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Filosofia, Libri, Scuola, Storia, Web ...

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    XVI Indatgne sulla Condizione Occupazionale dei Laureati
    Almalaurea è un consorzio formato da 64 atenei italiani e che ogni anno realizza una indagine sulla condizione occupazionale dei laureati. Il rapporto annuale si preoccupa di fornire una quadro ampio e completo sui rapporti tra studi universitari e sbocchi occupazionali e fornisce indicazioni su elementi quali: laureati occupati a 1, 3 e 5 anni dall'acquisizione dalla laurea, percentuale di occupati per tipologia di laurea, percentuale di occupati per aree territoriali, ecc.

    Nella pagina del sito dedicata alla occupazione è possibile consultare tutte le 16 indagini sulla condizione occupazionale dei laureati dal 1998 a quella odierna. L'indagine del 2014 ha coinvolto 450.000 laureati di 64 atenei, di cui 220.000 con la laurea post riforma di primo e secondo livello.

    Consultazione dell'Indagine
    L'indagine del 2014 è disponibile a questo indirizzo: XVI Indagine (2014)
    Per consultare i dati sono disponibili diversi strumenti:
    2.Sintesi video (3:44)
    3.Testo completo dell'indagine
    4.Slides
    5.Convegno di Bologna in cui è stata presentata l'indagine del 2014


    Orientamento Studenti del Liceo
    Il rapporto di AlmaLaurea costituisce uno strumento molto utile per tutti gli studenti delle scuole superiori del quarto e quinto anno, ai quali si presenta la scelta della facoltà universitaria in cui iscriversi. Certamente lo sbocco occupazionale non è l'unica variabile da tenere in considerazione quando si sceglie il proprio percorso universitario, occorre infatti considerare anche le proprie capacità e abilità e i propri limiti, i propri desideri, vi sono aspetti economici che vanno considerati; tuttavia valutare attentamente le possibilità occupazionali che una laurea offre è altrettanto importante.

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    Al di là della storia manualistica la prima guerra mondiale, combattuta dall'Italia dal 1914 al 1918, presenta una varietà e ricchezza di memorie relative a fatti, episodi, aneddoti, testimonianze, che riescono a rendere conto molto più efficacemente di un saggio o un manuale, della tragicità di questo evento apocalittico.

    Il "general Cadorna"
    Luigi Cadorna (1850 - 1928)
    Se si avverte talvolta l'esigenza di introdurre una nuova categoria storiografica del tipo "emerito pezzo di merda", questa esigenza si fa impellente se ci si sofferma sulla nefasta figura del generale Luigi Cadorna, basti pensare che furono gli stessi alleati dell'Intesa a volerne l'allontanamento dopo Caporetto, volontà espressa nel vertice tenutosi a Rapallo il 6 novembre del 1917. Tragedia di Caporetto di cui il Cadorna diede l'intera responsabilità alla vigliaccheria dei suoi soldati e ai complotti dei perfidi disfattisti socialisti, non all'incapacità sua e di un altro losco e incompetente figuro, Pietro Badoglio, che, come Cadorna, avrà grande successo, dato che nella classe dirigente italiana, ora come allora, il successo è sempre stato inversamente proporzionale al merito. 
    A sostegno di questo giudizio così drastico su Cadorna un florilegio tratto da suoi scritti, discorsi, comunicazioni, ecc., da cui traspaiono la sua personalità e le sue convinzioni:

    Per attacco brillante si calcola quanti uomini la mitragliatrice può abbattere e si lancia all'attacco un numero di uomini superiore: qualcuno giungerà alla mitragliatrice […]". 

    "Le sole munizioni che non mi mancano sono gli uomini”. 

    "Il superiore ha il sacro potere di passare immediatamente per le armi i recalcitranti ed i vigliacchi".  
    "Chi tenti ignominiosamente di arrendersi e di retrocedere, sarà raggiunto prima che si infami dalla giustizia sommaria del piombo delle linee retrostanti e da quella dei carabinieri incaricati di vigilare alle spalle delle truppe, sempre quando non sia freddato da quello dell’ufficiale".

    Questo il testo della canzone, una delle tante versioni, che i soldati dedicheranno a Cadorna:

    Il general Cadorna ha scritto alla regina
    «Se vuoi veder Trieste te la mando in cartolina»
    Bom bom bom al rombo del cannon

    Il general Cadorna si mangia le bistecche
    ai poveri soldati ci dà castagne secche
    Bom bom bom al rombo del cannon

    Il general Cadorna è diventato matto
    chiamà il '99 che l'è ancor ragazzo
    Bom bom bom al rombo del cannon

    Il general Cadorna ha perso l'intelletto
    chiamà il '99 che fa ancor pipì nel letto
    Bom bom bom al rombo del cannon

    Il general Cadorna ha scritto la sentenza:
    «Pigliatemi Gorizia, vi manderò in licenza»
    Bom bom bom al rombo del cannon

    Il general Cadorna 'l mangia 'l beve 'l dorma
    e il povero soldato va in guerra e non ritorna
    Bom bom bom al rombo del cannon.

    I Soldati italiani
    1^ guerra mondiale - trincea italiana
    Circa 5 milioni di italiani, per la metà analfabeti, quasi tutti contadini, senza potersi comprendere tra loro perché parlavano lingue diverse, male armati e male equipaggiati, partirono per il fronte e vissero la tragica esperienza della guerra in condizioni estreme. Fame, miseria, paura, ribellione, umiliazione, angoscia, sono alcuni dei sentimenti che si possono trovare nelle loro testimonianze (lettere, memorie, canzoni di guerra, ecc.), che danno un resoconto ben diverso dell'esperienza della guerra rispetto a quello fornito dalla propaganda governativa e alle spacconate di D'Annunzio. uomini che da civile erano abituati alla miseria, a non avere diritti, a obbedire, a lavorare duramente e che, forse anche per questo, meglio di altri ressero la terribile esperienza della guerra.

    Gabriele D'Annunzio sullo SVA 10 utilizzato per il celebre volo su Vienna

    Queste alcune delle loro testimonianze (da http://www.storiaxxisecolo.it/)

    Lettera di un generale a Giolitti (1915)

    "Vi sono truppe allo scoperto, sotto il tiro del cannone nemico, con 15° sotto zero, e si vuole che avanzino. Muoiono gelati a centinaia e ciò è ignorato dal paese. Gli ufficiali più arditi hanno crisi di pianto di fronte alla vanità degli sforzi, davanti all'impossibile. Sull'Isonzo si muore a torrenti umani e nulla finora si è raggiunto."

    lettera sottoposta a censura
    B.N. anni 25, soldato; condannato a 4 anni di reclusione per lettera denigratoria, (1916)
    "Non si creda agli atti di valore dei soldati, non si dia retta alle altre fandonie del giornale, sono menzogne. Non combattono, no, con orgoglio, né con ardore; essi vanno al macello perché sono guidati e perché temono la fucilazione. Se avessi per le mani il capo del governo, o meglio dei briganti, lo strozzerei".

    Silvio D' Amico, Diario di guerra (in: Corriere della Sera del 30 marzo 1980, rid.)
    Ma il fatto più atroce è un altro. Presso un reggimento di fanteria, avviene un'insurrezione. Si tirano dei colpi di fucile, si grida non vogliamo andare in trincea.Il colonnello ordina un'inchiesta, ma i colpevoli non sono scoperti. Allora comanda che siano estratti a sorte dieci uomini; e siano fucilati. Sennonché, i fatti erano avvenuti il 28 del mese, e il giudizio era pronunciato il 30. Il 29 del mese erano arrivati i " complementi", inviati a colmare i vuoti prodotti dalle battaglie già sostenute: 30 uomini per ciascuna compagnia. Si domanda al colonnello: "Dobbiamo imbussolare anche i nomi dei complementi? Essi non possono aver preso parte al tumulto del 28: sono arrivati il 29 ". Il colonnello risponde:." Imbussolate tutti i nomi". Così avviene che, su dieci uomini da fucilare, due degli estratti sono complementi arrivati il 29. All'ora della fucilazione la scena è feroce. Uno dei due complementi, entrambi di classi anziane, è svenuto. Ma l'altro, bendato, cerca col viso da che parte sia il comandante del reggimento, chiamando a gran voce: "Signor colonnello! signor colonnello! ". Si fa un silenzio di tomba. Il colonnello deve rispondere. Risponde: "Che c'è figliuolo? ". " Signor colonnello! " grida l'uomo bendato "io sono della classe del '75.Io sono padre di famiglia. Io il giorno 28 non c'ero. In nome di Dio! ". "Figliuolo" risponde paterno il colonnello "io non posso cercare tutti quelli che c'erano e che non c'erano. La nostra giustizia fa quello che può. Se tu sei innocente, Dio te ne terrà conto. Confida in Dio".

    La propaganda: Domenica del Corriere del 24 settembre 1916, episodio di Enrico Toti

    Cesare De Simone, tratto da “L’Isonzo mormorava”
    Nel marzo 1916 il mio comandante di divisione, al quale riferivo per telefono le ragioni per cui una operazione ordinatami non poteva riuscire e si sarebbe avuto un macello, osservò che di carne da macello da darmi ne aveva quanta poteva abbisognarmene; risposi che facevo il colonnello non il macellaio; s’interruppe il telefono: un ordine scritto mi ordinò l’onerosa operazione.”. 

    "Tutte le volte che c'era un attacco arrivavano i carabinieri. Entravano nelle nostre trincee, i loro ufficiali li facevano mettere in fila dietro di noi e noi sapevamo che - quando sarebbe stata l'ora- avrebbero sparato addosso a chiunque si fosse attardato nei camminamenti invece di andare all'assalto. Questo succedeva spesso. C'erano dei soldati, ce n'erano sempre, che avevano paura di uscire fuori dalla trincea quando le mitragliatrici austriache sparavano all'impazzata contro di noi. Allora i carabinieri li prendevano e li fucilavano. A volte era l'ufficiale che li ammazzava a rivoltellate."

    Il Diario di Elena duchessa d'Aosta
    Fece scandalo, subito dopo la guerra, la pubblicazione del diario di Elena d’Aosta che era malata ai polmoni ma pretese un posto di Crocerossina e non si risparmiò. Raccontò cosa significava stare «accanto agli eroi» moribondi. «I feriti – testimoniò – venivano trasportati con treni non attrezzati cioè con carri bestiame, in vagoni non disinfettati. Impossibile medicare gli ammalati». A Bologna, nell’asilo De Amicis, si trovavano ammassati come sardine quattrocento mutilati. «Non c’erano i bagni e, qualche volta, mancavano anche i viveri. I feriti portavano ancora i loro indumenti sporchi di terra e di sangue. Per i loro bisogni, dovevano andare nel cortile. La notte evacuavano nei secchi che, quando traboccavano, li versavano da un piano all’altro, attraverso le tavole disgiunte del pavimento». Soldati con malattie alla pelle o con infezioni contagiose stavano tutti insieme e la loro igiene consisteva nel lavarsi in un’unica tinozza che, come risultato più evidente, consentiva di contagiarsi a vicenda. La pubblicazione sembrò eccessiva tanto che qualcuno osservò che la duchessa, probabilmente, era stata troppo severa. Rispose: «Come potevo rimanere silenziosa davanti a tante necessità urgenti e all’imbecillità di alcuni?»

    Le perdite umane italiane nella grande guerra
    Varie sono le stime dei soldati italiani morti nel corso della guerra, Giorgio Mortara, demografo, stimò il numero di vittime in 651.000, lo storico britannico Thompson calcolò in 689.000 il numero di militari morti. I morti civili furono 1.021.000 (denutrizione, influenza spagnola). 947.000 furono i feriti, mutilati e invalidi, 600.000 i prigionieri e dispersi. Su un totale di 5.615.000 uomini mobilitati si ebbero perdite complessive pari a 2.197.000 (morti, mutilati, invalidi, dispersi). Il 39% di quanti partirono per la guerra furono vittime della carneficina.
    Nel corso della guerra finirono dinanzi ai Tribunali militari 262.500 soldati, il 6% dei mobilitati. 170.000 di questi subirono una condanna. Le condanne a morte furono 4.028, di cui 750 eseguite; le condanne all'ergastolo 15.345. Difficile calcolare il numero dei soldati che vennero decimati o fucilati al fronte senza processo su ordine dei comandanti per episodi di insubordinazione, codardia, ecc. Il Codice Pensale (Art. 40) dell'esercito dava infatti la possibilità a qualsiasi comandante, anche sottufficiali, di ordinare esecuzione sommarie senza processo.

    Sacrario militare di Redipuglia, inaugurato nel 1938, contiene le salme di 100.000 soldati italiani di cui 60.330 ignoti


    LINKOGRAFIA
    Storiaxxisecolo: La grande guerra
    www.veja.it: L'inferno delle trincee al comando di ufficiali senza nessuna umanità
    http://www.adnkronos.com: Militari italiani fucilati durante la Grande Guerra
    http://www.crashonline.it/: Riabilitate i 4 alpini fucilati
    La storia fatta a pezzi: Alcune storie della grande guerra attraverso le imamgini
    Tecnica della scuola: Riabilitiamo i fucilati della grande guerra

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    Incontro di formazione e aggiornamento, Liceo Scientifico Brotzu, aula magna, 15:30 - 17:30, relatore Gianfranco Marini.

    L'intervento verrà svolto con l'ausilio di questa presentazione realizzata con Mindomo.
    Link diretto alla presentazione: e-learning nella "Cattiva Scuola"



    Make your own mind maps with Mindomo.


    La cattiva scuola è la scuola che fa da cattiva perché non si allinea alle politiche inconcludenti e fumose promosse dal potere politico e tese a uniformare l'istruzione su un modello standardizzato e conformistico, una sorta di taylorismo didattico fuori dai tempi. 
    La cattiva scuola è la scuola che cerca di "fare da sé" contrastando la commercializzazione dell'insegnamento e dell'apprendimento e l'uso politico della valutazione Invalsi e del progetto di addomesticamento dell'insegnamento e dell'apprendimento cui tale politica mira, vincolando ai risultati dei test sia gli stipendi dei docenti, che i finanziamenti alle scuole, con il risultato di trasformare la formazione scolastica in addestramento alla soluzione di test (teching to the test). 
    La cattiva scuolaè cattiva perché affronta la sfida educativa con competenza, onestà, efficienza e lucidità e non intende sottomettersi alla proverbiale incompetenza, disonestà, inefficienza e inconcludenza di chi dirige il paese. 
    La cattiva scuola è cattiva perché ritiene che la scelta degli strumenti e delle tecnologie dell'insegnamento debba essere determinata dalle strategie didattiche e pedagogiche e che non debba avvenire il contrario. 
    La cattiva scuola, lungi dal ritenere che la politica debba stare fuori dal perimetro delle aule, ritiene che la politica debba essere il principale strumento per abbattere qualsiasi muro.



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    Ho ricercato sul web le lezioni dedicate al pensiero e all'opera di Karl Marx e tra queste ho selezionato quelle che mi sono sembrato le migliori per chiarezza, efficacia comunicativa, correttezza e le ho organizzate e pubblicate su Pearltrees.

    Le lezioni selezionate offrono spiegazioni del pensiero di Marx o di alcuni suoi aspetti, che si collocano a diversi livelli di difficoltà: universitario, scolastico, giornalistico. Anche come genere si possono trovare lezioni vere e proprie, brevi presentazioni, approfondimenti di aspetti particolari.

    Lo scopo è quello di creare una archivio di lezioni su Marx che potesse essere utilizzato nel corso dell'attività didattica in modo da offrire agli studenti risorse per svolgere varie attività: ripassare, approfondire, recuperare, ecc.

    E' anche possibile utilizzare un simile archivio per supportare un approccio didattico sul modello del Blended Learning o della Filpped Classroom.

    Questo il link diretto per consultare l'archivio delle lezioni su Marx: Karl Marx

    Qui sotto l'archivio incorporato



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    La figura di Galileo Galilei è fondamentale nello sviluppo del programma di filosofia del quarto anno di liceo. per offrire agli studenti una integrazione a quanto presente nel manuale scolastico ho cercato i migliori video in italiano su Galilei e ho selezionato quelli che mi sono sembrati i più efficaci nel fornire una spiegazione del suo pensiero e del carattere innovativo della sua ricerca in ambito scientifico e filosofico. Altro criterio utilizzato per selezionare i video è stata la considerazione della loro efficacia comunicativa e della chiarezza espositiva. Una volta selezionati i migliori tra i documentari e le lezioni presenti sul web, li ho classificati e pubblicati su Pearltrees perché possano essere fruiti da tutti.

    Lezioni e documentari forniscono una spiegazione completa del pensiero di Galilei, della sua opera, del suo metodo e delle problematiche inerenti alla sua ricerca e alla nascita della scienza moderna. Il livello di difficoltà è adatto agli studenti del liceo, si possono trovare brevi presentazioni del suo pensiero, lezioni sul suo metodo e sulla sue concezioni scientifiche e filosofiche, documenti riguardanti le sue opere e gli strumenti ed esperimenti da lui condotti, la ripresa televisiva dell'opera di Paolini Itis Galilei, ecc. 

    L'archivio è molto utile per quei docenti e studenti che volessero adottare un approccio all'utilizzo delle nuove tecnologie nella formazione scolastica basata sul modello del blended learning o della flipped classroom

    Questo il link diretto per consultare l'archivio delle lezioni su Galilei: Lezioni Galileo Galilei

    Ho anche incorporato l'archivio delle lezioni in modo che sia possibile accedervi direttamente da questo post


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    29elode è un servizio che fornisce supporto didattico a studenti universitari e della scuola secondaria ad un prezzo etico.
    29elode possiede anche un canale su Youtube in cui rende disponibili le lezioni dei suoi videocorsi gratuitamente.

    Tra le varie Playlist che si possono trovare e che riguardano molte discipline (letteratura italiana, informatica generale, latino, elettrotecnica, basi di dati, analisi matematica, ecc.) si possono trovare anche i corsi di storia della filosofia.

    Storia della filosofia antica
    Si tratta di un corso in 55 video lezioni che ha una durata totale di 11 ore, autore il prof. Borzoni. per il momento sono state pubblicate 14 video lezioni che trattano le origini della filosofia antica e il pensiero dei filosofi ionici, pitagorici, Eraclito e Parmenide. Le altre lezioni saranno pubblicate prossimamente. Il corso mira a individuare i problemi principali della filosofia antica e le prospettive e soluzioni proposte dai vari autori. Corso filosofia antica



    Storia della filosofia ellenistica e medievale
    13 lezioni pubblicate per un totale di 1 ora e 46 minuti. Per ora sono state pubblicate le lezioni su: sant'Agostino, san Tommaso, stoicismo, sant'Anselmo. Il piano completo delle lezioni dedicate alla filosofia ellenistica e medievale è presente nella descrizione della plyalist. Corso filosofia ellenistica e medievale



    Storia della filosofia moderna
    14 video pubblicati per un totale di 1 ora e 56 minuti di lezione. Le lezioni riguardano il pensiero e l'opera di: Spinoza, Locke, Hobbes, Kant, Pascal, Leibniz.  Corso filosofia moderna



    Storia della filosofia contemporanea
    Comprende 7 video per un totale di 1 ora e 20 minuti di lezione. Si tratta di videolezioni della durata media di 11 minuti, per ora sono state pubblicate le seguenti lezioni: Bergson, Freud, Feuerbach, Kierkegaard, neopositivismo, marxismo. Corso filosofia contemporanea


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    Una bacheca Pinterest dedicata alla gamification e al game based learning. Di questi fenomeni, del loro impatto nella formazione e delle loro potenzialità educative ho già parlato nel post gamification e game based learning.

    Presento qui la Bacheca Pinterest che ho dedicato alla raccolta di articoli, web apps, risorse, riflessioni, ecc. sulla gamification, i serious games, il game based learning. La bacheca conmprende per ora 34 pin ma la aggiorno costantemente.
    Tra i vari link proposti si possono trovare interessanti spunti e materiali per documentarsi su questa nuova prospettiva che costituisce una delle principali tendenze nel mondo educativo del 2013 e del 2014 e per evitare che anche questa strategia didattica venga assunto acriticamente come una modo o la soluzione finale di tutti i problemi educativi.

    Segui la bacheca Gamification di Gianfranco su Pinterest.

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    Che cos'è Blendspace
    Blendspace è una web app o webware che rende possibile creare lezioni in modo semplice e in breve tempo, raccogliendo e organizzando risorse in uno spazio virtuale e condividendole con i propri studenti. L'idea di base è molto semplice, l'insegnante svolge un lavoro di ricerca e selezione di risorse multimediali sul web, individuando quelle che possono essere utilizzate per sviluppare la propria programmazione.  Tali risorse vengono poi organizzate con gli strumenti messi a disposizione da Blendspace. Terminato questo lavoro la lezione è pronta e può essere condivisa con la propria classe. 

    In sintesi Blendspace è un servizio web based che consente di realizzare lezioni e condividerle con i propri studenti. Permette infatti la creazione di classi, gli studenti si possono iscrivere tramite un codice che viene automaticamente fornito quando l'insegnante crea la classe.


    Come si realizza la lezione con Blendspace
    Le risorse necessarie alla realizzazione della lezione possono essere anche caricate dal docente (upload) dal proprio pc, Blendspace rende disponibile uno strumento per effettuare ricerche nei principali sociale network (youtube, flickr), in alcuni motori di ricerca (google, search OpenEd), o di inserire nella nostra lezione file da dropbox o da google drive. E' anche possibile inserire direttamente il web link della risorsa che ci interessa. In questo modo si ottiene un percorso, in cui sono anche comprese le istruzioni del docente, che lo studente può affrontare online, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo e con qualsiasi devices.

    Interazione comunicativa
    Con Blendspace è anche possibile valutare il grado di comprensione degli studenti e monitorare i loro progressi attraverso la somministrazione di Quizzes. E' inoltre semplice venire incontro alle esigenze specifiche di ciascuno studente personalizzandone il percorso formativo e rispondendo alle loro richieste di aiuto. Gli studenti possono infatti interagire comunicativamente sia lasciando commenti che inviando richieste di aiuto, possono anche esprimere il loro gradimento sulle singole risorse o anche il loro non gradimento. 

    Monitoraggio e Analytics
    Il monitoraggio avviene attraverso un servizio di analytic che la rileva i comportamenti degli studenti su blendspace, quali: login, tempo di connessione, commenti, like e dislike, richieste di aiuto, effettuazione e risultati dei quizzes, è anche possibile sapere chi a guardato cosa e per quanto tempo, ecc.. In questo modo si ha un quadro completo, reso con una grafica piacevole e che semplifica la percezione di quanto sta accadendo nello spazio virtuale, 

    Esempio di monitoraggio complessivo


    Esempio di report delle attività di uno studente

    Il seguente video di 1:06 minuti illustra il tipo di logica con cui funziona Blendspace e ne mette in risalto la semplicità d'uso

     

    Approccio didattico
    Per inquadrare Blendspace dal punto di vista delle teorie didattiche si può affermare che si presenta come uno strumento per progettare il percorso formativo secondo un'ottica fondata sul Blended Learning e/o sui principi della Flipped Classroom. Si ispira nella costruzione della lezione alla Content Curation, infatti il docente deve fare un lavoro di cura dei contenuti. Nella gestione complessiva del processo di insegnamento - apprendimento consente di adottare un'ottica basata sul project based learning e sull'istruzione differenziata (Differentiated Instruction). Si presta anche a un tipo di didattica moderatamente collaborativa e social secondo i principi del collaborative learning e del social learning.

    Giudizio complessivo
    Come sempre ho fatto in questo blog, ho utilizzato blendspace prima di recensirlo, perché è il solo modo di valutare seriamente una risorsa e/o un servizio. Non ho ancora avuto il tempo di testarlo con una delle mie classi, cosa che farò prossimamente in modo da poter avere tutti gli elementi per una valutazione di questo prodotto. Pe ril momento l'impressione ricevuta è molto buona sia per la semplicità con cui si possono creare le lezioni e che per la facilità con cui avviene la gestione del percorso formativo in tutte le sue fasi (studio, monitoraggio, valutazione, assistenza, ecc.).
    Penso che Blendspace possa essere considerato un tentativo riuscito di fornire nuovi strumenti per il blended learning e l'e-learning che superino i limiti dei CMS tradizionali, le cosiddette piattaforme di e-learning, che prospettano il processo di apprendimento e insegnamento secondo una logica di tipo somministrativo - erogativo di tipo top - down, in cui il percorso di apprendimento è precostituito a priori, il livello di interazione comunicativa è minimo, contenuti e obiettivi sono anch'essi determinati a priori e il processo di apprendimento nel suo insieme è meccanico e rigido.

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    Comunicazione Digitale
    Apprendere le competenze e abilità di base della comunicazione digitale è un processo fondamentale per fare in modo che gli studenti da nativi digitali non diventino barbari digitali. Importante è acquisire la consapevolezza delle principali procedure e operazioni che stanno alla base della pubblicazione sul web e quindi del fondamentale obiettivo di fare in modo che gli studenti non siano passivi fruitori di contenuti precostituiti, ma autori

    Abilità e competenze nella comunicazione digitale
    Si tratta di operazioni quali scrittura (web writing) e lettura sul web, web publishing e web editing, cura dei contenuti (content curation), tagging (categorizzazione), folksonomia, ottimizzazione per i motori di ricerca (Seo), ecc. Tutte operazioni che hanno, per la maggior parte, analogie e corrispondenze anche nella comunicazione scritta (chirografica e tipografica) e che, anche nella comunicazione scritta, rappresentano capacità e abilità estremamente difficili da conseguire e padroneggiare pienamente. A maggior ragione ancora più difficile raggiungere livelli di competenze elevati nelle operazioni che costituiscono la grammatica e la sintassi della comunicazione digitale, ché, in un certo senso, la comunicazione digitale comprende come suo sottoinsieme quella chirografica e tipografica, anche se su ciò si potrebbero versare fiumi di inchiostro o di pixel. 

    Alfabetizzazione digitale tramite i Social Network
    Tra i possibili percorsi di "alfabetizzazione digitale" vi è quello di insegnare l'utilizzo di social network e webapps agli studenti assegnare loro dei lavori in modo che alla consapevolezza teorica si aggiunga la padronanza conseguibile solo con la pratica. Qualcosa di simile alle pagine di lettere e parole che un tempo si facevano scrivere agli scolari delle scuole elementari.

    Obiettivi di apprendimento
    A tale fine è opportuno far riferimento a applicazioni o social network che siano semplici da adoperare e le cui procedure di utilizzo,  per quanto possibile, siano universalizzabili, costituiscano cioè degli schemi di comportamento facilmente estensibili ad altri casi. E' inoltre chiaro che tali applicazioni o social network devono essere adoperati su contenuti e tematiche disciplinari con il duplice scopo di migliorarne / approfondirne la conoscenza e di apprendere l'uso dei fondamentali strumenti di elaborazione dell'informazione digitale, equivalenti, mutata mutandis, alla capacità nella cultura tipografica, di prendere appunti, schematizzare, annotare, ecc.

    Pinterest e Pearltrees
    A questo scopo ho scelto due applicazioni web o web apps, popolari, semplici da usare, amichevoli, divertenti: Pinterest e Pearltrees, Ho provveduto ad assegnare agli studenti, come esercizio, quello di cercare e selezionare risorse multimediali sul web e poi raccoglierle utilizzando questi due strumenti.

    Selezionare e Valutare
    In entrambi i casi le abilità messe in gioco sono di livello cognitivo e metacognitivo complesso, si tratta infatti di imparare a cercare fonti sul web (l'equivalente di quello che si fa cercando nei libri, in una biblioteca, ecc.), confrontarle e valutarle, selezionare quelle che si ritengono migliori in base a determinati criteri su cui occorre riflettere. E' importante anche sottolineare che qui non si tratta di far giocare gli alunni e le alunne con i social network, il lavoro cognitivo e metacognitivo riguarda principalmente, quasi esclusivamente, categorie, lessico, concetti delle discipline coinvolte e comporta da parte degli studenti uno sforzo per comprenderle sul piano teorico ed utilizzarle su quello pratico.

    Categorizzare e Commentare
    Una volta terminata la fase del reperimento delle risorse occorre esercitarsi nella complessa arte o scienza della categorizzazione per dare ordine al materiale raccolto in modo da offrirne una classificazione soddisfacente. Cosa questa piuttosto elementare con Pinterest che non consente di creare categorie dentro altre categorie ma una sola bacheca tematica. Con Pearltrees invece è necessario procedere a disegnare una gerarchia / tassonomia concettuale che comprende relazioni di genere e specie  e che permette di operare una organizzazione più raffinata delle conoscenze.
    Conclusa questa operazione si passa alla grammatica di base della comunicazione digitale: creare dei titoli, recensire / commentare le singole risorse, fornire nel commento un eventuale valore aggiunto personale. manca in entrambi questi social network la categorizzazione / descrizione del materiale pubblicato.

    Pubblicazione  e Gestione Account
    Pubblicare significa in primo luogo creare un proprio account e saperlo gestire imparando ad eseguire le operazioni di base e utilizzare gli strumenti disponibili (condivisione, follower, following, like, embedding - incorporazione, collaborazione, ecc.).
    In conclusione le due fasi permettono di misurarsi concretamente con il web e gli strumenti di comunicazione messi a disposizione e di maturare e/o potenziare le abilitò e competenze di base della comunicazione digitale.

    I Risultati
    Non è importante, anche se è auspicabile, che i risultati siano di buon livello ai primi tentativi, ciò che importa è una valutazione collettiva, fatta da docenti e studenti insieme, che individui gli errori comuni e le possibili strategie per ovviare a questi errori.
    Questi sono esempi del lavoro svolto dagli studenti della classe IV F del Liceo "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena (CA), scelti tra i migliori, per chi volesse prendere visione di tutti i lavori degli studenti li può trovare qui: lavori eseguiti con Pinterest e Pearltrees.

    Pinterest
    Alice Cocco: L'Olanda

    Pearltrees

    La Cattiva Scuola
    Rimane da dire dell'enorme carico di lavoro per il docente che questo modo di procedere comporta, infatti il povero insegnante deve:
    1. sperimentare in prima persona i vari social network e imparare a utilizzarli prima di individuare quelli da proporre agli alunni;
    2. ideare gli esercizi, spiegare agli alunni il funzionamento delle applicazioni web che dovranno adoperare e i criteri di valutazione che saranno adoperati in fase di correzione;
    3. raccogliere gli esercizi che gli studenti sono soliti far piovere al docente da ogni luogo dello spazio virtuale (FB, Forum, whatsapp, mail, ecc.);
    4. valutare gli esercizi visitando centinaia di link, leggendo centinaia di recensioni, ecc.
    5. predisporre un foglio di correzione contenente criteri di valutazione, tabelle di punteggi, commenti per ogni singolo studente
    6. procedere alla correzione in aula che deve essere collaborativa e rispondere alle innumerevoli richieste di chiarimento provenienti dagli studenti.
    Perché tutto questo sia possibile occorre che trionfi LA CATTIVA SCUOLA.

    Fortunatamente chi scrive, IO GIANFRANCO MARINI, sono molto lontano da LA BUONA SCUOLA, e dalla MERAVIGLIOSA VACUITA' e DAL CIALTRONESCO FASCINO GRAFICO di chi non comunica niente, quindi non devo passare ore e ore a scuola e a seguire corsi o sostituire colleghi o impegnarmi in altre attività dalla discutibile utilità per COLLEZIONARE PUNTI in modo da poter avere OGNI DUE ANNI 66 EURI, con i quali non si recupera se non in minima parte il danaro perso per avere LO STIPENDIO BLOCCATO DAL 2009, e che rimarrà probabilmente fermo FINO AL 2018.

    IO SONO PER LA CATTIVA SCUOLA, preferisco impegnarmi per ciò che, a quanto si legge nel manifesto renziano de LA BUONA SCUOLA, è la COSA PIU' INUTILE "LA QUALITA' DELL'INSEGNAMENTO CHE SI ATTUA IN AULA CON I PROPRI STUDENTI" cercando di fare quanto meglio posso. 

    PERCIO'

    Non potendo USARE IL TURPILOQUIO, come mi piacerebbe fare, per motivi di decoro; mi limiterò a dire 

    W LA CATTIVA SCUOLA 




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    Come previsto dal progetto "Festival di Filosofia", realizzato dal Liceo "G. Brotzu" lo scorso anno scolastico grazie alla donazione di un privato, il gruppo che ha partecipato al Festival sta provvedendo a realizzare una documentazione sul Festival di Filosofia del 2014. Tra le iniziative prese si è pensato di raccogliere tutte le più importanti informazioni sul festival presenti sul web in una Bacheca realizzata con Pinterest per poter accedere facilmente ad articoli, reportage, documenti, testi, resoconti, ecc. aventi come tema principale il Festival di Filosofia.

    Ricordo che il gruppo che ha partecipato al festival è composto dagli studenti: Elisa Farris, Sabrina D'Alessandro,  Alessandro Tidu,  Michele Usai, accompagnati dal docente Gianfranco Marini. La Bacheca che presentiamo viene costantemente aggiornata a cura del docente e degli studenti.



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    Raccolta di risorse per l'insegnamento e l'apprendimento della filosofia e del pensiero di René Descartes. Le risorse sono state selezionate tra tutti i video in italiano presenti nel web e che contengono lezioni e/o presentazioni relative alla filosofia di Cartesio. I video, pubblicati in una raccolta realizzata con Pearltrees, sono stati selezionati assumendo come criteri l'attendibilità, la chiarezza espositiva, la valenza esplicativa, al fine di costituire un archivio di lezioni che possano essere utilizzate nell'ambito della didattica scolastica.

    I video comprendono varie tipologie:
    1. brevi presentazioni della filosofia di Cartesio e di alcune sue opere o problematiche (Oilproject, 29elode), 
    2. lezioni più complete e complesse come la trasmissione dedicata a Cartesio dalla Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche o le 4 "interviste impossibili" curate da Tullio Gregory e pubblicate da "Editrice La Scuola". 
    3. Presente anche il film di Roberto Rossellini dedicato a Cartesio nella sua versione completa, e alcuni brevi estratti del film dedicati a momenti particolarmente importanti della vita del filosofo e dell'opera del filosofo francese.

    Questo il link diretto per accedere alla raccolta: René Descartes su Pearltrees

     

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    Non intendo versare fiumi di inchiostro ma limitarmi a un rivolo per chiarire alcuni punti sulla LIM e il suo utilizzo nella didattica servendomi di un contributo interessante e su cui a grandi linee concordo: Dalla Lim alla Lim 2.0, di Mario Gabbari, Roberto Gagliardi, Antonio Gaetano, comparso il 9 febbraio 2012 e pubblicato su Bricks .

    Il problema che però si riscontra è quello di un fraintendimento che, pur non inficiando l'analisi della rivoluzione digitale in corso e dei mutamenti che essa comporta sul piano della formazione, tende ancora una volta a tematizzare e porre in primo piano un device, la Lim, piuttosto che quello che costituisce il vero problema: il web e la necessità di assumerlo come ambiente entro il quale è necessario che lo studenti crei il proprio sistema di Gestione Personale dell'Apprendimento o Personal Learning Management.
    Finché ci si concentrerà sui device e sulle competenze tecniche necessaria al loro utilizzo, mancherà la consapevolezza teorica non di quanto stia accadendo, ma di cosa questo cambiamento metta in gioco e di cosa occorra fare per affrontarne consapevolmente le conseguenze sul piano formativo: si tratta di procedere a una nuova alfabetizzazione comunicativa e di ridefinire il concetto stesso di realtà entro il quale si sviluppa la comunicazione e la costruzione e condivisione delle conoscenze così come la formazione delle competenze.

    L'articolo "Dalla Lim alla Lim 2.0"
    Al centro dell'articolo la rivoluzione comunicativa e paradigmatica e le conseguenze che questa rivoluzione determina nell'ambito dell'apprendimento, che comportano l'adozione di un prospettiva educativa vicina al connessionismo
    L'articolo non solo è molto interessante e capace di offrire una analisi delle dinamiche scatenate dall'affermarsi del web in tutti i campi (estetica, educazione, conoscenza, comunicazione, marketing, ecc.), ma suggerisce anche le linee teoriche di un approccio diverso alle tematiche formative. 

    Apprendimento e Connessionismo
    Apprendere significa avere la capacità di percorrere e creare reti informative di natura sociale in cui si attua una costruzione collettiva della conoscenza che si presenta come un sistema distribuito e reticolare. Interessante anche il tentativo di definire il nuovo soggetto umano che si viene affermando in questa trasformazione generale, come il "nuovo barbaro", secondo l'espressione di Baricco, che sviluppa la sua umanità più in senso orizzontale, il surfing tra i dati e le informazioni, che verticale, la profondità della ricerca.

    Una incongruenza piccola ma dalle grandi conseguenze
    A mio giudizio vi è però una incongruenza e contraddittorietà tra questa stimolante analisi della situazione è la proposta della LIM come "strumento privilegiato" per "sviluppare e perseguire" nuove forme di social learning, cooperative learning e costruzione e connessione di conoscenze sociali e distribuite. E' evidente dallo stesso discorso degli autori che questo strumento è il web e la LIM, nella migliore delle ipotesi, è solo un device per agire nel web, utile e che si deve avere in aula e di cui occorre conoscere il funzionamento, ma non certo privilegiato, a meno di non voler confondere la porta con l'ambiente cui questa ci fa accedere.

    Cosa intendo dire? Il caso Semidas o de "La scuola digitale in Sardegna"
    Per capire a quali estremi mali, a cui riesce difficile immaginare estremi rimedi, possa portare la svista di chi scambia un device per l'ambiente di apprendimento, cito il pietoso caso di 1.000 docenti, cui è stato affibbiato il buffo nome di "master teacher", condannati alla pena di passare 50 ore reclusi in presenza e 25 reclusi in un ambiente virtuale, per imparare a menadito vita morte e miracoli dei software proprietari delle LIM.
    Si tratta forse più di un caso di violazione dei diritti umani che di un esempio da citare in un post sulle nuove tecnologie didattiche, ma è un caso esemplare. Dei software, molto limitati e proprietari, decisamente inferiori a quelli aperti, cloud, di uso libero che sono disponibili in rete; dei software con cui la condivisione di ciò che si produce è problematica e con cui la Lim più che in una finestra aperta verso il mondo si trasforma nella porta di una prigione che impedisce l'accesso al mondo, vengono ad essere assunti come ineffabile meta del percorso formativo di questi 1.000 sfortunati docenti.

    Dalla LIM al Personal Knowledge Environment
    Perché non insegnare alle 1.000 vittime del progetto "Scuola digitale in Sardegna" come fare del web uno strumento di apprendimento attraverso l'utilizzo di quelle migliaia di applicazioni cloud, (web based tools o webware) che consentono di comunicare, collaborare, creare, condividere, organizzare, ecc.? Perché non far loro acquisire le abilità necessarie a costruire un Personal Learning Environment e ad imparare ad apprendere - learning to learn - per rendere il web un Personal Knowledge Environment? Perché non fare in modo che, attraverso la pratica, essi non sviluppino strategie e azioni didattiche per poi trasferire le competenze così acquisite agli studenti? Forse sarebbe una cosa troppo intelligente da fare per pensare che a farla sia chi dirige la baracca scolastica? perché non rivolgersi a quei docenti che sono tanti e da tanti anni portano avanti queste attività anziché studiare a tavolino questi progetti destinati inevitabilmente a fallire? La sola risposta che mi viene in mente è "The answer, my friend, is blowin' in the wind"

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    Il Progetto Alexandria
    Il progetto Alexandria viene presentato in un lungo articolo pubblicato su Bricks il 20 settembre 2014 dalla redazione di Brocks Alexandria intitolato: "La biblioteca (digitale) di Alexandria, un ambiente flessibile per contenuti educativi aperti". Il progetto nasce da una iniziativa di Agostino Quadrino, attivo da decenni nell'ambito dell'editoria digitale, e Mario Rotta esperto dell'utilizzo didattico del web.

    Risorse Educative Aperte e Online
    Alexandria è un ambiente di self publishing per gli insegnanti italiani e rende possibile pubblicare risorse da condividere e quindi aperte. Risulta indirizzato anche agli studenti che possono accedere a contenuti disciplinari e trans-disciplinari da utilizzare per gestire anche in autonomia il proprio percorso di apprendimento secondo un'ottica di Personal Knowledge Management
    La prospettiva è quella delle Risorse Educative Aperte o OER "Open Educational Resources" Si tratta quindi di un Repository, Archivio Digitale, Banca Dati che mira a raccogliere e rendere fruibili tutte le risorse digitali che, nonostante gli ostacoli frapposti dalle disastrose iniziative del ministero, gli insegnanti e studenti italiani producono quotidianamente e che non vengono in alcun modo valorizzate e/o rese condivisibili da chi sarebbe istituzionalmente preposto a questo compito.

    Premesse di Alexandria: Personal Knowledge Environment e Personal Knowledge Management
    Le premesse da cui parte il progetto sono due:
    1.Il web costituisce la piattaforma potenziale entro la quale è possibile realizzare la formazione, ovvero i processi di insegnamento e apprendimento. All'interno dello spazio della rete, ciascuno, secondo le proprie esigenze e i propri interessi, ha l'opportunità di disegnare i limiti del proprio Ambiente Personale di Apprendimento o Personal Learning Environment;
    2. Il web fornisce anche, attraverso strumenti o tools cloud (web based o webware), gli attrezzi per gestire il proprio percorso di apprendimento e organizzare, autonomamente e/o collaborativamente, la propria formazione. Questi strumenti sono le Applicazioni Basate sul Web o Web Based Apps.

    Come si presenta la Home Page del Servizio Alexandria

    Un Servizio ispirato al web cloud e ai social network
    Pregio di Alexandriaè di essere pensato e realizzato come un servizio web cloud e social come ne esistono tanti, senza complicazioni procedurali o burocratiche nelle varie operazioni che sono necessarie per realizzare e gestire il proprio account. La registrazione è molto semplice, così come la ricerca delle risorse disponibili. Infatti alla apertura e accessibilità del servizio, che utilizza quello che è l'approccio dei social network basato quindi sulla massima usabilità e su operazioni (registrazione, log in, pubblicazione, tagging, gestione dashboard, ecc.) ormai standardizzate.
    Occorre segnalare che Alexandria è anche un marketplace, quei docenti o utenti che lo ritengano opportuno, possono anche indicare un prezzo per l'utilizzo del proprio lavoro, ma in generale prevale per ora la logica open.

    Quelli che il Miur
    Un sevizio del genere sarebbe dovuto nascere su iniziativa del MIUR, ma così non è stato. Si pensi a Gold, il repertorio di buone pratiche che nasce con la stessa finalità, qui i guai cominciano dall'inizio, infatti il solo tentativo di trovare la pagina da cui accedere a questo servizio è un problema, non è per niente semplice anche usando Google perché l'URL è http://gold.indire.it/gold2/, quindi se si cerca "gold" o "gold miur", non si trova quello che si cerca. Ho dovuto digitare su Google "gold miur buone pratiche" per superare il problema, ma non si tratta certo del più semplice e intuitivo degli approcci.
    Poi se una volta giunti sul sito si ha anche la pretesa di trovare qualcosa presente al suo interno, più che a una strategia di ricerca occorre affidarsi alla fede nella buona sorte. Se digito il mio nome, la mia "buona pratica" presente su gold, non compare, non esisto, eppure sono stato anche tra i vincitori della edizione 2010 di Gold. Il fatto è che su Gold non sono presenti risorse (video, testi, file audio, link, ecc.), troppo semplice, ma i famigerati "progetti", delizia delle direzioni del MIUR, e archiviati secondo una lunga e complessa procedura che manderebbe in estasi il più borbonico dei burocrati, ma che non serve a ciò cui dovrebbe servire: trovare quello che si cerca. Si passano ore a compilare le varie schede di identificazione delle risorsa che si intende pubblicare,  si devono scrivere le cose più assurde (obiettivi, finalità, stakeholder e altre amenità del genere) e si deve categorizzare il tutto secondo un sistema tassonomico sgangherato e complicato, che avrebbe fatto impazzire anche uno gnostico come Basilide. Cliccare QUI per averne un esempio. Comunque sia alla fine chi cerca non trova e questo dice tutto sul servizio offerto che pare basato sul principio: "teniamo lontani gli utenti rendendo tutto incomprensibile".

    Facilità di accesso, semplicità nella ricerca, accuratezza nella classificazione delle risorse
    Naturalmente su Alexandria, alla libera fruizione delle risorse corrisponde una rigida strutturazione delle stesse proprio per renderle più facilmente reperibili e fruibili. Al momento della pubblicazione infatti è necessario compilare una scheda dell'oggetto che si intende pubblicare in cui sono inseriti i metadati che descrivono quell'oggetto (descrizione, tags, titolo, autore, categorizzazione, ecc.) e che sono strutturati seguendo i criteri della folksonomia e di alcuni standard internazionali (MAG, Dublin Core). 
    Il funzionamento è volutamente ridotto ad alcune operazioni elementari e la grafica è indirizzata a semplificare le operazioni e rendere usabile l'archivio.
    1. Ci si registra gratuitamente
    2. si caricano le risorse (testi, presentazioni, audio, video, ecc.) o si pubblica il link di risorse esterne già presenti sul web
    3. si compila la scheda identificativa della risorsa

    Conoscenza distribuita e collaborativa
    Nel post viene anche sinteticamente delineata la storia della open education o OER a partire dall'educazione aperta e distribuita, fino all'attuale affermarsi dei MOOCs (Massive Open Online Courses) e alla filosofia open che vi è dietro: condivisione delle risorse, conoscenza distribuita, collaborativa e intesa come bene comune.
    Si tratta quindi di un ambiente che consente all'utente di pescare risorse per costruire il proprio ambiente di apprendimento o Personal Knowledge Environment e rende possibile sviluppare una forma di intelligenza collettiva e collaborativa. 

    A mio giudizio si tratta di un'ottima iniziativa che andrebbe supportata perché offre una struttura semplice e utile per consentire la diffusione e disseminazione di quanto docenti e studenti da tempo fanno quotidianamente, iniziativa che avrebbe dovuto prendere il ministero se questo non fosse pretendere troppo da un management politico incompetente e inconcludente.

    Nel video Agostino Quadrino presenta Alexandria, ambiente online di apprendimento, self publishing e condivisione contenuti digitali didattici


    LINK UTILI
    1. Bricks, articolo della redazione su Alexandria, 20 settembre 2014
    2. video di presentazione di Alexandria
    3. La proposta così come viene presentata nel sito

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    In questa raccolta video dedicata a Pascal e alle lezioni sulla sua filosofia, filosofia, la sua ricerca in ambito teologico, antropologico, scientifico, non ho trovato molto materiale in formato video e in italiano.

    Ho comunque realizzato una raccolta su Pearltrees comprendente solo 14 video di cui solo 5 sono lezioni sulla filosofia di Pascal, per il resto si tratta di brevi estratti dal film Tv su Pascal di Rossellini del 1971, di brevi video su esperimenti di fisica (principio di Pascal) o sulle sue ricerche matematiche (triangolo di Pascal).

    Naturalmente provvederò ad aggiornare la raccolta inserendovi tutto il materiale che troverò in futuro e, in primo luogo, le prossime video lezioni su Pascal che intendo realizzare per completare la serie di lezioni sulla filosofia di  Pascal che saranno in tutto 4, di cui due già realizzate.



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    Cos'è Zeef?
    Zeef è una applicazione web o web based app free, che ha lo scopo di trovare, selezionare e raccogliere in modo organizzato i migliori links presenti sul web dei contenuti e servizi che più ci interessano. In olandese il termine "zeef" indica l'operazione di "setacciare", "filtrare" e lo slogan con cui zeef.com presenta il suo serivizio è "filtrare le informazioni del mondo", questo da una chiara indicazione sui suoi possibili utilizzi che sono diversi ma tutti collegati alla esigenza di selezionare, filtrare, confrontare, organizzare le informazioni del web per far fronte all'information overload e portare ordine nel caos informativo di internet

    Perché utilizzarlo?
    Si calcola che il numero dei siti web presenti in internet sia stato nel 2013 di 759 milioni. Esistono 14.300 miliardi di pagine web, Google indicizza 48 miliardi di pagine. Si calcola che i dati accessibili su internet siano pari a 672 Exabytes. Cisco ha previsto che nel 2016 il traffico mensile di dati digitali scambiati su rete mobile sarà di 10,8 exabyte. Nel 1999 su è calcolato che la somma di tutta la conoscenza umana fino da allora prodotta su qualsiasi supporto fosse di 12 exabyte. Naturalmente si tratta di stime approssimative, ma chiunque può comprendere che ci si trova di fronte a un grosso problema: inutile disporre di tanti dati se non riusciamo a trasformarli in informazioni significative utili a soddisfare le nostre esigenze. La content curation viene incontro a questo problema.


    Chiarito questo essenziale punto teorico vediamo per quali scopi è possibile utilizzare Zeef 

    1. Pagina Iniziale - Start Page: da cui avviare la navigazione e che comprenda i siti e le pagine e servizi che siamo soliti visitare / utilizzare

    2.Bookmarking - organizzazione dei segnalibri: o preferiti, in questo caso è possibile ordinare tematicamente i segnalibri in modo da renderne consultazione e uso più rapidi e efficaci

    3. Content Curation: Zeef può essere efficacemente utilizzato come strumento di cura dei contenuti in quanto è possibile organizzare secondo tag e/o categorie i links e assegnare ad essi una valutazione o rank.

    Per capire è meglio avere subito sottocchio un esempio, questa è una pagina che ho realizzato e che raccoglie ordinatamente applicazioni web che possono essere utilizzate nel processo di insegnamento e apprendimento: Educational Web Apps

    Come si usa?
    Zeef risulta molto semplice da utilizzare, dopo essersi registrati ed avere configurato il proprio account, è sufficiente cliccare su "Pages" per realizzare la prima pagina. Chi vuole può anche servirsi di questa breve guida accompagnata da imamgina che si trova sul sito di Zeef  Getting started. Altrimenti questi sono i passaggi da seguire per pubblicare una pagina con Zeef 

    1. Creazione Pagina: selezionare il tipo di pagina che si intende realizzare tra tre diverse tipologie proposte: argomento, azienda, personale e inserire il nome dell'argomento (o azienda, o persona). Verrà in tal modo assegnata una url alla nostra pagina

    2. Configurazione della pagina: tramite l'inserimento di tutte le informazioni obbligatorie: 
    - breve introduzione che definisca attraverso l'uso di termini chiave o tags l'argomento scelto; 
    - inserimento di un'immagine che funga da "copertina" della pagina; 
    - presentare se stessi e i motivi per cui interessa l'argomento scelto;
    - inserire i links ai propri account nei principali social network in modo da facilitare la diffusione
      della nostra pagina sul web.
    Se queste informazioni non vengono inserite la pagina non potrà essere pubblicata.

    3. Selezione e organizzazione dei links: a questo punto può iniziare il lavoro di realizzazione della nostra pagina tematica. 
    - In primo luogo andranno selezionati dal web i contenuti, materiali, servizi che ci interessa raccogliere e organizzare. 
    -  Zeef  lavora secondo una logica di creazione di blocchi di links, ciascun blocco è costituito da una lista di links da noi inseriti. Prima di creare i nostri blocchi occorre un lavoro di categorizzazione attraverso il quale dovremo suddividere l'argomento / tema della nostra pagina in sotto - argomenti. Si tratta di un momento molto importante il cui scopo è costruire un ordine per dominare concettualmente il caos di dati che internet ci riversa addosso e trasformarli in informazioni significative
    - Personalizzazione del blocco: per ogni blocco possiamo: indicarne la tipologia (links, testo, immagini, RSS), fornire un titolo e dare una breve descrizione (350 caratteri) dei links che andremo a inserire in quel blocco. Si tratta di operazioni molto importanti per rendere efficace la nostra pagina come strumento di curation e per essere meglio posizionati nei motori di ricerca.
    - Realizzati i blocchi, altri potranno essere aggiunti in seguito, occorrerà inserire i links per ciascun blocco cliccando sul segno di addizione blu e incollando nella casella che comparirà il link della pagina / servizio che vogliamo segnalare. Sarà possibile editare e personalizzare per ciascun link inserito le seguenti informazioni: titolo (il più breve possibile, meglio una sola parola), descrizione (215 caratteri) che dovrà essere chiara e univoca.

    4. Richiesta di Pubblicazione e Condivisione
    A questo punto,. cliccando sul pulsante verde "request publish" invieremo la richiesta di pubblicazione alla redazione di Zeef, entro due giorni ci perverrà una risposta via mail o positiva o negativa, in questo caso sarà specificato cosa non va bene nella nostra pagina (per esempio: presenza di un blocco vuoto). Corretto l'errore si potrà rinviare una seconda richiesta. Una volta pubblicata, potremo continuare a lavorare sulla pagina aggiungendo e modificando blocchi e link.
    Cliccando sui pulsanti posti in alto a sinistra potremo anche pubblicare la nostra pagina sui principali social network a cui siamo iscritti.

    Ci sarebbero tante altre funzionalità da descrivere, ma queste sono le operazioni più importanti che ci consentono di lavorare con Zeef .

    Al seguente link è possibile vedere una pagina da me realizzata con Zeef e dedicata alla segnalazione di applicazioni web utilizzabili nella didattica: Educational web apps

    Il video qui sotto è una breve dimostrazione di come funzioni Zeef 



    LINK UTILI

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    Antonio Mura della classe IV F del Liceo "G. Brotzu", proseguendo la sua attività fumettistica, dopo Le avventure di Socrate e di Cristoforo Colombo ha realizzato "Le avventure della Rivoluzione francese",  la storia a fumetti in 6 tavole della rivoluzione francese che è stata pubblicata su Scribd al seguente link: Le avventure della rivoluzione francese

    E' presente anche qualche errore nel testo di questa storia a significare che nella storia ci sono errori che noi continuiamo a ripetere, perché, parrebbe, la storia non accetta né maestri, né correzioni :)


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    Raccolta di video e audio dedicati a illustrare la figura, l'opera e il pensiero di Arthur Schopenhauer. La raccolta è stata realizzata con Pearltrees e si propone di costituire un archivio di lezioni in italiano sulla filosofia di Schopenhauer utilizzabili sia a scopo didattico nella formazione scolastica, che per approfondire la conoscenza delle tematiche del pensiero del filosofo di Danzica. 

    I documenti audio e video sono stati selezionati considerando la loro attendibilità, la chiarezza e ricchezza comunicativa e il valore esplicativo delle tematiche e problematiche del pensiero e della ricerca schopenhaueriana.

    Dal punto di vista didattico l'utilizzo ideale di questa raccolta è il blended learning o la flipped classroom. Occorre inserire le lezioni presenti nella raccolta in un ambiente comunicativamente adeguato che consenta agli studenti di fruire della visione o ascolto del documento e dia anche loro la possibilità di comunicare con il docente per eventuali chiarimenti. Tale possibilità è facilitata dal fatto che tutti i video e audio della raccolta possono essere liberamente linkati e/o incorporati in un altro spazio web (forum, blog, sito, ecc.)



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    Grazie a Pinterest è possibile creare delle bacheche o board che premettono di raccogliere dal web risorse e informazioni di vario formato (pagine, testi, immagini, video, infografiche, documenti, ecc.) dedicate a una specifica tematica, in modo da avere sempre a disposizione i contenuti che ci interessano.

    La Bacheca che presento è dedicata a "e-learning e didattica" e raccoglie contenuti, informazioni e risorse relative alle varie teorie sull'e-learning, alle pratiche e ai differenti approcci in ambito teorico e didattico, alle tecnologie che possono essere utilizzate nell'insegnamento e nell'apprendimento.  

    Naturalmente i criteri che ho utilizzato per selezionare e raccogliere questi contenuti dal web risentono del mio modo di concepire l'e-learning che, quindi, preferisco esplicitare senza andare troppo per il sottile con le definizioni. Intendo per e-learning l'utilizzo del web come ambiente formativo virtuale , sistema di risorse, servizi e strumenti comunicativi e di produzione dei contenuti utilizzabile per l'apprendimento e l'insegnamentoe l'interazione dialogica e la collaborazione e costruzione delle conoscenze.

    La bacheca è formata da 71 pins e viene costantemente aggiornata con l'inserimento di nuovi pins, ogni pin è accompagnato da una descrizione di poche righe in cui vengono fornite al visitatore le informazioni essenziali riguardanti quello che si può aspettare cliccando su quel pin e seguendone il link. Molti dei pins sono infografiche e la maggior parte rimandano a post, articoli, testi in inglese.

    Dato che Pinterest non consente una organizzazione molto raffinata dei contenuti che vengono "archiviati" in ciascuna bacheca, si può trovare, anche in questa dedicata a "e-learning e didattica", una estrema varietà di temi, argomenti, problematiche. Le elenco brevemente ricorrendo a "parole chiave" o "tags" in modo da fornire a chi legge qualche elemento per valutare il suo grado di interesse nel voler, eventualmente, seguire questa mia bacheca: 
    competenze, obiettivi, valutazione, tassonomie, problem based learning, tecnologie e-learning, e-learning trends, online discussion, e-learning apps, applicazioni web per l'e-learning, tecnologie emergenti, personal learning environments, mobile learning, online learning, addie model, futuro e-learning, instructional design, attenzione, educational technology, content creation, storia pc, storia informatica, ecc.

    Come si può notare dentro c'è un po di tutto, con molti degli argomenti elencati si potrebbero costruire delle apposite bacheche, più specifiche, tale operazione diviene una necessitò a seconda delle esigenze del pinner. Questa è una delle caratteristiche più stressanti ma anche stimolanti di Pinterest, niente sta fermo, tutto si trasforma incessantemente, anche gli strumenti che utilizziamo per tenerci a galla sul mare che scorre e cambia continuamente.


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    Tenere ordinati i propri account e lavori
    L'Information Overload che caratterizza il web non riguarda soltanto contenuti, servizi, informazioni che troviamo sul web ma anche la nostra attività e le tracce che produce sulla rete. Qualora si utilizzino molti servizi, si producano e pubblichino molti contenuti, si gestiscano molti account su molti social network, ci si troverà, ad un certo punto, nella situazione di non sapere più cosa si è pubblicato, dove e quando lo si è pubblicato, venendosi a trovare nella stessa situazione analogica di chi non riesce più a stare dietro a tutti i documenti, fogli, cartelle, appunti, ecc. che ha scritto.

    Natura del problema
    Si tratta di un problema che presenta diversi inconvenienti il primo di tipo pratico - operativo in quanto non si trova ciò che serve nel momento in cui serve e questo costringe a un complicato e noioso lavoro di ricerca, il secondo di tipo comunicativo, la nostra web reputation e la gestione della nostra identità digitale, rappresentano infatti problemi delicati e che diventeranno sempre più cruciali e entrambi risultano connessi alla gestione e organizzazione di ciò che pubblichiamo nella rete.

    Come risolvere il problema?
    Una possibile soluzione per organizzare, coordinare e gestire efficacemente i contenuti creati consiste nell'utilizzare applicazioni web che possano essere validi strumenti per la cura dei propri contenuti. In questo post mostrerò un esempio tratto dalla mia personale esperienza. Dal momento che possiedo, per esigenze didattiche, innumerevoli account e pubblico moltissimo materiale, mi sono trovato nella situazione di perdermi completamente tra innumerevoli contenuti sparsi dovunque sul web. Centinaia di documenti pubblicati su Scribd, presentazioni su Slideshare, mappe concettuali realizzate con Cmap e con Mindomo, file audio sparsi su diversi servizi di cloud sharing, centinaia di post presenti sul blog, migliaia di discussioni e messaggi presenti sul forum, album di immagini su Picasa, album video su Huzzaz, bacheche su Pinterest, video su Youtube, e così via, è come ritrovarsi tra le mani centinaia di documenti cartacei ammassati disordinatamente, sono inservibili.

    Come scegliere lo strumento?
    Naturalmente la scelta dello strumento da utilizzare per realizzare questo lavoro di raccolta e classificazione dei nostri lavori deve essere funzionale alle nostre esigenze e deve, sul piano operativo, presentare modalità d'uso che rendano semplice e rapido

    Pinterest
    Pinterest per le sue caratteristiche si presenta ideale per raccogliere nelle sue bacheche documenti su un tema / argomento specifico. In questo caso, avendo pubblicato in questo blog circa 400 post e avendo l'esigenza di disporre rapidamente di quelli che trattano di didattica, nuove tecnologie e web, ho creato una Bacheca Pinterest contenente tutti gli articoli su questo argomento da me pubblicati in questi 5 anni, l'equivalente fisico di una cartella raccoglitrice o di un faldone. La procedura è rapida, l'aggiornamento con l'inserimento di nuovi Pin veloce e semplice, c'è anche il vantaggio di poter inserire una breve descrizione del contenuto di quel Pin, per esempio data, argomento trattato, ecc. Naturalmente se i dati che intendiamo raccogliere nella nostra Bacheca sono non qualche decina, ma dell'ordine delle centinaia o se abbiamo bisogno di organizzare i nostri contenuti in una gerarchia o struttura più ramificata e complessa, l'uso di Pinterest diventa problematico ed è necessario ricorrere ad altri strumenti.

    Questa è la Bacheca che ho creato per raccogliere tutti i post del mio blog che trattano di didattica e nuove tecnologie

    Peraltrees
    Pearltreesè semplice nell'utilizzo come Pinterest e offre inoltre la possibilità di costruire diversi livelli gerarchici per organizzare le risorse che intendiamo raccogliere ordinatamente, si può paragonare al sistema ad albero delle cartelle o albero delle directory che siamo abituati ad utilizzare nel nostro PC. 
    Ho usato Pearltrees per creare una raccolta al cui interno sono presenti altre raccolte o singoli link in modo da avere a disposizione tutti i lavori e tutti gli account che sono solito usare per la mia attività didattica e che comprende mappe concettuali, presentazioni, raccolte di documenti, raccolte di video, video lezioni di filosofia, album di immagini, il mio curriculum, ecc.




    Zeef
    Un altro problema che ho dovuto affrontare con il moltiplicarsi delle applicazioni web è stato quello di tenere a mente quelle che utilizzo o che ho utilizzato anche solo qualche volta per provarle. Ben presto, con il crescere del numero di queste web apps, ho perso il conto e spesso mi è capitato di dimenticarmi lavori che avevo fatto o applicazioni che avevo provato.
    Una soluzione che ho sperimentato è stata quella di ricorrere a Zeef, applicazione web le cui caratteristiche ho presentato nel post "Zeef: strumento per la content curation e il visual bookmarking". Zeef è semplice da apprendere e da utilizzare, una volta creata la vostra pagina tematica su Zeef tutto quello che dovete fare è copiare e incollare dei link, ma si presta a operazioni più raffinata di organizzazione e classificazione di risorse e contenuti e offre un sistema di visualizzazione molto efficace. I link alle nostre risorse, nel mio caso alle applicazioni web che utilizzo, sono ordinate in diverse categorie dove ogni categoria rappresenta una determinata funzione (creare presentazioni, creare ebook, video editing, ecc.) e per ogni categorie è possibile costruire un blocco di link e ciascun link porta ad un servizio o applicazione web differente. Si tratta insomma di liste di link a servizi web.
    Io ho creato 39 blocchi, ciascuno relativo a diverse tipologie di applicazioni web che uso o ho sperimentato e intendo usare, per un totale di qualche centinaio di servizi su cui ora riesco a orientarmi un po meglio.

    Ecco la mia pagina Zeef dedicata a "Applicazioni Web Educative o Educational Web Apps"




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    L'utilizzo di Cmap Tools per realizzare mappe concettuali consente un controllo completo di tutti gli elementi della mappa: impaginazione, grafica, link, ecc. Questo permette di produrre mappe che sono facilmente configurabili e personalizzabili a seconda delle diverse esigenze che si hanno.

    In questo caso ho creato una mappa sulla filosofia di Pascal incentrata sul suo progetto di una Apologia del Cristianesimo cercando di mostrare il percorso della ricerca pascaliana, dallo scacco della ragione alla ragionevolezza del cristianesimo e l'indagine sulla natura contraddittoria dell'uomo compresa tra miseria e grandezza. Ho corredato di alcuni testi esemplificativi dei concetti mostrati sulla mappa, alcuni nodi. 

    Gli obiettivi che si possono conseguire con un simile lavoro sono diversi:
    1. disporre di uno strumento per "spiegare" in aula la filosofia di Pascal grazie alla presenza di un videoproiettore e di una connessione internet
    2. fornire agli studenti uno strumento che possono comodamente consultare online quando vogliono e da dove vogliono per studiare comprendere, ripassare, approfondire il pensiero di Pascal, secondo un approccio basato sul Blended Learning;
    3. Realizzare, con l'aiuto della mappa, una videolezione da pubblicare online in modo da fornire un ulteriore risorsa di studio e riflessione per gli studenti

    Questo il link diretto alla mappa sulla filosofia di Pascal: Apologia del cristianesimo

    Qui sotto una immagine della mappa, per visualizzare la mappa cliccare sopra l'immagine





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