Euristikaè una Comunità di pratica e uno spazio di condivisione online di esperienze sul tema dell'innovazione in ambito aziendale, lavorativo, formativo. Fanno parte di Euristika educatori, HR, professionisti del mondo del lavoro.
La cosa più interessante di Euristika è che il discorso sull'innovazione che viene portato avanti, lungi dall'essere la solita trita esaltazione delle "magnifiche sorti e progessive" cui si andrebbe incontro affidandosi alla tecnologia, costituisce piuttosto un interrogarsi su quanto sta accadendo, nel tentativo di declinare la tecnologia e l'innovazione entro lo spazio e il tempo dell'esperienza umana.
Non, quindi, una acritica esaltazione o un altrettanto pregiudiziale rifiuto della tecnologia, ma il tentativo di comprendere e far comprendere che l'innovazione non è mai il risultato automatico delle tecnologia, ma frutto della capacità umana di creare il nuovo e che le storie che caratterizzano quest'epoca di trasformazione non sono quelle che vanno per la maggiore, invitti cavalieri senza macchia e senza paura che uccidono il mostro, ma quelle di chi contribuisce, nel proprio ambito e sorretto dall'abbraccio dell'intelligenza collettiva, alla creazione condivisa del significato, trovando nuove vie, nuovi modi di conferire senso sfruttando le tecnologie, senza farsi sommergere o sostituire da esse.
Temi e Problemi
Il punto di vista spiazzante rispetto ai soliti stereotipi con cui Euristika affronta il tema dell'innovazione si può cogliere nella stessa struttura con cui è organizzato lo spazio comunicativo online.
Si tratta di incrociare agire individuale, mutamento, tecnologie e intelligenza individuale e collaborativa cogliendo la sinergia tra queste variabili in ambiti e situazioni specifiche della quotidiana attività di lavoro, apprendimento, trasformazione dell'esistente. Raccontare storie che tematizzano lo sforzo ordinario e pongono l'accento sulla capacità di immaginare il possibile nelle pieghe dell'esistente.
Per questo la ricerca di Euristika si rivolge a ciò che sfugge ad un primo esame, a ciò che non appare in primo piano ma richiede di essere portato alla luce distillandolo dalla complessità del reale attraverso lo strumento della narrazione che costituisce la scelta comunicativa privilegiata da Euristika in quanto, grazie alle storie, si può attuare una forma di comprensione e comunicazione del processo di trasformazione sistemica in corso che risulta insieme non riduttiva, coinvolgente e capace di dare un significato umano al diluvio informativo e trasformativo in corso.
Le Rubriche / aree di lavoro
L'approccio così peculiare portato avanti da Euristika si coglie anche in quelle che sono le aree di lavoro intorno a cui le diverse storie vengono raccontate. Come esempio cercherò di illustrare due di queste rubriche che mi piacciono particolarmente. Ogni rubriche è preceduta da un Manifesto di intenti e contiene tante storie.
Blind Siders
Derivato dal football americano, il termine sta a indicare il punto debole (la possibilità che il quarterback venga placcato), i blind siders sono coloro che in un'organizzazione presidiano le aree di criticità e il cui lavoro, nascosto e poco appariscente, è tuttavia condizione per il buon andamento del sistema. Le storie dei "blind siders" sono interessanti perché mettono sotto i riflettori nodi sistemici, processi e competenze che quasi sempre rimangono invisibili e che sono, invece, fondamentali per il successo.
Manifesto dei Blind Siders
Bridges - Ponti
Ponti mira a valorizzare, in quest'epoca di muri, il ruolo sinergico dei "ponti", ovvero della capacità di collegare e mettere in relazione risorse, conoscenze, persone, nella convinzione che la creazione del nuovo sia risultato di percorsi non lineari in cui gioca un ruolo decisivo la capacità di ricombinare elementi noti in modi inusitati. Collegare significa aprire strade percorribili nei due sensi in modo da disegnare nel territorio del conoscere e del fare una rete di comunicazione che mettendo in contatto esperienze, saperi e identità diverse (noi e gli altri) possa portare alla crescita complessiva degli uni e degli altri.
Manifesto dei Bridges, Sinergia, collaborazione, persone.
Alte rubriche sono:
Pilastri
Signor Errore: l'errore come strumento e momento di crescita e apprendimento
Questi i profili su Linkedin degli ideatori e animatori di Euristika:
Alessandro Giovannazzi, Fondatore ed Editore
Marco della Monica, editore
Biancamaria Cavallini, editore
Il punto di vista spiazzante rispetto ai soliti stereotipi con cui Euristika affronta il tema dell'innovazione si può cogliere nella stessa struttura con cui è organizzato lo spazio comunicativo online.
Si tratta di incrociare agire individuale, mutamento, tecnologie e intelligenza individuale e collaborativa cogliendo la sinergia tra queste variabili in ambiti e situazioni specifiche della quotidiana attività di lavoro, apprendimento, trasformazione dell'esistente. Raccontare storie che tematizzano lo sforzo ordinario e pongono l'accento sulla capacità di immaginare il possibile nelle pieghe dell'esistente.
Per questo la ricerca di Euristika si rivolge a ciò che sfugge ad un primo esame, a ciò che non appare in primo piano ma richiede di essere portato alla luce distillandolo dalla complessità del reale attraverso lo strumento della narrazione che costituisce la scelta comunicativa privilegiata da Euristika in quanto, grazie alle storie, si può attuare una forma di comprensione e comunicazione del processo di trasformazione sistemica in corso che risulta insieme non riduttiva, coinvolgente e capace di dare un significato umano al diluvio informativo e trasformativo in corso.
Le Rubriche / aree di lavoro
L'approccio così peculiare portato avanti da Euristika si coglie anche in quelle che sono le aree di lavoro intorno a cui le diverse storie vengono raccontate. Come esempio cercherò di illustrare due di queste rubriche che mi piacciono particolarmente. Ogni rubriche è preceduta da un Manifesto di intenti e contiene tante storie.
Blind Siders
Derivato dal football americano, il termine sta a indicare il punto debole (la possibilità che il quarterback venga placcato), i blind siders sono coloro che in un'organizzazione presidiano le aree di criticità e il cui lavoro, nascosto e poco appariscente, è tuttavia condizione per il buon andamento del sistema. Le storie dei "blind siders" sono interessanti perché mettono sotto i riflettori nodi sistemici, processi e competenze che quasi sempre rimangono invisibili e che sono, invece, fondamentali per il successo.
Manifesto dei Blind Siders
Bridges - Ponti
Ponti mira a valorizzare, in quest'epoca di muri, il ruolo sinergico dei "ponti", ovvero della capacità di collegare e mettere in relazione risorse, conoscenze, persone, nella convinzione che la creazione del nuovo sia risultato di percorsi non lineari in cui gioca un ruolo decisivo la capacità di ricombinare elementi noti in modi inusitati. Collegare significa aprire strade percorribili nei due sensi in modo da disegnare nel territorio del conoscere e del fare una rete di comunicazione che mettendo in contatto esperienze, saperi e identità diverse (noi e gli altri) possa portare alla crescita complessiva degli uni e degli altri.
Manifesto dei Bridges, Sinergia, collaborazione, persone.
Alte rubriche sono:
Pilastri
Signor Errore: l'errore come strumento e momento di crescita e apprendimento
Questi i profili su Linkedin degli ideatori e animatori di Euristika:
Alessandro Giovannazzi, Fondatore ed Editore
Marco della Monica, editore
Biancamaria Cavallini, editore


