
    La filosofia di Sparkè quella di consentire a chiunque, anche a chi non sia dotato di competenze professionali specifiche, di creare contenuti digitali efficaci e di farlo in modo estremamente rapido e semplice.

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    Cos'è Adobe Spark
    Adobe Spark  propone  strumenti che erano già da tempo disponibili come applicazioni per dispositivi mobili con sistema operativo iOS, ora possono essere utilizzate anche dagli utenti tramite web, ma anche con Tablet e Chromebook. 
    Come ambiente formato da applicazioni integrate per il Web Publishing, Adobe Spark, risulta composto da tre principali strumenti:


    # Adobe Spark Post: testo + grafica, utile per creare oggetti grafici e grafica per i Social Media come Facebook, Twitter, Instagram, etc. Grazie a Post è possibile realizzare Meme, Poster, Banner, Copertine, Annunci e Inviti, Citazioni, etc.

    # Adobe Spark Page: testo + immagini + video + link, ottimo strumento per creare Storie e Documenti. Con Adobe Page è possibile realizzare Porfolio, Presentazioni, Narrazioni stile digital storytelling, Diari di apprendimento, Relazioni, Catloghi e Repertori, etc.

    # Adobe Spark Video: testo + immagini + voce + icone, permette in modo rapido di creare animazioni video. Con Adobe Video si possono realizzare: Video Lezioni, Video Appunti, Guide e Tutorial, Video Presentazioni, Documentare Eventi, etc.

    Come Usare Adobe Spark a Scuola
    I possibili impieghi didattici di Adobe Spark sono numerosi a causa della sua notevole versatilità e della sua semplicità, che lo rendono uno strumento ideale anche per studenti delle scuole medie inferiori. In termini generali risulta ideale per approcci basati sul:

    Blended Learning e Flipped Classroom: sia che si voglia integrare il lavoro on line con quello svolto in presenza o "capovolgere la classe", Adobe Spark permette al docente di realizzare rapidamente contenuti da offrire ai suoi studenti o agli studenti di creare autonomamente le risorse per l'apprendimento.

    Mobile Learning: i contenuti realizzati con Adobe Spark possono essere fruiti tramite dispositivi mobili con i vantaggi che questo comporta: praticità, visione in ogni luogo e in ogni momento, BYOD, rapidità. Inoltre è possibile non solo la fruizione, ma anche la creazione dei contenuti tramite tablet.

    Valutazione Formativa: la possibilità che Adobe Spark offre di documentare in modo semplice attività, eventi, lavori e progetti, ma anche di realizzare Portfolio e Diari di Apprendimento, lo rendono uno strumento efficace anche in ambito valutativo e nel potenziamento dell'autovalutazione da parte degli studenti

    Competenze Digitali: con Adobe Spark si possono sviluppare e/o potenziare le competenze digitali degli studenti e maturare le loro capacità di padroneggiare le principali fasi della comunicazione con strumenti digitali a fini conoscitivi e formativi: creazione, pubblicazione e condivisione.

    Cura dei Contenuti: Con Adobe Spark è possibile realizzare repertori, cataloghi, di risorse web su temi / problemi / autori affrontati nel corso del processo formativo e abituare gli studenti a compiere importanti operazioni come: 
    selezione e vaglio critico delle fonti, 
    aggregazione e contestualizzazione dei contenuti, 
    riorganizzazione e commento delle informazioni raccolte, 
    creazione e pubblicazione di contenuti a partire dalla rielaborazione di altri contenuti.

    Come Funziona Adobe Spark?
    Il funzionamento di Adobe Spark è estremamente semplice, una delle principali linee guida seguite da Adobe nella realizzazione di questi strumenti è infatti la facilità e la rapidità di utilizzo. Queste le procedure fondamentali: 

    1.Registrazione: ci su può registrare o accedere direttamente con il proprio account Facebook o Google+, oppure utilizzare, se lo si possiede, il proprio ID Adobe

    2. si sceglie la tipologia di progetto che si vuole creare: grafica (POST), pagina web (PAGE) o video (VIDEO)

    3. si lavora caricando dal proprio PC o selezionando dal web video e immagini e aggiungendo testo o il proprio commento vocale

    4. Il tutto è facilitato dalla disponibilità di modelli, sfondi, grafica, palette di colori, font, etc. preimpostati. Chi non si accontentasse di quanto offrono questi modelli, può personalizzarli facilmente.

    5. Pubblicazione e condivisione: si pubblica e condivide sui principali social network o tramite link. In alcuni casi si può scaricare il risultato del proprio lavoro (A. Video) o ottenere il codice per incorporarlo in un blog o sito (A. Page). 

    Video Tutorial in Italiano
    Per facilitare l'approccio a questi strumenti ho realizzato due video tutorial, dato che non ne ho trovati già pronti in italiano. 
    Il primo video tutorialè "molto lungo", poiché, oltre a spiegare le procedure, ho anche cercato di illustrare le caratteristiche generali delle tre applicazioni e i loro possibili utilizzi didattici. 
    Il secondo video tutorialè invece molto più sintetico in quanto mi sono limitato a mostrare il funzionamento di Adobe Spark, per coloro che preferissero una visione più rapida.


    Spark: Video Tutorial Completo



    SCHEDA DEL VIDEO
    Autore: Gianfranco Marini
    Titolo: Spark video tutorial completo
    Data Pubblicazione: 26/05/2016
    Durata: 27:16
    Argomento: funzionamento di Spark Post, Page e Video e impieghi didattici


    Video tutorial Spark - sintetico



    SCHEDA DEL VIDEO
    Autore: Gianfranco Marini
    Titolo: Spark video tutorial completo
    Data Pubblicazione: 26/05/2016
    Durata: 14:31
    Argomento: funzionamento di Spark Post, Page e Video

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    2 Nuove Funzionalità per Google Presentazioni
    Recentemente Google ha introdotto 2 nuove interessanti funzionalità che consentono di rendere più efficace l'utilizzazione di Google Presentazioni. Si tratta della modalità Q&A, Question and Answer - Domanda e Risposta e del puntatore Laser. Tali strumenti migliorano l'interazione con il pubblico durante una presentazione. 

    Q&A - Domanda e Risposta
    Question e Answerè uno strumento che permette a chi segue una presentazione in presenza o online, di porre domande a cui il presentatore (docente) può rispondere in qualsiasi momento ritenga opportuno. Le domande possono anche essere votate e questo fornisce a chi presenta il polso della situazione e degli eventuali problemi o interessi che la sua spiegazione va producendo. Si tratta di una funzionalità estremamente semplice da usare e che non richiede agli utenti di essere autenticati su Google: chiunque disponga di un dispositivo mobile può accedere tramite un link a una pagina da dove può:
    # inviare le sue domande,
    # visualizzare le domande poste da altri e
    # esprimere il proprio gradimento per le domande formulate da altri.

    Puntatore Laser
    Altra nuova funzionalità, piccola ma estremamente utile. Viene simulato nello schermo in cui la presentazione è visualizzata, un punto rosso e una linea, come se si disponesse di un puntatore laser. Il puntatore può essere controllato mediante mouse o trackpad.

    Video Tutorial in Italiano
    Per mostrare le potenzialità di queste due nuove funzioni di Google Presentazioni e spiegare come si utilizzano ho realizzato un breve video tutorial.



    Utilizzi nella Didattica
    I possibili impieghi didattici di questi strumenti, specie di Q&A, possono essere immaginati in due diverse situazioni:

    # Didattica in presenza: piuttosto che pensare ad un utilizzo nell'aula con la propria classe, dove il dialogo costituisce uno strumento più diretto ed efficace, si la possibilità di usare efficacemente domanda e risposta rimanda a una situazione in cui le dimensioni dell'aula e dell'uditorio in cui si effettua la presentazione siano ampie (un convegno, una lezioni con le classi aperte, etc.)

    # Didattica online: positivo sicuramente l'impatto di entrambi gli strumenti nella didattica online, una lezione o conferenza in streaming o una video conferenza, possono avvantaggiarsi della modalità Domanda e Risposta, garantendo una maggiore interazione comunicativa tra il presentatore e il suo uditorio, la mancanza di interazione costituisce infatti uno dei principali limiti nell'utilizzo educativo delle applicazioni online.

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    L'attività che viene genericamente definita con il termine "Ripassare" costituisce una delle tecniche fondamentali dell'apprendimento e una pratica decisiva per sostenere con successo una "prova" come un esame universitario o l'esame di maturità. Naturalmente affinché il "ri-passo"di determinati contenuti sia efficace è necessario occorre esserci "già passati" una prima volta, quando lo studio si riduce al ripasso il risultato è l'ignoranza, non la conoscenza e tanto meno la comprensione. Chiarito cosa si debba intendere in questo contesto per "ri-passo", intendo suggerire in questo post alcune risorse e strumenti che possono essere utili per "ripassare" il programma di filosofia del quinto anno del liceo in vista dell'esame di maturità.
    Di fronte al problema di dover ripassare per l'esame di maturità l'intero programma di una disciplina, le tecnologie hanno sempre offerto agli studenti di tutti i tempi un valido aiuto: riassunti e schemi scritti con carta e penna, fotocopie di appunti, registrazioni audio di lezioni, etc. anche le tecnologie digitali e il web possono validamente contribuire a rendere più semplice la preparazione per l'esame di stato.

    Il classico riassunto
    Anni fa trovai in rete un riassunto di tutto il programma del quinto anno con tutti gli autori, temi e movimenti della filosofia contemporanea, non sono mai riuscito a scoprire chi ne sia l'autore, per parte mia mi sono limitato a inserire un indice cliccabile per gestire al meglio il documento e a pubblicarlo su Scribd. Si tratta del "classico riassunto", molto utile per un rapido ripasso del programma in vista dell'esame, è completo e scritto in modo chiaro e realmente sintetico. In totale si compone di 45 pagine e tratta 28 autori, da Fichte ad Heidegger. Il documento è consultabile online o liberamente scaricabile registrandosi gratuitamente a Scribd.



    Zettel e il caffè filosofico: la storia della filosofia spiegata dai filosofi italiani

    Un altro versante dell'arte del "ripassare"è quello del ripercorrere la via già fatta con la guida di qualche esperto. Per questo scopo possono tornare molto utili le video lezioni di “Zettel presenta Il caffè filosofico”,  trasmissione realizzata dai RAI Cultura, dedicata alla storia della filosofia, in cui alcuni tra i più noti filosofi italiani presentano autori e tematiche fondamentali della storia della filosofia. Si tratta di lezioni della durata di circa un'ora e venti minuti ciascuna, in cui viene offerta una panoramica completa della vita, delle opere e del pensiero dei più importanti filosofi della cultura occidentale. Ho creato una raccolta su Pearltreesche riunisce le lezioni dedicate agli autori che solitamente vengono affrontati nel programma di quinta liceo. Questo il link diretto alla pagina su Pearltrees: Gianfranco Marini Zettel e il caffè filosofico.

    Zettel - Il caffè filosofico, by gianfrancomarini


    Lezioni di filosofia contemporanea
    Altro modo di "ripassare"è quello di riprendere familiarità con gli autori che si sono studiati nel corso dell'anno scolastico attraverso delle classiche lezioni tradizionali. Ho creato una raccolta in cui si possono trovare 16 lezioni da me realizzate e pubblicate in formato audio o video sui seguenti autori: Feuerbach, Schopenhauer, Marx, Nietzsche. Questo il link diretto alla pagina su Pearltrees: Gianfranco Marini - lezioni di filosofia contemporanea.
    Le lezioni in formato audio sono registrazioni delle lezioni che ho tenuto ai miei studenti e ho registrato con lo smartphone per poi renderle disponibili online per lo studio e/o il ripasso. Per completare il quadro con Sigmund Freud consiglio queste video lezioni su  Freud e la psicanalisi realizzate da una psicologa, Laura Pirotta, si tratta di 27 video lezioni sui concetti principali della psicoanalisi della durata di pochi minuti ciascuna, ottime per ripassare Freud: Laura Pirotta - Lezioni sulla psicanalisi.


    Filosofia contemporanea, by gianfrancomarini


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    Cura dei Contenuti e Capacità Critica
    Un interessante articolo di Franco Torcellan dedicato alla Cura dei Contenuti o Content Curation e intitolato "Quando la ricerca on line diventa prodotto". L'articolo è parte di un lavoro più complesso "LIMguaggi e competenze", pubblicato a supporto di un corso di formazione organizzato dall'IIS "Aldo Manuzio" (Venezia - Mestre) tenutosi tra il 2012 e il 2013. L'intervento di Torcellan è anche ricco di link a risorse interessanti che permettono di meglio contestualizzare il problema e ampliarne la conoscenza. In questa presentazione proporrò i punti salienti dell'articolo di Torcellan mescolandoli ad alcune mie considerazioni sul tema della "cura dei contenuti", specie per quanto riguarda il tentativo di meglio definire quella generica "capacità critica" che la content curation potrebbe contribuire a promuovere.

    Il Sapere: dalla Biblioteca al Territorio Selvaggio
    Torcellan muove dal problema della ricerca di contenuti sul web e della valutazione della qualità delle informazioni che rivela la particolare natura del "sapere" che caratterizza la rete e che non è riconducibile al paradigma di un sapere "certo", "formale" e "certificato" da esperti come quello della biblioteca, ma costituisce un "territorio selvaggio".
    Servendosi delle suggestioni contenute ne lavori di David Weinberger, Torcellan descrive il "sapere" del web come caratterizzato da:
    # inclusività: tutte le informazioni e opinioni vi sono contenute senza alcun filtro di esperti
    # incertezza: non vi è alcuna discriminazione immediata tra ciò che è vero e ciò che è falso, tra ciò che è attendibile e ciò che non lo è
    # reticolarità: ogni informazione è strettamente interconnessa con ogni altra come in un babelico dialogo
    #apertura: il web è percorribile in miriadi di direzioni diverse e nessun percorso porta a una meta definitiva
    Il tipo di "intelligenza" che caratterizza questa forma di sapere non supera la "differenza" delle opinioni, si tratta di un sapere "irrisolto" perché non trascende la molteplicità dei punti di vista e delle conseguenti opinioni in una verità universale. Ciò che è significativo, anche nei motori di ricerca come Google, è ciò che viene maggiormente linkato, ma tutte le informazioni pertinenti alla ricerca sono riportate nelle pagine dei risultati. Ciò richiama più che una normale biblioteca la babelica biblioteca di cui parla Borges nel suo racconto la Biblioteca di Babele.


    Sovraccarico Cognitivo e Cura dei Contenuti
    Cifra del sapere della rete è il sovraccarico cognitivo, strettamente connesso con quello informativo, l'information overload, che chiama in causa due ordini di problemi:
    Come viene a ridefinirsi il ruolo degli esperti nella "biblioteca di Babele" e di quel particolare gruppo di esperti che sono gli insegnati?
    Quali sono le competenze e capacità che sono indispensabili per affrontare cognitivamente e rendere intelligibile il labirinto di informazioni della rete?
    Una possibile risposta è data dalla Cura dei Contenuti o Content Curation.
    Gli esperti devono inserirsi in un dialogo aperto e dinamico con gli alti esperti e con i non esperti e gli insegnanti devono educare gli studenti ad accettare le "differenze" ma anche a "valutare" le opinioni. Si tratta della tradizionale "sfida" espressa in forma generica con la finalità di "sviluppare il senso critico", allo scopo di reperire risorse utili e affidabili entro l'esponenziale crescita di informazioni e opinioni e tradurle operativamente in possibili percorsi di ricerca e di conoscenza, ma anche di costruzione della propria identità e del proprio percorso autonomo di apprendimento.
    Esercitare il "senso critico" nell'ambiente della rete non è semplice. Il primo passo è imparare a cercare e valutare ciò che si trova.

    Strategie di Ricerca e Didattica
    Centrali nel web sono i motori di ricerca, ma si tratta di una ricerca che non esclude, ma richiede all'utente di esser in grado di valutare ciò che si trova, Nell'ambito del marketing e delle ricerche di mercato è stato sviluppato il data mining, che è un insieme di procedure e tecnologie basate su algoritmi con cui si estraggono conoscenze da grandi quantità di dati: i Big Data. In ambito didattico si è proposto il metodo SEWCOM - Search the Web with the Concepts Maps - "Cercare nel web con mappe concettuali". Si tratta di una tecnica di ricerca condivisa e collaborativa a partire da un dato ambito semantico che mira ad ampliare le risorse conoscitive su un determinato tema attraverso l'uso di motori di ricerca e di mappe concettuali per organizzare i risultati. Questo, tuttavia, risulta ancora insufficiente per far fronte al sovraccarico informativo e cognitivo, occorre infatti strutturare e contestualizzare le informazioni reperite sul web per renderle risorse concretamente utilizzabili al fine di sviluppare percorsi di conoscenza e apprendimento.


    Content Curation e Content Curator
    Si tratta di un "nuovo lavoro" e di una nuova "figura professionale". la cura dei contenutiè l'applicazione dello "spirito critico" ai contenuti del web allo scopo di renderli comprensibili, elaborarli e produrne di nuovi superando la cultura o incultura del "copia e incolla". Secondo Rohit Bhargava esistono 5 tipologie di cura dei contenuti:
    1. Aggregazione: raggruppare informazioni su un tema specifico in un unico ambiente
    2. Distillizione: selezionare e condividere solo le informazioni significative
    3. Elevazione: partire da informazioni specifiche per suggerire tendenze generali o significative
    4. Mushup: fondere contenuti diversi per creare nuovi contenuti e punti di vista
    5. Cronologia: raggruppare cronologicamente le informazioni per mostrare l'evoluzione di un tema i problema
    Una definizione di content curation completa potrebbe essere la seguente:
    attività che mira a trovare e selezionare informazioni su un tema specifico, giudicandone il valore e organizzandole, per poi inserirle in un contesto significativo, commentarle e condividerle presentandole a una utenza specifica per cui tali conoscenze abbiano valore. 

    Content Curation Competenze Cognitive e Digitali
    Facendo riferimento alla definizione fornita in precedenza, risulta abbastanza evidente che la cura dei contenuti come attività si fonda su alcune capacità e competenze basilari:
    # esplorare: sviluppare abilità nella ricerca di informazioni sul web
    # selezionare e filtrare: confrontare le informazioni e discriminare tra esse in base a criteri quali: attendibilità, significatività, interesse, etc.
    # categorizzare: organizzare concettualmente le informazioni attraverso l'uso di categorie ad hoc in modo da ordinarle
    # contestualizzare: le informazioni raccolte vanno inserite in un contesto che deve essere "ricostruito" in modo da "spiegare" il valore dell'informazione proposta
    # commentare - chiosare: ogni risorsa o contenuto va precisato ulteriormente attraverso i commento del curatore che è il "valore aggiunto" che difficilmente l'algoritmo di un motore di ricerca può sostituire e che rimanda a una tra le più tradizionali attività di crescita collaborativa del sapere a partire dalle note "marginalia" di amanuensi e copisti medioevali fino ai florilegi e enciclopedie con cui venne tramandato il sapere classico
    # Presentare: trovare le modalità grafiche, comunicative, editoriali più opportune per presentare le conoscenze "curate"
    Si tratta di abilità e competenze strategiche e tradizionali, che occorre traslare nell'ambito della cultura digitale e del web e che costituiscono quel "senso critico" indispensabile per dominare il sovraccarico cognitivo e utilizzare in modo consapevole e autonomo il sapere della rete divenendo protagonisti attivi di quella intelligenza collettiva che la caratterizza.

    Applicazioni per la Cura dei Contenuti
    Vengono anche segnalate diverse applicazioni web e per dispositivi mobili che sono un efficace supporto alla pratica della content curation intesa:
    # come attività del "chiosare il web" con annotazioni, sottolineature, appunti, evidenziature, link, citazioni, etc. delle risorse, proprio come si fa con gli appunti scritti a mano sui libri
    # come operazione del selezionare, aggregare, organizzare e commentare i contenuti presentandoli in modo concettualmente ordinato e graficamente e comunicativamente efficace

    Tra i servizi web per "chiosare" segnalati nell'articolo:
    # Diigo: salva contenuti e pagine ma permette anche di inerire note, evidenziare, sottolineare e archiviare il tutto
    Citebite: link a punti specifici di pagine web
    # Link-it: componente aggiuntivo per Firefox che ha le stesse funzionalità di Citebite
    # TubeChop: permette di linkare punti specifici di video pubblicati su YouTube

    Per aggregare e presentare i contenuti vengono invece segnalati:
    # Pearltees: strumento per selezionare, raccogliere e organizzare risorse dal web e condividerle. Con questa applicazione possiamo creare raccolte strutturate ad albero con cui classificare e organizzare centinaia, migliaia di informazioni presenti sul web. Per conoscere meglio come funziona Pearltrees consiglio questo post: Pearltrees: organizzare le informazioni reperibili sul web.
    # Scoop.it: applicazione per curare i contenuti sul modello della rivista digitale, permette di segnalare, categorizzare e commentare risorse presenti sul web. Un video tutorial in italiano su scoop.it è questo realizzato da Annazzurra Scarafile e pubblicato il 10/11/2015 con il titolo di Tutorial: creare e condividere una Content Curation con Scoop.it, la durata del tutorial è di 8:25 minuti.
    # Bag The Web: Al seguente link una presentazione più completa di Bag the Web con video tutorial in inglese: Bag the Web - piattaforma di web publishing per la cura dei contenuti

    Link Utili a Risorse sulla Cura dei Contenuti
    Chi volesse approfondire l'argomento può servirsi dei seguenti repertori dedicati agli aspetti teorici e pratici della Cura dei Contenuti realizzati con Pearltrees:
    1. Franco Torcellan: Content Curation


    Content Curation - Cura dei Contenuti, by gianfrancomarini

    Molto Utile anche questa Playlist realizzata su YouTube da Anna Risi che raccoglie video tutorial in italiano su applicazioni per praticare la cura dei contenuti, intitolata Content Curation.

    Cura dei Contenuti e Cassetta degli Atrezzi
    La Content Curation non è un nuovo Paradigma dell'Apprendimento che determini la "miracolosa" trasfigurazione di quest'ultimo portandone a soluzione i problemi, ma, molto più modestamente, è uno strumento utile per promuovere abilità e competenze strategiche per affrontare il sovraccarico cognitivo della rete e contribuire a sviluppare negli studenti la capacità di gestire in modo autonomo critico e consapevole il proprio percorso di apprendimento
    Dal punto di vista comunicativo può invece costituire una forma di web publishing capace di "rielaborare" in modo personale conoscenze e contenuti noti, per creare nuove conoscenze e nuovi prodotti. Non quindi un ulteriore credo didattico salvifico da aggiungere all'Olimpo della didattica digitale insieme a Flipped Classroom, Storytelling, Gamification, etc. 
    La cura dei contenuti"è "solo" uno strumento didattico da aggiungere alla cassetta degli attrezzi dell'insegnante nella sua veste non di tecnico, informatico o teorico, ma di artigiano dell'apprendimento.

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    Cos'è?
    Highlight Toolè un interessante componente aggiuntivo per Google Drive Documenti che risulta molto semplice da utilizzare e facilmente adattabile alla didattica. L'idea su cui è basata questa applicazione è ottimizzare l'utilizzo degli "evidenziatori colorati" per l'analisi dei documenti digitali, consentendo all'utente di "costruire" un proprio set di colori per evidenziare il testo di un documento su Google Documenti, assegnando a ogni colore un'etichetta. In questo modo sarà possibile costruire appositi set di colori a seconda delle esigenze che lo studente o il docente si troveranno a dover affrontare. Si potrà così disporre di set di colori per:
    # la correzione dei lavori degli studenti,
    #'analisi del testo letterario
    #l riassunto del manuale
    # di un testo argomentativo
    etc.

    Come Funziona?
    La seconda caratteristica interessante di Highlight Toolè che dopo avere terminato di evidenziare il testo è possibile esportare le porzioni di testo evidenziate in un nuovo documento generato automaticamente da Highlight Tool in cui queste saranno ordinate a seconda del colore o dell'ordine in cui compaiono nel testo. Dato che si tratta di uno strumento che unisce semplicità, versatilità e potenza e dal momento che con le parole è difficile rendere adeguatamente le potenzialità di Highligh Tool, ho realizzato questo video tutorial che mira soprattutto a mostrare i possibili usi didattici di questo strumento


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    Applicazioni Web e Coltellini Svizzeri
    La "migrazione" dei tradizionali Software nel cosiddetto "Cloud", ovvero la loro trasformazione da SoftWare installabili sul proprio PC a WebWare - Applicazioni Utilizzabili sul Web, non solo apre nuove possibilità prima impensabili come la possibilità di creare collaborativamente documenti, contenuti, risorse o quella di poter pubblicare e condividere con estrema facilità i propri lavori, ma produce anche un'evoluzione di molti di questi applicativi, grazie alla possibilità di integrare in essi altre applicazioni capaci di ampliarne la dotazione di strumenti e funzioni. Estensioni, Plug in, Add Ons, per Applicazioni e Browser, ne ampliano le potenzialità, trasformandoli in "coltellini svizzeri", strumenti multifunzionali che possono essere adatti a situazioni molto differenti e sempre meglio consentono di soddisfare esigenze specifiche in contesti concreti.

    Google Documenti
    È questo il caso di Google Documenti, strumento per l'editing di documenti di testo,  che può essere utilizzato gratuitamente da chiunque disponga di un account Google. Esistono molte applicazioni o Add Ons, in italiano chiamate componenti aggiuntivi, che permettono di ampliare lo spettro di azioni che con questo editor di testo online si possono effettuare: animazioni, nuvole di parole, mappe mentali, diagrammi, poster, etc. In questo modo l'applicazione diviene un vero e proprio artefatto cognitivo capace di supportare processo di pensiero e di creazione complessi. 

    5 utilità per Google documenti
    In questo post voglio presentare un video tutorial che ho realizzato per spiegare l'uso di 5 Componenti Aggiuntivi o Add-ons per Google documenti. Non si tratta di applicazioni che permettono di integrare in Google Documenti "oggetti" realizzati con altre applicazioni, ma di utilità che ampliano le potenzialità di Google documenti come strumento per l'editing di testo, che è la sua funziona principale. 
    Questo l'elenco delle Componenti Aggiuntive e delle loro funzioni:
    1. Change Case: invertire lettere maiuscole e minuscole
    2. Easy Accents: inserire accenti particolari relativi a diverse lingue
    3. Template Gallery: disporre di una galleria di modelli predefiniti
    4. Vex Tab Music Notation: inserire notazione musicale
    5. Extensis Fonts: archivio di fonts per google documenti

    Il video tutorial spiega molto sinteticamente come installare questi componenti aggiuntivi e come utilizzarli. Questo il link diretto: 5 Utilità per Google Documenti




    Altri Video Tutorial su Google Drive
    Chi fosse interessato a vedere altri video tutorial sui servizi di Google per l'educazione e in particolare su Google Drive, può consultare la playlist seguente dal titolo A Scuola con Google


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    10 Tendenze dell'Apprendimento Personalizzato
    Infografica pubblicata su personalizelearning il 01/01/2015 in cui vengono illustrate che illustra le principali tendenze per quanto concerne l'Apprendimento Personalizzato nel 2015, ma che va benissimo anche per il 2016. Il titolo dell'Infografica è 10 Trends to Personalize Learning - 10 tendenze per la Personalizzazione dell'Apprendimento.
    L'idea di fondoè che ad un sistema di formazione fondato sullo "studente" e articolato in "classi" formate in base all'età e a livelli di conoscenze predefinite e standardizzate, si sostituisca un sistema formativo fondato sul: "learner", che in italiano si potrebbe tradurre con l'espressione "colui che apprende". Questo diverso orientamento della formazione determina la riconfigurazione sistemica di tutte le variabili che la costituiscono e comporta una diversa configurazione dei ruoli e delle funzioni dei protagonisti del rapporto educativo, principalmente insegnanti e studenti. Questa trasformazione complessiva non può avvenire attraverso la giustapposizione di "riforme" parziali, ma deve essere condotta secondo un approccio sistemico: l'istituzione formativa deve essere modificata nella sua globalità e coordinando i tempi con cui si agisce sulle diverse variabili.




    L'Infografica e le 4 Aree per la Personalizzazione dell'Apprendimento

    Per meglio rappresentare questo cambiamento, nell'infografica vengono rappresentati 10 elementi strategici propri dell'apprendimento personalizzato, suddivisi in 4 aree differenti:



    A. Cultura dell'apprendimento che comprende

    1. Sistema di credenze e valori
    2. Sistema basato sulle competenze
    3. Sistema Sostenibile di Apprendimento Personalizzato


    B. Ambienti di Apprendimento

    4. Spazi di Apprendimento flessibili
    5. Insegnamento Cooperativo a studenti di età diverse

    C. Apprendimento Profondo

    6. Apprendimento basato sull'Indagine - sui Problemi
    7. Apprendimento basato sul gioco
    8. Valutazione Formativa

    D. Parterariato nell'Apprendimento

    9. Cooperazione tra chi insegna e chi apprende
    10. Consulenze

    Traduzione dell'Infografica
    Il tentativo di modellizzare le variabili attorno alle quale costruire un progetto per la Personalizzazione dell'Insegnamento, presenta i limiti di tutti i modelli, derivanti dalla rappresentazione semplificata del reale e dalle distorsioni che l'assunzione di una simile prospettiva comporta. Se, quindi, la rappresentazione grafica fornita dall'infografica non può costituire una base realistica per proporre un concreto progetto di cambiamento delle istituzioni scolastiche e formative, può però fornire un'ottimo punto di partenza per avviare una discussione teorica, quale presupposto necessario per poi passare alla predisposizione di un progetto di cambiamento.
    Per questo motivo ho pensato di tradurre per intero il testo contenuto nell'infografica, mi scuso in anticipo con gli anglofoni tutti e con la loro lingua per la mia traduzione "pasticciata".



    A Cultura Dell’Apprendimento

    Domanda: Come sviluppare una cultura dove “colui che apprende” sia più valorizzato di “colui che studia” (Learner / Student)

    Cultura dell'Apprendimento
    1. Sistema di Credenze Condivise
    la cultura cambia quando tutti coloro che sono coinvolti nella formazione condividono lo stesso sistema di valori e credenze

    2. Sistema Basato sulle Competenze
    e non sull'età anagrafica o sui livelli predefiniti e standards: lo stesso studente può avere diverse capacità e competenze che afferiscono a differenti livelli e standard e diverse “classi” i cui programmi sono definiti anagraficamente

    3. Sistema Auto - Sostenibile
    Costruire un sistema i cui protagonisti siano docenti, studenti e coach, i quali siano capaci di interagire in diversi ruoli al fine di cooperare, collaborare, assistere, fornire supporto, etc.


    B. Ambiente di Apprendimento

    Domanda: Come creare una classe che non sia basata sull’età anagrafica o su un sistema di classi omogenee?



    4. Spazi di Apprendimento Flessibili
    Classi ridisegnate in base al modo in cui gli studenti apprendono meglio, come nell'esempio tratto da Kelvin McLaughlin

    5. Insegnamento Cooperativo a studenti di età diverse
    Più docenti dovranno insegnare cooperativamente


    C. Apprendimento Approfondito

    Domanda: Come cambiare la valutazione in modo che gli studenti assumano maggiore responsabilità nel loro apprendimento?



    6. Apprendimento basato sull'Indagine - sui Problemi
    L’adozione di un approccio basato sull’indagine e/o sui problemi significa incoraggiare la voce e la scelta di chi apprende nel porre domande sui propri interessi. L’aspettativa è che più studenti saranno in grado di gestire autonomamente il proprio apprendimento.

    7. Apprendimento basato sul Gioco
    Ciascuno studente avrà un proprio “Zainetto” per supportare il proprio apprendimento. Lo Zainetto comprenderà tecnologia, pedagogia e giochi propositivi che includono giochi, robotica, lavoro autonomo e di gruppo e altro ancora.

    8. Valutazione come Apprendimento
    Gli studenti avranno maggiori responsabilità per il loro apprendimento e per come apprendono. Contribuiranno a definire gli obiettivi dell’apprendimento, scrivere i programmi di apprendimento, monitorare i loro progressi con il docente, raccogliere le “evidenze” (risultati empiricamente definiti) dell’apprendimento e riflettere sul loro apprendimento basato sulla padronanza


    D. Partenariato nell’Apprendimento tra Docenti e Studenti

    Domanda: Perché è importante costruire relazioni di collaborazione e partenariato?



    9. Il partenariato tra docente e studente consiste nel costruire una relazione tra essi e comprendere come apprendano meglio utilizzando L’Universal Design for Learning (ULD) e la prospettiva basata sull'accesso alle informazioni, l’impegno in un contesto e l’espressione di ciò che si conosce. Chi volesse saperne di più sulla Progettazione Universale per l'Apprendimento può consultare questa presentazione di Silvia Panzavolta sull'argomento: Universale Design for Learning

    10. Consiglieri
    Ogni studente dovrebbe avere almeno un consigliere che lo segua per diversi anni. Potrebbe essere un adulto o un altro studente. Il punto centrale della “consulenza” è la riflessione sul lavoro e gli obiettivi dello studente. Il rapporto di consulenza può funzionare al meglio se viene strutturato intorno a un obiettivo e possiede una configurazione chiara. L’aspettativa è quella di veder crescere programmi di consulenza in ambito educativo.





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     ruota competenze digitali - forum economico mondiale
    Forum Economico Mondiale - Ruota Competenze Digitali

    https://www.weforum.org/agenda/2016/06/8-digital-skills-we-must-teach-our-children/

    L'Educazione alle Competenze Digitali 
    Il dibattito sulla necessità di rendere la scuola protagonista di un "progetto educativo" finalizzato all'apprendimento delle competenze digitali, è sempre più centrale e ha assunto una dimensione "strategica". 
    Per questo motivo mi è sembrato opportuno tradurre questo articolo pubblicato sul sito del World Economic Forum - Forum Economico Mondiale, in cui vengono indicate le 8 competenze Digitali strategiche che dovrebbero costituire il fondamento dell'educazione degli studenti a partire dall'infanzia. L'articolo è stato scritto da Yuhyun Park e pubblicato su Weforum il 13/06/2016 con il titolo 8 digital skills we must teach our children - 8 Competenze Digitali che dobbiamo insegnare ai nostri bambini.

    Educazione al Digitale come Maturazione di una Cultura del Digitale 
    Personalmente ritengo che la prospettiva che le istituzioni scolastiche e formative debbano assumere sia quella pedagogica ed educativa, intesa come sviluppo di una cultura digitale che non si riduca a una mera e arida tassonomia di obiettivi slegati da un'idea educativa. 
    Nell'articolo trovo tracce di questa impostazione nel richiamo che viene fatto ai "valori umani" su cui queste abilità e/o competenze dovrebbero "radicarsi" (rooted). Non mi sembra ancora sufficiente per superare quelle tendenze che guardano più alla mera abilità tecnica e all'addestramento, ma è pur sempre qualcosa da cui partire. 
    La "ruota delle abilità digitali", proposta dal Forum Economico Mondiale, presa con le debite precauzioni e sottratta ad ogni tentativo di depotenziamento pedagogico (spedagogizzazione!), può allora costituire un utile strumento operativo come ogni altra tassonomia delle "competenze digitali".

    Traduzione del testo
    L'impatto che la tecnologia ha sulla società e l'economia è sempre più ampio e rapido. Velocità e volume delle informazioni hanno avuto un incremento esponenziale. Gli esperti hanno previsto che il 90% della popolazione mondiale sarà connessa a internet i prossimi 10 anni. Grazie "all'internet delle cose", mondo fisico e digitale sarebbe presto una sola cosa. Questi cambiamenti portano interessanti possibilità ma creano anche molta incertezza e i nostri bambini sono al centro di questa trasformazione vorticosa.

    I bambini iniziano ad utilizzare le tecnologie e i media digitali ad in età sempre più precoce e per periodi di tempio sempre più lunghi. Passano una media di circa sette ore al giorno di fronte allo schermo della televisione, del PC, dello smartphone o di altri dispositivi mobili. Si tratta di un periodo di tempo superiore a quello che passano con i loro familiari o a scuola. Questo può avere un impatto significativo sulla loro salute e sul loro benessere. Quali contenuti digitali "consumano", chi incontrano online e quanto tempo passano sopra uno schermo, sono tutte variabili che potranno avere una grande influenza sul loro sviluppo complessivo di bambini.

    Il mondo digitale è un ecosistema che integra apprendimento e intrattenimento. Ma è in questo mondo digitale che i bambini sono spesso esposti a molti rischi, come il cyberbullismo, la dipendenza tecnologica, contenuti osceni e violenti, radicalismo, frodi e furti di dati. Il principale problema risiede nel divario tra una corretta governance di internet e le politiche di tutela dei minori da una parte, e la velocità e continua evoluzione del mondo digitale dall'altra. Il divario è tale da rendere quelle politiche inefficaci.


    L'Intelligenza Digitaleè un ampio insieme di abilità sociali, emotive e cognitive che rendono capaci le persone ad affrontare le sfide e ad adattarsi alle esigenze, della vita digitale. 
    Queste abilità possono essere suddivise in 8 aree interconnesse:

    Identità Digitale: Cittadinanza Digitale, Creazione Collaborativa Digitale, Imprenditoria Digitale
    Abilità di creare e gestire la propria identità e reputazione digitale. tale abilità comprende la consapevolezza della propria identità online e la gestione delle conseguenze a lungo e breve termine della propria presenza online

    Utilizzo del Digitale: Tempo sullo Schermo, Salute Digitale, Partecipazione alla Vita Comunitaria
    Abilità di usare media e dispositivi digitali, inclusa la capacità di padroneggiare in modo equilibrato il rapporto tra vita online e offline.

    Prevenzione (Safety) Digitale: Comportamenti, Contenuti e Contatti a Rischio, , 
    Abilità di gestire i rischi online così come i contenuti problematici ed evitare e/o limitare tali rischi.

    Sicurezza (Security) Digitale: Protezione Password, Sicurezza su Internet, Sicurezza su Dispositivi Mobili
    Capacità di scoprire le minacce informatiche (hacking, truffe, malware), comprendere le migliori pratiche e utilizzare strumenti di sicurezza adeguati per la protezione dei dati

    Intelligenza Emotiva Digitale: Empatia, Consapevolezza / Regolazione Emotiva, Consapevolezza Sociale e Emotiva
    Capacità di essere empatici e costruire buone relazioni online con gli altri.

    Comunicazione Digitale: Tracce Digitali (Digital Footprint), Comunicazione Online, Collaborazione Online,
    Abilità di comunicare e collaborare con altri utilizzando tecnologie e media digitali

    Alfabetizzazione Digitale: Pensiero Critico, Creazione di Contenuti, Pensiero Computazionale,
    Capacità di trovare, valutare, utilizzare, condividere e creare contenuti e la competenza nel pensiero computazionale 

    Diritti Digitali: Libertà di parola, Diritti di Proprietà Intellettuale, Privacy
    capacità di comprendere e sostenere i propri diritti personali e legali, tra cui il diritto alla privacy, la proprietà intellettuale, la libertà di parola e la tutela dai discorsi prevaricatori o di odio.

    L'acquisizione di queste abilità dovrebbe radicarsi in quei valori umani desiderabili come il rispetto, l'empatia e la prudenza. Questi valori favoriscono l'uso consapevole e responsabile della tecnologia - una qualità che dovrà caratterizzare il futuro leader del domani. Infatti, coltivare un'intelligenza digitale fondata su valori umani è essenziale affinché i nostri bambini diventino padroni della tecnologia anziché essere controllati da questa.

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    Dopo aver dedicato un articolo a Google My Maps intitolato Utilizzare Google My Maps in mabito educativo: mappe, percorsi, storytelling, ho pensato di realizzare un video tutorial  che fosse espressamente dedicato a illustrarne non solo il funzionamento, ma anche i suoi possibili utilizzi in ambito educativo
    Google My Maps è uno strumento free, web based ed estremamente versatile. L'idea principale intorno a cui è costruito questo servizio web è quella di utilizzare Google Maps per creare mappe personali consentendo all'utente di inserirvi degli indicatori e dei contenuti in forma di testi, immagini, video, link.

    Il Video Tutorial: Come usare Google My Maps
    Il video tutorial che ho realizzato ha una durata di 21:55 minuti, spiega come creare una mappa personalizzata, inserirvi contenuti, condividerla, renderne collaborativa la creazione. Mostra inoltre esempi di come si possa utilizzare in ambito didattico e in relazione a tematiche e problematiche afferenti a diverse discipline.  
    Il titolo è Video Tutorial: Come usare Google My Maps



    La Presentazione
    Pubblico anche, nel caso potesse essere utile a qualcuno, la presentazione che ho utilizzato per realizzare il video tutorial.



    Per chi volesse approfondire
    Un valido video tutorial in italiano su Google Maps che consiglio a chi volesse una guida più dettagliata per imparare ad apprenderne l'uso, è Come usare Google My Maps? Quanto lo usate? di GIS TIPS, la durata è di 37:50 minuti ed è molto più completo di quello che ho realizzato io in quanto si sofferma a descrivere anche le operazioni e procedure più sofisticate che My Maps mette a disposizione, ne consiglio quindi la visione.

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    Esistono molte applicazioni e ambienti web per la realizzazione di video, ho scelto di presentare Stupeflix perché presenta un buon rapporto tra facilità di utilizzo e funzionalità disponibili nella versione free. Stupeflix è un'applicazione web freemium, la registrazione può avvenire tramite e-mail o connettendosi al servizio tramite il proprio account Facebook o Google.

    Come Funziona Stupeflix
    L'idea è molto semplice, fornire un servizio online che consenta di realizzare rapidamente dei video montando insieme vari elementi: testi, links, immagini, video, audio, musica, etc. È inoltre possibile selezionare un tema predefinito, scegliendolo tra i 16 disponibili per l'account free. I vari elementi possono essere montati applicando 6 effetti di transizione (cubo, dissolvenza, etc.). 
    Si può aggiungere una colonna sonora che verrà applicata a tutto il video, possiamo anche inserire come colonna sonora la nostra voce registrata in mp3 con qualche altra applicazione e così aggirare il problema della non disponibilità di questa funzionalità nella versione free.
    Si possono caricare gli elementi dal proprio PC e ogni singolo elemento che compone il nostro video, può essere editato separatamente, compiendovi le seguenti operazioni:
    # editarlo nuovamente per apportarvi modifiche
    # duplicarlo
    # aggiungere testo, che comparirà  sovrapposto a quel singolo elemento
    # aggiungere musica che accompagnerà i singolo elemento e il cui volume è regolabile
    # aggiungere testo che verrà "letto" da un sintetizzatore vocale (ma manca la lingua italiana)

    Richard Byrne: Videotutorial in inglese
    Video tutorial realizzato da Richard Byrne in cui si spiega come realizzare un video trailer per un libro con Stupeflix e se ne mostrano le principali funzionalità e tutte le operazioni di base. Il tutorial è in inglese ma può essere seguito abbastanza facilmente attivando i sottotitoli e seguendo le istruzioni a video.
    Nel suo tutorial Richard Byrne mostra come sia possibile aggiungere come colonna sonora la nostra voce, caricando un file MP3 realizzato con Vocaroo e come si possa aggiungere, per ogni elemento inserito nel nostro video, una musica di sottofondo regolandone il volume in modo che non interferisca con la voce del commento.
    Il video tutorial è stato pubblicato il 20/06/2016 e la sua durata è di 9:33 minuti. Questo il link diretto: How to Make a Book Trailer Video



    Piani di Abbonamento
    Esistono 3 piani di abbonamento che sono consultabili a questo indirizzo: Prezzi e piani di abbonamento.
    In sintesi si hanno tre possibilità:

    # Piano Free
    Consente la creazione di un numero illimitato di video ad una risoluzione di 360p, che è la risoluzione standard dio 640 x 360 pixel. Non è possibile con questo tipo di account: scaricare il video sul proprio PC, realizzare video in HD, gestire i video sul proprio account Stupeflix

    # Piano Personal
    Costo $ 5/mese. Si possono gestire i video realizzati con Stupeflix sul proprio account Stupeflix, si possono scaricare, per realizzare video in HD, 720p (risoluzione HD 1280 x 720 pixel) si deve, però, pagare la cifra di $ 5 per ogni video in HD che si vuole realizzare.

    # Piano Pro
    Costo $ 29/mese. Non si ha alcuna limitazione, si può disporre di tutti i temi predefinit, il logo di stupeflix viene rimosso dai propri video, si possono realizzare illimitati video in HD.

    # Stupeflix for Education
    Consente di gestire gratuitamente fino a 100 studenti e di creare classi online. Gli studenti vengono invitati via email e quando si registrano vengono automaticamente inseriti nella loro classe. L'account degli studenti è quello free, il docente può gestire i video degli studenti: guardarndoli, editandoli e cancellandoli.

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    1. Google Moduli

    Google Moduli è uno strumento di Google Drive, disponibile in italiano e gratuitamente per tutti coloro che possiedono un account google / gmail. Si tratta di una applicazione web accessibile da qualunque dispositivo, anche mobile, scaricando le app per Android o iOS. 


    2. Novità: valutazione automatica dei quizzes

    Una importante novità, che rende l’uso di Google Moduli nella didattica ancora più efficace, è stata introdotta dal 28 giugno di quest’anno: la possibilità di indicare le risposta giuste nelle domande a risposta chiusa. Questa permette di automatizzare la correzione e assegnazione di un punteggio alle risposte, senza dover ricorrere a Componenti aggiuntivi a ciò dedicati come Flubaroo.


    3. Come funziona Google Moduli?

    La logica di funzionamento è semplice e si articola in 2 fasi principali:
    # prima fase, queste le principali operazioni: inserimento delle domande, personalizzazione della grafica e impostazione delle preferenze del modulo.
    # seconda fase: invio del modulo e analisi delle risposte

    3.1. Inserimento delle domande
    Realizzazione del questionario / test / sondaggio attraverso l’inserimento delle varie domande. Le tipologie di domande sono:
    # a risposta breve: del tipo “come ti chiami”
    # paragrafo: la risposta consente l’inserimento di porzioni ampie di testo
    # scelta multipla: le risposte sono varie e una sola è giusta
    # caselle i controllo: come la precedente tipologia ma possono essere selezionate più risposte
    # elenco a discesa: si apre un menù con varie opzioni di risposta tra cui è possibile la selezione di una sola
    # scala lineare: si tratta di selezionare un valore compreso tra un minimo e un massimo, per esempio: ti è piaciuto questo contenuto? seleziona in valore da 1 a 10
    # griglia: come la scala lineare, solo che è possibile valutare contemporaneamente più argomenti sempre utilizzando una scala di valori compresi tra un minimo e un massimo
    # data e ora: sono due campi con cui si può richiedere a chi compila il modulo di indicare una data e un orario
    # ogni domanda può essere corredata da un video e/o una immagine

    Le varie domande di cui si compone il modulo si possono spostare e posizionare dove si vuole, inoltre il modulo può essere diviso in varie sezioni a seconda delle esigenze.

    Indicazione risposte corrette
    Per tutte le domande a risposta chiusa (scelte multiple, caselle di controllo, elenco a discesa) è possibile indicare quale o quali, tra le varie opzioni di risposta, sono quelle corrette e attribuire un valore numerico alla risposta corretta che google moduli assegnerà automaticamente. Per farlo occorre cliccare sul pulsante “chiave di risposta” che si trova in basso a destra nella scheda di ogni domanda.

    Grafica
    Si può inoltre operare sulla grafica:
    # cambiando la palette dei colori
    # inserendo un’immagine che comparirà in forma di banner nella parte superiore del modulo

    Impostazioni
    A questo punto non resta che agire sulle impostazioni che sono molto intuitive, inoltre l’intero programma è in italiano. Possiamo far si che chi compila il nostro modulo esegua l’accesso al suo account google, che possa modificare le sue risposte, visualizzarne un riepilogo. Possiamo inoltre far si che venga mostrato l’avanzamento, cambiato l’ordine delle domande, etc.
    Se il nostro questionario è un test / quiz destinato agli studenti per la valutazione formativa / sommativa.
    Dalla scheda QUIZ del menù impostazioni possiamo configurare le modalità di pubblicazione del voto (dopo ogni singola risposta o dopo l’invio del modulo compilato) e di presentazione delle risposte (contrassegna le domande con risposta errata, mostra le risposte corrette).


    3.2. Invio del modulo, compilazione e analisi delle risposte

    Questa fase è la più semplice. Terminate tutte le operazioni di realizzazione del modulo lo pubblichiamo cliccando sul tasto “Invia” posto in alto a destra. In questo modo il modulo viene pubblicato e possiamo condividerlo in vari modi: via e-mail. via link, incorporandolo in un blog o sito con un codice di incorporamento.

    Analisi Risposte
    Una volte pervenute le riposte possiamo esaminare il riepilogo generale di queste semplicemente cliccando sua scheda “Risposte”. Google genera automaticamente il riepilogo delle risposte e, per le domande a risposta chiusa, mostrerà dei grafici che illustrano le varie percentuali di risposta; mentre per le altre domande riporterà l’elenco testuale delle risposte pervenute.
    È anche possibile analizzare i singoli moduli inviati da ogni utente cliccando su “Privato”.


    4. Videotutorial su Google Moduli

    Dal momento che esistono ottimi video tutorial in italiano aggiornati e pubblicati di recente, non è stato necessario realizzare un mio video tutorial. Tra i numerosi video tutorial in italiano su Google Moduli ho pensato di selezionarne alcuni in base ai seguenti criteri:
    # video tutorial realizzati da insegnanti e rivolti a docenti e studenti
    # pubblicati recentemente e pertanto aggiornati alla attuale versione di Google Moduli
    # che spiegassero in modo completo procedure e operazioni "passaggio per passaggio"


    4.1. Google Moduli per Insegnanti di Scuola Primaria
    In questo video tutorial, Angela Costantini spiega l'utilizzo di Google Moduli mostrando come si compone un questionario di rilevazione delle opinioni dei docenti a fine anno scolastico. vengono spiegati tutti i passaggi,  dall'effettuazione del log in a Google, fino all'esame dei risultati. interessante il fatto che ci si rivolga a docenti delle primarie, spesso trascurati ma che hanno un ruolo fondamentale nell'educazione alla cittadinanza e alla comunicazione digitale. Consiglio l'iscrizione al canale di Angela Costantini intitolato Risorse Didattiche Scuola  Primaria.


    Autore: Angela Costantini
    Titolo: Videotutorial google moduli per insegnanti della scuola primaria
    Data Pubblicazione: 17/06/2016
    Durata: 12:40


    4.2. Nuovo Google Moduli: come creare verifiche, test e sondaggi

    Due video tutorial realizzati da Jessica Redeghieri sulla nuova versione di Google Moduli e sulla possibilità di valutare automaticamente i quizzes preparati con questo strumento. La nuova versione è molto più semplice ed efficace rispetto alla versione precedente, inoltre la possibilità di effettuare la "correzione automatica" lo rende ancora più adatto per un utilizzo didattico. I tutorial sono di ottima qualità, sia per quanto concerne l’audio che per la parte video, ma, soprattutto, risulta molto chiara la spiegazione delle procedure necessarie per la realizzazione di questionari, test, sondaggi, etc. Ne consiglio la visione a tutti i docenti e gli studenti che fossero interessati a utilizzare questo strumento perché tutte le procedure necessarie per utilizzarlo al meglio vengono spiegate in modo esauriente e passaggio per passaggio. Anche in questo caso consiglio l'iscrizione al canale di Jessica Redeghieri intitolato: TecnoIdee

    Prima Parte: Nuovo Google Moduli: come creare verifiche, test e sondaggi

    Autore: Jessica Redeghieri
    Titolo: Nuovo Google Moduli: come creare verifiche, test e sondaggi
    Data Pubblicazione: 27/06/2016
    Durata: 20:26

    Seconda Parte: come creare e valutare Quiz con GoogleModuli


    Autore: Jessica Redeghieri
    Titolo: come creare e valutare Quiz con GoogleModuli
    Data Pubblicazione: 27/06/2016
    Durata: 6:42

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    Social Learning Vs Informal Learning: Can You Tell The Difference?è un articolo pubblicato su elearningindustryda Christopher Pappas il 25/03/2016, il titolo tradotto suona così: Apprendimento Sociale VS Apprendimento Informale: potete dire qual sia la differenza? Il tema è quello di definire il rapporto tra apprendimento sociale e informale e fornire consigli utili a produrre strategie di apprendimento che tengano conto delle caratteristiche di queste diverse modalità di apprendimento.

    Traduco l'articolo di Christopher Pappas perché focalizza un argomento trascurato in alcune di quelle che sono le metodologie oggi prevalenti, come la Flipped Classroom, che spesso si limitano a proporre formule interessanti ma non fanno i conti la necessità di andare oltre l'applicazione di qualche rigida regola per costruirvi intorno contesti significativi dal punto di vista comunicativo e sociale e che tengano anche conto del rilevo di temi e problemi quali:
    # la creazione e gestione di una comunità online 
    # l'interazione comunicativa tra pari
    # la complessità di un approccio che integri apprendimento in presenza e online
    la complessità dell'apprendimento online che non si può ridurre a pubblicare o linkare qualche video e fornirlo agli studenti


    Christopher PappasApprendimento Sociale VS Apprendimento Informale: potete dire qual sia la differenza?

    Fondatore di The eLearning Industry’s Network, la più grande comunità online di professionisti impegnati nel settore dell'e-learning

    Apprendimento Sociale e Informale
    "L'apprendimento può avvenire ovunque e in qualsiasi momento, osservando coloro che ci stanno intorno e che diventano una preziosa fonte di ispirazione e conoscenza. Sotto molti punti di vista il mondo è il nostro maestro, ma è necessario che siamo consapevoli delle opportunità di apprendimento che ci può offrire. Entrambi i modelli di apprendimento. Sociale e Informale, sono radicati in questa ideologia" 
    Apprendimento Sociale - Social Learning
    E' un processo cognitivo che incoraggia lo studente ad espandere la propria conoscenza di base e padronanza nell'esecuzione di compiti specifici l'osservazione e l'istruzione. Ha luogo in un ambiente sociale in cui gli studenti possono esaminare attentamente e valutare le azioni delle altre persone. Si sviluppa quando un comportamento o un'idea vengono proposti allo studente come modelli e quindi gli si chiede di imitare o riprodurre quel comportamento. Vi può anche essere un rinforzo vicario, che consente allo studente di ampliare la propria comprensione, attraverso il monitoraggio delle conseguenze o ricompense che un'altra persona ricava da quell'azione. Ad esempio, se qualcuno viene rimproverato per un certo comportamento nell'apprendimento, quel comportamento verrà evitato 

    Apprendimento Informale - Informale Learning
    E' una forma più spontanea di istruzione. Normalmente non è programmata è avviene sul momento. In gran parte gli studenti acquisiscono conoscenze e abilità partecipando a discussioni online e presentazioni che sono focalizzate sui loro interessi personali e sulle loro attività. Un esempio di apprendimento informale si ha quando si apprende qualcosa su un argomento dalla lettura di un articolo su facebook pubblicato da un amico. Il processo di apprendimento informale può comunque essere integrato nella progettazione di esperienze di e-learning 

    3 Suggerimenti per Progettare una Efficace Strategia di Apprendimento Sociale



    1. Mostrare e raccontare insieme 
    L'apprendimento sociale sta tutto nell'imparare attraverso l'osservazione e poi nel mettere in pratica ciò che si è visto. Per valorizzare il "momento osservativo"è necessario incentrare l'esperienza di e-learning sulla proposizione di modelli di comportamento diretti e istruzioni verbali. Mostra ai tuoi studenti come eseguire un compito o portare avanti un processo percorrendolo passo per passo e consentendo loro di osservare e memorizzare le informazioni di cui hanno bisogno per poterlo poi eseguire da soli. Dovrebbero anche essere incluse informazioni verbali, per esempio la spiegazione dei processi mentali attraverso i quali si giunge alla soluzione di un problema. E' possibile fare questo attraverso un tutorial, una presentazione dal vivo o uno scenario di e-learning che fornisca un feedback immediato nel caso in cui gli studenti procedano nella direzione sbagliata. 

    2. Catturare e mantenere l'attenzione degli studenti
     L'apprendimento sociale si basa principalmente sulla possibilità di disporre della totale attenzione degli studenti. Se sono distratti non potranno osservare in modo efficace il comportamento proposto o non saranno in grado di comprendere e memorizzare le conoscenze di cui avranno bisogno nel mondo reale. A tale fine sarà necessario rendere il contenuto dell'esperienza di apprendimento online convincente, emozionante, facilmente riconoscibile. Sarà necessario collegare l'apprendimento a obiettivi e mete proprie del mondo reale, in modo che siano consapevoli del fatto che ciò che si sta loro insegnando andrà a loro beneficio una volta che si troveranno fuori dall'ambiente di apprendimento. 

    3. La pratica rende perfetti 
    La pratica rende perfetti, questo vale anche per l'apprendimento sociale. Una volta che gli studenti osservano il comportamento desiderato o comprendono il processo a fondo, sono chiamati a eseguirlo autonomamente da soli o in gruppo. Le simulazioni sono strumenti ideali per questa situazione, in quanto forniscono agli studenti la possibilità di svolgere il compito da soli senza correte alcun rischio. Prima di entrare nel "mondo reale", possono avere la certezza di conoscere ogni dettaglio e tutti i passaggi necessari per realizzare un certo processo o comportamento. 

    3 Suggerimenti per Progettare una Efficace Strategia di Apprendimento Informale



    1. Offrire aiuti quando servono 
    Uno dei benefici più significativi di una strategia di apprendimento informale è quello di consentire di aiutare gli studenti quando e dove ne hanno più bisogno. Bisogna assicurarsi di disporre di materiali didattici attentamente predisposti, che possano essere utilizzati per consentire agli studenti di comprendere e sviluppare le proprie competenze ogni volta che ne avvertano il bisogno. Inoltre occorre assicurarsi che tali risorse siano compatibili con i dispositivi mobili in modo che gli studenti non debbano aspettare, per usufruirne, di tornare a casa e accedervi tramite il loro PC. 

    2. Costruire una comunità di apprendimento online
    L'apprendimento informale si basa principalmente su una mentalità predisposta all'apprendimento. Se i vostri studenti sono consapevoli di quanto l'apprendimento spontaneo può portare benefici alla loro vita, saranno più propensi a queste attività di apprendimento non programmate. Fornite ai vostri studenti un elenco di risorse, come articoli o blog, cui essi possano accedere in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo. Incoraggiateli a impegnarsi in discussioni su forum online e siti di social networking, dove possano assumere il pieno e consapevole controllo della propria esperienza di apprendimento. 

    3. Create attività online basate sui blog 
    Incoraggiate i vostri studenti ad aprire un blog e a scrivere dei post che riassumano i contenuti delle lezioni o propongano idee interessanti sugli argomenti ad esse correlati. date loro la massima libertà creativa per personalizzare il blog come meglio credono. Si potrebbe anche chiedere loro di pubblicare il portfolio online dei propri lavori più interessanti da utilizzare come riferimento. fate loro postare link ad articolo e video che trovano significativi o fate loro sviluppare un proprio elenco di risorse che possano offrire un aiuto agli altri per ampliare le loro conoscenza e la loro comprensione. 

    Un'esperienza di e-learning coinvolgente deve prendere in considerazione entrambi i modelli e cercare di integrarli nella propria strategia di ideazione e programmazione, in modo da offrire le migliori basi per una apprendimento lungo il corso di tutta la vita e per confrontarsi efficacemente con il mondo reale mettendo a frutto le proprie competenze e intrecciando il proprio percorso formativo con quello professionale.

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    Per Concludere
    Cerco di tirare le somme del discorso di Pappas dal mio punto di vista. Per far fruttare i vantaggi di queste forme di apprendimento occorre creare situazioni concrete in cui l'apprendimento per "risoluzione di problemi" e/o "basato sull'indagine" si configurino come comportamenti spontanei e dove la collaborazione costituisca una naturale conseguenza della situazione stessa.
    Affinché si realizzi un apprendimento significativo e personalizzatoè necessario, inoltre, modellare l'ambiente di apprendimento in modo che questo possa fornire un contesto sistemico dotato di strumenti, risorse, impalcature,a sostegno dell'indagine, del dialogo, dell'approfondimento. Entro un ecosistema online si possono introdurre e/o rappresentare  "compiti autentici" che conducano alla ricerca di soluzioni concrete e alla creazione di contenuti da parte degli studenti. Il sociale e l'informale, se coniugati e miscelati opportunamente e in funzione delle circostanze, possono sostenere il  processo di cura e creazione dei contenuti: Content Curation e Content Creation.
    Inoltre si può consentire agli studenti di mettere a punto il proprio stile di apprendimento 

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    Infografica Apprendimento Formale VS Apprendimento Informale
    Infografica pubblicata su elearninginfographics il 05/06/2016 e intitolata: “Formal Learning VS Informal Learning” ovvero: “Apprendimento Formale contro Apprendimento Informale”. L’infografica è stata realizzata da Growth Engineering ed è basata su una analogia proposta da Audry Polce in cui l’apprendimento formale è paragonato al viaggiare in un Pullman e quello informale al viaggiare in bicicletta.

    Il Senso della Contrapposizione
    Dall'infografica e dal commento che la accompagna si desume che non si tratta di contrapporre i due approcci per individuare quello migliore ed escludere l'altro, ma di riuscire, attraverso un confronto, a comprendere le loro differenti caratteristiche e i loro aspetti positivi e negativi in modo da sapere quando ricorrere all'uno piuttosto che all'altro e anche al fine di impostare una strategia formativa che prenda il meglio di entrambi.

    Cultura Organizzativa ed emergere della Complessità
    Altro aspetto da tenere in considerazione è che il contesto di riferimento è quello delle organizzazioni e della cultura organizzativa, si tratta quindi di individuare le migliori strategie per diffondere e aggiornare quell'insieme di saperi, abilità e competenze che costituiscono la struttura culturale che presiede alla vita di un'organizzazione e determina le modalità con cui i flussi informativi e comunicativi circolano al suo interno e ne favoriscono tanto la crescita, quanto un sempre più efficace raggiungimento delle sue finalità istituzionali.
    Con l'emergere della complessità quale dimensione caratterizzante i sistemi organizzativi, si ha una crescita esponenziale delle informazioni e dei saperi e il loro flusso, sia quello interno alle organizzazioni sia quello intercorrente tra queste e il loro ambiente, cresce a "dis-misura", il che significa che la mole di informazioni e flussi va oltre le capacità che la razionalità tradizionale classica ha di gestirle. 
    Siamo in una situazione di "ipercomplessità", in cui è necessario un paradigma completamente diverso per governare i saperi organizzativi e i flussi comunicativi inter e intra organizzativi. L'aggiornamento del personale, decisivo in tutte le organizzazione e tanto più in quelle la cui finalità istituzionale si muove nell'ambito della creazione, elaborazione e diffusione di informazioni e saperi, non può più essere affrontata ricorrendo al paradigma ingegneristico, di matrice taylorista - fordista, dell'apprendimento formale: produzione seriale di competenze definite a priori, generali e univoche. Da qui la necessità di miscelare / integrare la tradizionale modalità "formale" dell'apprendimento, con modalità informali, più adatte a muoversi, orientarsi e crescere sul terreno dell'ipercomplessità. 
    Per approfondire questi aspetti è "obbligatorio leggere"Piero Dominici e i suoi articoli su Nova de Il sole 24 ore; segnalo in particolare: Non solo tecnologia ... complessità e imprevedibilità dei sistemi organizzativi, del 12/08/2015 e Le organizzazioni complesse tra “vecchi” miti organizzativi e razionalità limitata, del 18/04/2016.

    Montagne, parti e topolini
    Un esempio di incapacità di gestire la crescita, diffusione e condivisione della cultura organizzativa in un sistema iper-complesso, è quello dell'istituzione scolastica italiana, dove queste parole sono sistematicamente innalzate e sventolate come stendardi, ma la "pratica ministeriale" da sempre e altrettanto sistematicamente, le ignora, procedendo nel senso opposto. Un eclatante esempio di questo è costituito dalle modalità con cui da sempre è stato gestito l'aggiornamento dei docenti in relazione alle nuove tecnologie e alla cultura informatica e digitale. È troppo presto per dire se l'attuale PNSD, a differenza di quelli che lo hanno preceduto, conseguirà degli effetti o partorirà un topolino, certo è che tutti i vari altri progetti di aggiornamento e tutte le altre passate edizioni del PNSD, hanno avuto lo stesso esito della favola di Fedro o, per dirla con l'Orazio dell'ars poetica: "Parturient montes, nascetur ridiculus mus", "I monti partoriranno, nascerà un ridicolo topo"!
    Chi volesse un veloce riepilogo di tutti i tentativi di aggiornamento promossi dal ministero e delle precedenti versioni del PNSD, può consultare questa presentazione di Ganni Marconato: Cosa resterà delle tecnologie nella didattica, in particolare le slides da 6 a 12.


    L'Infografica Finalmente
    Chiarito il contesto e i problemi entro cui è opportuno collocare questa infografica, alcune avvertenze preliminari. Ho tradotto alla buona dall'inglese il testo dell'infografica. Per rendere più efficace questa operazione ho suddiviso l'infografica in diverse parti e fatto seguire a ciascuna di esse la mia traduzione. Dato che il mio inglese è piuttosto limitato, chiedo scusa alla lingua inglese e a tutti quelli che la conoscono davvero, il mio intento era quello di rendere fruibile, senza troppe pretese linguistico - letterarie, questa infografica a me stesso e a quelli che comprendono ancora meno di me l'inglese, qualsiasi correzione è quindi più che gradita.

    Traduzione dell'Infografica

    1^ Parte: Formal Francis Contro Informal Izzy

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    Se l’apprendimento formale costituisce solo il 10% di ciò che impariamo perché ne abbiamo ancora bisogno? E se l’apprendimento informale è così grande perché i dipartimenti di Apprendimento e Sviluppo non si impegnano maggiormente in esso? Per rispondere a queste domande abbiamo chiesto l’aiuto di Formal Francis e Informal Izzy per mostrarvi le differenze tra i 2 diversi approcci all'apprendimento.

    Formal Francis
    Solido, affidabile e molto ordinato, A Francis piace fare le cose seguendo le istruzioni di un libro
    Informal Izzy
    come ogni spirito libero, Izzy crea da se le proprie regole e mette in discussione ogni cosa


    2^ parte: Pullman contro Bicicletta

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    FORMALE
    Il Pullman del Formale
    Sul pullman dell’istruzione formale le vostre opzioni sono limitate. Potete saltare su o giù quando il pullman si ferma, ma è l’autista a scegliere il percorso e la velocità
    I Mattoni
    L’apprendimento formale realizza mattoni - gli elementi essenziali per comprendere un concetto

    INFORMALE
    La Bicicletta dell'Informale
    Sulla bicicletta dell’apprendimento informale, potete scegliere la velocità, il percorso e la destinazione a vostra discrezione e siete liberi di fare quante deviazioni volete
    La Malta
    L’apprendimento informale agisce come la malta che unisce i mattoni, contestualizza le informazioni in funzione dell’individuo


    3^ parte: Organizzato contro Spontaneo

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    FORMALE
    Organizzato
    L’apprendimento formale crea un ambiente appositamente predisposto per l’apprendimento, ciò significa che ogni cosa, dal contenuto ai metodi, è stata predisposta anticipatamente
    Obiettivi definiti dall’Organizzazione
    finalità è obiettivi dell’apprendimento sono decisi dall’organizzazione

    INFORMALE
    Accade Naturalmente
    L’apprendimento informale può essere anche descritto come apprendimento accidentale / occasionale. Normalmente avviene spontaneamente ed è il risultato dell’ambiente di chi apprende
    Obiettivi stabiliti da chi Apprende
    Qualora gli obiettivi siano esplicitamente definiti, lo sono da chi apprende


    4^ parte: Istituzionale e Gerarchico contro Non Istituzionale e Orizzontale

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    FORMALE
    Frutto dell’azione di un insegnante professionista
    L’apprendimento formale è normalmente frutto dell’intervento di un professionista qualificato come un docente o un professore
    Basato sul Curriculum
    Basato su un curriculum formale che comprende argomenti come la politica aziendale o le procedure di emergenza
    Riconosciuto Ufficialmente
    In molti casi l’apprendimento formale porta a una qualifica istituzionale come un diploma o una laurea

    INFORMALE
    Risultato dell’intervento di persone qualsiasi
    Nell'apprendimento informale, il docente può essere chiunque abbia maggiori competenze o esperienza
    Organico
    L’apprendimento informale non parte da un curriculum predefinito - è chi apprende a decidere quali argomenti affrontare
    Riconoscimento dei pari
    Nell'apprendimento informale il solo riconoscimento è dato dal rispetto dei propri pari


    5^ Parte: Centrato su Organizzazione e Docente contro Centrato su Chi Apprende


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    FORMALE
    Chi apprende si adatta all'Apprendimento
    L’apprendimento formale segue una struttura curricolare predefinita, spetta ai discenti adattarsi ad essa
    Richiede un investimento di tempo extra da parte del discente
    Gli impiegati sostengono che possono dedicare solo l’1% del loro tempo alle attività di istruzione e formazione

    INFORMALE
    L’Apprendimento si adatta a chi apprende
    L’apprendimento informale è il risultato dell’interagire del contributo combinato di diverse persone e cambia in funzione delle loro necessità
    Accade (al discente) in un qualsiasi momento del giorno
    l’apprendimento informale avviene spontaneamente, ciò significa che chi apprende non ha bisogno di impiegare tempo extra


    6^ parte: apprendimento dall'Alto contro apprendimento dal Basso all'Alto

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    FORMALE
    Richiede tempo extra per chi insegna
    Gli esperti disciplinari sono persone molto occupate e i lunghi processi amministrativi e decisionali possono dissuaderli dal fornire volontariamente informazioni
    Alto / Basso
    I contenuti dell’apprendimento formale sono decisi e somministrati ai discenti dai dipartimenti

    INFORMALE
    Basso / Alto
    La conoscenza organizzativa è condivisa tra i discenti e occasionalmente fatta propria dai dipartimenti di apprendimento per future iniziative di aggiornamento
    Accade normalmente nella quotidianità per chi insegna
    Senza la burocrazia dell’apprendimento formale gli “esperti” sono più disponibili a condividere le loro conoscenze


    7^ parte:  modello ingegneristico contro modello comunitario



    FORMALE
    Consistente
    Con l’apprendimento formale l’informazione è aggiornata e accurata e può essere impartita a un gran numero di persone contemporaneamente, Ciò significa che tutti apprendono le stesse cose nello stesso momento.
    Più costoso
    A causa delle risorse e materiali messi in gioco dall’instructional design, l’apprendimento formale può essere costoso da mettere a punto, specialmente per le piccole compagnie.

    INFORMALE
    Imprevedibile
    I contenuti dell’apprendimento informale dipendono dagli studenti coinvolti. Analogamente la accuratezza e rilevanza delle informazioni dipenderanno in larga misura dal confronto e dalla revisione tra pari
    Relativamente Economico
    Organizzare iniziative di apprendimento informale non è più costoso di poche tazzine di caffè e 30 minuti di chiacchiere tra impiegati.

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    EducatorsTechnology: lo studente del futuro un robot privo di pensieri

    Distopie Didattiche
    Per Marx l'essenza dell'uomo è la libertà che si esprime nel "lavoro creativo" con cui egli interagisce con gli altri e l'ambiente modificandoli all'interno di una comunità "utopica" fondata sulla massima evangelica: "Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni", regola che delinea anche un ideale di comunità educativa basata sull'interazione collaborativa. 
    E come l'educazione, anche il lavoro creativo si colloca in una dimensione che dal presente apre al futuro ed è sempre il futuro protagonista del dibattito pedagogico che si concretizza, sempre più spesso, nei lunghi elenchi / liste di competenze, abilità e capacità che le istituzioni educative dovrebbero assumere quali loro obiettivi per il XXI secolo, ma quale futuro disegnano queste tassonomie? Come possiamo immaginare l'uomo che viene "tratto fuori" e "costruito" attraverso queste indicazioni educative?
    L'impressione che si prova talvolta, leggendo questi Sillabi dell'uomo venturo, oscilla tra l'educazione come formazione della personalità umana e libera espressione delle sue potenzialità creative e sociali e la produzione in serie di individui predestinati ad occupare una posizione di casta all'interno di una società modellata sull'epoca di Ford (e Pavolv) di Brave New World di Huxley. Insomma, schematizzando e mettendo a fuoco per eliminare le zone di grigio, l'impressione è quella di un oscillare tra Utopia e Distopia didattica.

    L'Ennesimo Elenco
    Propongo questo grafico realizzato da Jackie Gerstein e segnalato da un post pubblicato su Educational Technology and Mobile Learning, il 29/01/2015 con il titolo A very Good Cheklist for assessing 21St Century Learning Skills. Nel grafico vengono indicate 12 caratteristiche e capacità che docenti ed educatori devono mirare a sviluppare nei propri studenti. Si tratta di una "lista di controllo" rivolta ai docenti affinché essi possano auto - valutare in che misura e fino a che punto perseguono come obiettivo lo sviluppo delle competenze chiave del XXI secolo.

    La proposta nasce non tanto dal fatto che quello offerto da Gerstein sia uno dei migliori esempi di questo nuovo genere letterario che sono diventate le liste di "capacità e competenze del XXI secolo", ma per il modo in cui è impostato e per l'uomo futuro che viene immaginato come obiettivo di quel "guidare o trarre fuori" che è proprio di un certo tipo di educazione su cui Socrate aveva già insegnato tanto, forse l'essenziale.

    Le Peculiarità della Tabella Ideata da Gerstein
    Tre e peculiarità di questa "lista" a mio modo di vedere:

    1. non vengono elencate capacità, competenze e obiettivi, ma ogni obiettivo viene caratterizzato attraverso una serie di domande, quelle domande che un insegnante dovrebbe porsi per valutare non solo il percorso formativo degli studenti verso le competenze, ma l'efficacia della propria azione. Si sa, sempre Socrate lo aveva insegnato, che spesso la soluzione non sta nel trovare la risposta giusta, ma nel porsi la domanda giusta.

    2. nella dimensione operativa con cui le domande sono declinate, nel loro porsi come strumenti da calare nelle "situazioni concrete" e non come formule di una ricetta didattica universale. 

    3. nell'importanza che viene conferita alle dimensioni sociale, emotiva, sentimentale e operativa che, insieme a quelle cognitiva e informativa, costituiscono altrettante possibilità di sviluppo dell'umanità dell'uomo e non alla creazione di una schiatta di moderni servi della gleba tecnologici "usi a obbedir tacendo", come viene anche rilevato nel breve commento introduttivo che, su educatorstechnology, accompagna il grafico in questione.



    La Traduzione
    Traduco sia il contenuto della tabella di Gerstein, che una parte del commento con cui è presentata nel post. Mi scuso in anticipo per quella che ho chiamato traduzione, diciamo che ho cercato di riscrivere in italiano quello che è scritto in inglese.

    Il post di Education Technology and Mobile Learning: Lista di Controllo per valutare le competenze del XXI secolo
    l'elenco proposto da Gerstein enfatizza le componenti sociali e affettivo - emotive del rapporto educativo, questo può essere un efficace antidoto alla tendenza oggi imperante che vede prevalere nell'educazione un paradigma quasi completamente orientato sulle competenze digitali e basato sullo sviluppo di capacità meccaniche, tecniche e orientate sulle esigenze del mercato, che riducono lo studente a un "robot privo di pensieri" (cheerful robot) e riducono la pedagogia ad abilità tecnica.
    L'educazione non dovrebbe mirare a creare soggetti obbedienti e conformisti, perfetti lavoratori "subordinati" molto abili e che "obbediscano e non pensino", ma dovrebbe formare persone capaci di pensiero critico, libere, che intrattengano con gli altri rapporti di collaborazione fondati su valori quali il rispetto, l'uguaglianza, la democrazia, il pluralismo, etc.

    Traduzione della Tabella
    Questa la traduzione della tabella delle competenze del XXI secolo, ciascuna di esse viene specificata attraverso una serie di "domande di controllo", che dovrebbero consentire agli insegnanti di valutare fino a che punto la loro azione sia tale da consentire ai loro studenti di conseguirle.
    Chi volesse consultare la tabella nella sua interessa può cliccare sul seguente link: 21St century Skills.
    Ho riportato la traduzione sotto le immagini, ciascuna delle quali rappresenta una delle 12 competenze.

    1. Comunicazione Orale e Scritta



    # Vengono fornite agli studenti numerose opportunità di è parlare e scrivere usando la propria peculiare, autonoma e genuina "voce"?
    # Gli studenti vengono aiutati a realizzare le proprie comunicazioni orali e scritte con attenzione, energia e passione?

    2. Pensiero Critico e Problem - Solving




    # viene promosso e rinforzato l'atteggiamento per la cui si affrontano problemi nuovi e si fanno cose mai prima fatte, in cui debbano "ripensare" o "pensare di nuovo" argomenti, soluzioni, ipotesi, etc.?
    # Vien richiesto agli studenti di porre a se stessi e da se stessi domande e problemi per loro essenziali?


    3. Collaborazione e reti di Lavoro



    # vengono facilitate tra tra gli studenti la comunicazione globale e la collaborazione?
    # Vien fornita agli studenti la possibilità di collaborare sia in presenza che online?
    Vengono assistiti gli studenti nel percorso di formazione di una propria rete personale per l’apprendimento


    4. Curiosità e Immaginazione


    # viene promosso, incoraggiato e rinforzato un atteggiamento “inquisitivo” e “investigativo?”
    # Vengono incoraggiati gli studenti a sviluppare un’esperienza di apprendimento originale e personale


    5. Spirito di iniziativa e Imprenditorialità


    # Gli studenti sono coinvolti e introdotti in lavori e compiti significativi e autentici?
    # Vengono proposte agli studenti situazioni in cui devono prendersi responsabilità e rischi, assumere l’iniziativa in azioni concrete? 


    6. Elasticità e Adattabilità


    # Il cambiamento viene accettato come qualcosa di normale e naturale e gli studenti vengono sostenuti in questo atteggiamento?
    # Studenti e docenti sono capaci di flessibilità?
    # Studenti e docenti utilizzano differenti strumenti per risolvere nuovi problemi?


    7. Speranza e Ottimismo (Spirito costruttivo)


    # Vengono insegnati, supportati, proposti o rinforzati positivamente auto riflessione e discorso riflessivo?
    # Vengono assistiti gli studenti nello sviluppo di un proprio pensiero operativo?
    Si fanno esporre agli studenti storie che raccontano di come alti hanno superato problemi e avversità?


    8. Autonomia


    # vengono data agli studenti assistenza e fornito un esempio per sviluppare e comprendere i propri processi metacognitivi?
    # Vengono aiutati gli studenti a sviluppare abilità autonome di auto - motivazione e auto - gratificazione?
    # Vengono supportati gli studenti nella riflessione e valutazione delle proprie esperienze di apprendimento?


    9. Empatia e Gestione della Complessità


    # Vengono offerte agli studenti opportunità per assumere prospettive differenti?
    # Vengono accompagnati gli studenti nel comprendere l’interdipendenza di tutti i sistemi viventi?
    # Vengono create occasioni in cui gli studenti possano sviluppare empatia nell’agire, impegnarsi in comportamenti rivolti a offrire benefici agli altri?


    10. Resilienza


    # Si aiutano gli studenti a vedere i fallimenti come opportunità per crescere?
    # Viene rinforzata / incoraggiata la resilienza innata degli studenti?


    11. Determinazione


    # Viene data agli studenti l’opportunità di lavorare ad un progetto complesso e nel lungo termine?
    # Vengono aiutati gli studenti a identificare e riconoscere i frutti del perseverare nei momenti difficili?


    12. Visione del Futuro


    # Viene offerto agli studenti il tempo, le risorse, l’opportunità di riconoscere e perseguire i propri sogni?
    # Si aiutano gli studenti a sviluppare passaggi e strategie necessari per conseguire propri sogni?

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