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Integrare le Nuove Tecnologie nella Didattica: Modulo di Filosofia Contemporanea "Autorità, Conformismo, Pregiudizio"

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Dalla Progettazione Didattica alla Regia
Una metafora interessante per caratterizzare il lavoro di un docente considerando le trasformazioni in atto sul piano della comunicazione, delle nuove tecnologie e della didattica è quella del "Regista". Se infatti si assume come principio fondamentale in base al quale operare il connubio tra didattica e nuove tecnologie il dovere essere queste ultime "Integrate" nella didattica e non semplicemente "Usate", allora il compito del docente non diviene solo più complesso, ma cambia qualitativamente: egli dovrà coordinare e gestire risorse, tempi, modalità di fruizione, interazione tra soggetti, organizzazione dei contenuti, predisposizione di spazi reali e/o virtuali, valutazione delle applicazioni web, realizzazione di prodotti trans-mediali, ecc.
Il vetusto strumento della progettazione e della programmazione risulta infatti del tutto inadeguato per gestire queste attività, tale situazione richiama piuttosto alla mente lo storyboard e la sceneggiatura, più flessibili e strutturate secondo un approccio narrativo e non ingegneristico

Il Mondo di Carta e le Rivoluzioni del Gattopardo
Questa esigenza sfortunatamente non è passata inosservata a livello "esperto" e "ministeriale", anzi le innovative istituzioni italiche hanno prodotto innumerevoli "rivoluzioni di carta" grazie alle quali, come da gattopardesco copione, non è sortito alcun cambiamento reale, ma giochi nomenclatori in cui si è passati dalla unità didattica a quella  formativa e poi al modulo e così via, senza che nella concreta pratica didattica nulla cambiasse. Il principio guida è il solito che viene fatto valere in ogni campo: ciò che conta è che tutto vada bene nelle "carte", come le cose vadano nel mondo reale ha poca importanza per chi tiene le redini del governo dell'istruzione, un ronzino più che un cavallo. 
Basti pensare che nei corsi di aggiornamento si è ancora fermi a schemi fordisti - tayloristi, del tutto inadeguati alle reboanti e anglicizzanti parole d'ordine che vengono contemporaneamente lanciate quali: Collaborative Learning, Problem Based Learning, Personalized Learning, e così via. Vengono proposti ancora strumenti quali la Swot Analisi, strumento di pianificazione strategica proposto negli anni '60; il Diagramma di Gantt usato nell'ambito del Project Management e proposto dall'ingegnere statunitense H. L. Gantt nel 1917.

Entropia e Didattica
Ritornando al mondo reale, il cambiamento in atto potrebbe essere schematizzato come passaggio da una situazione in cui vi è un docente, un manuale e degli studenti cui questo manuale va spiegato e che devono studiarlo; a una situazione in cui gli elementi in gioco hanno subito una dilatazione estrema:
# nelle modalità comunicative: Sincrone e Asincrone, Dialogiche e Monologiche, Mooc,  Blended Learning e Flipped Learning, Instructional Design,  Mobile Learning, Messagistica, Social Media ...
#nei tempi: Anytime, On Demand, Real Time, Comunicazione Sincrona, Messagistica ...
# negli spazi (reali e virtuali): Virtuali e Fisici, Anywhere ...
# nelle risorse disponibili: dove a causa del Web si è in una situazione di sovraccarico informativo e sia il manuale scolastico che le tradizionali Piattaforme di e-Learning sono "saltate" perché troppo anguste, rigide e chiuse;
# nelle finalità della formazione scolastica: non riducibili alla mera trasmissione dei contenuti ma allo sviluppo delle padronanze, Competerne Cognitive e Metacognitive, Mastery Learning, Apprendere ad Apprendere, Lifelong Learning ...
# nella complessità e frammentazione dei saperi: implosi per la mancanza di un paradigma epistemologico forte e capace di ricondurre ad unità i contenuti sia a livello intra-disciplinare che inter-disciplinare;
# nella pratiche didattiche: Apprendistato Cognitivo, Problem Solving, Collaborative Learning, Problem Based Learning, Storytelling, Content Curation, Learning By Doing, 1:1 Learning, Critical Thinking, Apprendimento Situato, Apprendimento per Tentativi ed Errori, Apprendimento Cooperativo ...
# nei modelli pedagogici di riferimento: comportamentismo, cognitivismo, costruttivismo, connessionismo ...
# nei modelli di insegnamento: Coaching, Tutoring, Scaffolding, docente come Facilitatore dell'apprendimento, come Manager dell'Apprendimento, Regista del Processo Apprenditivo e ancora, insegnante come mediatore didattico o guida o contenitore o sostegno ...
I tre punti di sospensione stanno a indicare che ciascuno di questi elenchi potrebbe essere prolungato a piacere dando luogo a liste mostruosamente lunghe.
Cosa abbia prodotto tale situazione non è argomento da poter discutere in questa sede, è però necessario togliersi dalla mente che ciò sia il risultato dell'azione delle Nuove Tecnologie e del Web, in parte è così, ma si tratta anche di processi in corso da decenni ai più vari livelli delle scienze comunicative, dell'epistemologia, delle scienze psico - pedagogiche e così via. 
Per generalizzare si potrebbe affermare che siamo di fronte a un processo che comporta siasovraccarico informativo, che disordine, caos, Entropia.

Che fare? Tutti Giù per Terra
Per evitare di sfarfallare invocando Mutamenti di Paradigma, Rivoluzioni Epistemiche, Catarsi Tecnologiche ed Epifanie Pedagogiche, sarà opportuno ridiscendere in terra e considerare, pragmaticamente, il concreto e quotidiano affaccendarsi di docenti e studenti. In altre parole, sempre parole, inutile cercare una Teoria Unificata del campo Didattico, meglio adottare un atteggiamento eclettico ed appropriarsi, all'occasione, degli strumenti che ci servono, nel momento in cui se ne ha l'esigenza, senza pretendere di voler ridurre una situazione talmente complessa e labirintica, ai principi della progettazione e pianificazione ingegneristica, cosa che ci impedirebbe di procedere efficacemente.
Il discorso perciò procede verso il basso delladidattica praticata e verso la discussione di questi problemi attraverso l'esame di un caso.

Modulo di Filosofia Contemporanea: Autorità, Conformismo e Pregiudizio
Volendo sviluppare insieme agli studenti le problematiche relative ad: "autorità e conformismo", "stereotipo e pregiudizio", ci si è trovati senza chiari punti di riferimento nella manualistica e nella pratica didattica consolidata. Non si ha a disposizione un percorso consolidato già predisposto, in questo caso occorre assumere la veste la regia didattica del processo didattico.

Che Cosa
I Materiali su cui dovranno lavorare gli studenti o che dovranno essere utilizzati per lo studio dell'argomento o che dovranno essere prodotti dal lavoro collaborativo della classe, andranno predisposti e dislocati in uno spazio online da dove possano essere fruiti e condivisi.
1. In questo caso tali materiali sono piuttosto variegati, si tratta in primo luogo di documenti:
# Testi letterari: racconti e romanzi alcuni dei quali disponibili liberamente in rete, altri da procurare acquistandoli o utilizzando quelli in possesso di alunni e docente.
# Film: reperibili in streaming in rete o ottenuti con atti di pirateria didattica, anche perché molti di essi non sono più in commercio;
2. In secondo luogo occorrerà predisporre l'apparato manualistico e critico, sia producendolo autonomamente e collaborativamente, sia cercando materiali presenti gratuitamente in rete.
In questo caso ho deciso di ricorrere a tre diverse tipologie di materiali:
# articoli dedicati agli esperimenti di Asch, Milgram e Zimbardo
# una presentazione dedicata al tema "Stereotipi e Pregiudizi"
# un testo teorico da utilizzare come manuale e che ho trovato sul Web. Si tratta di un breve ipertesto scritto da Giulia Moretti che tratta in forma divulgativa, completa, efficace e non banale di Stereotipi e Pregiudizi. A questi testi abbiamo aggiunto materiali di approfondimento.
3. In terzo luogo sarà necessario predisporre il lavoro della classe finalizzato alla realizzazione di "schede di lettura" delle opere letterarie e cinematografiche da utilizzare.

Chi
Sarà anche opportuno definire i ruoli: chi dovrà fare cosa. In questo caso docente e studenti prenderanno parte alla realizzazione dei materiali, in aula verranno svolte 4/5 lezioni frontali tradizionali, altre lezioni saranno dedicata alla discussione, altre alla visione di qualche film e alla lettura collettiva di qualche testo letterario. Parte del lavoro verrà svolto a casa dagli studenti in forma individuale: lettura di un romanzo, visione dei film che non è possibile vedere in aula per motivi di tempo. Altri ancora saranno i ruoli che andranno assunti nelle attività online: il docente e alcuni studenti svolgeranno la funzione di tutoraggio e coordinazione di operazioni quali: pubblicazione del lavori online utilizzando vari social network, discussioni online e risposta a richieste di chiarimento o domande sui contenuti attraverso il forum della classe, risposta a richieste di aiuto, ecc.

Dove
L'ambiente di lavoro sarà un ambiente distribuito: parte in aula dove si lavorerà in presenza e parte online dove si lavorerà sul Web. Anche le varie attività dovranno essere opportunamente distribuite e coordinate. L'aula scolastica dovrà essere dotata di strumenti quali videoproiettore, Lim, connessione internet, dispositivi mobili personali degli studenti. Questo ambiente, dove si svolgeranno le attività più sopra accennate, sarà integrato con una spazio virtuale, quello della rete, in cui sarà possibile la condivisione dei materiali, la discussione su di essi, il coordinamento e la consulenza, e così via. Si tratta di una forma di Blended Learning in cui il processo formativo viene sviluppato parte in presenza e parte online a seconda della convenienza, dei tempi, dei vincoli esterni, e così via.
Per fare in modo che tutte queste molteplici attività, difficilmente inquadrabili in forma sequenziale e lineare come avviene nella logica della progettazione pianificazione, non ingenerino confusione, dispersione, ingovernabilità e conducano al fallimento del processo formativo, sarà necessario creare un ambiente di apprendimento comune cui studenti e docente possano fare riferimento per ogni loro attività.
In questo caso ci si è appoggiati su S.E.S.S.O. il Sistema Educativo Scolastico e Servizi Online costruito dal docente e dagli studenti nel corso degli anni. Di tale ambiente si utilizzeranno: il Forum, il Blog i vari account e social network del docente e degli studenti: Slideshare, Dropbox, Google+, Facebook, Google Calendar, Whatsapp,
Ho poi realizzato, utilizzando Mindomo, una mappa di apprendimento in cui sono presenti tutti gli elementi per poter lavorare, tutte le istruzioni per sapere cosa fare, tutte le risorse di cui occorre disporre.
La mappa si chiama Autorità e conformismo e può essere consultata o cliccando sul link precedente o utilizzando l'immagine interattiva che ho incorporato qui sotto


Make your own mind maps with Mindomo.

Interrompo qua la trattazione che rischia di divenire interminabile e noiosa e non parlerò del "Quando" e del "Perché". Ritengo che quanto detto finora sia sufficiente per chiarire i seguenti punti:
1. Il problema delle Nuove Tecnologie non è quello di "Usarle" nella didattica, ma di Iintegrarle in essa. Devono essere le Nuove Tecnologie a piegarsi alle esigenze della Didattica e non il contrario, ma è anche importante comprendere che tali tecnologie permettono di fare cose prima impensabili e offrono quindi nuovi spunti e nuove potenzialità di cui la didattica deve prendere atto.
2. Il connubio tra Nuove Tecnologie, Didattica e Sviluppo delle Conoscenze ha reso totalmente superata la progettazione e pianificazione didattica, è pertanto necessario un differente approccio al problema di come impostare e orientare il processo formativo, più vicino al lavoro del Regista (Didattico) e del Cultivating (Coltivare) che a quello della Gestione, Programmazione e Direzione 
3. Le competenze del docente devono ampliarsi e raffinarsi, venendo a includere la Comunicazione Digitale, l'utilizzo del Web, l'uso delle Applicazioni Educative. Questo processo non potrà essere lasciato al caso o alle iniziative dei singoli docenti. Comporterà tempo, fatica, spesa di ingenti capitali, ma, prima di tutto, occorrerà cambiare radicalmente la testa di chi fino ad oggi ha gestito il ministero e le politiche di aggiornamento dei docenti dimostrando incompetenza, pressapochismo, cialtroneria.

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