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Filosofia, Libri, Scuola, Storia, Web ...
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    In occasione del seminario "Gioco e imparo - Gaming, gamification, mondi immersivi. Esperienze didattiche in edMondo" propongo la traccia del mio intervento e le presentazioni che utilizzerò nel corso dell'incontro.


    Il seminario si terrà il 19/04/2018 presso l'Aula Magna dell'I.I.S. "Brotzu" di Quartu Sant'Elena, dalle ore 15:00 alle ore 19:00. Parteciperanno: Elisabetta Buono, Anna Rita Vizzari, Annarella Perra, Cristiana Pivetta, Gianfranco Marini, Raffaele Macis, Giorgio Lampis, Ada Maccioni, Maria Luisa Zonno.

    Un percorso tra Batman e Platone

    1. ARG - Alternate Reality Games: Why so Serious?
    Il futuro non è nello sviluppo dei dispositivi o nella realtà virtuale, ma nella realtà alternativa e narrativa. 
    Le altre specie vanno a caccia di cibo, gli umani sono animali che vanno a caccia di informazioni per raccontare StorieJordan Weisman
    TINAG - “Questo non è un gioco!” Elan Lee

    2. Platone e i poeti: Mania il lato oscuro dello storytelling
    • i poeti sono dei corruttori
    • L’esperienza estetica porta alla mania, all’oblio di sé
    • la poesia poprta all'oblio di sé
    • e sospende la ragione
    • ma non si può rinunciare al racconto
    • "ciò di cui non si può argomentare, si deve narrare"
    3. Amygdala Hijack: la ragione rapita
    • quando viene percepito un rischio
    • che minaccia l’integrità dell’organismo
    • scatta il sequestro emotivo della corteccia
    • reagire d’istinto, non essere in sé, essere fuori di sé, etc.
    • in ogni caso è la prima impressione quella che conta (effetto alone e pigmalione)
    Link Diretto alla presentazione: Narrazione Digitale tra Batman e Platone



    Creare Storie

    1. Variazioni Narrative
    Incipit, finali, variazioni negli spazi narrativi, prequel e sequel, reboot, spin off, What if?, Variazioni nel punto di vista. Rodari e la grammatica della fantasia.
    Link diretto a Variazioni Narrative




    2. Creare una storia
    L'Inventafavole, le carte di Propp, Storydice, la Tavola periodica della narrazione. Link diretto: Creare una storia




    3. Digitale Storytelling per la Didattica
    Mappa mentale realizzata con Mindomo sul Digital Storytelling nella Didattica. La mappa è formata da 473 argomenti organizzati in 6 rami principali, ciascuno dedicato a un diverso aspetto o problema relativo all'utilizzo didattico della narrazione, supportata da strumenti digitali (ma anche non).
    La mappa è stata utilizzata in diversi corsi rivolti a docenti ed è il frutto di qualche anno di lavoro in cui ho cercato di selezionare e organizzare le più interessanti risorse che conosco su questo tema. L'idea è quella di utilizzare il web come ambiente di apprendimento e costruire un percorso che sia possibile affrontare anche autonomamente da chiunque fosse interessato

    Questi i rami principali della mappa:

    1. Riferimenti normativi europei e italiani: Competenze Chiave, Competenze di Cittadinanza, DigComp 2.1, Indicazioni nazionali per il curricolo
    2. Applicazioni per la Narrazione Digitale, che comprende: Archivi online, Podcast, Visual Storytelling, E-book, Storytelling multimediale, Story Map, Video Storytelling, Timeline
    3. Applicazioni di supporto: Discutere, ideare e collaborare, Cura dei contenuti, Valutazione formativa, Verifica formativa, Mappe, Gestione dell'apprendimento, Screencast, Ambienti e piattaforme di apprendimento 
    4. Riferimenti teorici, argomento suddiviso in tre sotto-rami: Digital storytelling nella didattica, Competenze e media education, Diritto d'autore e privacy
    5. Esempi: raccolta di casi concreti e lavori narrativi realizzati dai miei studenti
    6. Materiali: raccolta di materiali realizzati da me sulla narrazione digitale che comprendono: 7 presentazioni, 3 video guide, 2 webinar, 6 numeri del video notiziario GNAM (segnalazione di risorse per lo storytelling).
    Link diretto alla mappa: Digital Storytelling nella Didattica



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  • 04/20/18--22:16: Article 0
  • Cos'è Piktochart?
    Piktochartè uno strumento online freemium che permette di realizzare infografiche da pubblicare sul web, presentazioni online in formato 4:3,  materiale per la stampa (A4, lettera, volantini, report).
    Piktochart è semplice da usare il processo di composizione dell'infografica è basato su due procedure:
    1. scelta di modelli predefiniti: dal modello dell'infografica ai singoli elementi che la comporranno (icone, forme, linee, testi, etc.). 
    2. Drag and Drop: cliccare e trascinare gli elementi che ci servono nell'area di lavoro per poterli poi personalizzare secondo le nostre esigenze
    Queste due caratteristiche rendono molto semplice apprendere l'uso di Piktochart e rapida la realizzazione degli oggetti grafici.
    Altra caratteristica interessante di Piktochart è che la composizione a blocchi dell'infografica, consente poi di visualizzarla come una presentazione e questo può tornare utile specie se si utilizza questo strumento nella didattica.

    Piani di abbonamento e costi
    La versione di base è free ma presenta delle limitazioni:
    • abbiamo a disposizione solo 8 modelli di infografica e 11 di presentazione tra cui scegliere e non 600 come nelle versioni a pagamento
    • non possiamo scaricarla in formato PDF o ottenere un'immagine ad alta definizione
    • non possiamo utilizzare gli schemni di colori predefiniti
    • non possiamo utilizzare le icone animate
    • abbiamo a disposizione uno spazio di archiviazione per gli elementi che vogliamo caricare limitato a 40 MB
    • non possiamo pubblicare il nostro lavoro come privato
    Sono previsti tre tipi di account:
    • Lite: $ 12:50/mese
    • Pro: $ 24.17/mese
    • Team: $ 82,30/mese
    A questo indirizzo le differenti funzionalità e servizi offerti dalle diverse soluzioni: Piktochart Packages.
    Esiste fortunatamente una versione Education che offre le stesse caratteristiche di quella Pro a soli $ 39,99/anno: qui le caratteristiche di questa soluzione: versione education.

    I video tutorial in italiano
    Presento due video tutorial su Piktochart, entrambi sono del 2016, quindi non recentissimi, tuttavia forniscono una panoramica delle funzionalità e caratteristiche di questo strumento che è ancora attuale.
    Nel primo, realizzato per conto di Zanichelli, viene spiegato come creare un'infografica a partire da una struttura vuota.
    Queste le procedure che vengono mostrate:
    • Struttura a blocchi delle infografiche in Piktochart: possiamo creare l'infografica articolandola in diversi blocchi indipendenti su cui poter lavorare separatamente e che possono essere clonati, spostati o cancellati;
    • come inserire elementi grafici: icone, foto, forme e linee
    • inserimento e personalizzazione sfondo
      • ogni elemento può essere personalizzato modificandone: dimensioni, proporzioni, colore, etc.
      • su ogni elemento si possono inoltre realizzare le seguenti operazioni: bloccarlo, cancellarlo, copiarlo, coloralo, renderlo cliccabile inserendovi un link, disporlo rispetto agli altri elementi (avanti, dietro, etc.), ruotarlo, modificare la trasparenza.
    • Inserimento di testo: formati, modelli, personalizzazione, opzioni di editing, allineamento, etc.
    • Inserimento grafici e mappe e loro personalizzazione: inserimento dati, modifica dimensioni, modelli e colori
    • inserimento di video
    • Pubblicazione: scaricare in formato PNG o condividere tramite link

    Scheda Video
    Autore: Formazione in rete Zanichelli
    Titolo: Creare un'infografica con Piktochart da struttura vuota
    Data Pubblicazione: 9/11/2016
    Durata: 7:20

    Il secondo video tutorial è stato realizzato da Giulia Dessì e lo segnalo perché mi è piaciuto molto. L'argomento è come nel primo tutorial spiegare come si possa realizzare un'infografica a partire da un modello vuoto. rispetto al primo video tutorial viene spiegato come inserire e controllare un link associato a un elemento dell'infografica. Non vengono invece mostrate le funzionalità di Piktochart relativamente all'inserimento di grafici e mappe.


    Scheda video
    Autore: Giulia Dessì
    Titolo: tutorial infografica piktochart
    Data Pubblicazione: 23/02/2016
    Durata: 8:26

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    Metodo Cornell - da Wikihow.com
    Vorrei proporre un percorso guidato alla conoscenza e all'utilizzo del metodo Cornell, uno dei più noti sistemi non lineari per "prendere appunti", perché senza un metodo per prendere appunti il rischio è quello di non imparare nulla. Naturalmente il metodo Cornell è solo uno dei tanti possibili modi di prendere appunti, l'ideale sarebbe che ciascuno studente metta a punto un proprio personale ed efficace modo di appuntare.
    Personalmente penso che il sistema Cornell, senza essere assunto come un dogma, possa essere un punto di partenza per imparare a realizzare gli appunti di una lezione o un libro e anche per imparare a studiare, poi ciascuno può mettere a punto un proprio personale sistema che si adatti alle proprie esigenze e caratteristiche. Importante è fare un primo passo, il metodo Cornell può essere questo primo passo.

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    WikihowCome Prendere Appunti con il Metodo Cornell - Guida Illustrata
    Barbara Seppia, Prendere Appunti parte 1 e parte 2
    G. Rinaldi, Un metodo per studiare - PDF, guida e presentazione
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    WikiHow - Come prendere appunti con il metodo Cornell
    Una guida illustrata pubblicata su wikiHow, che spiega come si prendano appunti con il metodo Cornell pubblicata su Wikihow: chiara, semplice e completa.
    Prendere apputi
    Premessa comune a tutti i metodi per prendere appunti è che tale attività non consiste nella ricezione e registrazione passiva dei contenuti di una lezione / conferenza / manuale, in altri termini scopo dell'appuntare non è riassumere o riportare fedelmente i contenuti. Prendere appunti è una forma di apprendimento attivo che richiede un ascolto selettivo e una prima rielaborazione delle informazioni.
    Mettere a punto una propria strategia del "prendere appunti" riduce il tempo dello studio e la fatica e aumenta la qualità dei risultati.
    Struttura della guida
    La guida si suddivide in 4 Parti:
    • Preparare i Fogli
    • Prendere Appunti
    • Correggere e Ampliare gli Appunti
    • Usare gli Appunti per Studiare
    Ogni parte è suddivisa in una serie di passaggi per un totale di 20.
    Molto chiara e utile, la guida può essere mostrata agli studenti per spiegar loro l'importanza della tecnica del "prendere appunti".

    Barbara Seppia - Video Guida su Come prendere Appunti Efficaci
    Barbara Seppia ha realizzato una video guida su come Prendere appunti efficaci, suddivisa in due parti:
    • 1^ parte: a cosa serve prendere bene gli appunti?
    • 2^ parte: cos'è e come si può utilizzare il metodo Cornell, le mappe concettuali.
    L'efficacia della video guida e delle istruzioni per usare gli appunti nello studio che essa propone, è favorita da una presentazione realizzata con Prezi che fa da supporto alla spiegazione. La guida è indirizzata ad alunni delle secondaria di primo grado, ma va benissimo anche per quelli della secondaria di secondo grado.

    Sommario prima parte
    • A cosa serve prendere appunti?
    • organizzare l'attività di studio finalizzarla ad obiettivi precisi per conseguire l'apprendimento.
    • Quando prendere appunti?
    • Come devono essere gli appunti?
    • Appunti, comprensione e apprendimento
    • Cosa evitare quando si studia? Focalizzazione dell'attenzione 
    • Come prendere appunti? Metadati e sistema di segnalazione.
    • Strategie: sintesi, abbreviazioni, segni grafici, segni di interpunzione, etc.

    Sommario seconda parte
    • In cosa consiste il metodo Cornell? 
    • Suddivisione della pagina: argomento, appunti (concetti e definizioni), parole chiave (parole chiave e domande), collegamenti e annotazioni varie;
    • Metodo Cornell con la scrittura digitale, utilizzando software e modelli presenti in rete;
    • Le 6 R del metodo Cornell che indicano le fasi di stesura degli apputi secondo il metodo in oggetto: Registra (durante ascolto o lettura); Riduci (dopo l'ascolto o lettura); Ripeti seguendo le parole chiave; Rifletti (collegamenti, dubbi, opinione personale, etc.); Ripassa; Riassumi e collega;
    • Mappe mentali e concettuali.

    Scheda del Video
    Autore: Barbara Seppia
    Titolo: Prendere appunti efficaci
    Data Pubblicazione: 18/10/2015
    Durata: 1^ parte 10:04 minuti - 2^ parte 12:57 minuti 

    G. Rinaldi, Un metodo per studiare
    Documento PDF realizzato dal prof. G. Rinaldi e intitolato "Un metodo per studiare". L'articolo costituisce un vero e proprio vademecum in 10 pagine sul "metodo di studio" utilizzando quale strumento principale il "sistema Cornell" o metodo delle 6R, per prendere appunti. Nella premessa si chiarisce che non si tratta soltanto di un sistema per:
    # prendere appunti durante una lezione e/o conferenza
    # durante lo studio di un libro
    ma anche
    di un vero e proprio metodo per studiare che prevede:
    # la Registrazione delle informazioni
    # lo Studio
    # il Ripasso 

    Il sistema Cornell
    L'articolo è utile a chi voglia approfondire il sistema Cornell in particolare e, più in generale, il problema dell'appuntare e del metodo di studio, perché presenta numerosi elementi grafici, tratti anche dal libro di Pauk, inventore del metodo Cornell, che chiariscono meglio i punti salienti di questo strumento.
    impaginazione metodo Cornell

    6R - Metodo Cornell e metodo di studio
    È il nome con cui è conosciuto il metodo Cornell e deriva dal processo che esso prevede:
    1. Record: registrazione appunti
    2. Reduce: schematizzare
    3. Recite: ripetere - esporre
    4. Reflect: riflettere
    5. Review: ripassa
    6. Recapitalate: riassumi
    Come chiunque può notare non si tratta di un metodo derivato da una qualche teoria sull'apprendimento o la mente o la comunicazione o altro, ma di una serie di regole derivate dall'esperienza e dal "buon senso".

    Emily, Breve guida per prendere appunti con il metodo Cornell
    Il Sistema Cornellè un metodo non lineare per rendere appunti, sviluppato tra gli anni '40 e '50 da Walter Pauk, professore presso la Cornell University e costituisce una delle più diffuse modalità del prendere appunti in ambito statunitense. 


    Impaginazione e indicazioni sul Metodo Cornell
    L'immagine è proposta dal blog di Emily Revise or die (correggi o muori) in un post dal titolo Breve guida al metodo Cornell per prendere appunti e rappresenta sinteticamente impaginazione, organizzazione, contenuti ed elementi di formattazione di una pagina di appunti realizzata secondo il metodo Cornell. Prendere appunti da un testo, da una lezione o da una conferenza e annotare, costituiscono ora e sempre, competenze fondamentali e strategiche nell'apprendimento e sono strumenti decisivi dell'autonomia conoscitiva e formativa e dell'apprendere ad apprendere.
    Il "prendere appunti"è un'attività spesso trascurata e sottovalutata o data per scontata. Oggi i tradizionali strumenti per "prendere appunti" - carta e penna e evidenziatori - sono accompagnati e integrati da strumenti digitali e applicazioni che trasferisono anche nel web la pratica dell'appuntare, che risulta anche qui decisiva, se si vuole usare il web come strumento di crescita, formazione e conoscenza. 

    Traduzione
    Questa la traduzione del testo presente nell'immagine.
    Il metodo Cornell prevede una suddivisione della pagina in tre parti 

    1. Colonna sinistra: Clue Column - Colonna delle definizioni 
    2. Parte centrale, la più ampia dove trovano collocazione gli appunti veri e propri 
    3. Riga al piede di pagina: sezione finale di sintesi 
    Clue Column - Colonna delle definizioni
    Occupa in larghezza circa 1/3 della pagina e in verticale 4/5. Si tratta di una sezione da completare dopo la lezione / conferenza / lettura e può essere utilizzata per includere: parole chiave, frasi, lessico specifico, nomi di persone, casi di studio - case study, possibili domande e problemi.
    Questa colonna è riservata ad indicare: il Che Cosa? il Chi? il Quando? e il Dove

    Colonna principali degli appunti
    È la parte più ampia ricercata agli appunti principali, occupa 2/3 della pagina in orizzontale e 4/5 in verticale. nella prima riga e in evidenza vanno indicati: Nome, Data, Materia, Argomento: Il corpo principale della sezione è dedicato a quanto avviene nel corso della lezione e agli appunti presi in aula o durante lo studio di un testo. 
    Vi si possono includere: 

    • i principali punti e obiettivi della lezione; 
    • diagrammi, grafici, disegni, schemi; 
    • punti elenco o elenchi numerati; 
    • frasi concise 
    • simbolo, parafrasi, citazioni. 
    Si possono anche lasciare linee e spazi tra i punti in modo che sia possibile tornare indietro e scrivere brevi note che si è dimenticato di inserire. Questi spazi permettono anche di rendere gli appunti più ordinati e chiari. 
    Non è necessario annotare scrivendo righe di testo, è anche possibile provare a annotare inserendo mappe mentali, tabelle o qualsiasi altro tipo di rappresentazione grafica personalizzata. 
    Si può dire che questa sezione sia dedicata a indicare il Chi è? e il Come è? Si integra con le domande della sezione alla sinistra 
    Qualora ci sia l'esigenza di andare oltre lo spazio della pagina, meglio aggiungere un post-it e provare sempre a sintetizzare utilizzando solo una pagina. 

    Sezione di sintesi
    Occupa il piede della pagina e si estende per tutta la pagina in orizzontale e in verticale occupa circa 1/5 dell'altezza della pagina. La sezione va compilata alla fine, costituisce una sintesi estremamente condensata delle note presenti nella colonna delle definizioni e contiene i dettagli più importanti delle note principali. Si deve usare solo per trovare le informazioni più velocemente e "digerirle" in un secondo momento.

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    Presentato come un’applicazione web 2.0 a supporto della didattica online e interattiva, LearningAppsè un progetto sviluppato dall’Istituto Superiore di Pedagogia PHBern in collaborazione con l’Università di Magonza e L’università di Zittau-Gorlitz. Il progetto fa capo a un’organizzazione non profit denominato LearningApps.org. Il team che ha sviluppato l’applicazione è costituito dai professori: Dr. Michael Hielscher, Prof. Dr. Werner Hartmann, Prof. Dr. Franz Rothlau, Prof. Dr. Christian Wagenknecht
    Questi i numeri di LearningAppss al momento in vien scritto questo post:
    • numero di apps: 1.650.000
    • account utenti: 1.250.000
    • nuovi utenti al giorno: 3.310
    • apps create al giorno: 3.800
    Cos’è LearningApps? 
    LearningAppsè un ambiente di apprendimento attrezzato con numerosi strumenti che consentono di creare moduli interattivi, definiti apps, che costituiscono oggetti didattici non autonomi, ma da utilizzare entro scenari educativi a supporto dell’apprendimento. L’approccio è decisamente amichevole e ludico e apprendere l’uso dei vari strumenti risulta piacevole e semplice. Le App presenti permettono di realizzare le seguenti tipologie di esercizi interattivi:
    • cruciverba
    • attribuzione di elementi
    • ordine cronologico
    • ordinamento di coppie
    • inserimento di testo
    • quiz a scelta multipla
    • puzzle di riordinare
    • griglia di parole
    • l’impiccato
    • corsa di cavalli
    • il milionario
    • Matrice
    • ordinamento con carta geografica
    • audio / video con inserimento di oggetti e contenuti
    • memory
    • calcola
     
    Si possono creare esercizi per ogni disciplina e condividerli con la classe. La struttura modulare delle apps presenti in LearningApps e che è frutto di una precisa scelta didattica, le rende estremamente versatili, in quanto si possono adattare facilmente alle esigenze concrete di docenti e studenti e alle diverse situazioni di apprendimento in cui questi operano. Gestione della classe e delle attività formativeLearningApps permette anche di creare rapidamente le proprie classi online e offre strumenti per la gestire le attività didattiche e la comunicazione tra i membri del gruppo. Questi gli strumenti ad oggi presenti:
    • chat
    • sondaggi
    • calendario
    • taccuino
    • post-it
    Come Funziona? 
    La registrazione è gratuita e non è necessaria per creare le app o per utilizzare quelle presenti nell'archivio, ma è consigliata se si vogliono sfruttare appieno i servizi offerti da LearningApps come salvare e gestire i moduli che andremo a realizzare o creare e gestire le classi. L’archivio di LearningApps presenta circa 1.500.000 moduli realizzati da docenti e studenti di tutto il mondo, che possono essere liberamente utilizzati o, addirittura, copiati e modificati. 
    Per trovare le applicazioni che interessano è possibile ricercare per parole chiave nella casella di ricerca o utilizzare il pulsante “Cerca tra le App” che permette di navigare tra le varie app ordinate per discipline e per gradi di istruzione. 
    Naturalmente è anche possibile realizzare una propria app e condividerla con gli studenti tramite link, codice di incorporamento o un codice QR. Creare una app è piuttosto semplice perché si tratta di seguire procedure guidate su moduli predefiniti, il docente o lo studente dovranno concentrarsi solo sui contenuti. 

    A cosa serve? 
    Come già sottolineato, gli strumenti offerti da questa piattaforma, sono facilmente adattabili alle circostanze e alla situazione didattica in cui si lavora e sono anche compatibili con differenti approcci metodologici: dal lavoro di gruppo all'apprendimento basato su problemi o sulla ricerca; dall'apprendimento collaborativo a quello personalizzato; dalla realizzazione di compiti autentici alla media education. 
    La modularità delle app rende anche molto più semplice integrare questa tecnologia nella didattica senza dover stravolgere, come talvolta accade, le impostazioni metodologiche del proprio approccio educativo a causa degli strumenti tecnologici utilizzati. I moduli di LearningApps non costringono, in altre parole, a dover subordinare le proprie scelte didattiche alle “esigenze” della tecnologia, ma sono facilmente adattabili ai più diversi approcci e sono particolarmente indicate per tutte quelle strategie di insegnamento che, come il blended learning, cercano di integrare l’apprendimento in presenza con la didattica online al fine di sfruttare al meglio le caratteristiche e peculiarità di questi diversi sistemi di apprendimento. Alcuni possibili utilizzi di LearningApps comprendono:
    • motivare gli studenti
    • coinvolgerli e suscitare il loro interesse
    • operare la verifica formativa delle conoscenze e capacità acquisite
    • sviluppare l’utilizzo consapevole degli strumenti digitali e del web nell’apprendimento
    • potenziare le competenze digitali
    • Clil
    • predisposizione di risorse e strumenti per l’apprendimento
    Video tutorial in italiano 
    Su YouTube sono disponibili diversi video tutorial in italiano che illustrano le caratteristiche generali di questo ambiente didattico online e il funzionamento delle singole App.
    1. A chi volesse avere un’idea di come funziona LearningApps e di quali siano le caratteristiche generali del servizio che offre, consiglio la video guida di Luca RainaApp per prof #23 LEARNINGAPPS (Giochi didattici)
    2. Chi fosse invece interessato al funzionamento delle singole App può far riferimento ai video tutorial che su ciascuna di esse sta realizzando Elisabetta Buono e che sono visibili nella seguente Playlist sul suo canale YouTube: LearningApps.
    Scheda
    • Tipologia: applicazione web
    • Costo: free
    • Usabilità: semplice da imparare e rapida da utilizzare
    • Età / ordine scolastico: adatto agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado
    • metodologie: blended learning, didattica capovolta, e-learning
    • Compatibilità / sistemi operativi: funziona con qualsiasi browser web
    • Lingua: supporta anche l’italiano
    • Dispositivi: non esistono app per un utilizzo su dispositivi mobili
    • strumenti: adatti alla creazione di moduli interattivi (esercizi, test, oggetti multimediali, etc.)
    Link Utili
    1. sito organizzazione no profit Learning Apps
    2. canale Youtube di LearningApps

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    Il Webinar
    Webinar tenuto da Maria Ranieri il 18/02/2017 e organizzato da MEDe insegnalo.it. Si tratta di un interessante conferenza che introduce i temi e problemi basilari della Educazione ai media o Media Education.
    Link Diretto al Webinar: MED Introduzione alla MediaEducation. Conduce Maria Ranieri.



    Scheda Video
    Autore: webinar di Maria Ranieri
    Titolo: aria Ranieri: Introduzione alla MediaEducation
    Data Pubblicazione: 25/02/2014
    Durata: 1:22:27

    Il Tema
    Il tema è di quelli strategici e strettamente connessi con i problemi della formazione scolastica. Competenze mediali e digitali sono strettamente connesse tra loro e toccano molteplici dimensioni tra cui quelle tecnologica, cognitiva ed etica. Lo scopo del webinar è quello di contribuire a diffondere la cultura della Media Education rivolgendosi, in particolare, a docenti e studenti

    Articolazione del Webinar
    Il webinar si articola in tre in tre punti principali:

    1. Che cos'è la Media Education? Storia e definizioni. Come definire tale ambito disciplinare. Tradizione di studi e ricerche. 
    2. Quali sono le competenze mediali? comprensione e decodifica consapevole e critica dei messaggi mediali e capacità di utilizzare i media per partecipare attivamente alla società della conoscenza 
    3. Nuove sfide che si pongono nell'ambito dell'educazione ai media
    Definizione
    La definizione di partenza è quella fornita nel 2000 da Buckingam: "Processo di insegnamento e apprendimento centrato sui media: la media literacy ne è il risultato e altro non è che la conoscenza e le competenze che gli studenti acquisiscono in tema di mezzi di comunicazione. [...] la media literacy implica necessariamente il saper leggere e scrivere i media. La ME si propone dunque di sviluppare sia una comprensione critica sia una partecipazione attiva. Consente ai ragazzi di interpretare e dare giudizi consapevoli come consumatori dei media; ma li rende anche capaci di diventare loro stessi, a pieno titolo, produttori di media".

    Avvertenza: non confondere la Media Education con l'Educazione con i Media
    La Media Education non deve essere confusa con insegnare e apprendere coni media. Apprendere i Media e apprendere con i Media sono due cose diverse. 
    Nella ME i media sono oggetto dell'apprendimento, mentre nell'apprendimento supportato dai media obiettivo è la conoscenza disciplinare o interdisciplinare. 
    Nella ME quindi i media sono non strumento per apprendere, ma oggetto dell'apprendimento. Non va neanche confusa con l'informatica o l'uso del computer. La ME si occupa invece degli aspetti culturali che sono situati in un contesto sociale e comunicativo. 


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    L'articolo
    "Le rubriche per la valutazione autentica e la prospettiva della padronanza nella competenza"è un lungo articolo sulla valutazione autentica e le rubriche di valutazione pubblicato il 6/3/2016 su Curricoli.
    Il nome dell'autore non è indicato, alla conclusione dell'articolo viene indicata come fonte il "Manuale di progettazione delle unità di apprendimento" di Ellerani e Pavan (SEI 2006), ma non si capisce se l'articolo sia un estratto di questo manuale o una rielaborazione a partire da esso. Per l'ampiezza dei contenuti, i temi trattati, le risorse segnalate, si prospetta come una vera e propria guida introduttiva all'utilizzo delle rubriche nella pratica valutativa.

    Contesto e Sommario
    La valutazione autentica viene inquadrata nel contesto pedagogico delle competenze e della padronanza delle competenze in una situazione di apprendimento significativo basata su compiti autentici e sull'utilizzo di rubriche di valutazione, che sono strumenti atti a valutare tanto i processi quanto i prodotti dell'apprendimento.

    In breve questi i temi principali trattati:

    1. Cos'è una rubrica?
    Nella definizione della rubrica valutativa si fa riferimento ai contributi di: Heidi Goodrich (1996), Perkins (1992), McTighe e Wiggins (1999), 

    2. Quali sono i componenti e tipi di rubrica?
    Individuati in: 
    • uno o più dimensioni (o tratti); 
    • una scala di valore; 
    • i criteri; 
    • i descrittori; 
    • gli indicatori per specificare i livelli di prestazione accompagnati da modelli o esempi per ogni livello (àncore)
    3. Quali i tipi di rubrica? 
    Analitiche e olistiche 

    4. Come si crea una rubrica?
    I passi suggeriti sono i seguenti:
    • Raccogliere e mostrare esempi di lavori. 
    • Elencare le caratteristiche. 
    • Articolare sfumature della qualità. 
    • Provare ad applicare. 
    • Usare l’auto-valutazione e quella con i pari. 
    • Revisione dell’applicazione. 
    • Valutare come insegnante. 
    5. Ambiti in cui l'uso della rubrica è strategico
    Vengono indicati i vantaggi che l'uso delle rubriche comporta in determinati ambiti: 
    • garantiscono una maggiore continuità tra ordini di scuola diversi 
    • certificazione delle competenze nell'ambito dell'alternanza suola 
    • lavoro - individualizzazione e personalizzazione dell'apprendimento 
    • miglioramento della qualità complessiva della scuola attraverso la discussione "sull'uso delle rubriche e di un curricolo basato su prestazioni autentiche" 
    6. Vantaggi derivanti dall'uso delle rubriche 
    • strumento essenziale per la valutazione autentica
    • sviluppo autonomia cognitiva studenti e capacità di autovalutazione 
    • riduzione tempi e maggiore efficienza del processo valutativo
    • maggiore aderenza alla varietà dei livelli di competenza e conoscenza degli studenti.
    Altre Risorse

    Emiliano Onori, Valutazione Autentica e Rubric: riflessioni e esempi, Video guida di 27:24 minuti sul tema della valutazione autentica e delle Rubriche di Valutazione.


    La Valutazione Autentica, presentazione in 23 slide pubblicata sull'account SlidePlayer di Filippo Salvi.



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    La lettera del maestro Manzi ai suoi alunni di quinta elementare scritta in occasione della fine dell'anno scolastico.
    Non è mai troppo tardi
    "Non è mai troppo tardi"è stato il programma televisivo, andato in onda negli anni sessanta, in cui un maestro, da solo e con tecnologie certo non all'altezza di quelle odierne, ha insegnato a leggere e scrivere a 600.000 italiani analfabeti. Quel maestro si chiamava Alberto Manzi ed è stato protagonista del più ampio e clamoroso caso di alfabetizzazione della storia italiana, una "buona pratica" da prendere in considerazione a proposito del rapporto tra apprendimento e tecnologie di cui oggi tanto si discute. Non è mai troppo tardi fu un modello per il mondo intero, venne ripresa e imitata in altri 72 paesi. Il maestro Alberto Manzi è stato uno dei più grandi italiani del XX secolo. 


    Ma il maestro Manzi non è da prendere ad esempio solo per il modello di uso didattico delle tecnologie di cui fu protagonista, ma anche per almeno altri due importanti aspetti: 
    1. Il rapporto tra scuola e società: la scuola deve proporsi di cambiare in meglio il mondo e non limitarsi a integrare lo studente nel mondo del lavoro e conformarlo all'ordine costituito: "volevamo capire se era possibile fare qualcosa, insieme, per sanare le piaghe e rendere il mondo migliore" (A. Manzi, lettera agli alunni di quinta elementare, 1976) 
    2. L'educazione deve mirare a favorire lo sviluppo di teste ben fatte, del pensiero critico: "NON RINUNCIATE MAI, per nessun motivo, sotto qualsiasi pressione, AD ESSERE VOI STESSI. Siate sempre padroni del vostro senso critico, e niente potrà farvi sottomettere. Vi auguro che nessuno mai possa plagiarvi o “addomesticare” come vorrebbe." (Manzi, lettera agli alunni di quinta elementare, 1976)
    La lettera agli alunni della quinta elementare
    Alberto Manzi è famoso per tanti altri motivi, oltre che per la fortunata trasmissione di cui fu protagonista: scrisse Orzoway da cui fu tratta una serie televisiva, insegna negli istituti di pena, si impegna nella lotta per la scolarizzazione e la libertà delle popolazioni amazzoniche e dei contadini sudamericani. 
    Nel 1976 il maestro Alberto Manzi scrive una lettera ai suoi studenti di quinta, quella lettera viene riproposta nel sito di Comune.info in un post del 24 giugno 2014. Molto meglio di un programma ministeriale e di una programmazione didattica. 

    Link Utili
    1. Wikipedia, Non è mai troppo tardi 
    4. Miniserie Rai in due puntate sulla vita del maestro Manzi visibile su RaiPlay

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    Chi volesse una sintetica descrizione delle funzionalità e caratteristiche di Peergrade può leggere questo ottimo post di Roberto Sconocchini intitolato "Peergrade: apprendere valutando i propri compagni di classe", in cui viene sinteticamente presentato questo strumento e le sue potenzialità didattiche.

    Meta-Valutazione
    La capacità di valutare il proprio percorso di apprendimento e i risultati di esso, costituisce una delle più importanti capacità metacognitive per realizzare l'autonomia nell'apprendere. La valutazione cosiddetta formativa, non è infatti relativa al solo esito finale del processo di apprendimento, ma rappresenta un momento che si presenta costantemente nel corso dell'apprendere e che consente di indirizzare tale processo verso gli obiettivi che ci si è posti, tramite continue operazioni di aggiustamento e affinamento del proprio agire cognitivo. 
    Intesa in questo senso la valutazione diventa meta-valutazione, insieme delle conoscenze, operazioni, abilità e competenze di ordine valutativo che l'individuo che apprende sviluppa in relazione al proprio apprendimento e che gli consentono di auto-regolarlo.
    In ultima istanza è principalmente grazie all'atto del valutare che:
    • si governa il processo dell'apprendere;
    • si esplicitano risorse e criticità in funzione dei nostri obiettivi;
    • si diviene consapevoli delle proprie capacità e limiti;
    • si consegue un apprendimento significativo.
    La dimensione della valutazione e dell'autovalutazione formative, non sono valorizzate nell'istruzione tradizionale per vari motivi:
    • limitato tempo a disposizione;
    • prevalere di una didattica trasmissiva, individuale e centrata sul docente;
    • insegnamento e apprendimento;
    • curvatura della pratica valutativa, specie a livello istituzionale, verso strategie di valutazione standardizzata;
    • tendenza del dibattito e della pratica didattica ad assolutizzare un unico aspetto del processo di insegnamento / apprendimento, in genere suggerito da mode e tendenze o da politiche scolastiche, nel quale si cerca poi di ricomprendere tutta la complessità della  formazione. Vedi: didattica delle competenze, pensiero computazionale, etc.
    Il processo di apprendimento non è programmabile in astratto e a tavolino, non risponde a una logica  lineare e decontestualizzata, si tratta sempre di un processo complesso e situazionale che richiede un costante intervento di autoregolazione da parte del soggetto, la meta-valutazione, come altre capacità metacognitive, risponde a tale esigenza.


    Peergrade
    L'idea da cui nasce Peergradeè quella di sviluppare /potenziare la capacità di riflettere sulla propria attività di apprendimento attraverso l'interazione con  i propri pari.
    Questo lo schema operativo secondo cui funziona Peergrade ridotto all'essenziale:
    1. Il docente assegna un compito o un'attività;
    2. gli studenti la portano a termine e la postano su Peergrade;
    3. quindi valutano reciprocamente i propri lavori;
    4. infine il docente assegna una sua valutazione finale.
    Più in dettaglio Peergrade è una piattaforma freemium "all in one", in quanto integra vari strumenti:
    • realizzazione e condivisione di rubriche di valutazione;
    • sistema di comunicazione tra pari;
    • strumento di assegnazione e consegna di compiti;
    • sistema di valutazione formativa e sommativa.
    Il docente crea una rubrica di valutazione che, a seconda dei casi e degli obiettivi, può essere predisposta con la collaborazione della classe. La rubrica verrà condivisa su Peergrade e fornirà agli studenti i termini e criteri del dibattito valutativo. Dopo l'avvenuta consegna dei loro lavori, Peergrade provvederà a distribuirli in modo casuale agli studenti in modo che questi possano valutare i lavoro dei compagni in modo anonimo con consigli, commenti, giudizi, critiche, etc.Questi feedback vengono anche forniti all'autore del lavoro valutato che può rispondere, dando vita  da un dialogo di ordine metacognitivo e valutativo che li sollecita a rendere conto del loro operato e delle loro scelte.
    Tale dibattito e i dati statistici forniti da Peergrade, non solo facilitano, ma rendono più efficace la valutazione del docente, fornendogli dati e informazioni che altrimenti sarebbero difficilmente esplicitabili e consentendogli di verificare attendibilità e validità dei criteri di valutazioni su cui è costruita la rubrica. 

    Come funziona?
    L'uso di Peergrade è abbastanza semplice e intuitivo. Per mostrare tali caratteristiche farò riferimento all'operazione iniziale: assegnazione dell'attività e configurazione delle varie opzioni.
    L'assegnazione del compito prevede le seguenti possibilità:
    • definizione data di inizio e consegna dei lavori;
    • indicazione della data iniziale e finale della valutazione tra pari;
    • descrizione dell'attività / compito da svolgere anche tramite un file allegato;
    • indicazione del numero di studenti facenti parte del gruppo dei valutatori;
    • indicazione del numero di lavori che ciascuno studente dovrà valutare;
    • possibilità di autovalutazione.


    Account
    L'account free fornisce tutti gli strumenti essenziali per utilizzare Peergrade: creazione delle classi, assegnazione e consegna dei compiti, rubrica di valutazione. Principale limite è dato dalla dimensione dei file che si possono allegare che non deve essere superiore a 50 MB per file.
    L'account Basic ha un costo di $ 2 per studente all'anno e offre maggiori strumenti: impostazioni di anonimato personalizzate, autovalutazione, anche chi non ha inviato il compito può partecipare alla revisione valutativa.
    L'account Pro offre altre funzionalità e ha un costo di $ 5 all'anno per studente.
    Chi volesse meglio docu8mentarsi sulla politica dei prezzi di Peergrade può visitare questa pagina (in inglese): Peergrade Pricing.

    Tutorial
    Non ho trovato video tutorial in italiano, segnalo i seguenti video in inglese (magari da ascoltare attivando sottotitoli, traduzioni automatica in italiano e rallentando la velocità del video).

    Demo dal titolo Peergrade - Better Feedback for your students
    presentazione delle caratteristiche generali e finalità di Peergrade della durata di 1:57 minuti.


    Video tutorial dal titolo Peergrade - How does it work?
    Che presenta in 6:58 minuti le principali operazioni necessarie per utilizzare Peergrade.


    Uno strumento molto simile a Peergrade è Crowdgrader piattaforma di valutazione tra pari freemium, la versione free è limitata a soli 10 studenti.

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    Didattica Metacognitiva
    La didattica metacognitiva mira a promuovere in chi apprende la capacità di "imparare ad imparare" attraverso l'adozione di tecniche che mirano a sviluppare abilità trasversali che rendano più efficace il processo di apprendimento tramite il controllo e l'autoregolazione dei propri processi cognitivi. Tale approccio richiede che si assume quale oggetto di riflessione critica i propri processi cognitivi: attenzione, memorizzazione, lettura, valutazione, etc.: in modo da monitorare le componenti cognitive dell'apprendere e averne un controllo esecutivo consapevole.


    Non solo competenze
    In questo periodo in cui il dibattito didattico è centrato esclusivamente sulla didattica per competenze, spesso intesa in modo schematico e riduttivo come mero "saper fare", può essere utile  proporre un percorso teso a illustrare caratteristiche generali e punti di forza di un approccio alla didattica centrato sulla metacognizione.
    A questo scopo propongo alcune risorse introduttive e generali che possono costituire un punto di partenza per approfondire il tema della didattica metacognitiva:
    1. un articolo di Immacolata Lagreca intitolato Metacognizione e pubblicato su Educazione&Scuola;
    2. un breve intervento di Claudia Valentini, Imparare ad imparare, pubblicato su Pavone Risorse;
    3. una video lezione della professoressa Rossana De Beni, intitolato "Le basi metacognitive dell'apprendimento" e pubblicato sul canale YouTube di Giunti Scuola in due parti prima parte, seconda parte.

    Immacolata Lagreca - Metacognizione

    Articolo scritto da Immacolata Lagreca e pubblicato su Educazione&Scuola il 2/4/2018 con il titolo "Metacognizione".
    Si tratta di un sintetico compendio che tratta delle origini e finalità della teoria metacognitiva e cerca di definire i principali parametri ed elementi costitutivi di una didattica improntata, sia nell'insegnamento che nell'apprendimento, sulla metacognizione. Molto utile anche la bibliografia per chi volesse approfondire. 
    Questo l'indice degli argomenti trattati:
    • Che cos'è la matacognizione
    • Metacognizione e apprendimento
    • Metacognizione e insegnamento
    • Le principali strategie didattiche metacognitive
      • Strategia di selezione
      • strategia organizzativa
      • strategia di elaborazione
      • strategia di ripetizione
    • Bibliografia

    Rossana De Beni, video lezione, Le basi metacognitive dell'apprendimento

    Una video lezione suddivisa in due parti, dal titolo Le basi metacognitive dell'apprendimento, tenuta dalla prof.ssa Rossana De Boni dell'Università di Padova, in occasione del convegno "In classe ho un bambino che ...", Firenze, 8/9 febbraio 2013.

    La lezione della professoressa De Boni offre un'ampia trattazione sul tema della metacognizione nella didattica che introduce alla complessità di tale approccio teorico.
    Si parte da una definizione di metacognizione intesa come "Insieme dei processi sovraordinati dell'attività cognitiva, ovvero di quei processi che coordinano l'attività mentale e riflettono su di essa". Tale definizione può essere applicata sia sia alla cognizione fredda (attenzione, memoria, astrazione, etc.), ma anche agli aspetti cognitivi caldi, quali: emozioni, credenze, convinzioni, motivazioni, etc.

    Al termine metacognizione viene preferito quello di mentalizzazione perché inclusivo anche di quelle che sono state definite come cognizioni calde, afferenti alla sfera emotivo - motivazionale. La  mentalizzazione è  la traduzione nel mio pensiero delle esperienze cognitive, sia fredde che calde, che nascono dall'interazione  con l'ambiente e con l'altro e che produce conoscenze metacognitive e induce processi di controllo che regolano l'apprendimento.
    A partire da questa premessa iniziale, la lezione prosegue per circa un'ora toccando vari punti:
    • i più recenti modelli dell'attività metacognitiva;
    • lo sviluppo metacognitivo a partire da imitazione, rispecchiamento nell'altro, condivisione, gioco simbolico.
    • lo sviluppo metacognitivo nell'apprendimento che si produce a partire dal confronto della mentecon un compito cui deve dare risposta. 

    L'apprendimento si costruisce infatti da un confronto continuo della mente con compiti sempre diversi.




    Le basi metacognitive dell’apprendimento. Videolezione di Rossana De Beni - 2° parte


    Claudia Valentini - Imparare ad imparare

    Claudia ValentiniImparare ad imparare, pubblicato su Pavone Risorse nel 2009 è un testo sintetico interamente centrato sul rapporto tra un approccio metacognitivo alla didattica e l'imparare ad imparare. La teoria della metacognizione e le procedure e metodologie che possono essere derivate a essa, costituiscono un fondamentale producono lo sviluppo di abilità relativa alla sfera del saper essere e favoriscono il processo di sviluppo del soggetto tramite la formazione continua.
    La conoscenza delle proprie modalità di apprendimento garantita dalle strategie metacognitive promuove l'imparare ad imparare tramite due principali costrutti:

    • il monitoraggio delle componenti cognitive 
    • il controllo esecutivo



    da Claudia Valentini,Imparare ad imparare, Pavone Risorse



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    Webinar su come utilizzare nella didattica ThingLink 360° 
    per insegnare e apprendere conimmagini virtuali e immersive. 
    7 docenti intervengono per illustrarele loro esperienze.
    Invito a partecipare al ThingLink Teacher Challenge 2018. 
    3 Videotutorial per apprendere in pochi minuti ad utilizzare 
    ThingLink 360°
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    Webinar Thinglink 360° Pratiche Didattiche
    Il 19/06/2018  dalle ore 21:00 alle 23:00 si è svolto il Webinar "Thinglink 360° Pratiche Didattiche" dedicato a illustrare le potenzialità didattiche della modalità di utilizzo di Thinglink VR perseguito da Astrid Hulsebosch che insieme ad Elita Serrao ha coordinato gli interventi dei numerosi relatori, era quello di offrire una panoramica di questo strumento in azione, illustrando cioè diverse esperienze educative basate sul suo utilizzo.
    Si è trattato di un'ottima scelta, poiché limitarsi a una trattazione tradizionale, tesa a mostrare le modalità tecniche di funzionamento di Thiglink 360°  and VR Images, sarebbe stato riduttivo e non avrebbe consentito di valutare appieno le potenzialità e valenze educative di questa applicazione estremamente versatile.

    Gli Interventi
    I vari relatori hanno infatti parlato di come hanno utilizzato Thiglink VR  con i loro studenti per promuovere in situazioni didattiche reali, progetti e attività educative complesse.
    Questo ha consentito di rendere questo webinar un efficace strumento di diffusione di buone pratiche assumibili come modello da esportare, adattandolo alle  diverse esigenze in cui operano docenti e studenti di ogni grado di scuola.
    Questi gli interventi che si sono succeduti nel corso del Webinar:
    1. Astrid Hulsebosch, Humanity House, un viaggio esperienziale, mettiti nei panni di un rifugiato
    2. Luca Paolini, Quasi Santi
    3. Ornella Cappuccini, Shopping / Einkaufen, apprendimento linguistico conm la realtà virtuale
    4. Maria Dente, Semplice Escape Room
    5. Romea Canini, Alla scoperta dell'antico Egitto, 
    6. David Del Carlo, Ravenna Virtual Tour
    7. Paolo Salanitri, Vulcanesimo secondario, Le Salinelle di paternò (CT)
    Ciascuno di questi insegnanti ha:
    • mostrato il risultato finale del lavoro portato avanti con gli studenti;
    • spiegato processo e passaggi tramite è stata realizzata l'esperienza educativa con Thinglink;
    • illustrato il significato didattico dell'utilizzo di questa tecnologia.
    Molto efficace anche la scelta di smontare il video del webinar nei vari interventi costitutivi, ritagliandoli come video autonomi e inserendoli in un Thinglink bidimesionale in modo da creare un percorso di navigazione più facilmente fruibile fruibile e offrendo un ulteriore esempio delle interessanti applicazioni di questo strumento alla comunicazione didattica.

    Questo il link diretto al Thinglink contenente gli interventi del webinar: Thinglink 360° Pratiche Didattiche

    Thniglink Teacher Challenge
    Chi volesse può partecipare al ThingLink Teacher Summer Challenge 2018, quinta edizione della sfida annuale degli insegnanti di ThingLink. La sfida è concepita come occasione per condividere e sperimentare insieme l'uso di ThingLink a cui sono invitati gli educatori di tutto il mondo e consiste nel creare storie immersive a 360° e in movimento. 
    Al link precedentemente riportato troverete informazioni e istruzioni per partecipare.

    Guide e Video tutorial
    Chi volesse apprendere che cos'è e come si realizza una realtà virtuale utilizzando Thinglink e caricandovi un'immagine a 360°, può utilizzare i seguenti video tutorial realizzati da Astrid Hulsebosch.

    Come creare una realtà virtuale con Thinglink
    Si tratta di un video di circa 6 minuti che costituisce un'introduzione generale e una spiegazione delle principali funzioni di Thinglink 360à.
    Queste le procedure illustrate:
    • la risoluzione dell'immagine che dobbiamo utilizzare;
    • impostazioni dell'immagine
    • caricamento audio
    • posizione iniziale di navigazione dell'utente
    • aggiungere tag e tag personalizzati
    • editor tag
    • opzioni di condivisione


    Mini tutorial Thinglink 360°
    Si tratta di un tutorial di circa 3 minuti grazie al quale apprendere l'uso di Teleport, la libreria di immagini a 360° che Thinglink mette a disposizione dei suoi utenti. Una volta individuata l'immagine che ci serve dovremo:
    • clonarla;
    • etichettarla (labeling);
    • potremo inoltre caricare audio.


    Nel tutorial di si spiega in circa 3 minuti come reperire immagini a 360° utilizzando Street View e Pano Fetch. Le immagini potranno essere poi utilizzate con ThingLink VR o per altri utilizzi di realtà aumentato o virtuale per cui sono necessarie. 
    La procedura è abbastanza chiara:
    1. con google Street View troviamo l'immagine a 60° che ci interessa
    2. con Pano Fetch salviamo l'immagine 
    3. quindi possiamo utilizzarla per le nostre esigenze, per esempio realizzare un ambiente 3D con Thinglink VR

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    Cosa succede?
    Dal settembre 2016 la commissione giuridica della UE (JURI) lavora ad un progetto per la riforma del copyright la cui approvazione è slittata dal 5 luglio del 2018 a settembre dello stesso anno a causa delle polemice sollevate soprattutto da due articoli:
    • articolo 11: la cosiddetta Link Tax, riguarda gli editori e il giornalismo online e impone il pagamento dei diritti d'autore alle piattaforme che utilizzano link ad articoli di giornali online (snippet);
    • articolo 1: che riguarda i contenuti artistici e prevede la creazione di un filtro automatico che impedisca la pubblicazione da parte degli utenti di contenuti che violino il copyright.
    Chi volesse chiarimenti sull'esatto significato di questi articoli e sulle posizioni di contrari e favorevoli, può documentarsi a questo link che sebbene tratti molto sinteticamente il problema e non dia esattamente conto di quello che sta accadendo, ad esempio è dubbio che da un punto di vista giuridico si tratti realmente di una questione di copyright, permette di familiarizzare con la terminologia e gli aspetti tecnici: Vocabolario minimo per capire il dibattito su link tax e riforma del copyright.

    Il progetto europeo
    Il progetto europeo di riforma del copyright, DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsul diritto d'autore nel mercato unico digitale, è un documento di 33 pagine che si propone di conseguire tre obiettivi:
    • garantire una più agevole accesso ai contenuti, 
    • rendere il mercato digitale conforme al diritto d'autore
    • adattare le eccezioni al diritto d’autore all'ambiente digitale.
    In realtà si tratta di una serie di disposizioni finalizzate a garantire ai titolari dei diritti d'autore i profitti per i contenuti pubblicati in rete, scritta unicamente al fine di tutelare gli editori tradizionali contro i nuovi modelli di business e informazione presenti in Internet e non tutela affatto né gli autori, né gli utenti, ma solo e unicamente gli editori.

    Non solo "censura", ma un tentativo di difendere il monopolio della comunicazione
    Da diverso tempo le UE, gli stati e i detentori del potere mediatico tentano di ostacolare, per quanto possibile, il potere della rete di realizzare un'intelligenza collettiva in cui tutti possono creare e condividere liberamente informazioni e conoscenze secondo una logica collaborativa e sociale e continuare a imporre il monopolio sull'informazione e il sapere. Il Link è il cuore stesso di Internet e del Web, la rete è tale proprio perché si caratterizza come una struttura di hyperlink.
    Già con provvedimenti che giustificati con la tutela della privacy, come il GDPR, si sono introdotte limitazioni burocratiche alla libera pubblicazione di contenuti da parte degli utenti con la scusa di tutelarli.
    Lo scopo reale è quello di fare in modo che le pecore restino pecore ubbidienti all'abbaiare dei cani e alla guida del pastore. 

    Un Web senza link? Salviamo i link
    In questo breve video intitolato Un Web senza link? Salviamo i link, si spiega molto schematicamente quanto sta accadendo. Per la visione del video attivare i sottotitoli e scegliere la traduzione in italiano.
    Questa le parole che accompagnano il video: "Immagina un mondo senza link. Questo è ciò che accadrà se i lobbisti dei grandi media riusciranno a conseguire il loro scopo. Aiutaci a difendere il diritto al link"


    La tassa sui link a favore degli editori è sbagliata
    Un esame specialistico e approfondito del progetto europeo di riforma del copyright teso ad evidenziarne i limiti era già stato pubblicato su la Valigia Blu il 29/08/2016 da Bruno Saetta con il titolo "Europa, una tassa sui link a favore degli editori. Perché è sbagliata". Dal momento che poco o niente è cambiato da quella data, esso risulta ancora attuale e lo ripropongo.
    L'articolo è molto lungo e complesso e richiede una lettura attenta.
    Alla luce della mia ignoranza giuridica, segnalo alcuni temi che mi sono sembrati interessanti:

    • dove questa disposizioni simili sono già state introdotte (Spagna e Germania) hanno danneggiato gli editori, specialmente quelli piccoli, diminuendo il traffico verso i loro siti e quindi anche le loro entrate, al punto che gli editori hanno fatto marcia indietro;
    • Più che una questione di diritto d'autore si tratta dell'imposizione di un nuovo diritto concesso agli editori con l'introduzione di un neighbouring right for publishers (diritto connesso per gli editori);
    • Il pericolo, in prospettiva, è che sarà messo nella mani degli editori tradizionali il potere di controllo dei contenuti che circoleranno in rete, di fatto la negazione della rete come intelligenza connettiva e collettiva, libera creazione e produzione di sapere e informazione.
    Interessanti anche le considerazioni di Bruno Saetta su quali siano i presupposti teorici e la concezione della rete che stanno a fondamento di questa strategia. Internet viene infatti concepito dalle autorità europee, in piena sintonia con gli editori tradizionali, come un canale di distribuzione tradizionale lineare per diffondere i contenuti dei produttori (gli editori) verso i consumatori, secondo lo schema unidirezionale: artista > produttore > consumatore.
    In realtà Internet non è questo e non funziona in questo modo. L'ecosistema del web è multidimensionale, reticolare e acentrato, basato sulla condivisione e la pubblicazione di UGC o contenuti generati dagli utenti. Tale modello offre vantaggi sia agli autori che agli utenti, ma danneggia gli editori tradizionali che vorrebbero difendere i loro interessi a danno della comunità e della struttura stessa del web ostacolando il pluralismo e la libertà di espressione.


    Una direttiva contro il mondo che cambia
    Un articolo interessante è la doppia intervista con cui la redazione di Ingenium da conto della riforma europea sul copyright il cui senso ultimo consisterebbe nell'essere "una direttiva contro ilo mondo che cambia". 
    L'articolo è intitolato Riforma del Copyright tra vizi, virtù e incertezze e propone un'intervista a Carlo Piana, esperto di diritto digitale e un'altra a Stefano Epifani, presidente del Sigital Transformetion Institute e che riporta il messaggio di Wikipedia Italia, oscurata nei giorni in cui la direttiva è stata discussa dal parlamento europeo:
    Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet. Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere“.
    Entrambi gli esperti forniscono un giudizio sostanzialmente negativo della riforma europea e sollevano ulteriori questioni, come il diritto di panorama (Carlo Piana), reso sempre più problematico e vano da riforme e leggine varie o gli articoli 11 e 13 del testo della direttiva che minerebbero alle basi la struttura stessa della rete. "Pagare per una citazione non è difendere il diritto d’autore, ma un tentativo disperato di fermare il vento con le mani" (Stefano Epifani).
    In generale si tratta di un articolo interessante che chiarisce alcuni aspetti tecnici e rimanda a diversi link che consentono a tutti di farsi un'idea più precisa di quanto c'è in gioco.

    La mutazione genetica del Copyright
    Nell'articolo di Marco Scialdone, pubblicato su Agenda Digitale con il titolo Riforma copyright, come tutelare due diritti: di innovare e di creare, si discute soprattutto della "link tax" (art. 11) e della "censorship machine" (art. 13). La tesi e che si stia artatamente trasformando e stiracchiando l'ambito del copyright al solo scopo di tutelare i profitti delle lobby dei media tradizionali facendo si che le loro perdite causate da internet siano pagate dagli utenti e dalle aziende del web. 
    L'art. 11è una vera e propria tassa in quanto non ha niente a che fare con il diritto di riproduzione su cui si fonda il diritto d'autore. Gli algoritmi si limitano a indicizzare in contenuti pubblicati in rete e ne offrono un'anteprima ai lettori / utenti, non riproducono questi contenuti, ma rimandano ad essi come il sistemi di indicizzazione (per autore, per argomento, etc.) di una tradizionale biblioteca. 
    Pensate a come sarebbe assurdo far pagare i diritti d'autore a chi ha compilato gli indici che si consultano per trovare un libro in una biblioteca cartacea, la link tax è questo. 
    Altro fattore importante è che questo potrebbe essere solo l'inizio di un processo di irreggimentazione del web, un precedente cui si farebbe ricorso per introdurre ulteriori limitazioni agli utenti e alla loro libertà di espressione e pubblicazione.

    Conclusione desolante
    Link Tax, GDPR, censorship machine e altre iniziative di questo genere rivelano la verità: il maggior pericolo per l'Europa non sono i sovranismi o il populismo ma la Comunità europea,l i suoi organi istituzionali e la sua politica che producono questo effetto: rendono intollerabile agli europei l'idea di Europa, di questa Europa non si sente il bisogno, anzi ....

    Linkografia
    1. Bruno Saetta, Europa, una tassa sui link a favore degli editori. Perché è sbagliata, La Valigia Blu;
    2. UE - JURI, DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsul diritto d'autore nel mercato unico digitale;
    3. Arcangelo Rociola, Vocabolario minimo per capire il dibattito su link tax e riforma del copyright, agi;
    4. redazione Ingenium, Riforma del Copyright tra vizi, virtù e incertezze, Intervista a Carlo Piana e Stefano Epifani sulla direttiva europea sul diritto d'autore, Ingenium;
    5. Marco Scialdone, Riforma copyright, come tutelare due diritti: di innovare e di creare, Agenda Digitale.

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    La frontiera digitale nella formazione non è data dalle tecnologie e dagli strumenti digitali in quanto tali, ma dal web come risorsa per apprendere e costruire la conoscenza. L'esigenza di disporre di strumenti editoriali che consentano di pubblicare sul web contenuti e di valorizzare il web come risorsa per gestire i processi di sviluppo delle conoscenze e competenze, richiede che si individuino mezzi di scrittura multimediale e ipertestuale che siano semplici da utilizzare, sicuri e possibilmente gratuiti.

    Il rischio di utilizzare una miriade di applicazioni web per la produttività è che poi i contenuti prodotti si trovano dispersi in decine di account e siti differenti e in questo modo diventa difficile gestirli e anche solo visualizzarli. 
    Una possibile soluzione può essere quella di predisporre uno spazio cui gli studenti possano fare riferimento come porto sicuro per la loro navigazione nell'oceano del web. Questo spazio dovrebbe possedere le caratteristiche del sito classico, contenitore / archivio di contenuti, ma anche del blog per quanto concerne la possibilità e facilità di aggiornamenti, anche quotidiani e l'interattività, come la possibilità di postare commenti e avviare e gestire discussioni.
    Inoltre sarebbe utile disporre di strumenti di amministrazione, di tutela della privacy e della sicurezza, di gestione rapida dei contenuti, in modo da trasformare questo spazio in un ambiente di apprendimento per la comunicazione, la documentazione, la gestione della classe e dei percorsi educativi degli studenti.


    Weebly for Education
    Weebly ha da tempo sviluppato una proposta per il mondo educativo nota come Weebly for education che fornisce strumenti per creare e gestire siti e blog didattici. È un ambiente freemium, sostanzialmente free, infatti, a differenza degli altri piani di abbonamento offerti da Weebly, Weebly for education offe gratuitamente molte funzionalità tipiche di un account PRO, come:
    • spazio di archiviazione illimitato;
    • nessun limite al numero di pagine pubblicabili;
    • nessun limite alla larghezza di banda;
    • nessuna pubblicità;
    • 40 account studente inclusi nella versione free
    Qualora si avesse la necessità di gestire più account riservati agli studenti si devono pagare $ 10.00 per 10 account studente. Naturalmente è possibile passare alla versione PRO e disporre di funzionalità più avanzate. In questo caso il costo è di $ 40.00/anno, prezzo abbastanza vantaggioso se si pensa che la versione starter per uso personale ha un costo di 7/mese e quella PRO di € 11,00/mese. Qui le tariffe standard di Weebly.

    Facilità di utilizzo e di composizione
    Weebly si basa su una logica d'uso estremamente semplice in quanto l'editor di siti/blog è basato su:
    • interfaccia grafica 
    • Drag & Drop (trascina e rilascia) 
    • modelli predefiniti e personalizzabili per quanto concerne impaginazione e grafica.
    Tutto quello che dobbiamo saper fare è trascinare nella posizione che desideriamo l'elemento che ci interessa (testo, video, audio, immagine, etc.). Si tratta di una caratteristica tipica di questi strumenti e che non possiede solo Weebly ma rappresenta ormai uno standard. Non è un aspetto da sottovalutare dal momento che, contrariamente a quanto molti credono, docenti e studenti non devono diventare docenti digitali e studenti digitali, ovvero specialistici informatici, ma devono avere a disposizione strumenti che consentano loro di tradurre e sviluppare sul web le proprie esigenze di insegnamento e apprendimento.
    Quindi Weebly:
    • si impara facilmente:  non richiede una lunga e faticosa fase di addestramento;
    • si uso rapidamente: realizzare u sito /blog con Weebly è un processo piuttosto immediato.
    Sicurezza e Privacy
    A cause delle norme sempre più stringenti e vessatorie sulla privacy diventa sempre più complesso utilizzare il web a scopo formativo sia che si vogliano pubblicare i contenuti realizzati dagli studenti, sia che si voglia documentare l'attività svolta in aula. Weebly for education offre un ambiente protetto e relativamente sicuro, il docente può infatti:
    • proteggere con password tutti i siti degli studenti;
    • decidere quali siti sono privati e quali pubblici;
    • controllare e monitorare il comportamento degli studenti;
    • controllare tutti gli account degli studenti decidendo chi può modificare un sito.
    Per ulteriori dettagli su come comportarsi con Weebly in relazione al GDPR e possibile consultare la pagina: GDPR FAQ, magari utilizzando la funzione di traduzione automatica del vostro browser.

    Flessibilità e interattività
    Weebly riunisce insieme le funzionalità del sito e del blog. All'interno di un sito realizzato con Weebly si possono infatti creare un numero illimitato di blog che possono essere gestiti dagli studenti in modo che, per esempio, ogni singolo studente possa avere un proprio blog. Anche la gestione del sito è molto semplificata e questo consente di aggiornarlo rapidamente, anche quotidianamente, in modo da poterlo utilizzare per tutte le esigenze del processo di insegnamento e apprendimento come: 
    • pubblicazione lezioni, 
    • comunicazione con le famiglie, 
    • gestione attività; 
    • documentazione progetti e iniziative;
    • comunicazioni alla classe;
    • pubblicazione moduli di apprendimento.
    Inoltre ogni blog presente entro il sito web può supportare un numero illimitato di commenti discussioni che possono essere moderate e questo conferisce un minimo di interattività e dialogo.
    È anche possibile configurare le opzioni per le discussioni che possono essere aperte o chiuse, moderate o libere, protette dallo SPAM (CAPTCHA) e si può anche fissare una durata della discussione fissandone la scadenza temporale.

    Multimedialità
    Popolare sito e blog di contenuti multimedialiè molto semplice, è sufficiente trascinare e rilasciare l'elemento che vogliamo inserire e che può essere caricato dal nostro PC o dal Web, in questo modo possiamo avere: immagini, video, audio, mappe, slideshow, documenti, gallerie fotografiche, etc.
    A questo si deve aggiungere la possibilità di disporre di modelli, sfondi, temi, strutture tra cui scegliere e che permettono di ottenere siti e blog graficamente efficaci e usabili. Inoltre i modelli possono essere personalizzati e si possono creare anche dei propri modelli con HTML e CSS (per chi li sa usare).

    Tutorial
    I video tutorial in italiano dedicati a Weebly sono molto datati e non sono realizzati da insegnanti, né realizzati per mostrare un utilizzo eminentemente didattico di Weebly. Tra quelli che ho visionato, propongo quello realizzato da Marco Savigni che risale al marzo del 2015 e che mostra come si realizza un sito con Weebly.



    Più recenti ed espressamente indicati per chi voglia utilizzare Weebly nella didattica i tutorial di Richard Byrne, che sono in inglese ma che risultano abbastanza semplici da seguire aiutandosi con i sottotitoli o rischiando la traduzione automatica.

    Richard Byrne, Getting Starded With Weebly for Education, iniziare ad utilizzare Weebly per l'Educazione, 29/08/2017


    Molto utile anche un altro video tutorial di Richard Byrne del 28/01/2016, che spiega come creare un blog di classe con Weebly per l'Educazione. Richard Byrne, How to create a Classroom Blog on Weebly for Education, durata 8:42 minuti.


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    L’utilizzo didattico delle tecnologie deve puntare su tecnologie semplici e versatili come la Web Radio
    Dovendo ragionare di utilizzo didattico delle tecnologie occorre spogliarsi dei panni del tecnologo e indossare quelli dell’insegnante, occorre specialmente evitare l’effetto “Wow”, tipico del marketing emozionale, nella scelta della tecnologia più mirabolante e avveniristica, spesso del tutto inutile sul piano didattico.

    Dalle TIC alle TAC
    In gioco vi è non l’integrazione della didattica nelle tecnologie, ma esattamente il contrario, sono le tecnologie a dover essere ricondotte nell'ambito della didattica. Non è raro, invece, che si assista esattamente al “movimento” contrario, la meraviglia per quanto viene, ormai quotidianamente, proposto dalla ricerca e dal mercato in fatto di novità hi-tech, accende l’entusiasmo di molti che si ingegnano di trovare il modo per inserire forzatamente in ambito educativo quella tecnologia. Il risultato è che la didattica viene subordinata e piegata alle esigenze e caratteristiche della tecnologia.L’approccio più corretto è quello che muove dal contesto concreto in cui si sviluppa il dialogo formativo e si incammina verso la scelta delle tecnologie funzionali a quel contesto, prevedendone le ricadute nella didattica e provvedendo a modificare nel modo opportuno l’ambiente di apprendimento al fine di sfruttarne le potenzialità nel modo più efficace.
    Si tratta quindi di passare dalle TIC o Tecnologie della Informazione e Comunicazione; alle TAC, le Tecnologie dell’Apprendimento e della Conoscenza. Ciò significa che al centro della ricerca e della pratica didattica deve essere posto il problema di come apprendere con le tecnologie, non di come apprendere le tecnologie
    Diventano in questo modo significativi problemi quali: 
    • siamo in grado io e i miei studenti di utilizzare questa tecnologia? 
    • Può esserci d’aiuto nell’affrontare i nostri problemi? 
    • Offre delle soluzioni che in altro modo non sono conseguibili? 
    • Quali requisiti richiede il suo uso? 
    • Favorisce finalità e obiettivi del processo formativo che abbiamo posto in atto? 
    • È in grado di favorire negli studenti lo sviluppo di capacità quali l’apprendere in modo autonomo, il pensiero critico, la creatività, etc.?
      Corollari
      Il primo corollario che deriva da questa impostazione è che sono da preferire quelle tecnologie che per la loro semplicità e facilità di utilizzo non richiedano di trasformare docenti e studenti in specialisti o di rivoluzionare, un giorno si e l’altro pure, il loro modo di insegnare e apprendere. Cercare di stare dietro alla vertiginosa corsa delle tecnologie non porta lontano, prima o poi si stramazza al suolo esausti. Secondo corollario è che sono da preferire le tecnologie più versatili, quelle che presentano una potenziale gamma di applicazioni più ampia e il cui uso si adatta alle più varie circostanze. Insomma, se fossimo in cucina, meglio il prezzemolo del “pandan” o dei “semi di annato” (esistono, sono delle spezie molto esotiche).
      Riepilogando:

      • Se imparare ad usare uno strumento diventa un problema più grande di quello che che vorresti risolvere usando quello strumento, allora cambia strumento.
      • Se uno strumento ti serve una volta sola (o poche volte) allora chiedilo in prestito o fai fare il lavoro a un altro che lo sa già fare e lo farà meglio di te.
      Un esempio? Tagliare le patate con una fresatrice
      Utilizzare il coding per insegnare ai bambini della primaria alcune regole grammaticali di base o le operazioni elementari sui numeri o per disegnare (pixel art), sarebbe come usare una fresatrice per tagliare le patate da friggere, ci sono modi molto più semplici, rapidi ed efficaci. Il coding va utilizzato in contesti specifici e consegue i migliori risultati se impiegato da docenti e formatori che possiedono altrettanto specifiche competenze ed esperienze. Penso ai lavori di Salvo Amato o di Alfonso D’Ambrosio, che seguo da tempo e che riescono ad ottenere ottimi risultati con il coding.


      La voce: una tecnologia semplice e potente

      Se la filosofia nasce dalla meraviglia, cosa desta più meraviglia della voce? Si tratta del più potente mezzo di comunicazione che possediamo, si presta a multiformi usi, è in grado di “implementare” interattività e dialogo, non richiede dispositivi o abbonamenti ma è free, si può utilizzare ora e subito, il suo uso non necessita di lunghi corsi di aggiornamento, è multimediale e transdisciplinare, può essere analogica e digitale, ottima per lo storytelling o il pensiero creativo, ma anche per la logica e la matematica, e si potrebbe continuare con questa specie di gioco che non è solo un gioco. D’altra parte se è vero che dopo cielo e terra dio creò la luce, per farlo dovette usare la voce: «Dio disse: “Sia la luce”. E la luce fu.»

      Il Podcast: la radio attraverso il web
      Tecnicamente il Podcast è quell’insieme di tecnologie e procedure che consentono di scaricare automaticamente dei file di vario formato dal web tramite feed RSS. Qui lo intenderemo nel significato di trasmissioni radio diffuse attraverso la rete.
      Dopo questo post introduttivo, proporrò un percorso in cui cercherò di mostrare l’efficacia dell’uso del Podcast nella didattica, fornirò materiali e risorse per meglio documentarsi su questa metodologia, presenterò due applicazioni web freemium che consentono di realizzare trasmissioni radio da distribuire tramite la rete: PodomaticSpreaker.
      Soprattutto inviterò tutti a riflettere sull’importanza dell’educare a parlare ed ascoltare.



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      Cos’è il podcast e come utilizzarlo nella didattica?

      Obiettivo di questa seconda parte del mio intervento su “La voce e la radio”, è chiarire cosa sia il Podcast e come sia possibile utilizzarlo nella didattica. A tale scopo presenterò un percorso teorico e pratico in cui verranno proposte risorse video, documenti ed esempi che, spero, potranno aiutarci a mettere a fuoco la versatilità ed efficacia di questo strumento sul piano formativo. 

      Il post è diviso in due parti: A. la teoria e la ricerca; B. La pratica


      A. La teoria e la ricerca
      In questa prima parte del percorso proporrò due documenti che introducono la tematica del podcasting a scuola intrecciando strettamente indicazioni pratiche e strumenti teorici. Si tratta di un saggio di Alberto Pian e di un Webinar di Paolo Aghemo.

      1. Primo passo: Alberto Pian: Podcasting e didattica
      Alberto Pian ha insegnato in ogni ordine e grado di scuola, dalle elementari all’università. Si è sempre occupato di didattica e pedagogia, in particolare è noto per le ricerche ed esperienze condotte su storytelling, gamification e podcasting. Tra i primi ad occuparsi di podcast e didattica, è stato un pioniere in Italia nella sperimentazione del’utilizzo formativo del podcasting.
      Il suo primo lavoro, “Podcast a scuola” costituisce il primo passo in questo percorso teso a chiarire la natura della web radio e l’integrazione nella didattica di questo strumento. Grazie alla gentilezza e disponibilità dell’autore, il saggio è liberamente scaricabile in formato PDF grazie al seguente link: Alberto Pian Podcast a scuola.
      “Podcast a scuola” è il primo lavoro in cui Alberto Pian affronta in modo sistematico il tema del podcasting e delle potenzialità didattiche che si aprono con la trasmigrazione della radio nel web. Nonostante il libro sia del 2005, l’impianto teorico e l’esame del contesto storico e culturale del fenomeno “radiofonico” e della sua implementazione nel web, rimangono tuttora validi.

      1.1. Cultura Convergente e didattica multicanale
      Dell’analisi di Pian vorrei mettere in evidenza due punti che mi hanno particolarmente interessato e che forniscono strumenti per comprendere anche l’attuale dibattito incentrato sui concetti di “cultura convergente” e “transmediale”.

      Il primo punto, interessante e molto attuale, consiste nell’esame della dinamica evolutiva del sistema della comunicazione che, secondo Pian, muove verso l’integrazione fra i diversi media, ma anche tra i diversi codici semiotici; la contaminazione tra generi e formati comunicativi (fumetto, blog, libro, articolo, dibattito, radiodramma, cronaca, reportage fotografico, etc.) e la comunicazione multicanale.

      Il secondo aspetto di interesse è dato dai riferimenti continui al mondo della scuola e all’uso che in esso è possibile fare della radio attraverso il podcasting. Il discorso, pur sintetico, si sofferma sui vari aspetti e possibilità che il podcasting apre:
      • la riduzione radiofonica di diversi generi (dramma, fumetto, etc.) inoltre l’approccio di Pian
      • la capacità del Podcast di “fare da ponte” tra tecnologie digitali” e tradizionali, mescolando: audio, video, testo, immagine;
      • la possibilità di porre in sinergia formati differenti grazie alla costruzione di palinsesti articolati e complessi (blog, articolo libro, dibattito, fumetto, racconto, musica, canzone, filastrocca, etc.);
      • la mobilità e “semplicità” del medium radiofonico e del podcasting, che conferisce ad esso maggiore libertà sia nella creazione dei contenuti che nella loro fruizione;
      • la facilità d’uso di questa tecnologia che rende tutti i fruitori anche autori;
      • la conseguente funzione di supporto alla nascita e crescita di molteplici comunità di interesse, anche di ridotte dimensioni, che danno vita a una interazione comunicativa e dialogica in cui si sostanzia l’intelligenza collettiva della rete.
      1.2. Integrazione del Podcast nella didattica
      Sul piano più strettamente didattico, Pian sottolinea come il lavoro di creazione e gestione di un Podcast offra spazio a una modalità di progettazione e lavoro ben diversa da quella fondata sulla progettazione ingegneristico – tayloristica. La realizzazione di un palinsesto o programma o episodio, pur necessitando di strumenti tradizionali di progettazione, valorizza la creatività e il lavorare per problemi.
      Interessanti anche gli spunti offerti riguardo alla necessità di delimitare l’ambito di un podcast e definirne la funzione, si tratta di un momento chiave, in quanto solo portando a termine con successo queste operazioni, si garantisce una efficace integrazione della tecnologia del Podcast nella didattica, rendendo questa tecnica uno strumento di crescita formativa e conoscitiva ma anche di maturazione di competenze e abilità fondamentali. A questo proposito, occorre evidenziare come il discorso di Pian, trascenda l’ambito del Podcast e offra un modello generale di integrazione delle tecnologie nella didattica cui ci si può rifare anche in altri campi, evitando il “riduzionismo tecnologico“, ovvero quel fatale errore che consiste nel ridurre la didattica alla tecnologia.
      1.3. Didattica con il Podcasting
      Chi volesse conoscere i più recenti risultati del lavoro di Alberto Pian può leggere il suo saggio Didattica con il Podcasting (Manuali Laterza, 2012) di cui segnalo questa recensione comparsa su radiospeaker: Didattica con il Podcasting: il manuale di Alberto Pian. Consiglio anche la pagina web dedicata al libro nel sito dell’editore.

      2. Secondo passo: Paolo Aghemo, Narrazione digitale con il podcast
      Come secondo passo propongo un recente Webinar tenuto da Paolo Aghemo per l’associazione Flipnet il 22/03/2017. Si tratta di un’ottima introduzione all’utilizzo della narrazione digitale nella didattica con particolare riferimento al Podcast audio di cui Paolo Aghemo illustra in modo chiaro e con competenza caratteristiche, vantaggi, modalità di impiego e istruzioni per l’uso.

      2.1 Narrare con il podcast
      In sintesi, l’intervento di paolo Aghemo, sottolinea come il podcasting costituisca una delle più efficaci modalità per la narrazione digitale. Tramite la narrazione e il pensiero narrativo avviene la costruzione della identità individuale e dell’esperienza del mondo e degli altri e il racconto costituisce il fondamento dell’intelligenza e un passo fondamentale dello sviluppo cognitivo (Schank).
      Queste alcune delle idee e indicazioni tra le più significative presentate nel webinar a proposito del nesso tra podcasting e narrazione:
      • Secondo Bruner – e non solo – la narrazione è una delle fondamentali modalità di trattazione di un argomento insieme a quelle logico – quantitativa; filosofico – concettuale; estetico – sensoriale; esperienziale.
      • Favorise il passaggio dalla ricettività passiva all’autorialità aperta a tutti grazie al digitale.
      • È strumento fondamentale per la crescita culturale, personale e collettiva, all’interno di un ambiente di apprendimento costruttivo e collaborativo.
      Aghemo si sofferma quindi sulle varie fasi di realizzazione di un progetto di digital storytelling e quindi passa a trattare il podcast audio soffermandosi su:
      • le varie tipologie di narrazione;
      • i passi per mettere in pratica il Podcast: copione o storyboard; Format della trasmissione (intervista impossibile, trasmissione in seconda lingua, cronaca e news, radio talk, musicale, lezioni, etc.)
      • tempi – durata: dai 2 minuti (infanzia) ai 10 minuti (scuola secondaria di secondo grado) struttura clock trasmissione: jingle iniziale e finale (stacchetto musicale), introduzione trasmissione (effetto speciale) nucleo trasmissione, (stacco musicale) – nucleo trasmissione (stacco musicale) – conclusione
      • il software e l’hardware per il podcast: interessanti, tra le applicazioni segnalate Spreaker e Podomatic di cui vengono illustrate caratteristiche e funzionalità. Segnalati anche Vocaroo e Audioboom.
      B. E la pratica …
      L’utilizzo di una Radio Web come strumento per la didattica è ampio quanto quello della voce: tutto ciò che si può fare con la voce si può fare con una web radio. Una web radio è un ambiente web in cui si possono:
      • pubblicare file audio (Mp3, Mp4),
      • archiviarli ordinatamente,
      • offrirli tramite feed Rss agli abbonati,
      • accompagnarli da una serie di informazioni supplementare (descrizione, tag, )
      • commentarli e avviare una discussione,
      • realizzare in diretta una trasmissione,
      • creare una comunità di follower e following.
      Si ha a disposizione un portale che può supportare numerose attività didattiche proprio per il carattere versatile e semplice di questa tecnologia, questo un elenco delle attività possibili:
      • Storytelling: racconto, intervista, intervista impossibile, cronaca immaginaria, dialoghi immaginari, alterazione di opere (prologhi, finali alternativi e spin off)
      • Risorse Didattiche: registrazione lezioni, audio appunti / riassunti, discussioni in aula, messaggi agli studenti, correzione / feedback,
      • Radiocronaca: eventi, esperienze / uscite didattiche, attività formative (laboratorio, lavori gruppo), documentazione viaggi istruzione, documentazione progetti e attività
      • Recitazione: poesie, fiabe, racconti, audio libri, canti, radio dramma, auto e pseudo biografia,
      • Giornalismo: reportage / inchiesta, intervista, radio talk, giornale radio, etc.
      • e ancora: audio presentazione, divulgazione, testimonianze.

      2. Alcuni esempi e casi …
      Grazie all’opera pionieristica di Alberto Pian e alle iniziative dal basso di tanti docenti e studenti, l’uso delle web radio nella scuola è piuttosto diffuso e si trovano numerosi esempi e casi paradigmatici cui ci si può rifare per muovere i primi passi con il podcasting. In questo percorso ne segnalerò alcuni, scelti tra quelli che conosco, o perché offrono molti spunti o perché mostrano cosa si può fare col podcast.

      L’articolo fornisce un quadro teorico all’uso didattico del podcast e pone al centro l’importanza dell’ascoltare che costituisce un’abilità fondamentale nell’apprendimento. Si tratta, inoltre, di un caso interessante, perché qui il podcast è utilizzato in un contesto di apprendimento che concerne la lingua e letteratura greca e latina. Il podcsat è realizzato con Podomatic ed è suddiviso in due rubriche: Graeci docent e 10 minuti per dire che… . Esempi di sperimentazione del podcast in ambito disciplinare il primo, mentre il secondo lascia spazio al punto di vista degli studenti che si esprimono sui problemi della scuola vissuta nella quotidianità.

      2.2. Giovanna Budroni, La scuola fa podcast!
      Si tratta del canale della classe III F della scuola media dell’I.C. n° 4 di Quartu Sant’Elena, in cui sono fruibili una trasmissione e diversi show realizzati con Spreaker. La trasmissione si intitola “Ti racconto un dipinto” ed è suddivisa in 5 puntatein cui gli studenti presentano opere pittoriche. Gli show trattano di vari argomenti di attualità, storia e istruzione.

      2.3. Radio dell’I.C. Bosco Messina di Roma: Bosco Messina
      Anche in questo caso grazie a Spreakerè stata realizzata una radio scolastica che raccoglie i contributi dei docenti e studenti di varie classi e spazia dalla didattica disciplinare al carnevale, dalla recitazione all’attualità, dalle interviste impossibili alle canzoni e ancora: cronaca, manifestazioni, radio drama, recitazione, fiabe, etc.

      2.4. 3T: Tessere Tanti Testi – I.C. 2 Arzignano (VI)
      Segnalo due progetti che hanno coinvolto molti insegnanti e studenti delle classi di questo I.C.

      #3T: Tessere Tanti Testi … con i nonni: 24 puntate in cui gli alunni e i loro nonni raccontano
      # Tessere Tanti Testi… con ALADINO: 57 episodi in cui vengono trasmesse fiabe, storie, racconti; ma si parla anche di attualità, cittadinanza, etc.

      Entrambi i progetti sono stati realizzati con Podomatic. Questi i nomi degli insegnanti coinvolti: Bevilacqua Barbara, Carlotto Nerina, Fochesato Giorgia, Vicariotto Rosa Maria, Carlotto Giovanna, Confente Emiliana, Di Chiara Barbara, Mecenero Claudia, Treppaoli Chiara.

      2.5. EduSettimoCHANNELL– I.C. di Settimo san Pietro (CA)
      Un canale frequentato e popolato da molte trasmissioni e anche qui emerge, come evidenzia Alberto Pian, la natura propria del mezzo radiofonico, a sua capacità di supportare una struttura comunitaria e comunicativa complessa, personalizzata, abitata da molteplici gruppi tra loro interagenti in un dialogare continuo.

      2.6. Francesca Lazzari, Come realizzare una web radio per innovare la didattica
      Post di Francesca Lazzari pubblicato su scuolaetecnologia il 24/11/2016 e dedicato al fenomeno delle Web Radio Scolastiche. Nel caso esaminato si parla di “Alessia Riccardi, insegnante di lettere nella scuola secondaria di I grado presso l’I.C. “Oreste Giorgi” di Valmontone, che ha realizzato una Web Radio, Radiolol. Radiololè realizzata con Podomatic e incentrata su una rubrica intitolata “E tu che ne pensi” e che prende spunto dal debate per offrire agli studenti l’opportunità di esprimere un proprio punto di vista su temi d’attualità e scolastici.

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      Come creare e gestire una web radio con Spreaker e Podomatic

      Didatticamente il Podcast si presenta come una delle tecnologie più interessanti che il web propone. Realizzazione e pubblicazione sono relativamente semplici, il medium è ampiamente collaudato, si presta a molteplici utilizzi, non richiede costi particolari. 

      In questa terza parte dell’articolo descriverò due applicazioni web per il podcasting: “Spreaker” e “Podomatic” e fornirò due video tutorial in italiano che ne spiegano il funzionamento



      Per quanto riguarda un suo utilizzo in ambito formativo, l’uso della registrazione audio risulta estremamente versatile, disporre di una web radio offre un canale di trasmissione di informazioni di qualsiasi genere e organizzati in innumerevoli format.
      Tutto ciò che si può fare con la voce, in italiano e in una seconda lingua, si può fare con la Web Radio che risulta uno strumento capace di essere adattarsi a molteplici scenari didattici.

      Senari Didattici
      Propongo un elenco che raccoglie alcuni possibili impieghi della web radio, elenco incompleto, ma sufficiente ad apprezzare la elasticità di questa tecnologia:
      • Storytelling: racconto, intervista, intervista impossibile, cronaca immaginaria, dialoghi immaginari, alterazione di opere (prologhi, finali alternativi e spin off), racconto / documentazione eventi scolastici e del territorio;
      • Risorse Didattiche: registrazione lezioni, audio appunti / riassunti, discussioni in aula, messaggi agli studenti, correzione / feedback, presentazioni audio;
      • Radiocronaca: eventi, esperienze / uscite didattiche, attività formative (laboratorio, lavori gruppo), documentazione viaggi istruzione;
      • Recitazione: poesie, audio libri, canti, radio dramma, auto e pseudo biografia, letture antologiche;
      • Giornalismo: reportage / inchiesta, intervista, radio talk, giornale radio, testimonianze, radio giornale della scuola, divulgazione, etc. 
      Come fare?
      Rimane da rispondere ad un’ultima domanda: quali strumenti utilizzare per realizzare un canale radio tramite il web? Esistono molte possibilità, si può anche immaginare, come propone Alberto Pian, di adottare una didattica multicanaleintegrata, così definita dall’autore: “[…] consiste nel tentativo di parlare a tutti usando i canali di tutti e impiegando diversi codici linguistici e comunicativi. Tutti i mezzi possibili devono essere strumenti della divulgazione, ma in modo integrato, armonioso, che renda possibile anche un godimento estetico della fruizione“.
      A questo proposito consiglio la lettura dell’e-book di Alberto Pian intitolato “La didattica multicanale“, da cui è tratta la precedente citazione.
      Per cominciare tuttavia suggerisco applicazioni web semplici da utilizzare e che permettono di pubblicare trasmissioni radio e creare e gestire un proprio canale radio.
      Tra quelle che ho esaminato ho selezionato Spreaker e Podomatic, che di seguito presento.

      Spreaker: cos’è?
      Spreakerè un’applicazione web freemium che permette di creare e gestire una Web Radio, si tratta di un social per il Podcast che non risulta difficile da utilizzare e offre nella versione free 5 ore di trasmissione gratuita. Con Spreaker è possibile caricare file audio in formato Mp3 dal proprio PC o realizzare, tramite una consolle, una trasmissione radiofonica in presa diretta. È possibile, inoltre, condividere le proprie trasmissioni o registrazioni tramite i social media e disporre di un canale in cui saranno visibili e consultabili dagli utenti.

      Spreaker: Piani di Abbonamento
      Spreaker presenta una versione free con le seguenti limitazioni:
      15 minuti come tempo limite di trasmissione quando si registra in diretta
      5 ore di spazio audio
      Per consultare le altre 4 tipologie di abbonamento è possibile consultare la seguente pagina che è in italiano: Piani di abbonamento Spreaker.

      Presentazione di Spreaker
      Nella presentazione che segue si possono trovare la descrizione delle caratteristiche di Spreaker, scenari didattici, esempi su come utilizzarlo in ambito scolastico, linkografia.

      Creare e gestire una web radio con Spreaker from Gianfranco Marini

      Spreaker: video tutorial in italiano
      Ho realizzato un video tutorial che spiega la principali operazioni per utilizzare Spreaker e che ho suddiviso in 2 parti:

      Come realizzare una web radio con Spreaker – 1^ Parte
      In questa prima parte si mostrano i possibili utilizzi di Spreaker nella didattica, come registrarsi e come caricare un file Mp3.


      Come realizzare una web radio con Spreaker – 2^ Parte
      In questa seconda parte vengono spiegati l’utilizzo della console e della Media Library per realizzare una trasmissione in diretta.


      Podomatic: cos’è?
      Siamo in presenza di una applicazione web per creare un canale radio che può facilmente essere utilizzata per scopi educativi, la sola cosa che occorre saper fdare con Podomatic è caricare un file dal proprio PC, è inoltre possibile personalizzare graficamente il canale e visualizzare le statistiche delle proprie trasmissioni. L’account free offre 500 Mb di spazio di archiviazione.


      Presentazione di Podomatic
      Nella breve presentazione a seguire è possibile avere alcune indicazioni su come integrare Podomatic nell’attività didattica e disporre di alcuni link che rimandano a recensioni ed esempi dell’uso di Podomatic come radio educativa.



      Questo è il video tutorial su Podomatic che ho realizzato e in cui viene spiegata la principale operazione che è quella di caricare un file audio sul proprio Podcast . Vengono anche illustrate altre operazioni di configurazione e personalizzazione del canale e proposti diversi “scenari didattici” in cui può essere utile usare questa applicazione.


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      Euristikaè una Comunità di pratica e uno spazio di condivisione online di esperienze sul tema dell'innovazione in ambito aziendale, lavorativo, formativo. Fanno parte di Euristika educatori, HR, professionisti del mondo del lavoro.

      La cosa più interessante di Euristika è che il discorso sull'innovazione che viene portato avanti, lungi dall'essere la solita trita esaltazione delle "magnifiche sorti e progessive" cui si andrebbe incontro affidandosi alla tecnologia, costituisce piuttosto un interrogarsi su quanto sta accadendo, nel tentativo di declinare la tecnologia e l'innovazione entro lo spazio e il tempo dell'esperienza umana.

      Non, quindi, una acritica esaltazione o un altrettanto pregiudiziale rifiuto della tecnologia, ma il tentativo di comprendere e far comprendere che l'innovazione non è mai il risultato automatico delle tecnologia, ma frutto della capacità umana di creare il nuovo e che le storie che caratterizzano quest'epoca di trasformazione non sono quelle che vanno per la maggiore, invitti cavalieri senza macchia e senza paura che uccidono il mostro, ma quelle di chi contribuisce, nel proprio ambito e sorretto dall'abbraccio dell'intelligenza collettiva, alla creazione condivisa del significato, trovando nuove vie, nuovi modi di conferire senso sfruttando le tecnologie, senza farsi sommergere o sostituire da esse.


      Temi e Problemi
      Il punto di vista spiazzante rispetto ai soliti stereotipi con cui Euristika affronta il tema dell'innovazione si può cogliere nella stessa struttura con cui è organizzato lo spazio comunicativo online.
      Si tratta di incrociare agire individuale, mutamento, tecnologie e intelligenza individuale e collaborativa cogliendo la sinergia tra queste variabili  in ambiti e situazioni specifiche della quotidiana attività di lavoro, apprendimento, trasformazione dell'esistente. Raccontare storie che tematizzano lo sforzo ordinario e pongono l'accento sulla capacità di immaginare il possibile nelle pieghe dell'esistente.
      Per questo la ricerca di Euristika si rivolge a ciò che sfugge ad un primo esame, a ciò che non appare in primo piano ma richiede di essere portato alla luce distillandolo dalla complessità del reale attraverso lo strumento della narrazione che costituisce la scelta comunicativa privilegiata da Euristika in quanto, grazie alle storie, si può attuare una forma di comprensione e comunicazione del processo di trasformazione sistemica in corso che risulta insieme non riduttiva, coinvolgente e capace di dare un significato umano al diluvio informativo e trasformativo in corso.

      Le Rubriche / aree di lavoro
      L'approccio così peculiare portato avanti da Euristika  si coglie anche in quelle che sono le aree di lavoro intorno a cui le diverse storie vengono raccontate. Come esempio cercherò di illustrare due di queste rubriche che mi piacciono particolarmente. Ogni rubriche è preceduta da un Manifesto di intenti e contiene tante storie.

      Blind Siders
      Derivato dal football americano, il termine sta a indicare il punto debole (la possibilità che il quarterback venga placcato), i blind siders sono coloro che in un'organizzazione presidiano le aree di criticità e il cui lavoro, nascosto e poco appariscente, è tuttavia condizione per il buon andamento del sistema. Le storie dei "blind siders" sono interessanti perché mettono sotto i riflettori nodi sistemici, processi e competenze che quasi sempre rimangono invisibili e che sono, invece, fondamentali per il successo.
      Manifesto dei Blind Siders


      Bridges - Ponti
      Ponti mira a valorizzare, in quest'epoca di muri, il ruolo sinergico dei "ponti", ovvero della capacità di collegare e mettere in relazione risorse, conoscenze, persone, nella convinzione che la creazione del nuovo sia risultato di percorsi non lineari in cui gioca un ruolo decisivo la capacità di ricombinare elementi noti in modi inusitati. Collegare significa aprire strade percorribili nei due sensi in modo da disegnare nel territorio del conoscere e del fare una rete di comunicazione che mettendo in contatto esperienze, saperi e identità diverse (noi e gli altri) possa portare alla crescita complessiva degli uni e degli altri.
      Manifesto dei Bridges, Sinergia, collaborazione, persone.

      Alte rubriche sono:
      Pilastri
      Signor Errore: l'errore come strumento e momento di crescita e apprendimento

      Questi i profili su Linkedin degli ideatori e animatori di Euristika:
      Alessandro Giovannazzi, Fondatore ed Editore
      Marco della Monica, editore
      Biancamaria Cavallini, editore

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      Un vecchio post sempre attuale scritto da Emanuela Pulvirenti e pubblicato sul suo blog  Didatticarteil 30/08/2013, intitolato I dieci comandamenti per una presentazione perfetta.
      La presentazione è uno strumento di base utile nell'attività di insegnamento e apprendimento, i suoi impieghi non sono infatti limitati alla preparazione di una lezione, ma coprono un'ampia gamma di casi e situazioni:
      • spiegare un argomento,
      • illustrare un progetto,
      • documentare un'esperienza,
      • presentare le proprie conoscenze,
      • preparare una video lezione,
      • illustrare un'indagine,
      • raccontare una storia,
      • preparare un talk,
      e così via.
      È quindi estremamente importante, affinché si possano sfruttare al meglio le caratteristiche di questo strumento garantendo l'esito positivo della comunicazione, che la presentazione sia realizzata con cura dal punto di vista grafico. I consigli di Emanuela Pulvirenti vanno in questa direzioni e valgono non solo per la storia dell'arte, ma per qualsiasi disciplina o area disciplinare.

      I 10 comandamenti
      I comandamenti illustrati dall'autrice sono mirati a 2 principali obiettivi relativi ai due principali elementi strutturali costitutivi di una presentazione: 
      • l'impaginazione della singola slide o diapositiva;
      • la successione delle diapositive.
      In entrambi i casi il valore della grafica è essenziale per assicurare alla comunicazione efficacia nella composizione dei singoli elementi (le slides) e nella loro successione, in modo che sia rigorosa, coerente e significativa.
      Non bisogna incorrere in quella sorta di fallacia che vede nella grafica solo un elemento decorativo ed estrinseco, fallacia che nasce dall'idea che la grafica abbia un valore meramente strumentale e non influisca sui significati che intendiamo veicolare, al contrario gli elementi grafici sono determinanti nel costruire i significati.
      Di seguito l'elenco dei dieci comandamenti che vengono analizzati con accompagnamento di immagini esemplificative.  

      n. 1 – poco testo in ogni slide
      n. 2 – colori funzionali alla leggibilità
      n. 3 – margini attorno al testo e alle figure
      n. 4 – scelta dei caratteri tipografici
      n. 5 – evidenziare le parti importanti
      n. 6 – uso della gabbia di impaginazione
      n.7 – effetti speciali
      n. 8 – apertura con indice o mappa 
      n. 9 – ipertestualità
      n. 10 – immagini
      Altre risorse sul tema di come realizzare una presentazione efficace
      Chi volesse approfondire l'argomento può trovare indicazioni sulla composizione di una presentazione in questi post:
      1. Una guida testuale alla composizione di una presentazione gratuitamente scaricabile, in cui sono indicate 16 applicazioni free utili per realizzare e/o migliorare le proprie presentazioni. Tali applicazioni risultano utili nella varie fasi di creazione della presentazione: raccolta dei materiali, progettazione, Slide Design, risoluzione di problemi.
      2. Una vera e propria video guida su come realizzare una presentazione curata dal punto di vista grafico. Il video mostra una presentazione prima e dopo la "cura grafica". Anna Covone ha infatti: individuato una presentazione graficamente insoddisfacente; ne ha curato l'aspetto grafico con opportune modifiche e mostra il risultato finale. 
      3. Traduzione italiana di un interessante articolo centrato sull'uso dell'immagine nelle presentazioni che in genere costituisce la principale fonte di errori. Nel post vengono mostrati 11 errori tipici nel'uso delle immagini e illstrati con esempi.
      4. Un articolo in cui viene illustrato come realizzare dei talk (conferenze) costituiti da presentazione e commento vocale, secondo regole rigide relative ai tempi e al numero delle slide. In questo caso siamo di fronte a tecniche che mirano ad ottimizzare la pregnanza della comunicazione: ottenere brevità espressiva ed efficacia comunicativa, tenendo presente l'avvertenza che essere brevi non significa essere banali o superficiali o semplicistici.
      5. Si tratta di un processo analitico di scomposizione delle informazioni complesse in elementi semplici in modo da ottenere risultati  ottimali nella memorizzazione, nello studio, ma anche nella composizione di testi scritti e, in questo caso, dei testi di una presentazione. La difficoltà sta nel fatto che occorre conciliare la brevità con una alta densità di significato, come ricordato nell'avvertenza precedente.

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      Introduzione

      La trama della realtà è costituita data dall'intrecciarsi dei fili di tante storie, il disegno che formano ci sfugge, ma molte di queste storie lasciano intravedere qualche particolare del disegno complessivo e ci consentono di capire qualcosa, intravedere un senso in quel che accade. Il tessuto della realtà non è suddiviso in discipline, la conoscenza è data dalle domande che ci poniamo, dal tentativo di seguire il sovrapporsi di questi fili per cercare le risposte.

      Lo Scenario della Storia

      Le storie accadono nello scenario dello spazio e del tempo che costituisce il palcoscenico della storia. Spazio e Tempo sono le principali coordinate dei fenomeni oggetto della ricerca storica e filosofica. Spazio e Tempo sono concetti apparentemente semplici e intuitivi, in realtà la loro natura risulta molto più complessa di quel che sembra. Per comprendere questa complessità basta guardare questi 2 video.

      Prima lezione di storia e filosofia …. giocando con lo spazio e con il tempo


      Le Storie della Storia

      Raccontare le storie significa mantenere il ricordo, cercare esempi, conservare l'identità. L'identità non è come le radici di  un albero, l'identità è qualcosa di dinamico, muta e si trasforma e ad operare il cambiamento sono le narrazioni delle storie. L'identità sono le righe di un libro, le voci che raccontano. Le storie sono infatti macchine emotive, generatori di senso, il filo di Ariana per non smarrirsi nel labirinto. 
      Queste sono alcune delle tante storie che incontreremo dietro le date, i trattati, i dati della Storia:

      Enola Gay: il sorgere dell’era atomica

      Il soldato innamorato: la guerra e l’amore

      Paola Garelli: le ultime parole di Paola

      Il bene è muto: la storia di Nicholas Winston e Giorgio Perlasca

      Tammurriata Nera: la guerra e la miseria

      Franca Viola: la rivolta


      Lo Spazio delle relazioni umane

      Lo spazio geografico si mescola con lo spazio della storia e delle storie umane. Gli uomini con le loro narrazioni costruiscono uno spazio di relazioni intorno a loro, rapportandosi gli uni agli altri per confrontarsi, scontrarsi, collaborare, combattersi, amarsi, odiarsi, separarsi, unirsi, etc.

      TV2 DanmarkAll That We Share


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      Piero Dominici: Umanesimo Digitale
      Il video presenta una discussione tra Piero Dominici, docente di "Communication and Complexity" all'Università di Perugia, e il Professor Francesco Giorgino. Si tratta della settima puntata di un format della LUISSintitolato "Umanesimo Digitale, dialoghi sulle professioni del futuro."
      Si tratta di un dialogo di 5 minuti estremamente denso e interessante che presenta sinteticamente i temi della ricerca di Piero Dominici tra i pochi, e non da oggi, che mostra di avere una chiara consapevolezza della relazione tra rinnovamento politico e civile, progresso economico e sfida epistemologica ed educativa della ipercomplessità. Si tratta di ripensare complessivamente il progetto sociale in un’ottica che privilegi snodi quali la cittadinanza, l’inclusione, il pensiero critico, educazione alla complessità per giungere alla definizione di un nuovo patto sociale
      Per comprendere e addomesticare la società ipercomplessa e iperconnessa occorre adottare un approccio sistemico
      Entro questo contesto vengono proposte riflessioni sui seguenti temi:
      • umanesimo digitale
      • disintermediazione - reintermediazione
      • cittadinanza digitale
      • ricomporre frattura tra umano e tecnologico
      • superamento delle false dicotomie (conoscenze / competenze, sapere umanistico e scientifico, etc. )
      • la sfida educativa come questione cruciale
      Il video è stato pubblicato sul canale LUISSGuidoCarli il 13/04/2018 con il titolo di "Digital Humanism: l'ipercomplessità nell'era del digitale", la durata è di circa 5 minuti.


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      Pietro Alotto: l'Argument Map
      L'Argument Mapping è la tecnica che mira ad esplicitare la struttura argomentativa di un discorso o testo e che a tale scopo si avvale di procedure di mappatura. Pietro Alotto, nel suo blog La Scuola Che Non C'è, ha fornito un essenziale contributo ad introdurre e diffondere questa pratica utilizzando MAV (MindMup'sap Argument Visualization), un software per la mappatura argomentativa di testi / discorsi. Nel blog di Pietro Alotto si possono inoltre trovare interessanti post che spiegano cosa sia l'Argument Mapping e molti esempi di analisi argomentativa di testi tratti dalla tradizione filosofica ma anche dall'attualità. 


      Introduzione a MindMup’s Argument Visualization
      Per trarre profitto dagli articoli di Pietro Alotto consiglio di partire da un post che costituisce una introduzione alla pratica dell'Argument Mapping e ne sottolinea l'importanza ai fine dell'insegnamento e apprendimento del pensiero critico e analitico, si tratta di un articolo pubblicato su Medium il 20/10/2017 e intitolato: Introduzione a MindMup’s Argument Visualization.

      MAV: Mappe Mentali per l'Analisi Argomentativa
      L'articolo introduce all'uso di MAV, piattaforma open source per realizzare mappe argomentative condivisibili e realizzabili anche collaborativamente. MAV ha lo scopo di rappresentare graficamente la struttura di un ragionamento o argomento. In logica si dice argomento un un insieme di proposizioni di cui alcune (almeno due) costituiscono le premesse da cui viene derivata una conclusione necessaria in quanto coerente con le premesse. 

      Cos'è L'Argument Mapping
      Riprendo dalla voce Argument Mapdi en.wikipedia la definizione di questa pratica:
      una mappa argomentativa o degli argomenti ha lo scopo di rappresentare visivamente la struttura di un argomento indicandone gli elementi costitutivi (premesse, conclusioni, obiezioni, premesse implicite, controargomentazioni, confutazioni) e il loro ordine
      L'argument mappingè utilizzato per l'insegnamento del pensiero critico, logico e procedurale e consente di identificare la struttura logica di un'argomento, identificarne gli assunti, valutare coerenza ed efficacia dei vari argomenti al fine di supportare la conclusione. Non si tratta di mappe mentali o concettuali. 
      Normalmente una mappa argomentativa possiede una struttura ad albero ed è caratterizzata da due componenti:
      1. un insieme di nodi che rappresentano i vari elementi del ragionamento (proposizioni) 
      2. un insieme di connettori (linee, frecce) che uniscono i vari nodi e rappresentano le inferenze Esistono software che permettono di ricostruire la mappa di un argomento. 


      Il Post di Pietro Alotto

      Alotto segnala una piattaforma per la visualizzazione degli argomenti: MAV (Mindmup’s Argument Visualization) che è nata presso l'Università di Princeton per migliorare le capacità di ragionamento analitico degli studenti. 
      Si tratta di una applicazione online utilizzabile gratuitamente in quanto open source, ideale da utilizzare con gli studenti e piuttosto semplice da usare. MAV, data la semplicità con cui si apprende, può essere utilizzata con gli studenti della secondaria superiore e anche della primaria di secondo grado. 
      Alotto ne spiega l'uso nella didattica anche attraverso alcuni video tutorial molto intuitivi che mostrano la semplicità d'uso di questo strumento: 
      1. creare un argomento
      2. visualizzare un argomento complesso
      3. ragioni e obiezioni 
      4. modificare una mappa
      5. navigare una mappa

      Link Utili
      1. chi volesse apprendere qualcosa di più sulle mappe argomentative può leggere un altro post di Pietro Alotto intitolato: Come le argument maps aiutano la mente a comprendere e pensare meglio;
      2.  ottimo anche il video di Pietro Alotto che introduce all'argomentazione e ai suoi concetti chiave, ricco di esempi e molto efficace sul piano comunicativo: L'argomentazione: Key concept.

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      Il 22 settembre del corrente anno si terrà a Modena il II Meeting "Inclusione Digitale" il cui tema è dato dal "motivare in modo creativo con la Media Education". Il Meeting è organizzato dall'Istituto Comprensivo 7 e si terrà presso il plesso della scuola primaria "G. Leopardi". Ringrazio Ivana Nobler e Lella Costi per avermi invitato e spero di poter dare un contributo che possa essere utile ai colleghi che interverranno. 
      I Workshop
      Elemento qualificante del Meeting saranno i Workshop suddivisi in 3 fasce orarie, a questa pagina il programma completo del Meeting con l'indicazione dei vari Workshop suddivisi in tre fasce orarie

      Non solo Audio e Non  Solo Video

      Audio e video digitale sono media ormai sempre più utilizzati in contesti formativi, a mio parere i vantaggi che presentano sono molteplici. Audio e video possono infatti essere realizzati in modo relativamente semplice (Podcast, Screencast), consentono di sviluppare le competenze mediali di base, il loro utilizzo non presenta costi eccessivi, sono strumenti estremamente versatili in quanto adattabili alle diverse circostanze ed esigenze proprie di una didattica situazionale.

      Non scuola Digitale, ma il digitale a Scuola
      Si tratta di media digitali relativamente semplici da realizzare da parte di chiunque e che non richiedono competenze informatiche specifiche conseguibili con lunghi processi di formazione / aggiornamento. Come ingegneri, medici e avvocati, anche insegnanti e studenti non devono diventare "insegnanti e studenti digitali". L'ingegnere utilizza ampiamente tecnologie digitali non per questo viene chiamato "ingegnere digitale" e la sua professione "ingegneria digitale". Non si tratta di una questione meramente terminologica, ma di una questione di sostanza, dietro cui spesso si cela un errore fatale: quello di ritenere che vi possa essere buona scuola solo e nella misura in cui la scuola divenga digitale. In realtà il vero problema non sono le tecnologie, ma la didattica, come mostra questo noto video.


      La questione quindi non è l’integrazione della didattica nelle tecnologie, ma esattamente il contrario, sono le tecnologie a dover essere ricondotte nell'ambito della didattica.

      Dalle TIC alle TAC
      Dovendo ragionare di utilizzo didattico delle tecnologie occorre spogliarsi dei panni del tecnologo e indossare quelli dell’insegnante, occorre specialmente evitare l’effetto “Wow”, tipico del marketing emozionale, nella scelta della tecnologia più mirabolante e avveniristica, non necessariamente utile o conveniente sul piano didattico. Si tratta di abbandonare la "cultura delle rincorsa tecnologica" che porta spesso a subordinare la didattica alla tecnologia e passare dalle TIC o Tecnologie della Informazione e Comunicazione; alle TAC, le Tecnologie dell’Apprendimento e della Conoscenza. Ciò significa che al centro della ricerca e della pratica didattica deve essere posto il problema di come apprendere con le tecnologie, non di come apprendere le tecnologie
      Audio e video digitali sono tecnologie di base nella comunicazione multimediale, dotate di enormi potenzialità e valenze didattiche sia che le si consideri dal punto di vista delle conoscenze che possono contribuire a promuovere, che delle competenze e capacità che consentono di sviluppare sul piano creativo, critico e della Media Education.


      Perché "Non solo"?
      Perché non è sufficiente pubblicare un video o un file audio sul web per poter dire di avere conseguito un risultato formativo significativo e valido. La mera pubblicazione di contenuti audio e video non fa altro che trasferire sul web la didattica trasmissiva e monologica che viene spesso svolta in presenza e non sfrutta in modo ottimale le potenzialità del digitale della rete. Occorre quindi sfruttare al meglio le risorse e strumenti offerti dal web per:
      • costruire il video sfruttando al meglio la multimedialità del digitale, quindi non una facciona in primo piano che bla bla bla, ma presentazioni, mappe, immagini, infografiche, etc. a supporto del del discorso
      • costruirvi intorno un ambiente comunicativamente ricco
      • rendere il video interattivo
      • utilizzare varie tipologie di audio e video: video o audio talk,  video o audio lezione, video o audio intervista, video quiz, etc.. 
      • fare in modo che siano gli studenti, non solo il docente, a realizzare video con differenti tecnologie e di differenti tipologie. 
      Mappa di Apprendimento
      Ho creato una mappa che presenta un percorso di apprendimento sul tema dell'audio e del video nella didattica che costituirà l'ambiente online di apprendimento cui farò riferimento nei miei Workshop e che rendo disponibile a tutti. Ho cercato di ideare e organizzare questa mappa come un percorso di formazione che chiunque può autonomamente intraprendere anche se non prenderà parte ai workshop.
      Nella mappa vi sono le risorse (guide, articoli, video tutorial recensioni, esempi, webinar) necessari a sviluppare le conoscenze teoriche e le abilità richieste per un uso non banale e trasmissivo di audio e video digitali. La mappa contiene anche indicazioni e informazioni per navigarla e usarla al meglio.

      Non solo Audio & Video: audio, video e web nella didattica


      Presentazione: Platone, gli ARG e il Sequestro Emotivo
      Nel mio intervento nella plenaria proverò a illustrare un breve percorso che, partendo dagli ARG (Giochi di realtà alternativa) mostri le enormi potenzialità della cultura convergente e del transmedia storytelling, elementi centrali dell'ecosistema mediale contemporaneo. Tenterò quindi di esplicitare il lato oscuro dello storytelling chiamando a testimone Platone e la sua "antipatia" per i poeti, colpevoli di "oscurare" con il contagio emotivo la razionalità umana. Proverò quindi a trovare un riscontro alle parole di Platone nel fenomeno dell'Amygdala Hijack, il sequestro della mente razionale operato dal sistema limbico che conduce a mettere fuori gioco la neocorteccia e la mente razionale.
      La conclusione non è che dobbiamo rinunciare alle storie né, tanto meno, alle emozioni, ma che è bene tenere sempre gli occhi bene aperti o, fuor di metafora, che la Media Education è una necessità .

      Presentazione: Platone, gli ARG e il Sequestro Emotivo 


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      Indice
      Dare forma al caos informativo
      Che cos'è un'infografica?
      La video infografica
      Video infografica e narrazione
      Tipologie di video infografica
      Video tutorial in italiano
      Archivi per Cercare o Condividere Infografiche
      Altre Rirosrse
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      Dare Forma al Caos informativo
      La rappresentazione grafica delle informazioni da sempre costituisce una delle dimensione chiave della comunicazione, la stessa nascita della scrittura è il risultato di un complesso processo che mira alla rappresentazione grafica della lingua parlata.
      La rappresentazione grafica delle informazioni ha anche una dimensione conoscitiva in quanto è la ricerca di un ordine che trasformi i dati in informazioni imponendo al caotico flusso degli accadimenti una struttura relazionale e razionale. Si tratta quindi di uno degli aspetti principali dell'agire conoscitivo umano, la creazione del senso, la ricerca e/o imposizione di un logos che è alla base nascita della filosofia e delle scienze.
      L'odierno successo delle infografiche nasce da ragioni simili, la quantità di dati oggi in nostro possesso è tale da risultare ingovernabile, il problema dell'overload informativo si accompagna a quello di un sovraccarico cognitivo, la difficoltà di "inquadrare" i dati, ovvero inserirli in un contesto strutturato, categorizzato, che li renda comprensibili e esplorabili, senza la qual cosa i dati non saranno mai informazioni, ma caos, opposto del logos, disordine.

      Che cos'è un'Infografica?
      Il termine infografica nasce dalla fusione delle parole informazione (information) e grafica (graphic), ovvero: visualizzazione delle informazioni in cui prevale l'aspetto grafico e visivo su quello testuale. Componente essenziale dell'attuale sviluppo delle infografiche è la digitalizzazione e l'elaborazione computerizzata delle informazioni e della loro visualizzazione.
      In questa accezione molto ingenua e generale molte cose possono essere etichettate come Infografiche: mappe concettuali e mentali, diagrammi di flusso, istogrammi, mappe, schemi, ecc.

      Per cercare di chiarire cosa sia esattamente un'infografica e quale sia attualmente l'evoluzione di questo strumento, propongo in questo post un percorso di approfondimento che tratterà i seguenti punti:
      1. cosa sono le infografiche
      2. la video infografica
      3. applicazioni per creare infografiche
      4. video turorial in italiano
      Per molti di questi punti rimanderò ad altri post scritti da me o altri sul tema, mentre cercherò di trattare della video infografica che costituisce una evoluzione di questo strumento che mostra interessanti potenzialità sul piano della comunicazione didattica.
      Per chi volesse ulteriori delucidazioni su caratteristiche e tipologie di infografica, suggerisco i seguenti articoli:
      - Wikipedia: Infografica;
      - Romeuracademy, Sara Stabile, Cos'è un'infografica.

      Mauro Tudini: Cos'è l'Infografica?
      Si tratta di una video infografica intitolata Che cos'è l'infografica, in cui si spiega in 6 minuti cosa sia un'infografica, quali gli elementi che la costituiscono, mostra esempi della storia delle infografiche, illustra i motivi del loro successo e parla dell'uso che ne viene fatto nella stampa e nei social.


      Scheda Video
      Autore: Mauro Tudini
      TitoloChe cos'è l'infografica
      Data Pubblicazione: 15/12/2012
      Durata: 6:24

      La video infografica
      Evoluzione dell'infografica, conosciuta anche come infografica animata o video spiegazione, i termini  inglese sono Motion Graphic Video o Video Explainer.
      La video infografica è:
      • un breve video esplicativo di 2 o 3 minuti ,
      • ampiamente utilizzato nel mondo del marketing e della comunicazione aziendale (sia interna che esterna) 
      • e rivolto in modo particolare agli utenti dei social media;
      • scopo è quello di spiegare nel modo più semplice e accessibile un concetto, 
      • coinvolgendo e divertendo lo spettatore 
      • e facendo si che il messaggio rimanga impresso nella memoria.
      Per conseguire tale obiettivo la video infografica utilizza codici ed elementi comunicativi propri dell'infografica (icone, diagrammi, grafici, istogrammi, schemi, etc.) o disegni in stile cartone animato, che vengono animati in un video caratterizzato da un montaggio estremamente curato e dinamico, colori vivaci e sottofondo musicale.
      Immagini e altri elementi grafici sono accompagnati da brevi testi esplicativi e, in certi casi, anche da una voce fuori campo.
      Per evitare equivoci occorre tenere presente che con il termine di video infografica o infografica animata viene anche indicata da molti l'infografica statica (un'immagine), caratterizzata da elementi grafici animati. Altra cosa ancora è l'infografica interattiva in cui l'utente può modificare la modalità con cui sono rappresentati i dati, qui un esempio: la storia del web in un'infografica interattiva

      Video infografica e Narrazione
      Il forte impatto emotivo e il coinvolgimento che la video infografica mira a conseguire si basano su una struttura del messaggio veicolato caratterizzata dal seguente schema: problema - soluzione - chiamata all'azione (call to action). Da ciò risulta evidente la stretta correlazione tra video infografica e storytelling. La video infografica dovrà contenere una storia e quindi una precisa struttura narrativa basata su uno schema come quello dei tre atti (problema, soluzione del problema e ristabilimento dell'equilibrio) o su uno dei tanti schemi narrativi possibili; a tale proposito si può consultare il post 8 schemi classici di storytelling. Devono comunque esservi un protagonista, un antagonista, una sfida o problema e deve essere prospettata una soluzione.

      Tipologie di video infografica
      Nell'articolo pubblicato su Video MonsterCos'è una video infografica, vengono anche esemplificate varie tipologie di video infografiche funzionali a situazioni e scopi differenti:
      • video istituzionali;
      • video per i social network;
      • video promozionali;
      • video esplicativi;
      • video curriculum;
      • video presentazioni;
      • video storytelling.
      Rimando all'articolo per spiegazioni più dettagliate. 

      Alcune video infografiche che spiegano cosa sia una video infografica
      riporto alcune video infografiche con testi in italiano realizzate ocn lo scopo di spiegare cosa sia una video infografica. Ricordo che si tratta di esempi e spiegazioni rche si riferiscono al mondo aziendale e del marketing, ma le potenzialità di una possibile utilizzazione di questo strumento in ambito didattico mi sembrano evidenti.

      1° video: Cos'è un'infografica animata?
      Autore: EmpixMultimedia
      Data Pubblicazione: 1/6/2016
      Durata:  2:28
      Link direttoCos'è un'infografica animata?



      2° video: Che cos'è una video infografica?
      Autore: AxuraVideo
      Data Pubblicazione: 2/12/2013
      Durata: 1:13
      Link direttoChe cos'è una video infografica?


      Applicazioni per creare Infografiche Video Tutorial in Italiano
      Esistono molte applicazioni web e app per dispositivi mobili che possono essere utilizzate per realizzare infografiche. Si tratta, in genere, di applicazioni che offrono caratteristiche e funzionalità comuni, segnalo quelle più importanti:
      • sono freemium ma con una versione sufficientemente completa da poter essere utilizzata nella didattica;
      • sono strumenti multifunzionali, nel senso che permettono la creazione di vari tipi di oggetti mediali oltre alle infografiche: presentazioni, poster, immagini interattive, animazioni, grafica, etc.;
      • sono relativamente semplici da usare in quanto dispongono di librerie di oggetti grafici (icone, sfondi, immagini, etc.) che possono essere manipolate con la tecnica del trascinamento e rilascio del mouse;
      • i lavori sono facilmente scaricabili e/o condivisibili via link o email o social media o codice di incorporamento
      Le applicazioni che ho considerato sono: Canva, Easel.ly, Infogr.am, Genial.ly, Piktochart, Visme. Di altre come Venngage, Visual.ly, strumenti altrettanto validi, non ho trovato video tutorial in lingua italiana.
      Dal momento che sarebbe impossibile indicare tutti i video tutorial presenti in rete che illustrano come utilizzare webware e app per realizzare infografiche, ho creato una playlistformata da 22 video su YouTube in cui ho incluso i video tutorial in italiano delle più note tra esse. Ho anche inserito video guide che spiegano cosa sia un'infografica, una video infografica e illustrano altre risorse relative a questo strumento comunicativo.
      Questo il link della Playlist: Infografiche: guide e video tutorial.
      Nella stessa Playlist ho anche inserito i video tutorial italiano relativi ad applicazioni web o software che permettono di creare video infografiche: Adobe Spark Video, Powtoon, Videoscribe.

      Archivi per Cercare o Condividere Infografiche
      Strumenti estremamente utili sono quei siti che consentono di condividere le proprie infografiche e/o cercare tra le infografiche pubblicate da altri utenti. Si tratta di repository online contenenti migliaia di infografiche riutilizzabili citando gli autori.
      Caratteristiche di tutti questi siti sono:
      • disponibilità di un box di ricerca;
      • classificazione delle infografiche per: categorie, più visualizzate, più recenti, più votate,
      • link e/o codice di incorporamento;
      • condivisione nei principali social media.
      Questi alcuni dei siti per la condivisione di infografiche:
      • Graph.net: in inglese, presenta tutte le funzionalità sopra descritte, ogni infografica è preceduta da una descrizione molto esaustiva.
      • Infographiclove: in italiano, nasce da un progetto mirato alla condivisione dal basso delle infografiche. Chiunque può registrarsi e creare il proprio portfolio di infografiche. Le infografiche possono essere ricercate con un box di ricerca molto scomodo (posto alla fine della pagina) o per categorie (social, Web, Food, Lifestyle, video infografiche, infografiche animate) a loro volta suddivise in sotto categorie.
      • Infografie: si tratta di un aggregatore di infografiche in italiano. Le infografiche sono inviate dagli stessi utenti e archiviate in categorie. È possibile anche la ricerca tramite box di ricerca. Ogni infografica può essere commentata, condivisa tramite email o social media, si può anche richiedere di utilizzarla compilando un form.
      • Elearninginfographics: in inglese. Raccolta di infografiche relative al mondo educativo suddivise per categorie (educational technology, gamification, social learning, etc.), per livello di istruzione (preschool, k12, higer education, etc.), per destinatari (teacher, student). per ogni infografica è disponibile il codice di incorporamento, è possibile postare commenti, condividere via social media.
      Storia dell'Infografica


      Altre Risorse per approfondire il tema delle Infografiche
      1. Manuela Piscitelli: Corso di infografica - tutto sulle infografiche in 12 presentazioni - lettering, caratteri, percezione, teoria colori, griglie, etc., nell'Anno Accademico 2009/10 ha curato un interessante Corso di infografica e pubblicato online 12 ottime presentazioni in formato PDF che offrono un quadro teorico completo relativamente alle infografiche. Si tratta di materiale estremamente interessante e utile che presenta conoscenze e ambiti del sapere che concernono l'infografica: dalla percezione visiva alla teoria dei colori, dai caratteri al linguaggio visivo e così via.
      2.  Una presentazione di 91 slides realizzata con Prezi da Anna Rita Vizzari dal titolo "Infografiche nella didattica". Si tratta di una delle risorse in italiano sul tema "Infografiche e didattica" più ricche e interessanti esistenti nel web. La presentazione è suddivisa in 6 sezioni: 1. cosa sono le infografiche 2. Uso didattico delle infografiche 3. strumenti utili per le infografiche 4. laboratorio infografiche 5. Repertori nella didattica 6. Laboratorio: infografica dinamica con repertorio.
      3. Gianfranco Marini, Infografiche: una lunga storia, un tentativo di mostrare alcuni squarci della storia dell'infografica attraverso l'esame di alcuni esempi dal medioevo alla nascita dell'infografica vera e propria. 

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      Rilasciato nel marzo del 2017 dal Centro Comune di Ricerca (Joint Research Center - JRC) lo European Framework for the Digital Competence of Educators, autori Christine Redecker e Yves Punieè stato finalmente tradotto in italiano grazie a Mirella Sale e pubblicato in Italia da Wikiscuola nel 2018 con licenza CC.
      Si tratta di un documento di 96 pagine disponibile in PDF a questo indirizzo: Quadro Europeo per le Competenze Digitali degli Educatori
      Chi volesse può consultare la sintesi in inglese del documento recandosi a questa pagina: Assessing Educators Digitale Competence. Da quest'altro indirizzo si può scaricare il documento completo in inglese: European Framework for the Digital Competence of Educators: DigCompEdu.
      Il focus non è posto sulle competenze tecnico - informatiche, ma su come le tecnologie digitali possono essere utilizzate nell'insegnamento e nell'apprendimento.

      Indice
      Grazie all'ottimo lavoro di Mirella Sale e a Wikiscuola, ora le DigCompEdu sono ora a disposizione di tutti i docenti italiani per essere lette, discusse, criticate, migliorate e tradotte in pratica. Un utilissimo contributo alla discussione sul "digitale a scuola" (e mettendo da parte, a mio avviso, l'idea stessa di una scuola digitale)

      Questi i punti più significativi dell'indice:
      Sintesi
      Introduzione
      DigCompEdu in breve
      DigCompEdu spiegato
        01 Impegno professionale
        02 Risorse Digitali
        03 Insegnamento e apprendimento
        04 Valutazione
        05 Responsabilizzazione degli Studenti
        06 Facilitare l'acquisizione delle Competenze Digitali
        07 Panoramica
      DigCompEdu in dettaglio
        01 Impegno professionale
        02 Risorse Digitali
        03 Insegnamento e apprendimento
        04 Valutazione
        05 Responsabilizzazione degli Studenti
        06 Facilitare l'acquisizione delle Competenze Digitali
        07 Panoramica
      Glossario
      Sono inoltre presenti numerose figure e tavole.

      DigCompEdu in breve
      DigCompEdu prende in esame 6 differenti aree di competenza per un totale di 22 competenze. Questa la mappa delle 6 aree in cui sono suddivise le competenze digitali che gli educatori devono possedere:

      Area 1 - Impegno Professionale: focalizzata sugli ambienti professionali
      Area 2 - Risorse Digitali: ricerca delle fonti, creazione e condivisione di risorse digitali
      Area 3 - Insegnare e Studiare:  gestione e coordinamento dell'utilizzo i strumenti digitali nell'insegnamento e nell'apprendimento
      Area 4 - Valutazione: strumenti e strategie digitali per migliorare la valutazione
      Area 5 - responsabilizzazione degli studenti: utilizzo di strumenti digitali per per potenziare l'apprendimento degli studenti
      Area 6 - facilitare l'acquisizione delle Competenze Digitali: facilitare lo sviluppo delle competenze digitali degli studenti

      Di seguito le 6 Aree e le 22 competenze

      AREA 1 - Impegno professionale
      1.1. Comunicazione Organizzativa
      1.2. Collaborazione Professionale
      1.3. Pratiche riflessive
      1.4. Competenze Digitali

      AREA 2 - Risorse Digitali
      2.1. Selezione
      2.2. Creazione e modifica
      2.3. Gestione, protezione e condivisione

      AREA 3 - Insegnare e Studiare 
      3.1. Insegnare
      3.2. Orientare
      3.3. Apprendimento collaborativo
      3.4. Apprendimento auto - regolato

      AREA 4 - Valutazione
      4.1. Strategie di valutazione
      4.2. Analisi dei risultati
      4.3. Feedback e progettazione

      AREA 5 - Responsabilizzazione degli studenti:
      5.1. Accessibilità e inclusione
      5.2. Differenziazione e personalizzazione
      5.3. Coinvolgimento attivo degli studenti

      AREA 6 - facilitare l'acquisizione delle competenze digitali
      6.1. Alfabetizzazione e media literacy
      6.2. Comunicazione
      6.3. Creazione di contenuti
      6.4. Benessere
      6.5. Risoluzione di problemi

      Link Utili

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      INDICE
      Oliviero Cresta,Gli Errori Cognitivi - 6 Errori Cognitivi
      State of Mind, Bias - Euristiche, cosa sono e alcuni esempi
      en.Wikipedia - Elenco di Cognitive Biases
      Meg Dowell, infografica, 20 pregiudizi cognitivi che minano le tue decisioni
      Andrea Giuliodori, I 23 bias cognitivi che ti incasinano la vita
      pensierocritico.eu, Mistificazione e demistificazione

      Errori e Distorsioni Cognitive
      Primo di una serie di 6 articoli scritti da Oliviero Cresta sul tema degli Errori o Distorsioni Cognitive e pubblicati nel corso del 2015 su RentalBlog. L'articolo si intitola Gli errori cognitivi - L'effetto ancoraggio e tratta della tendenza che abbiamo a decidere affidandoci alle prime informazioni disponibili e assumendole come punto di riferimento indiscusso cui ancorare tutti i nostri giudizi, spesso distorcendo le informazioni che acquisiamo successivamente in modo da renderle compatibili con l'ancora iniziale. 

      Euristiche ed errore
      Quella dell'ancoraggio è una procedura euristica, termine con cui in psicologia si indicano quei processi in cui si devono assumere decisioni e/o risolvere problemi in situazioni concrete della vita quotidiana, senza disporre di informazioni e/o tempo sufficienti. Quando le risorse su cui basare la propria decisione sono limitate entrano in gioco meccanismi operativi, spesso inconsci e automatici, che forniscono schemi semplificati di comportamento / decisione basati su modelli / sceneggiature generali e generiche.  Questo può portare a commettere errori o prendere decisioni che in seguito si rivelano inefficaci o controproducenti. Un esempio di strategia euristica è procedere per tentativi ed errori fino ad arrivare alla soluzione del problema.

      State of Mind, Bias, Euristiche, errori di ragionamento
      Su State of Mind, giornale delle scienze psicologiche, un articolo intitolato "Bias - Euristiche"è dedicato ad esaminare la questione dei Bias e del loro rapporto con le euristiche e i ragionamenti. I bias vengono definiti come particolari euristiche basate su pregiudizi astratti che si acquisiscono al di fuori del ragionamento critico e senza riscontri oggettivi e conducono a errate valutazioni, scelte sbagliate e possono dar luogo a pregiudizi.
      Vengono quindi esaminati 15 Bias cognitivi tra i più comuni con il corredo di video e immagini e il riferimento a testi e ricercatori che si sono occupati di questi problemi.
      L'interesse dell'articolo risiede anche nel fatto che fornisce alcuni chiarimenti sull'origine del termine bias, su cosa siano le euristiche cognitive e anche qualche cenno sulla terapia cognitiva.

      People's Cyclopedia of Universal Knowledge - 1883 - Wikipedia
      Un elenco degli Errori Cognitivi
      L'elenco degli errori cognitivi e delle euristiche studiate dalla psicologia è lungo ma il loro studio estremamente interessante qualora si voglia dare concretezza a quella educazione al pensiero critico da tutti auspicata in astratto. Una lunga lista di Errori Cognitivi (Cognitive Biases), la si può trovare nella versione inglese di Wikipedia, dove sono indicati circa 120 tipi di errori diversi: List of Cognitive Biases. Per consultare la lista si può utilizzare la funzione di traduzione automatica del proprio browser, con Chrome, per esempio, è sufficiente cliccare col tasto destra e dal menù che comparirà selezionare "Traduci in italiano".

      Su  RentalBlog vengono esaurientemente spiegati da Oliviero Cresta anche altri errori cognitivi facendo riferimento ad esempi, esperimenti e studiosi di psicologia che si sono occupati di essi. Di seguito l'elenco degli altri 5 articoli presenti sul blog:
      1. Gli errori cognitivi – Il pregiudizio sullo status quo
      2. Gli errori cognitivi – L’euristica della disponibilità
      3. Gli errori cognitivi – L’errore di rinforzo delle scelte
      4. Gli errori cognitivi – L’effetto gregge
      5. Gli errori cognitivi – Il pregiudizio di conferma
      20 Errori Cognitivi che minano le tue decisioni
      La seguente infografica raccoglie 20 errori o distorsioni cognitive ed è contenuta in un breve post di Meg Dowell pubblicato su Lifehack  con il titolo 20 Cognitive Biases That Largely Affect Your Everyday Decisions.
      Ho tradotto la descrizione dei 20 Bias cognitivi con una certa fatica perché lo stesso bias viene denominato in modi diversi e la traduzione in italiano non è sempre possibile perché si tratta spesso di espressioni gergali oppure lo stesso bias prende un altro nome nella nostra lingua. Ho anche inserito link di approfondimento per tutti quei bias per i quali ho trovato indicazioni chiare e affidabili  in italiano.
      Ho quindi utilizzato Thinglink per inserire le traduzioni nell'immagine.



      L'elenco degli stessi errori presenti nell'infografica si può trovare nel blog di Luca Bertuccini che li spiega meglio di quanto faccia la mia traduzione e con esempi e definizioni piuttosto chiare e comprensibili per tutti. Il titolo del post è "20 Bias cognitivi che influenzano le nostre scelte"

      Chi volesse consultare una lista di Errori Cognitivi non del tutto coincidente con quelli dell'infografica può leggere in italiano un post di Andrea Giuliodori dal titolo "I 23 bias cognitivi che ti incasinano la vita". Dopo avere sinteticamente chiarito cosa siano i bias cognitivi e quale sia il loro funzionamento, Andrea Giuliodori presenta 23 errori, distorsioni, illusioni citando testi e autori di riferimento e fornendo esempi.


      MIstificazione e Demistificazione
      Molto utile per contestualizzare la problematica dei Bias Cognitivi entro la prospettiva di un'educazione al Pensiero Critico la pagina pubblicata su pensierocritico.eu e intitolata "Mistificazione (Fake News) e demistificazione (Debunking)". Si tratta di uno spazio in cui Franco Matarella , con un esemplare lavoro di cura dei contenuti, ha raccolto indicazioni teoriche, strumenti e risorse mirate alla comprensione del fenomeno della mistificazione (Fake, news, bufale, post-verità) e delle condizioni alle quali è possibile contrastare questo fenomeno con pratiche come il Debunking ma, soprattutto, con una cultura centrata sul pensiero critico.
      Per comprendere come notizie e concezioni false possano affermarsi è fondamentale fare riferimento ai meccanismi psicologici che presiedono alla formazione e fissazione delle nostre credenze e tra questi il ruolo centrale spetta ai bias cognitivi. In questo modo è spesso possibile capire la vulnerabilità delle persone alla disinformazione e impostare una strategia di Debunking - (demistificazione) adeguata che consiste nella decostruzione delle narrazioni mistificanti.


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      Una splendida presentazione realizzata da Elisa Turrini con Adobe Spark Page sul tema dell'Autobiografia Cognitiva, strumento per la valutazione autentica entro il contesto dell'apprendimento situato. La narrazione autobiografica diventa il metodo per ricostruire consapevolmente il proprio percorso formativo e i suoi risultati da parte dello stesso discente. In tale dimensione l'uso dello storytelling digitale o non digitale, diventa fondamentale.
      Punto di partenza della riflessione sulla valutazione proposta da Elisa Turrini è l'esigenza di sviluppare un approccio alla valutazione che sia capace di:
      • valutare lo sviluppo di conoscenze e competenze nell'apprendimento situato,
      • superare i limiti delle prove standardizzate.
      La valutazione autentica deve essere autovalutazione compiuta dal soggetto che apprende al fine di divenire consapevole del proprio modo di apprendere per coglierne limite, stile, problematicità e renderlo più adeguato.
      vengono quindi esaminati gli strumenti per sviluppare una valutazione autentica individuandone punti di forza e limiti:
      • compiti di realtà,
      • osservazione sistematica,
      • autobiografia cognitiva

      Autobiografia Cognitiva
      L'autobiografia cognitivaè il processo consapevole di ricostruzione delle proprie esperienze in forma narrativa in modo da conferire ad esse un senso. Il riferimento è alle ricerche di Duccio Demetrio sulla valenza pedagogica della narrazione di sé e al pensiero narrativo di Jerome Bruner.
      Nella pratica didattica l'autobiografia cognitiva è la narrazione del processo e del prodotto dell'apprendere compiuta dallo stesso discente guidato da domande proposte dall'insegnante che siano tali da innescare il processo narrativo.
      Il narrare diviene quindi una riflessione metacognitiva sul proprio apprendere. Vengono proposti numerosi link che rimandano a strumenti capaci di sviluppare nel discente l'attitudine metacognitiva come Diari, Lapbook, questionari, fino ad arrivare al racconto orale o scritto delle proprie esperienze scolastiche.
      Il seguito della presentazione è incentrato sulle potenzialità della narrazione cognitiva con strumenti analogici e digitali e propone numerosi link a modelli ed esempi: storie di studenti scritte da studenti, rubriche di valutazione delle autobiografie cognitive, e, sul piano teorico, evidenzia le numerose funzioni che l'autobiografia cognitiva presenta: valutativa, riflessiva, metacognitiva, formativa, etc.