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Filosofia, Libri, Scuola, Storia, Web ...

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    Insegnanti, vil razza dannata
    Lo stereotipo dell'insegnante che l'opinione pubblica possiede, anche grazie alle coraggiose indagini della stampa, segugio che ha imparato a scodinzolare al potere, lo ritrae come un cialtrone scansafatiche, sempre in vacanza, ignorante e imboscato, assenteista e menefreghista. A tale losco figuro, che si pasce del pubblico danaro, sarebbe da imputare il disastroso stato della scuola italiana, fotografato da quella luce di scientifica oggettività che sono le indagini OCSE - PISA, dove PISA non allude alla città della torre che pende, anche se meno della nostra scuola, ma è acronimo di "Programm for International Student Assessment". Come neutralizzare questo orrido mostro, e risollevare le sorti delle patrie pubbliche scuole? S'ode a destra una squillo di tromba: "libero mercato", a sinistra risponde uno squillo: "scuola come azienda", la formula è semplice e potremo chiamarlo teorema della "R.T.S. - Reagan, Tatcher School": licenziabilità dei docenti, produttività, misurabilità dei risultati, accountability, valutazione di sistema, etc. S'erge l'italico genio e partorisce la buona scuola che ha in tale teorema la sua, neanche tanto tacita, premessa. 

    La Bbbbbbuona Scuola
    Descrivere la premessa neoliberista de La Buona Scuola non è semplice, potremo twitterianamente così sintetizzare la concezione fondata sul modello del "libero mercato" come paradigma per la riforma generale dell'istruzione scolastica, noto anche come modello GERM: "le scuole poste in concorrenza saranno costrette o ottimizzare la loro merce, l'offerta formativa, la domanda di istruzione si orienterà verso quelle scuole che risulteranno migliori in base ai test standardizzati". In base ai dogmi religiosi del neoliberismo, questo significherà che tanto le scuole che vendono istruzione, quanto le famiglie che la comprano, saranno soddisfatti: le scuole offriranno un prodotto formativo sempre più elevato in qualità e le famiglie potranno usufruire di esso. 

    L'Impavido Giuliano
    Un vecchio articolo pubblicato su la Valigia Blu interessante blog collettivo di web giornalismo, il 31/12/2013 e firmato da Galatea Vaglio, rilancia una notizia vecccccchia, ma che fa "notizia" perché nessuna grande testata giornalistica, televisiva o di altra natura, la ebbe a sottolineare: la scuola pubblica italiana non è un disastro, come dai dati dell'indagine OCSE - PISA 2012, tutti gli spregiatori di essa, che sono legione, hanno desunto; si allinea perfettamente alla media OCSE. Quelli de La Valigia Blu riprendono una lettera di un egregio dirigente scolastico, Giuliano Romoli, dirigente dell'Istituto Spallanzani di Casalgrande, provincia di Reggio Emilia, pubblicata sulle pagine digitali de Il Sussidiario, coraggiosa testata pronta a sostenere intrepide battaglie purché a sostegno di chi detiene il potere o di chi ne fa le veci. 
    Ma cosa sostiene il baldo Giuliano? Assetato di sangue docente egli s'erge a campione della vendetta della pubblica opinione sugli insegnanti cialtroni e trova la risposta a tutti i problemi della scuola pubblica: licenziare gli incapaci: "Alla Fiat un ingegnere incapace, che fa danni, verrebbe immediatamente licenziato. Nella scuola questo non è possibile". Ma come stabilire quali docenti sono incapaci? Il salace Giuliano ha la risposta pronta: le prove Invalsi: "Abbiamo ormai sottomano risultati in forma  analitica e grafica, analisi sottili e documentate delle prove di ogni singolo studente e medie delle prestazioni di classe, di istituto, di zone geografiche, di sistema". Ma dove il giulianesco genio si incontro con il teorema R.T.S e nell'adozione del modello "azienda privata" per la scuola, è nel suo sviolinare a favore delle scuole paritarie: "Se le prove invalsi dovessero dimostrare che gli Istituti paritari conseguono risultati migliori delle scuole statali, verrebbe da pensare che lo Stato dovrebbe favorire questo segmento del sistema dell’istruzione".

    OCSE - PISA: Italia agli ultimi posti
    Chi volesse leggere la sintesi dell'indagine OCSE - PISA 2012 per quanto concerne l'Italia può divertirsi scaricandolo in formato PDF, qui i limiterò a riportare gli italici risultati per i tre settori di competenze esaminati nell'indagine:
    competenze matematiche: 32° posto su 65 paesi con 485 punti;
    competenze in scienze: 31° posto su 65 paesi con 494 punti;
    competenze in lettura: 26° posto su 65 paesi con 490 punti.
    Un disastro per la nostra scuola, dunque occorre procedere con licenziamenti e deportazioni di massa per i docenti, magari coordinati dal provvido Giuliano in veste di novello Eichmann? Si dovranno chiudere le scuole pubbliche per dirottare gli studenti alle private con il plauso dei mercatari di questo paese, sempre più di quanti sarebbe desiderabile fossero?
    Ma mi faccia il piacere!!! Direbbe Totò

    da Il Sovranista - http://www.ilsovranista.it/
    Ma che c'entra Totò? C'entra perché se è vero che la scuola pubblica italiana non è certo il non plus ultra e presenta molti acciacchi, essa versa in condizioni molto meno gravi di quanto i dati OCSE - PISA farebbero pensare. In primo luogo perché i governi italiani sono impegnati nel finanziare , piuttosto che la scuola pubblica, grandiose opere inutili per il cittadino, ma utilissime per le colonie di parassiti che popolano e spolpano la penisola. Come scrive Paolo Ferri  in un articolo apparso su Agenda Digitale il 15/06/2015, "Buona scuola: il divario tra una regione e l'altra": "gli stessi tecnici dell’OCSE si stupiscono della capacità di “resistenza” / ”resilienza” della scuola Italiana". Ma perché i simpatici folletti dell'Ocse, che monitorano ogni 3 anni i risultati dell'apprendimento sui 15enni di 65 paesi (tanti sono quelli che hanno partecipato all'indagine 2012), sono così strabiliati dai risultati della scuola italiana? Perché l'Italia, come si può leggere in un articolo de Il Fatto quotidiano "Italia ultima tra i paesi OCSE per spesa pubblica in istruzione in rapporto al Pil",  spende il 4,6% del Pil per l'istruzione, mentre i grandi, ma anche piccoli, paesi Ue spendono più del 6% (come Gran Bretagna, Francia, Olanda, Svezia, Finlandia, etc.), i meno fortunati come Spagna e Portogallo spendono intorno al 5,5%, solo la Germania spende poco più di noi, ma il suo Pil è un tantino più alto del nostro (dati riferiti al 2014).

    da www.genitoritrotter.com


    Scuola: Privato è Brutto, Pubblico è Bello
    Dove però il riso per la figura ridicola del fido Giuliano, che abbiamo eletto a campione di tutti i mercatari liberopensanti, si fa pantagruelico, è in una peregrina considerazione che viene fatta da Galatea Vaglio: cosa succede se dai punteggi OCSE - PISA della scuola italiana eliminiamo quelli delle private e consideriamo sole le performance degli studenti della scuola pubblica? Miracolo!!! Come nota in un post pubblicato su Articolo 33 da Claudio Perini: "La scuola pubblica prepara meglio della scuola paritaria, è l'OCSE a dirlo", se non ci fosse la pessima scuola privata l'Italia i risultati italiani sarebbero allineati alla media OCSE sia nelle competenze matematiche che in quelle relative alle competenze testuali. Per quanto riguarda le conoscenze matematiche l'Italia risalirebbe dal 30° al 23° posto. Il sito Lavoce.info ha elaborato, a partire dall'indagine OCSE - PISA del 2006, un grafico in cui sono messi a confronto i dati relativi a conoscenze matematiche, comprensione del testo e competenze scientifiche degli studenti della scuola pubblica, delle scuole private indipendenti e di quelli finanziate dallo stato (paritarie).

    tratto da La Voce Info del 01/03/2011

    Il divario a vantaggio della scuola pubblica è impressionante, gli alunni delle private paritarie appaiono poco più che zucchine dotate parzialmente del dono della parola. Insomma, la scuola pubblica non prepara meglio della scuola privata, ma molto meglio. Frequentare la scuola paritaria significherebbe dunque precipitare nell'analfabetismo funzionale, nel deserto culturale, nella ignoranza scientifico - matematica. Il povero Giuliano si ritrova con le chiappe per terra, il suo sogno edenico della scuola privata, in pezzi. Per le famiglie, iscrivere i propri figli alla scuola privata paritaria, sarebbe come comprare a un prezzo molto più alto un prodotto molto più scadente, insomma un gesto da fare solo se si partecipa alle olimpiadi della stoltezza, altrimenti da evitare, con buona pace dell'ingenuo Giuliano e della sua dabbenaggine.

    Tanto per scherzar ...
    Sempre giocando con dati e statistiche si potrebbe anche immaginare di calcolare il rapporto tra i punti dell'indagine OCSE - PISA e l'investimento nell'istruzione dei vari paesi e stilare una classifica che tenesse conto dell'efficienza intesa come rapporto tra investimento e risultati, un po come ha fatto Giuseppe de Nicolao con la classifica ARWU delle Università in un articolo comparso su Roarsil 16/08/2015, in cui le italiane compaiono tutte dopo il 150° posto, ma nella classifica rielaborata tenendo conto degli investimenti in istruzione universitaria, le italiane occupano i primi 4 posti e nella top 15 delle università mondiali, 11 sono italiane. Probabilmente anche per quanto riguarda la classifica OCSE - PISA gli studenti italiani si piazzerebbero tra i primi posti al mondo, tenendo conto che la nostra spesa è la più bassa, siamo ultimi o penultimi tra i paesi OCSE (non mi va di controllare per non demoralizzarmi ulteriormente).
    Naturalmente si tratta solo di giochi e scherzi e la scuola pubblica italiana ha tanti problemi, ma si tratta di giochi interessanti che servono per dare il giusto peso a queste statistiche e classifiche onde evitare di fare la  figura barbina dell'incauto Giuliano. Ma ... e il mercato? Se vi servono cipolle o pesce fresco andateci pure!

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    Immagine tratta da http://www.educationduepuntozero.it/
    La valutazione costituisce una delle competenze più elevate e complesse dal punto di vista cognitivo, inoltre è una delle componenti fondamentali di quella che è la capacità di "apprendere ad apprendere", infatti l'apprendimento autonomo e la capacità di gestire in autonomia il proprio percorso formativo, passano per la fondamentale fase rappresentata dalla capacità di valutare il prodotto del proprio apprendimento, individuarne criticità e positività, analizzare i propri errori e correggerli, individuare nuove soluzioni quando quelle "vecchie" non funzionano più.
    Spesso si registrano situazioni in cui gli studenti mostrano una disarmante incapacità di "valutare" il proprio apprendimento e spesso questa "incapacità" nasce da una concezioni tacita della valutazione come riproduzione meccanica dei contenuti, per esempio del manuale: la "riproduzione fotografica" de contenuti viene considerata come criterio del successo dell'apprendimento. Talvolta tale approccio alla valutazione viene, di fatto, praticato anche dai docenti.

    Tra arte e Tecnica: valutare
    Per ovviare a questa grave carenza è necessario esercitare gli studenti nell'arte, chiamiamola così, della valutazione, che non consiste nel conteggiare le risposte fornite ad un test strutturato, lasciamo questi giochi invalsiani agli estimatori di amenità, ma nella considerazione di molteplici variabili che mutano a seconda di:
    # ciò che si valuta: valutazione di processo o di prodotto
     del fine per cui si valuta: valutazione sommativa o formativa
     delle variabili e standard che vengono considerati: valutazione disciplinare, conoscenza dei contenuti, modalità comunicative, efficacia comunicativa, etc.

    Esercitarsi nel Valutare
    Per esercitare gli studenti nella valutazione ho proposto, all'interno di un modulo formativo di storia gestito dagli studenti, che ad alcuni di essi venisse affidato il compito di valutare l'operato dei compagni. Questa la struttura del lavoro:
    1.discussione aperta a tutto il gruppo classe per progettare l'attività decidendo: suddivisione dei compiti, strumenti da utilizzare, tempistica, prodotti da realizzare e principali attività, valutazione;
    2. alcuni studenti avrebbero realizzato delle presentazioni su temi specifici e avrebbero tenuto alla classe una lezione tradizionale servendosi delle presentazioni realizzate. Nel post Studenti che insegnano ho presentato alcuni di questi lavori.
    3. Altri studenti avrebbero predisposto strumenti di studio e valutazione da fornire ai compagni per la preparazione, come: test realizzati con Kahoot, riassunti e appunti realizzati con google drive o con software di scrittura e poi condivisi con Dropbox e Scribd, etc.
    4. tutti gli studenti avrebbero preparato gli argomenti di storia servendosi dell'ausilio degli strumenti da loro stessi predisposti e vi sarebbe stata una verifica sommativa tramite interrogazione orale e questionario scritto
    5. l'attività di studio sarebbe stata guidata e assistita online dal docente e dagli studenti - insegnanti attraverso strumenti quali: gruppo Whatsapp della classe, Forum di classe, Facebook.
    6. infine alcuni studenti avrebbero valutato l'efficacia del lavoro svolto dai loro compagni - insegnanti, con particolare riferimento a due elementi:
    valutazione delle presentazioni realizzate con Emaze e Prezi;
     valutazione della spiegazione fornita usano quelle presentazioni.
    Nel primo caso avrebbero dovuto tenere presenti variabili come: chiarezza e ordine nell'esposizione, completezza e correttezza relativa ai contenuti disciplinari, grafica e impaginazione delle presentazioni, efficacia comunicativi degli effetti utilizzati, valenza esplicativa della presentazione, etc.
    Nel secondo caso avrebbero dovuto focalizzare la loro valutazione sulla capacità dei loro compagni di spiegare concetti complessi, mostrare padronanza lessicale, essere scorrevoli e chiari, etc. ma anche la capacità di rivolgersi a un uditorio, interagire con esso, gestire in modo efficace la lezione, rispondere agli eventuali stimoli provenienti dalla classe, impostare il discorso anche nei toni e negli accenti, etc.
    Per comunicare e condividere la loro valutazione avrebbero dovuto utilizzare Audioboom e Tackk.

    immagine tratta da http://www.icsanmartinoinpensilis.gov.it/

    Le Valutazioni degli Studenti
    Naturalmente il valutare l'attività altrui e i prodotti creati da altri e un modo per cominciare a sviluppare negli studenti un approccio alla valutazione partendo da una situazione piuttosto semplice e per loro familiare. L'obiettivo è quello di potenziare le loro capacità, esplicitare i criteri con cui valutano, fare in modo che traducano queste procedure alla loro attività e ai risultati del loro apprendimento.
    Presento qui alcune valutazioni realizzate dagli studenti.

    Elisa Farris, IV F, A.S. 2014/15

    See on Tackk


    Marco Corrias, IV F, A.S: 2014/15

    See on Tackk


    Antonio Mura, IV F, A.S. 2014/15

    See on Tackk


    Davide Mura, IV F, A.S. 2014/15

    See on Tackk


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    Valutare i Docenti? Ma come?
    Una noiosa premessa è d'obbligo, la valutazione del lavoro dei docenti è un problema di difficile ma necessaria soluzione che non ha certo trovato risposta nella legge 107 nota come "Buona Scuola". Due sono i motivi che qui vorrei mettere in evidenza:
    1. La tipologia di valutazione di cui si parla, la valutazione di cui i docenti saranno oggetto è, infatti, una "valutazione sommativa", tanto sommativa che da essa dipenderà il conferimento o meno di una "somma di danaro" al docente stesso. Non si tratta di una valutazione formativa tra pari, o compiuta da esperti terzi, o "responsabilizzando" i propri studenti, che sarebbe la prospettiva corretta, ma del tipo premiativo / punitivo più "retrivo"
    2. I soggetti e le procedure che dovrebbero compiere questa valutazione. Altri colleghi, un rappresentante dei genitori e uno degli studenti e il dirigente scolastico. Nessuno di questi soggetti si trova a possedere le competenze per valutare l'operato del singolo insegnante e la presenza di alcuni di essi (genitore e studente) è assurda, non sono solo incompetenti ma dovrebbero valutare e decidere se aumentare lo stipendio a un docente che non conoscono.

    Questionaro di Valutazione Formativa del Docente
    Uno degli strumenti per valutare il proprio lavoro in una prospettiva formativa è invece quello di "interpellare" i propri studenti. Lo strumento ideale, insieme al dialogo informale che si sviluppa quotidianamente in aula, è quello del questionario online anonimo. La premessa è la fiducia reciproca tra docente e studenti e la consapevolezza delle finalità di una simile valutazione: contribuire insieme a migliorare il clima della classe, il lavoro di insegnamento e apprendimento e la collaborazione. Se invece si intende un simile approccio come: gli studenti danno i voti ai docenti, allora la cosa non ha senso ed è controproducente.

    Gli Strumenti - Google Moduli
    Per realizzare il questionario di valutazione ho utilizzato i moduli di Google Drive, ritengo sia la soluzione più pratica, Google Drive Form presenta il migliore compromesso tra semplicità di utilizzo e risultati. L'intero processo di creazione, somministrazione online del questionario, raccolta dei risultati, è facilitato al massimo grado.
    Per chi non conoscesse i Moduli di Google Drive suggerisco questi due video tutorial in italiano:

    Jessica Redeghieri: Google Moduli


    Pubblicato su YouTube il 27/12/2014, durata di 37:31 minuti. Con la solita chiarezza e precisione Jessica Redeghieri ci guida attraverso l'intera processo di creazione, invio, compilazione e gestione dei risultati di Google Moduli, con cui si possono realizzare: sondaggi, questionari, quizzes, verifiche, etc., si tratta quindi di uno strumento molto utile e pratico, sia perché free, sia perché cloud e quindi sempre disponibile da desktop ma anche da dispositivi mobili. Con la guida del tutorial chiunque abbia la capacitò di navigare su internet dovrebbe essere in grado di utilizzare questo strumento, l'importante è: avere pazienza e perseverare.

    Video Ripetizioni: Google Drive Moduli


    Si tratta di una Playlist pubblicata sul canale di Videoripetizioni.com che consiste di 6 video tutorial in cui viene spiegato e mostrato il funzionamento di google moduli per realizzare sondaggi. Viene spiegata l'intera procedura, dalla creazione al modo di visualizzare le risposte, ogni passaggio viene esaminato e si forniscono anche le informazioni su tutte le funzionalità di questa applicazione. La Playlist è stata pubblicata nel 2012 e l'ultimo aggiornamento risale al febbraio del 2014 e da allora non ci sono stati sostanziali mutamenti. La durata dei video è compresa tra i 7 e i 10 minuti, in tutto circa 52 minuti.

    Il Modulo
    Il Modulo che è stato proposto all'attenzione degli studenti di IV e V F a.s. 2014/15 era scherzosamente intitolato "Scrutinate il Docente: Questionari di valutazione sulla didattica". Il modulo era suddiviso in diverse aree:
    # La Didattica
    # Metodi Didattici
    # Relazione docente e studente
    # Altre Domande
    In tutto sono stati sottoposti agli studenti e studentesse 28 quesiti. Per formularli ho svolto un'indagine su questionari simili trovati in rete, adattando molte delle domande trovate al mio questionario, in alcuni casi le domande sono state formulate da me.
    Si chiedeva agli studenti di esprimere una propria opinione su certe affermazioni, in altri casi di registrare una situazione oggettiva (l'insegnante correggere rapidamente compiti o esercizi? Fa svolgere attività pratiche collegate alla conoscenza teorica? etc.).
    Quello che mi interessava maggiormente era il grado di consapevolezza che gli studenti e le studentesse possedevano delle modalità con cui il processo formativo veniva condotto dall'insegnante per quanto di sua competenza. Sono possibili altre impostazioni, per esempio sarebbe interessante valutare come gli studenti percepiscono il loro contributo, le loro criticità, il loro comportamento, etc.
    Questo il risultato che può anche esser incorporato in un blog o forum o sito, si può anche condividere con gli studenti il link su whatsapp, via e-mail, su Edmodo, etc.



    I Risultati
    Fortunatamente il questionario è andato bene e sono stato "promosso", altrimenti avrei avuto qualche imbarazzo a pubblicare i risultati del sondaggio. Una funzionalità estremamente comoda di Google Moduli è che i risultati vengono generati automaticamente con un semplice clic (voce del menù Risposte > Riepilogo delle risposte) e la veste grafica è molto bella ed efficace, infatti oltre al valore numerico i dati vengono visualizzati con diagrammi a barre e a torta. Questi i risultati del sondaggio

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    Il dibattito sull'uso delle nuove tecnologie in ambito educativo si sta sempre più spostando dal problema di come integrarle da un punto di vista tecnico nell'apprendimento, a quello di "come migliorare l'apprendimento" con le nuove tecnologie. Parlando, meno genericamente, di Tecnologie Educative, l'accento è sempre più posto sul secondo termine: Educative.
    Centrando il discorso sul web e sulle applicazioni che esso mette a disposizione, una didattica innovativa è quella che assume come punto di partenza il primato dell'educazione e dell'apprendimento sulle nuove tecnologie. Da questo punto di vista, coniugare innovazione e didattica, significa porsi domande come le seguenti:
    # come integrare sempre più efficacemente le tecnologie innovative nell'educazione?
    # quali obiettivi didattici si vogliono conseguire con l'utilizzo delle applicazioni web?
    # come scegliere gli strumenti più adatti per ottenere i risultati voluti?

    La Strategia del sarto

    Se si condivide la premessa precedente allora una azione innovativa non mirerà alla ricerca di rivoluzionarie soluzioni che siano in grado di fornire una risposta definitiva ai problemi dell'apprendimento e dell'insegnamento, ma mirerà a valutare quali, di volta in volta e in relazione a situazioni specifiche, siano le più efficaci soluzioni tecnologiche per garantire un miglioramento nell'apprendimento
    Messa da parte una visione palingenetica e millenaristica delle Nuove Tecnologie, si dovrà adottare un atteggiamento più pragmatico e assumere queste come strumenti che non devono mancare nella "cassetta degli attrezzi" dell'insegnante e che possono essere utilizzate, quando se ne presenti l'occasione, per offrire opportunità e risposte concrete ai bisogni degli studenti.
    L'utilizzo innovativo delle tecnologie assomiglia quindi al "lavoro del sarto", le soluzioni che si adottano non possono essere derivate da una formula generale predefinita e prodotte in serie, ma devono essere disegnate sulla situazione specifica e "tagliate" su misura, in modo da garantire la loro aderenza ed efficacia rispetto ai bisogni del docente e degli studenti. 

    L'utilizzo delle registrazioni audio delle lezioni

    Un esempio di come sia possibile piegare le tecnologie ai problemi delle didattica quotidiana è offerta da una tecnologia che coniuga semplicità, uso di risorse gratuite, facilità di utilizzo e concretezza, è offerto dalla pratica di registrare in formato audio le lezioni tenute in aula.
    Lo scopo è quello di fornire un piccolo aiuto agli studenti che possono, da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, riascoltare le lezioni per:
    # ripassare, 
    # risentire alcuni passaggi allo scopo di meglio comprenderli, 
    # ascoltare una lezione persa a causa di un'assenza,
    # recuperare argomenti arretrati su cui presentano lacune,
    # familiarizzare con il lessico e le procedure argomentative disciplinari,
    # ottimizzare i tempi dello studio e dell'apprendimento
    Si tratta, in tutti i casi segnalati, di fornire uno strumento che consente agli studenti di soddisfare le proprie esigenze personali e gestire con più autonomia il proprio percorso di apprendimento.
    Una tale pratica può portare, col tempo, a realizzare un archivio on line di lezioni sui principali temi della programmazione disciplinare. Naturalmente non si tratta di niente di rivoluzionario o di radicalmente nuovo, soltanto uno strumento in più a cui far ricorso per supportare l'apprendimento utilizzando le applicazioni offerte dal web per organizzare e condividere i contenuti 

    In questo post mi soffermerò a illustrare due attività:
    1. Come si realizzano e pubblicano le "lezioni" registrate
    2. Come si può creare un archivio di lezioni in formato audio da condividere con gli studenti

    Come si realizzano e pubblicano le lezioni registrate dal vivo?

    La registrazione è piuttosto semplice, questi i principali passaggi
    1. utilizzare una qualsiasi applicazione del proprio smartphone per registrare la spiegazione / lezione. Si può mettere in pausa e riprendere qualora ve ne sia il bisogno. Io lo faccio per dialogare con gli studenti su quanto appena spiegato e/o mostrato loro 
    2. a questo punto, se si dispone di un account su uno spazio di archiviazione (Google Drive, DropBox, etc.) vi si può caricare il file audio direttamente dal proprio smartphone. Se si devono effettuare delle modifiche e/o delle operazioni di editing audio (convertire in formato mp3, cancellare parti della registrazione, aggiungere titoli o effetti sonori, etc.), allora si collega il proprio smartphone al PC e si trasferisce il file audio in esso. 
    3. Si effettuano le operazioni di editing audio con una delle tante applicazioni gratuite disponibili in rete. Io uso Audacity 
    4. A questo punto si pubblica il file audio in un qualche spazio gratuito per la condivisione. Io utilizzo Dropbox.
    La procedura illustrata non è tra le più semplici e può richiedere l'uso di vari strumenti (Audacity, DropBox) che magari non si conoscono e non si ha tempo di apprendere.
    Per avere un'idea dei risultati pubblico due esempi di mie lezioni pubblicate con Dropbox:
    1. una lezione di storia sul Fascismo: seconda lezione fascismo
    2. lezione di filosofia su Socrate: il dialogo socratico

    Ci sono procedure ancora più semplici? Usare una app per smartphone: AudioBoom
    Certamente, si possono utilizzare applicazioni per dispositivi mobili come tablet e smartphone, che una volta scaricate e installate permettono di registrare e salvare direttamente online la registrazione, pronta per essere condivisa con gli studenti, per esempio AudioBoom. Qui una breve recensione di "Audioboom: registrazione audio, condivisione e creazione di canali". Chi volesse può utilizzare questo video tutorial in inglese di 3:04 minuti, consiglio di attivare i sottotitoli per meglio seguire le operazioni da svolgere, nonostante la lingua il tutorial non presenta eccessive difficoltà di comprensione sia perché l'inglese usato è molto semplice, sia perché le immagini aiutano a seguire il discorso.


    Quella di utilizzare AudioBoom è la soluzione più pratica, il problema è che con l'account free è possibile effettuare registrazioni audio di una durata massima di 10 minuti, per arrivare fino a 60 minuti occorre pagare per l'account Plus che costa circa 7 sterline al mese (60 all'anno).

    Ci sono altre possibilità? Realizzare uno SlideShow con YouTube
    Si può caricare il file audio su YouTube e accompagnare l'audio con immagini pertinenti all'argomento trattato nella lezione. In questo caso occorre disporre di un proprio canale su YouTube e saper utilizzare l'editor che youtube mette a disposizione per realizzare Slideshow. Chi volesse provare questa soluzione può fare riferimento al video tutorial in italiano realizzato da Jessica Redeghieri su Come creare SlideShow con YouTube;




    Realizzare e condividere con gli studenti archivi online di lezioni registrate

    Ci si può fermare al punto visto più sopra e fornire agli studenti il link del file che abbiamo pubblicato o della cartella di Dropbox su cui abbiamo caricato le lezioni. Io preferisco raccogliere ordinatamente le lezioni utilizzando un servizio di "content curation" come Pearltrees, che permette di organizzare le lezioni in raccolte, ciascuna dedicata a un argomento.
    Questo consente di realizzare un archivio ordinato e facilmente navigabile e utilizzabile a cui gli studenti possono attingere facilmente e delle cui risorse possono fruire, adattandolo alle loro esigenze e ritmi di apprendimento personali.
    # Primo esempio: lezioni sul romanticismo
    Si tratta di 3 lezioni sul romanticismo della durata di circa 20 minuti ciascuna. La breve durata si spiega col fatto che vi sono molte interruzioni per la necessità di discutere e dialogare con gli studenti. Questo, per chi fosse interessato, l'indice delle lezioni: lezione 1: introduzione, origini, contesto storico e culturale lezione 2: sentimento, arte e conoscenza, genio poetico lezione 3: ragione scientifica e suoi limiti, la ricerca dell'infinito e dell'assoluto, genio, streben, sehnsucht, ironia, titanismo


    Quest'altro esempio mostra alcune lezioni sulla filosofia di Socrate registrate anch'esse dal vivo e pubblicate su Pearltrees, si tratta anche in questo caso di registrazioni della durata compresa tra i 10 e i 30 minuti e che sono dedicate ad alcune delle più  importanti tematiche della filosofia socratica:
    1. il dialogo socratico
    2. il concetto: induzione e universale
    3. la morale di Socrate


    Lezioni Gianfranco Marini, by gianfrancomarini


    Agli studenti sarà sufficiente fornire il link della raccolta principale "Lezioni di filosofia", in cui sono archiviate tutte le lezioni di filosofia e lasciare che siano loro a cercare, di volta in colta, quello che gli serve, navigando all'interno della raccolta a sua volta suddivisa in varie sezioni:


    Lezioni di Filosofia di Gianfranco Marini, by gianfrancomarini


    In conclusione
    Utilizzare tecniche di registrazione tramite smartphone combinate con tecniche di condivisione via web per realizzare un archivi di lezioni audio registrate dal vivo è una soluzione che può venire incontro alle concrete esigenze di docenti e studenti in modo semplice, rapido e senza costi.
    Si tratta inoltre di un procedimento che può essere utilizzato, insieme ad altri strumenti, a supporto di: Blended Learning, Flipped Classroom, Mobile Learning e Apprendimento personalizzato e autonomo:
    Blended Learning e Flipped Classroom: se si vogliono fornire agli studenti strumenti per apprendere autonomamente utilizzando il web non è il caso di limitarsi unicamente a video, si può usare anche la registrazione audio.
    Mobile Learning: docente e  studenti possono servirsi dei propri dispositivi mobili per registrare le lezioni e riascoltarle anytime e anywhere. Si può anche ampliare
    Apprendimento Personalizzato: gli studenti dispongono di risorse appositamente create per loro dal proprio docente, per poter gestire il proprio processo formativo in modo maggiormente autonomo e più consono ai loro ritmi e abitudini.

    Naturalmente sono possibili innumerevoli altri utilizzi della "registrazione audio", il docente e/o gli studenti possono realizzare: 
    # riassunti in formato audio delle parti del manuale più impotranti
    # interviste immaginarie, tipo "interviste
    # recensioni di libri, racconti, film, esperimenti, etc.
    # registrazioni dal vivo delle verifiche orali e/o delle discussioni svolte in aula,
    # verbalizzazione delle attività dei gruppi di lavoro o delle attività relative a un progetto
    # diario di apprendimento in formato audio
    # audio - libri realizzati dagli studenti
    I possibili usi delle registrazioni audio sono innumerevoli. l'importante è valutare, quando ci si trova davanti a una determinata situazione nel corso dell'attività didattica, se e come l'uso di questa tecnica possa aiutarci o se sia invece il caso di usare un'altra tecnologia o ricorrere soluzioni più tradizionali.


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    E' in corso di svolgimento nella città di Iglesias un seminario dedicato a "Il ruolo delle tecnologie nella costruzione del cambiamento". Il seminario si svolge presso l'I.I.S. "G. Asproni - E. Fermi" ed è stato organizzato da Enrica Ena. I lavori sono articolati in 4 incontri a partire da Venerdì 16 ottobre e per i 3 venerdì successivi esperti e docenti si confronteranno sul tema delle nuove tecnologie e dell'apprendimento. La peculiarità di questa iniziativa è che non ci saranno solo interventi di relatori sul tema delle nuove tecnologie, ma ai docenti partecipanti verranno illustrati, da parte di altri docenti, casi concreti di utilizzo delle tecnologie nella pratica didattica quotidiana.

    Sono previsti gli interventi di esperti dell'utilizzo delle tecnologie nella didattica come: Giovanni BuonaiutiRoberto MaraglianoPier Cesare RivoltellaSilvano Tagliagambe.



    Lo spirito dell'iniziativa è quello di porre l'accento non sulle tecnologie in quanto tali, ma sull'apprendimento e di proporre un modello di diffusione dell'uso delle TIC che preveda di partire dal basso, dalle situazioni concrete e dalle esigenze concrete della didattica. 

    Il programma completo delle attività può essere visualizzato a questo indirizzo: Seminario: per una didattica a bassa direttività

    Proporrei inoltre di sostituire l'acronimo TIC - Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, con un altro acronimo: TAC - Tecnologie dell'apprendimento e della conoscenza, per indicare una prospettiva più corretta da cui affrontare il problema dell'innovazione in ambito didattico. Inoltre il binomio "TIC - TAC" risulta piuttosto divertente :-)

    Le Tecnologie dell'Apprendimento e della Conoscenza si caratterizzano per:
    collocarsi all'interno del discorso pedagogico
    assumere come propria finalità principale l'apprendere ad apprendere e non l'informare e il comunicare
    si sviluppano attraverso competenze metodologiche
    sono associate alla società del XXI secolo
    si caratterizzano non come forme di apprendimento della "tecnologia", ma come "forme di apprendimento con la tecnologia"
    Per un approfondimento delle relazioni er differenze tra TIC e TAC consiglio questa presentazione di Olga Mendoza realizzata don Prezi: Uso de TICs y TACs en la Educaciòn

    Il mio intervento al laboratorio: Pratiche dell'innovazione didattica

    Le premesse teoriche da cui muoverò sono le seguenti:

    1. Con le Tecnologie dell'apprendimento e della conoscenza il ruolo del docente diviene simile a quello del regista: deve coordinare e gestire modi, tempi, dinamica dell'apprendimento mettendo in relazione le numerose variabili in gioco: obiettivi, risorse, strumenti, tecnologie, spazi, (reali e/o virtuali), processi, interazione tra i soggetti, strumenti di controllo, elementi e criteri di valutazione, etc.

    2. logiche basate esclusivamente sulla progettazione e/o la programmazione risultano obsolete e eccessivamente rigide e vanno sostituiti con altri strumenti più flessibili e operativi quali la "sceneggiatura"

    3. La messa in scena dell'apprendimento si attua sempre in contesti e situazioni specifiche. Non esistono ricette valide indipendentemente dal contesto in cui si sviluppa l'agire formativo

    4. Senza entrare nel merito dei molti termini con cui si è finora cercato di ridefinire il ruolo del docente (mentor, coach, facilitatore, guida, tutor, etc.), mi interessa sottolineare come siano importanti atteggiamenti quali:
    # il coltivare: come comportamento che si contrappone al "dirigere" e al "progettare"(E. Wenger)
    # il prendersi curainteso come modo di operare che si contrappone  al "produrre", realizzare qualcosa come risultato di una procedura meccanica e univocamente determinata.

    Mappa: Tecnologie Educative e Regia Didattica
    Nel corso del laboratorio utilizzerò una mappa realizzata con Mindomo per mostrare alcuni possibili impieghi delle TAC nella pratica didattica. La mappa può essere consultato a questo indirizzo: Tecnologie Educative e Regia Didattica


    Make your own mind maps with Mindomo.

    Per offrire ai partecipanti la possibilità di intervenire al di là del tempo limitato delle attività laboratoriali, offrendo un proprio contributo con commenti, richieste, osservazioni, critiche, etc., ho realizzato una bacheca su Padlet: Diario Attività




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    Propongo in questo post la presentazione intitolata "Cura dei Contenuti e Apprendistato Digitale" con cui ho accompagnato il mio intervento del 30/10/2015 al seminario "Per una didattica a bassa direttività", in corso di svolgimento a Iglesias.



    Cura dei Contenuti e Apprendistato Digitale 
    Ho presentato un percorso che ha come punto di partenza la Content Curation oCura dei Contenuti e come punto di arrivo la proposta di una forma di apprendimento / aggiornamento delle competenze necessarie al'utilizzo delle Tecnologie Digitali nella didattica basata su quello che ho chiamato "Apprendistato Digitale" e "Bottega Didattica". 
    Concludo proponendo "La regia" e la "Messinscena", come metafore del nuovo ruolo dell'insegnante che utilizzi le "TAC" o "Tecnologie dell'Apprendimento e della Conoscenza", in ambito formativo

    I Problemi

    Questi i problemi che ho cercato di affrontare:

    1.Sovraccarico Informativo e Cognitivo: come è possibile affrontar cognitivamente il sovraccarico di informazioni che le nuove tecnologie e il web producono? Quali sono le dimensioni di questo problema? Quali i rischi e le difficoltà che esso implica?

    2.Cura de Contenuti: la content curation può essere uno strumento per "trasformare" l'entropia informativa in conoscenza? Quali sono le competenze e abilità che la content curation mette in gioco e contribuisce a sviluppare / potenziare? Si può proporre un modello di apprendimento / aggiornamento che abbia come obiettivo quello di sviluppare negli insegnanti e negli studenti l'utilizzo delle Tecnologie della conoscenza per gestire in modo autonomo e consapevole il proprio percorso formativo?

    3.Modello della Mente Estesa e Intelligenza Collettiva: passaggio dal Modello Computazionalista e Cognitivista della Mente al Modello della Mente Estesa, in cui il "corpo", gli artefatti e strumenti cognitivi, l'ambiente, inter -agiscono e inter - reagiscono con i processi della mente  pensiero e fanno parte del tessuto cognitivo del pensiero. Embedded Knowledge - Conoscenza Situata, Embodied Knowledge - Conoscenza Incorporata, portano a concludere che  corpo, oggetti e ambiente sono costitutivi dell'intelligenza  e dell'operare complessivo della mente e che questa non è confinata all'interno della scatola cranica, ciò  rafforza analoghe conclusioni cui giungono la teoria dell'Intelligenza Collettiva e quella dell'Intelligenza Connettiva.

    4.  Dalle TIC alle TAC: perché le tecnologie producano un effettivo miglioramento dell'insegnamento e dell'apprendimento è necessario un radicale mutamento di prospettive: passare dalle TIC alle TAC, dall'informatica alla pedagogia, dall'imparare le TIC all'imparare (anche) con le TIC. Questi i problemi: L'introduzione di tecnologie e dispositivi tecnologici porta di per sé l'innovazione didattica e il miglioramento dell'apprendimento? Qual è il corretto approccio con cui si deve guardare alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione dal punto di vista Pedagogico? Cosa significa integrare le nuove tecnologie nell'apprendimento e insegnamento?

    5. Dall'approccio ingegneristico a quello "situato": come imparare ad usare nella pratica formativa quotidiana le TIC? Perché la via Gutenberghiana e la via Informatica non funzionano? Cosa significa adottare anche nell'aggiornamento dei docenti forme di apprendimento situato? Partire dagli scenari concreti: Apprendistato Digitale e Bottega Didattica.

    6.Regia Didattica e Messinscena dell'apprendimento: Perché l'approccio alla progettazione - programmazione dell'apprendimento spesso fallisce? Come definire il ruolo del docente in relazione ai nuovi ambienti e strumenti dell'apprendimento sia fisici che virtuali? Sceneggiare l'apprendimento è una alternativa alla via ingegneristica della progettazione - programmazione? Perché il docente può essere simile al regista?

    I presupposti
    Di seguito le premesse a partire dalle quali ho sviluppato la mia argomentazione e che ho assunto come presupposti validi e da non porre in discussione
    Ritengo scontata la loro validità alla luce di quanto la comunità scientifica attualmente accetta in vari ambiti disciplinari come: semiotica, scienze cognitive, intelligenza artificiale, pedagogia, sociologia, filosofia del linguaggio, teoria della mente, etc. 
    Sono consapevole che entro tali discipline e nel dibattito attuale tali premesse non sono unanimemente condivise e vi sono delle alternative, semplicemente non mi interessa prendere in considerazione tali alternative, perché le giudico prive per me di interesse e del tutto inadeguate per comprendere quanto sta accadendo, perciò, con piacere e sollievo, le metto da parte.

    Questi i presupposti del mio percorso:

    1. Tecnologie, comunicazione, sapere e apprendimento: qualsiasi forma di creazione e diffusione del sapere, così come qualsiasi forma di apprendimento e insegnamento, fanno ricorso alle tecnologie: dalla scrittura cuneiforme alle tavolette di cera, il passaggio dall'oralità alla scrittura e da questa alla stampa, etc., sapere e apprendimento si sviluppano e strutturano sempre in relazione a forme di comunicazione e strumenti tecnologici. Oralità, scrittura, etc sono esse stesse delle tecnologie tra le più sofisticate e complesse.

    2. Si impara sempre con le tecnologie: ne consegue che non si pone il problema "se usare le nuove tecnologie" nella didattica, queste si sono sempre usate, perché tutte erano "nuove" quando sono comparse, semmai la discussione deve essere orientata ad individuare quali tecnologie usare e come usarle.

    3.Primato dell'apprendimento: le tecnologie, qualsiasi tecnologia, sono in un rapporto ancillare rispetto alla pedagogia, per dirla con gli scolastici "technologia ancilla pedadogiae", quindi l'introduzione di nuove tecnologie e dispositivi, non comporta di per sé un automatico miglioramento dell'apprendimento.

    Il Percorso
    1. Le Etymologiae di Isidoro da Siviglia
    2. Sovraccarico Cognitivo - Information Overload
    3.Borges, La biblioteca di Babele
    4. Cura dei Contenuti - Content Curation
    5.Mente Estesa e Intelligenza Collettiva
    6.TIC / TAC: Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione / Tecnologie dell'Apprendimento e della Conoscenza
    7.Bottega Didattica e Apprendistato Digitale
    8.Regia Didattica e Messinscena dell'Apprendimento


    La Presentazione

    Cura dei Contenuti e Apprendistato Digitale





    Bibliografia

    Pierre Lévy, Il virtuale, Raffaello Cortina, 1997 
    Buffardi Annalisa - De Kerkhove Derrick, Il sapere digitale, Liguori, 2011
    Di Francesco Michele - Piredda Giulia, La mente estesa, Mondadori, 2012
    Marco Mighetti, L'intelligenza collaborativa, Egea, 2013
    Dominici Piero, Dentro la società interconnessa, Franco Angeli, 2014
    Weinberger David , La stanza intelligente, Codice, 2012

    Linkografia

    1. Su Intelligenza Collettiva e Intelligenza Connettiva
    # intelligenza collettiva
    # intelligenza connettiva
    # Pierre Levy
    # Derrick de Kerckhove

    2. Su Web e Conoscenza

    3. Su TICs e TACs


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    Il 27/10/2015è stato presentato presso il MIUR dal ministro Giannini il PNSD - Piano Nazionale Scuola Digitale. La la scuola italiana non può più aspettare, se non ci sarà una inversione di tendenza nel breve periodo, sarà destinata a vegetare in uno stato semi-comatoso, sarà il PNSD ad instradarla verso quel cambiamento che tutti auspicano, pur non condividendo tutti le stesse ricette?

    Ritengo sia un dovere per tutti, anche per chi come me condivide la politica scolastica di questo governo, documentarsi sul PNSD e mi preme sottolineare che vi hanno contribuito anche persone professionalmente preparate e della cui buona fede non c'è da dubitare. A questo scopo ho raccolto i principali articoli che trattano diffusamente del Piano e li presento in questo post insieme ai documenti necessari per esaminarne i contenuti.

    L'evento in diretta



    Piano Nazionale Scuola Digitale dal canale YouTube del MIUR, il video della diretta streaming della presentazione del piano pubblicato il 27/10/2015, durata 1:24:36. Martedì 27 ottobre, presso la Sala della Comunicazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il Ministro Stefania Giannini ha presentato il Piano Nazionale Scuola Digitale.

    La Documentazione
    Dal sito Scuola Digitale  si possono scaricare in formato PDF:
    # il documento del PianoNazionale Scuola Digitale

    Gli articoli
    Sulla stampa sono comparsi diversi articoli, tra quelli di cui sono a conoscenza ho selezionato quelli che:
    # mi sembravano offrire strumenti utili alla lettura e comprensione del PNSD
    # offrivano una valutazione, sia positiva che negativa, del Piano
    # mi sono sembrati più documentati o interessanti

    Guida pratica e riassuntiva del Piano Nazionale Scuola Digitale: 35 punti e 9 aree per spiegare i tempi e l’entità dei finanziamenti e per capire cosa cambia nella scuola italiana. L'articolo è stato pubblicato da Carlotta Balena, su Ischool, il 29/10/2015
    Articolo"tecnico" che presenta una sintesi dei principali interventi attuati dal 2007 ad oggi e illustra, attraverso una serie di schede, interventi previsti dal PNSD, a cominciare dalla fibra ottica, dalla connettività e dal cablaggio delle scuole. I 35 interventi illustrati sono suddivisi in diverse aree:
    # Rivoluzionare lo spazio: ambienti virtuali, nuovi laboratori e la possibilità di portare il proprio tablet a scuola
    # Carta d’identità digitale per ogni studente e docente
    # Digitalizzare la burocrazia: il registro elettronico in tutte le scuole e open data
    # Passare dalle materie alle competenze
    # Diffondere l’imprenditorialità, colmare il divario di genere nei settori tech e promuovere le carriere 
    # Portare la scuola fuori dalle aule: alternanza scuola-lavoro e collaborazioni con le aziende
    # Formare i docenti (e mandarli a studiare all’estero)
    # Dall’animatore digitale negli istituti agli ‘azionisti’ della scuola: così verrà attuato (e monitorato) il Piano Nazionale per la Scuola Digitale

    Articolo pubblicato da Paolo Ferri, su agendadigitale il 30/10/2015
    Riporto il sottotitolo che rende esplicito il taglio dell'articolo:
    "Possiamo affermare di essere di fronte al primo intervento organico, meditato e approfondito su questo tema dal 1998. Il Piano Nazionale Scuola digitale è una grande occasione per traghettare la scuola italiana nel mondo della didattica digitalmente aumentata. Ecco perché
    L'articolo esprime un giudizio complessivamente positivo sul PSND e sulla premessa da cui parte: non saranno il digitale o le tecnologia in quanto tali a determinare un miglioramento del sistema scolastico. Questo sarà possibile solo a condizione di mettere al servizio di una didattica innovativa le tecnologie. 
    Quindi vengono illustrati l'articolazione del piano e gli investimenti previsti e alcuni dei punti che lo caratterizzano (BYOD, spazi per l'apprendimento, piattaforma per la didattica). 
    Il tono con cui viene presentata l'iniziativa è positivo.

    Abbiamo un Piano: è Digitale
    Articolo comparso il 30/10/2015 su Nova100, ilsole24ore, da Damien Lanfreyche lavora nella segreteria tecnica del Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca e ha contribuito a coordinare i lavori per la stesura del documento del PNSD. 
    L'articolo è molto lungo, si citano tutti coloro che sono stati coinvolti nella stesura del Piano
    Il tono è quello dell'annuncio "epocale": "Questo è un Piano per l’innovazione dell’intero sistema educativo"; le parole d'ordine sono:
               competenze del XXI secolo
               sfida di policy

               una nuova classe di civic hackers,
               questo Piano è una chiamata a tutti gli innovatori del Paese. 
               animatori digitali 
               uscire dalla comfort zone.

    Personalmente ritengo l'articolo ricco di link a pagine interessanti, positivo negli intenti, il discorso ha una sua logica e molte delle affermazione sono condivisibili. Tuttavia il tono trionfalistico, la totale "ignoranza" dei fatti, i troppi slogan ormai divenuti triti luoghi comuni, ma, soprattutto, il famoso "mare" che esiste tra il dire e il fare e che in Italia ha già portato al fallimento quasi tutte le "buone" riforme, non mi convincono.


    Piano Nazionale Scuola Digitale: non crediate che sia destinato agli alunni 
    Articolo di Edoardo Volpicelli e Giovanni D'Errico, pubblicato il 30 ottobre 2015 su ilfattoquotidiano. Molto critico sin dal titolo l'articolo che il Fatto Quotidiano ha dedicato al PNSD.
    Il principale atto d'accusaè che la somma di 1 miliardo destinata all'attuazione del piano sia, in realtà, principalmente destinata a far girare l'economia digitale, abbia cioè una destinazione non propriamente didattica. Tra tavoli tecnici e di esperti, azioni di monitoraggio, etc., la maggior parte del miliardo finirà all'economia digitale. Altra questione insoluta l'aggiornamento dei docenti, gli autori dell'articolo rimandano al documento in cui si legge che i docenti hanno il dovere professionale di formarsi all'uso delle tecnologie, ovvero che si aggiornino a spese loro.

    L'Infografica che raffigura le varie azioni di intervento previste dal PianoNSD
    cliccare sull'immagine per ingrandirla
    Per poter leggere il pieghevole del ministero con l'articolazione del PNSD
    cliccare sull'immagine per ingrandirla

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    La Tassonomia degli studenti
    Forse Linneo, padre della tassonomia moderna, inarcherebbe le sue sopracciglia perplesso di fronte alla proliferazione tassonomica di acronimi medici con cui il ministero sembra voler riportare qualsiasi difficoltà insorga nel processo di apprendimento a patologie della più svariata specie. La direttiva del 27/12/2012 sembra rivolta più al personale medico ospedaliero che agli insegnanti, in
    poche pagine si fa riferimento a: modello diagnostico ICF (International Classification of Funtioning), B.E.S., codici nosografici, manuale diagnostico ICD-10, DSA, ADHD o DDAI, QI globale, Disturbo Evolutivo Specifico Misto codice F83. Viene inoltre messo in campo un esercito di acronimi, fino ad arrivare a formulare frasi, se tali possono definirsi, del genere: "Sarà cura degli Uffici Scolastici Regionali operare il raccordo tra i CTS e i GLIR, oltre che raccordare i GLIP con i nuovi organismi previsti nella presente Direttiva". 

    Gli studenti sono tutti ornitorinchi
    Se poi si va a vedere più da vicino criteri e definizioni in base alle quali questa classificazione è costruita ci si trova davanti a una tale genericità, ambiguità, confusione, che mostra tutta la sua inconsistenza di fronte a una realtà fatta da studenti che sono tutti "ornitorinchi", direbbe Umberto Eco. Oppure si potrebbe vedere nei criteri tassonomici del ministero un esempio di quella poetica del "vago e dell'indefinito" teorizzata da Leopardi, che chissà, a sua volta, con quale etichetta verrebbe stigmatizzato dal ministero. 

    Dory, ti voglio abbastanza bene. Conversazione di e con Giancarlo Onger, 29/04/2015,
    Presidente del CNIS, Associazione Nazionale Insegnanti Specializzati


    Una risposta educativa
    Ma davvero una politica educativa che voglia essere inclusiva deve fondarsi fondarsi su un sistema di classificazione degli studenti che li categorizzi in funzione di criteri medici, psicologici, sociologici, in base ai quali questi risultano imprigionati in "gabbie lessicali" definite dalla misura in cui si discostano da una pretesa normalità assunta come norma?
    Dietro il linguaggio medico - legale e i contorcimenti lessicali per cercare di essere "semanticamente corretti" nei confronti delle persone con disabilità, non si cela un razzismo di fatto che etichetta, metonimicamente, una persona per una delle tante caratteristiche della sua conformazione psico - fisica?
    Insomma, una simile impostazione della politica scolastica di inclusione, non sembra fatti da tante esclusioni?
    Ma, sopra ogni altra cosa, i docenti non dovrebbero dare una risposta pedagogica ed educativa a questi problemi?

    Università di Cagliari: Convegno Internazionale sui Bisogni Educativi Speciali
    Si è tenuto in questi giorni a Cagliari un convegno internazionale sul tema: "I Bisogni Educativi Speciali in un'ottica inclusiva", Università di Cagliari, 19 - 20 novembre 2015. Si sono confrontate due linee:
    # quella che privilegia una lettura medica e che imposta una strategia di inclusione fondata sulla classificazione delle disabilità
    # quella che rifiuta le classificazioni ed assume come "speciali" tutti gli studenti mirando a una strategia inclusiva di matrice educativa che punta alla personalizzazione dell'apprendimento per tutti gli studenti



    Il mio intervento: Tecnologie Educative e Regia Didattica
    Ho realizzato una mappa concettuale con Mindomo per il mio breve intervento il cui titolo è "Tecnologie Didattiche e Inclusione Educativa", la mappa è visualizzata in modalità "presentazione" e propone un percorso tramite una serie di slides. Chi volesse consultare e leggere la mappa liberamente, visualizzandone tutti i nodi e non solo quelli inclusi nella presentazione, può utilizzare questo link: Mappa liberamente consultabile

    Questo il link della mappa visualizzabile come slideshow o presentazione Tecnologie didattiche e inclusione educativa


    Make your own mind maps with Mindomo.

    Premesse Teoriche
    Queste le premesse teoriche da cui parto:
    1. Le Tecnologie Educative non sono medicine miracolose capaci di risolvere ogni problema nell'apprendimento e assicurare una palingenesi della scuola
    2. Le TIC vanno ripensate come T.A.C., il problema non è apprendere le tecnologie ma apprendere con le tecnologie. Occorre tenere sempre presente il primato della didattica sulla tecnologia.
    3. Le tecnologie vanno somministrate dietro indicazione del docente che deve individuarle e adoperarle sempre in modo contestuale, adattandole alle situazioni specifiche e particolari della pratica didattica quotidiana e alle esigenze degli studenti
    4. La risposta ai problemi dell'inclusione scolastica non è la medicalizzazione dell'apprendimento ma la sua personalizzazione

    immagine tratta dal sito dell'ICS "G. Falcone - R. Scauda"

    5. Come mostra l'immagine qui sopra gli alunni e le alunne sono tutti "speciali" e tutti "diversi" ciascuno di loro ha diritto ad essere considerato come una persona con le sue esigenze e a ciascuno di essi ci si deve sforzare di garantire un apprendimento personalizzato
    6. Per quanto mi riguarda non esistono Bisogni Educativi Speciali, ma Bisogni Educativi degli Studenti, di TUTTI gli studenti. 
    7. Il principio su cui fondo la mia idea di inclusione educativa è il seguente: "Ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni", Karl Marx"Critica del programma di Gotha" o, se si preferisce, Atti degli Apostoli, (4,32)

    Indicazioni di Lettura
    Nella mappa mostro alcuni esempi di possibili utilizzi delle tecnologie didattiche tratte dalla pratica formativa quotidiana portata avanti da me e dai miei studenti. Quest'anno scolastico stiamo sperimentando i possibili utilizzi dell'audio e del video, combinati con il web e i dispositivi mobili, per personalizzare insegnamento e apprendimento. Non si tratta di soluzioni rivoluzionarie ai problemi della scuola e della didattica, ma di semplici risposte concrete a specifiche esigenze che insorgono nella pratica quotidiana. 
    Nel repertorio da me segnalato si possono trovare:
    registrazioni audio condivise online con le classi relative a:
    lezioni del docente registrate in tempo reale,
    audio riassunti realizzati dagli studenti
    verifiche orali sostenute dagli studenti
    valutazioni audio realizzate dagli studenti sulle prestazioni fornite dai logoro compagni
    registrazioni video condivise online relative a:
    # video lezioni realizzate dal docente e dagli studenti con la tecnica dello screencast  
    # riprese dal vivo delle lezioni tenute dagli studenti ai loro compagni su argomenti disciplinari
    # video correzioni di questionari scritti realizzate dal docente per gli studenti
    Moduli formativi realizzati con vari ambienti (Mindomo, Edynco, BlendSpace) di apprendimento secondo i principi del Blended Learning e fruibili interamente online
    Nella mappa liberamente visualizzabile è possibile esplorare molti altri esempi di risorse condivise online a supporto dell'apprendimento.

    Apprendimento Personalizzato Utopia regolativa
    Tutto questo viene proposto nella consapevolezza che una piena personalizzazione dell'insegnamento e dell'apprendimento costituiscono criteri regolativi, come direbbe Kant, che non saranno mai pienamente conseguibili. Solo in una prospettiva escatologica e soteriologica della didattica si può pensare di realizzare pienamente l'Eden pedagogico. Nella realtà consideriamo la perfetta personalizzazione di apprendimento e insegnamento come un'utopia irrealizzabile, ma che deve costituire un modello progettuale che ci consenta di progredire e migliorare nella strada di un-educazione inclusiva per tutti.

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    Le varie forme di apprendimento online, in cui viene fatto ricorso al web come strumento finalizzato all'apprendimento, si caratterizzano per il ricorso sempre più sistematico ai video. La prima questione che si pone a chi voglia sfruttare l'enorme numero di video liberamente disponibili in rete, è la loro accurata e rigorosa selezione. Anche nell'ambito delle risorse video ci si trova di fronte a un sovraccarico informativo che richiede una cura particolare nel selezionarli. Dovendo affrontare lo studio della prima guerra mondiale ho realizzato un album di video sull'Italia e la sua partecipazione a questo conflitto per fornire agli studenti materiale per approfondimento, documentazione, discussione, etc.
    Per realizzare questo Video album ho utilizzato Huzzaz.
    Nella scelta dei video mi sono attenuto ai seguenti criteri che espongo qui sinteticamente:
    Finalità Educativa e obiettivi didattici:
    # stimolare il dibattito critico sull'evento
    # fornire strumenti per una sua interpretazione
    Obiettivi Disciplinari e Metodologici
    # approfondire le conoscenze su temi e problemi relativi all'argomento in questione (cause, ideologie, percezione del conflitto, etc.)
    # sviluppare / potenziare attitudine e metodi per documentarsi
    # ampliare le conoscenze sui vari aspetti della guerra italiana sia come esperienza individuale che nei suoi vari aspetti sociali, economici, propagandistici, politici, militari, etc.
    Attendibilità
    Nella scelta delle fonti ho privilegiato:
    # l'attendibilità: individuando documentari, conferenze e lezioni frutto di lavori storiograficamente fondati o realizzati da editori
    # l'efficacia comunicativa e la chiarezza espositiva
    la completezza nella trattazione degli argomenti e il taglio critico
    # la varietà dei generi: video lezione, documentario, conferenza, etc.

    Questo il link diretto al video album: L'Italia nella prima guerra mondiale


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    Cos'è?
    Slides. comè un ambiente per creare, presentare e condividere presentazioni chiamate Deck e formate da combinazioni di slide. Si tratta di una applicazione web based che può essere utilizzata su ogni dispositivo: pc, tablet, smartphone. Si lavora unicamente online attraverso il browser e senza bisogno di dover scaricare e installare qualcosa. I nostri lavori sono archiviati online e accessibili da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. 

    Come funziona l'Editor? 
    Slide.com è molto semplice da utilizzare, permette di inserire 8 tipologie di oggetti che possono essere collocati con precisione dove vogliamo in quanto esiste una griglia di posizionamento che automaticamente li colloca nelle varie aree, tenendo conto degli altri oggetti e dello spazio della slides, per allinearli verticalmente e orizzontalmente. Questi gli oggetti: 
    #testo: con varie opzioni riguardo a colore, opacità, spaziatura verticale, grandezza del testo, allineamento, distanza orizzontale tra le lettere, bordo, etc 
    # immagine: si possono inserire immagini dal nostro pc o linkare immagini presenti sul web, associare un link all'immagine, etc. 
    # Forme: inserimento e formattazione di forme (colore, opacità, bordo, etc.) 
    # Linee e frecce 
    # Tabelle: inserimento di tabelle con le opzioni di formattazione di base (bordo, spazio tra le celle, allineamento testo, sfondo, etc.) 
    # codice: per inserire porzioni di codice 
    # frame 
    # simboli matematici
    Per rendersi conto del funzionamento dell'editor e delle sue varie funzionalità è possibile guardare questa presentazione animata di 2:24 minuti:


    Personalizzazione 
    Per personalizzare la presentazione è possibile far riferimento a due differenti possibilità:
    1. in primo luogo il menù che compare in alto sulla destra di ogni singola slide e che consente di configurare i parametri di ciascuna di esse, queste le opzioni disponibili:
    # cancellare la slide;
    # cambiare il colore dello sfondo della slide;
    # inserire un'immagine di sfondo # aggiungere note di testo per chi dovrà presentare la slide
    # fragments: nasconde gli elementi della slide (immagini, testi, etc.) che compariranno al click del mouse
    2. configurare lo stile agendo sull'intera presentazione grazie al menù posto sulla sinistra. Si dispone delle seguenti opzioni:
    # Settings: titolo della presentazione, personalizzazione del link, descrizione, presentazione in automatico
    # Stile: combinazioni di colori; font; effetti di transizione;
    # organizzazione slide: permette di muoversi rapidamente tra le miniature delle slides e di spostarle avanti o indietro
    # revisioni: storia completa delle varie revisioni della presentazione
    # esportazione: la versione free permette di esportare la presentazione in html. Con i piani a pagamento è possibile anche esportare in PDF, in formato ZIP o sincronizzare con Dropbox
    # Media Library: accesso all'archivio degli elementi multimediali che abbiamo caricato
    # Share - condivisione: la versione free consente di ottenere un link o il codice di incorporamento (embed) o inviare tramite email la presentazione

    Piani di abbonamento
    Slides.com è una applicazione freemium. Vengono proposti tre diversi piani di abbonamento:
    1. Free: si possono creare un numero illimitato di presentazioni pubbliche (deck) e si dispone di uno spazio di 250 MB
    2. Pro: $ 6/mese. spazio di 2 GB, pubblicazione e condivisione privata, esportazione in PDF, sincronizzazione con Dropbox, google analytics
    3. Team: $ 12/ mese e user. Spazio illimitato; editor di temi; temi, libreria, modelli condivisi, possibilità di clonar e una presentazione.

    Un Esempio: Esplorazioni Geografiche e Imperi Coloniali
    Prima di pubblicare sul mio blog questa recensione ho provveduto, come faccio sempre, a testarla. Non mi sono limitato a una prova, ma ho realizzato una presentazione completa di circa 70 slide che ho utilizzato nella mia attività didattica con gli studenti delle mie classi di terza liceo, con cui sto affrontando in storia l'argomento delle scoperte geografiche e della formazione degli imperi coloniali nel XV - XVI secolo. Dato che volevo verificare la rapidità di esecuzione in rapporto al prodotto finale, ho limitato al minimo la personalizzazione dei vari elementi (stile, colori, etc.). Questo il risultato. Ho curato molto immagini e testi, in modo da realizzare una presentazione che supportasse la mia spiegazione e fornisse agli studenti tutti gli elementi per "studiare" e "ripassare" autonomamente gli argomenti trattati servendosi della presentazione. Questo il link diretto: Esplorazioni Geografiche e Imperi Coloniali




    Giudizio su Slides.com
    Un ottimo strumento, estremamente semplice da utilizzare, permette di creare rapidamente presentazioni eleganti e personalizzabili. Se non avete la necessità di utilizzare particolari effetti dinamici e di zooming come quelli di Prezi, potete tranquillamente utilizzare questa applicazione. L'account free non presenta nessuna limitazione significativae, a meno che non siate interessati alla possibilità di scaricare in PDF la vostra presentazione. Se vi è sufficiente poter disporre del vostro lavoro online, potete usufruire gratis di questo strumento. L'unica vera limitazioneè data dalle dimensioni ridotte dello spazio disponibile per caricare le vostre immagini. A tale problema si può far fronte linkando immagini presenti online.

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    Blended Learning
    Grazie all'adozione del Blended Learningè possibile distribuire il processo formativo tra l'ambiente fisico dell'aula e ambienti online, in questo modo:
    # si ha una integrazione tra reale e virtuale che amplia le potenzialità di personalizzazione dell'apprendimento e di comunicazione tra i membri della comunità;
    # si ottimizzano tempi, procedure, gestione, calendarizzazione, condivisione, collaborazione, etc., scegliendo di volta in volta, per ciascuna attività, l'ambito (fisico o virtuale) che meglio consente di svolgerla efficacemente
    Altra conseguenza e che si libera molto tempo in aula per sperimentare approcci didattici e pedagogici diversi rispetto alla lezione tradizionale.

    Obiettivo: Sviluppo competenze digitali e disciplinari
    Affrontare lo studio della filosofia di Cartesio rendendo protagonisti del processo formativo gli studenti al fine di:
    sviluppare / potenziare le loro competenze digitali
    elevare le loro capacità e competenze comunicative ponendoli di fronte a una "sfida" consistente nell'assumere un ruolo "nuovo", quello di guide per i loro compagni nell'apprendimento della filosofia di Cartesio
    sperimentare l'approccio EAS (Episodi di Apprendimento Situato) insieme a procedure tipiche dell'apprendimento basato sulla ricerca e dell'apprendimento collaborativo
    Migliorare la qualità dell'approccio cognitivo ai temi e problemi della filosofia, facendo si che gli studenti assumano un "punto di vista" e un "ruolo" differenti da quello tradizionale di chi deve: ascoltare la spiegazione del docente, studiare sul libro, riproporre i contenuti appresi e memorizzati in forma scritta o orale

    Metodologie e Strumenti
    Per cercare di conseguire questi obiettivi ho discusso con i miei studenti della IV F del Liceo Scientifico "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena, per decidere come organizzare il lavoro, a quali strumenti ricorrere, come gestire il tempo e gli spazi. Questa una sommaria indicazione relativa all'impostazione che abbiamo dato al lavoro. Le Fasi del progetto progetto:

    1. I problemi:
    # comunicazione alla classe dei problemi intorno a cui impostare il lavoro di ricerca e sviluppo di risorse
    # modulo formativo proposto dal docente contenente consegne, indicazioni di partenza, risorse cui fare riferimento nella fase di ricerca e risoluzione del problema
    # divisione in gruppi di 4 studenti e individuazione da parte di ciascun gruppo di: tempi, ruoli, applicazioni e strumenti da realizzare

    2. Fase operativa
    # realizzazione di una presentazioni contenente i risultati del lavoro
    # lavoro dei gruppi in aula con il coordinamento e supporto del docente
    # lavoro dei gruppi on line e a casa per mettere a punto e rifinire i contenuti

    3. La Sfida: condividere con i compagni quanto appreso
    # Ogni gruppo condivide con il resto della classe le conclusioni cui è giunto riguardo ai risultati della propria ricerca e alle conoscenze acquisite tramite una lezione frontale
    # Ogni lezione viene ripresa con uno smartphone per poter essere editata dagli studenti e pubblicata su YouTube

    4. Fase Finale: pubblicazione e valutazione
    Pubblicazione delle lezioni sul canale YouTube del docente per la condivisione
    Discussione in aula e valutazione dei prodotti dell'apprendimento: presentazioni, lezioni, video lezioni

    2. Strumenti e Procedure
    2.1. Utilizzo del Web:
    Google Drive
    YouTube
    Applicazioni per la creazione dei contenuti
    Applicazioni per la realizzazione di quizzes

    2.2. utilizzo dei supporti tecnologici presenti in aula: LIM, videoproiettore, portatile del docente, chiavetta internet del docente

    2.3. BYOD
    Smartphone e treppiede per smartphone, ripresa video

    2.4. lavoro di gruppo in aula

    I Problemi Individuati
    1.Per quale motivo Cartesio è considerato da molti il padre della filosofia moderna?
    argomenti: il dubbio, il cogito, la discussione intorno al cogito
    2.Quale importanza riveste Cartesio nella storia della scienza, in particolare nella fisica e nella matematica?
    argomenti: Fisica, matematica e geometria in Cartesio
    3.Qual è il progetto filosofico di Cartesio, quale il suo scopo
    argomenti: posizione di Cartesio rispetto al sapere tradizionale e questione del metodo
    4.E’ importante “dio” nella filosofia di Cartesio? Che ruolo ha in essa?
    argomenti: esistenza di dio e prove, ruolo di dio nel superare il dubbio, dio garante evidenza
    5.In cosa consiste la virtù per Cartesio?
    argomenti: morale e passioni in Cartesio

    Le Presentazioni realizzate dagli studenti

    Cartesio: la vita, il progetto filosofico e il metodo
    Presentazione: Cartesio: vita e metodo



    Cartesio padre della filosofia moderna
    Presentazione: Il dubbio e il cogito di Cartesio



    Cartesio e il ruolo di dio




    Cartesio e la virtù



    Le Lezioni degli Studenti Registrate

    Questa la Playlist i cui sono state raccolte le 4 lezioni tenute dagli studenti a conclusione del loro lavoro


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    Premessa: cultura del rispetto contro l'intolleranza
    "Educare alla diversità"è un testo realizzato dall'Istituto A.T. Beck per conto dell'UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, che contiene delle linee guida per educare contro la discriminazione che colpisce coloro che hanno un orientamento sessuale diverso da quello eterosessuale. Il lavoro doveva servire a supportare un'azione di educazione degli studenti contro l'omofobia e per l'educazione alla sessualità ai vari livelli dell'istruzione, tuttavia per le polemiche sollevate da una minoranza esigua di fondamentalisti cattolici animati da intolleranza e ignoranza. Il progetto è stato, a quanto mi risulta, abbandonato. 
    Riprendere questo progetto con gli studenti della V F del liceo scientifico "G. Brotzu" diventava quindi una occasione unica per conseguire un duplice obiettivo educativo:
    # riflettere e discutere su un serio problema che chiama in gioco diverse tematiche di interesse filosofico centrate sul problema chiave della sessualità e del rapporto interpersonale;
    # conseguire quelle finalità educative di rispetto delle differenze e educazione al pluralismo, evitando di cadere vittime del meschino ricatto prodotto della "violenza" ideologica di una minoranza di ignoranti.

    Link diretto al documento: A.T. Beck, Educare alla diversità a scuola




    La metodologia: apprendimento basato sulla ricerca
    Affrontare la problematica dell'identità sessuale e dell'orientamento sessuale si presta ad un approccio basato sull'Inquiriy Learning o Apprendimento Basato sulla Ricerca, che sviluppa procedure e modalità teorizzate negli anni '60 da Jerome Bruner che propose il modello dell'apprendimento attraverso la Scoperta o Discovery Learning. Infatti il tema dell'identità sessuale è fortemente coinvolgente e stimolante per gli studenti, mette in gioco problemi molti vicini alla loro esperienza , è facilmente collegabile a fatti e situazioni della vita quotidiana e chiama direttamente in causa scelte, giudizi e pregiudizi degli studenti fornendo loro una forte spinta motivazionale e partecipativa.
    Ho quindi deciso di:
    concedere la massima autonomia agli studenti nella gestione di questa unità formativa
    focalizzare l'apprendimento sul processo di interpretazione e organizzazione dei fatti piuttosto che sulla acquisizione mnemonica degli stessi
    sollecitare gli studenti a confrontare le loro posizioni con le riflessioni e con gli strumenti maturati nel corso del lavoro di apprendimento
    collegare le conoscenze con la vita reale
    discutere apertamente le diverse problematiche affrontate e confrontarsi con opinioni  e punti di vista differenti

    La predisposizione delle attività
    Attraverso una discussione con gli studenti si sono messe a punto le fasi dell'attività e le modalità con cui affrontare i passaggi principali del percorso di apprendimento: ricerca, spiegazione, discussione, verifica e valutazione. Si è deciso di:
    # affidare ad alcuni studenti il compito di illustrare al resto della classe i contenuti del testo "Educare alla diversità" attraverso una presentazione e una lezione frontale seguita da un dibattito sui temi affrontati;
    # si è definito un calendario compatibile con gli impegni degli studenti;
    si è individuata una procedura di lavoro per la ricerca e la documentazione sui temi trattati
    si sono definite le modalità per una verifica che non fosse solo volta alla valutazione delle conoscenze acquisite ma anche delle abilità e competenze;
    # si sono, infine, individuati gli strumenti e le applicazioni cui fare ricorso a supporto delle diverse fasi in cui si è deciso di articolare il percorso di apprendimento.

    Le presentazioni

    Eleonora Olla: Omofobia: definizione, origini e mantenimento


    Make your own mind maps with Mindomo.

    Alice Cocco: Il bullismo omofobico

    Powered by emaze

    Alberto Pantaleo: Adolescenza e omosessualità


    Make your own mind maps with Mindomo.


    Verifica 
    Per quanto riguarda la verifica ho proposto agli studenti la realizzazione di un testo da realizzarsi online tramite Google Documenti, preceduto da un lavoro di:
    # studio dei materiali prodotti dagli studenti stessi e del testo educare alla diversità a scuola
    # ricerca condotto a casa sul web di fatti di cronaca, dibattiti, discussioni, articoli, sui temi trattati
    # documentazione autonoma sul problema da condursi, anche questa, attraverso la rete
    Il testo da comporre doveva contenere il risultati del lavoro svolto collaborativamente in aula e del lavoro di ricerca, studio e documentazione svolto a casa e dovevano essere valorizzate le capacità di:
    # analizzare fatti e problemi alla luce degli strumenti e delle conoscenze acquisite nel corso delle attività;
    # esprimere le proprie posizioni personali documentadole e argomentandole
    # descrivere eventi, posizioni, dibattiti in modo chiaro e citando le fonti
    Questo il testo con le consegne: Consegne lavoro "educare alla diversità"

    Correzione
    Per correggere e discutere con gli studenti il risultato della loro attività di scrittura si sono utilizzati:
    gli strumenti di commento ed evidenziazione di cui dispone Google Documenti
    # Kaizena, uno strumento che può essere installato come componente aggiuntivo di Google Documenti e consente di inserire note testuali e commenti vocalici a cui gli studenti possono rispondere usando testo e/o voce. Allo studente perviene la notifica della presenza di commenti relativi al suo lavoro via e-mail e può ascoltarla tramite pc o dispositivo mobile. Questi alcuni esempi:
    compito di Eleonora Olla con correzione e valutazione: La psicologia dell'omofobo
    compito di Elisa Farris: Il vuoto nell'anima
    compito di Marco Corrias: L'omofobia a scuola

    Discussione Finale
    Ashayme Kasraoui e Martina Oppus hanno avuto il compito di predisporre un questionario online con Google Form sui temi e problemi dell'omofobia e dell'omosessualità, da somministrare agli studenti di altre classi dell'Istituto. I risultati saranno poi discussi con la classe e, in tale occasione, sarà anche oggetto di discussione e valutazione l'esperienza di apprendimento, nel tentativo di individuare punti di forza, criticità ed efficacia del metodo adottato. Questa fase del percorso è ancora in corso di svolgimento.

    Un Valutazione Provvisoria del Comportamento degli Studenti
    Ritengo che gli studenti abbiano mostrato un buon livello di partecipazione attiva e buone capacità di gestione autonoma del loro percorso di apprendimento e che la scelta della metodologia abbia prodotto buoni risultati. Occorre sottolineare che la classe possiede buone competenze nell'ambito della comunicazione digitale e mostra una estrema facilità nell'apprendere nuove competenze e abilità e nello sviluppare ulteriormente quelle già possedute.

    Post Scriptum
    Il ridicolo video dell'associazione ONLUS PROVITA contro l'insegnamento della teoria gender nelle scuole



    La risposta di Breaking Italy al video della PROVITA: L'ideologia gender è una minchiata colossale


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    Recensire una applicazione per la didattica non significa soltanto individuarne caratteristiche e funzionalità o usarla creando con essa qualche contenuto, è anche necessario testarla sul campo per poterne valutare correttamente l'impatto sul piano didattico: risponde alle esigenze dei nostri studenti? permette di conseguire risultati cognitivi e metacognitivi? rafforza / promuove competenze e abilità? Quali?
    A domande di questo tipo, che mirano a definire la valenza di una applicazione sul piano formativo, si può rispondere soltanto mettendola alla prova. La valutazione di una applicazione dal punto di vista educativo richiede sempre un approccio sperimentale, proprio perché non è in gioco solo l'aspetto informatico e tecnico ma ci si colloca sul piano della valutazione pedagogica.
    A questo scopo ho utilizzato Slide.com come applicazione per realizzare una presentazione da utilizzare come strumento principale per la spiegazione e l'apprendimento di un argomento di storia: Le esplorazioni geografiche e la nascita dei primi imperi coloniali tra XV e XVI secolo. In questo post illustrerò i risultati e spiegherò il funzionamento di Slide.com

    Esplorazioni Geografiche e Imperi Coloniali
    Presentazione realizzata con Slide.com e disponibile online al seguente indirizzo: Esplorazioni Geografiche full screen . Si tratta di una presentazione in 60 slides, costantemente aggiornata, che ha lo scopo di offrire una panoramica completa sul fenomeno delle esplorazioni geografiche e la costituzione dei primi imperi coloniali portoghese e spagnolo tra Xv e XVI secolo. Ogni diapositiva è corredata da immagini o presenta tabelle e schemi esplicativi. Ho utilizzato la tabella secondo due differenti finalità:
    # come supporto alla lezione - spiegazione frontale tradizionale, intervallata da momenti di discussione e attualizzazione dei problemi e argomenti trattati;
    # come risorsa online a disposizione degli studenti e visibile in ogni momento, da ogni luogo e con ogni dispositivo, in modo da fornire loro uno strumento per: approfondire, ripassare, chiarire, discutere, etc.


    Cos'è?
    Slides.comè un ambiente per creare, presentare e condividere presentazioni chiamate Deck e formate da combinazioni di slides. Si tratta di una applicazione web based multipiattaforma, può infatti essere utilizzata su ogni dispositivo: pc, tablet, smartphone. Si lavora unicamente online attraverso il browser e senza bisogno di dover scaricare e installare qualcosa. I nostri lavori sono archiviati online e accessibili da qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. 

    Come funziona l'Editor? 
    Molto semplice da utilizzare permette di utilizzare 8 tipologie di oggetti che possono essere inseriti con precisione dove vogliamo in quanto esiste una griglia di posizionamento che automaticamente li colloca nelle varie aree tenendo conto degli altri oggetti e della slides per allinearli verticalmente e orizzontalmente: 
    # testo: con varie opzioni riguardo a colore, opacità, spaziatura verticale, grandezza del testo, allineamento, distanza orizzontale tra le lettere, bordo, etc 
    # immagine: si possono inserire immagini dal nostro pc o linkare immagini presenti sul web, associare un link all'immagine, etc. 
    # Forme: inserimento e formattazione di forme(colore, opacità, bordo, etc.) 
    # Linee e frecce 
    # Tabelle: con le opzioni di formattazione di base (bordo, spazio tra le celle, allineamento testo, sfondo,
    # codice: per inserire porzioni di codice 
    # frame 
    # simboli matematici 
    Per rendersi conto del funzionamento dell'editor è possibile guardare la seguente animazione:


    Personalizzazione  e Istruzioni per l'Uso
    Per personalizzare la presentazione è possibile far riferimento a 2 differenti possibilità:

    1. in primo luogo il menù che compare in alto sulla destra di ogni singola slide e che consente di configurare i parametri di ciascuna di esse, queste le opzioni disponibili:
    # cancellare la slide;
    # cambiare il colore dello sfondo della slide;
    # inserire un'immagine di sfondo
    # aggiungere note di testo per chi dovrà presentare la slide
    # fragments: nasconde gli elementi della slide (immagini, testi, etc.) che compariranno al click del mouse

    2. configurare lo stile agendo sull'intera presentazione ricorrendo al menù posto sulla sinistra. Si dispone delle seguenti opzioni:
    # Settings: titolo della presentazione, personalizzazione del link, descrizione, presentazione in automatico
    # Stile: combinazioni di colori; font; effetti di transizione;
    # organizzazione slide: permette di muoversi rapidamente tra le miniature delle slides e di spostarle avanti o indietro
    # Revisioni: storia completa delle varie revisioni della presentazione
    # Esportazione: la versione free permette di esportare la presentazione in html. Con i piani a pagamento è possibile anche esportare in PDF, in formato ZIP o sincronizzare con Dropbox
    # Media Library: accesso all'archivio degli elementi multimediali che abbiamo caricato
    # Share - condivisione: la versione free consente di ottenere un link o il codice di incorporamento (embed) o inviare tramite email la presentazione

    Presentare con Slide.com
    Molto curata la parte riguardante la presentazione che offre molti utili strumenti:
    1. Speaker View: visualizzazione per chi presenta: in cui si appaiono le note che abbiamo inserito e che saranno visualizzate solo da chi spiega o presenta;
    # L'anteprima della diapositiva successiva;
    # l'ora e il tempo trascorso dall'inizio della presentazione che può essere resettato cliccandoci sopra
    2. Live Streaming: la presentazione può essere visualizzata in tempo reale anche dagli spettatori che possono utilizzare i loro dispositivi e avere una visione della presentazione sincronizzata con quella di chi presenta. Per attivare questa funzionalità sarà sufficiente comunicare alla propria audience l'url che compare nel "Presentation Controls" o pannello dei controlli della presentazione.

    Piani di abbonamento 
    Si tratta di una applicazione freemium. Vengono proposti tre diversi piani di abbonamento:
    1. Free: si possono creare un numero illimitato di presentazioni pubbliche (deck) e si dispone di uno spazio di 250 MB
    2. Pro: $ 6/mese. spazio di 2 GB, pubblicazione e condivisione privata, esportazione in PDF, sincronizzazione con Dropbox, google analytics
    3. Team: $ 12/ mese e user. Spazio illimitato; editor di temi; temi, libreria, modelli condivisi, possibilità di clonar e una presentazione

    MIO GIUDIZIO 
    Un ottimo strumento estremamente semplice da utilizzare, permette di creare rapidamente presentazioni eleganti e personalizzabili. Se non avete la necessità di utilizzare particolari effetti dinamici e di zooming come quelli di Prezi, potete utilizzare questa applicazione. L'account free non presenta nessuna limitazione e, se non siete interessati a scaricare in PDF la vostra presentazione e vi accontentate di disporre del vostro lavoro online, potete usufruire gratis di questo strumento. L'unica vera limitazione è data dalle dimensioni ridotte dello spazio disponibile per caricare le vostre immagini. A tale problema si può far fronte linkando immagini presenti online.

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    La presentazione che segnalo è il risultato del lavoro degli studenti della VF del Liceo Scientifico "G. Brotzu" e rientra nelle attività per la valutazione dell'apprendimento della filosofia di Schopenhauer condotta sotto l'illuminata guida del maestro Gianfranco Marini :-)
    Gli studenti hanno utilizzato le seguenti applicazione: 

    Le consegne ricevute nel corso dell'attività e pubblicate sul forum di classe erano le seguenti:
    1. cercate su internet o usando il vostro testo una frase di Schopenhauer che vi piace
    2. non scegliete a caso, cercate una frase che ritenete significativa e rappresentativa del pensiero dell'autore o che, comunque, vi piaccia e che siate in grado di spiegare e commentare
    3. infatti nel questionario una domanda sarà relativa alla frase che avrete scelto
    4. una volta scelta la frase, utilizzando una delle applicazioni che vi proporrò, create un contenuto grafico in cui sia riportata la frase arricchita della vostra elaborazione grafica
    5. scaricate l'immagine e postatela su google drive nella cartella che ho predisposto con il nome “citazioni Schopenhauer”

    Ho raccolto i lavori degli studenti in questa presentazione realizzata con Google Presentazioni e intitolata "Aforismi di Schopenhauer"


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    AlternativeToè un servizio utilissimo, si tratta di un archivio di software, webware, applicazioni per dispositivi mobili, applicazioni web, etc. il cui scopo è cercare applicazioni che siamo simili a una applicazione data. 
    Nella pagina a cui si può accedere cliccando qui ho cercato, per esempio, alternative a "Prezi" digitando Prezi nella casella di ricerca. Le funzioni di ricerca sono molto evolute in quanto è possibile configurare varie opzioni quali: 
    # Piattaforma: Windows, Linux, Mac, Web, etc 
    # Browser: Chrome, Firefox, Opera, etc. 
    # Dispositivo: iPhone, Android, Windows Phone, 
    La lista dei risultati che viene resa è un elenco in cui sono segnalate le applicazioni simili a quella che abbiamo impostato nel box di ricerca. 
    Per ogni applicazione ci vengono fornite le seguenti informazioni: link, likes, breve descrizione delle funzionalità, commerciale, o free; etc. Penso si tratti di un servizio utile per scoprire nuove applicazioni più adatte alle proprie esigenze.

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    Propongo questa traduzione e rielaborazione di un post pubblicato su Edudemic il 16 maggio 2015 da Pamela DeLoatch con il titolo "Inquiry in the Classroom: 7 Simple Tools To Get You Started". Nel post si spiega brevemente in cosa consiste l'apprendimento basato sull'indagine o Inquiry Based Learning, e si suggeriscono alcuni strumenti web per cominciare a praticare questa metodologia di insegnamento e apprendimento.


    Nell'immagine sottostante una rappresentazione delle varie fasi del processo di ricerca e apprendimento secondo il modello dell'Inquiry Based Learning presa da 20 questions to Guide Inquiry Based Learning. L'ordine dei passaggi è differente da quello proposto nell'articolo di Pamela DeLoatch,  ma anche in questa diversa raffigurazione del modello sono presenti sia la circolarità, che i passaggi fondamentali: 
    1. porre domande significative afferenti a compiti reali
    2. trovare risorse e informazioni attraverso la ricerca collaborativa
    3. discutere e interpretare le informazioni
    4. presentare i risultati cui si è giunti
    Cliccare sull'immagine per Ingrandire


    Perché utilizzare questo approccio?
    Il Ciclo dell'Indagine o Inquiry Circleè il metodo utilizzato nella ricerca e nella soluzione dei problemi in ambito scientifico. utilizzare un approccio all'apprendimento basato su tale metodo con la propria classe per sviluppare un argomento aiuta gli studenti a formulare autonomamente i problemi e affrontare l'indagine. 
    I vantaggi sono
    # Insegnare agli studenti a formulare problemi complessi 
    Incoraggiare il desiderio e le tecniche per costruire conoscenza 
    # Consentire agli studenti di rendersi autonomi nell'apprendimento 
    # Favorire negli studenti la capacità di stabilire collegamenti tra le lezioni scolastiche e la loro vita personale 

    Le Fasi del Circolo dell'Indagine 
    Il circolo dell'indagine dovrebbe cominciare con ciò che attualmente si conosce e si ha bisogno di conoscere su un argomento e includere i seguenti passaggi: 
    1. costruire a partire da ciò che si sa su un argomento 
    2. determinare quali siano le domande da formulare e che devono guidare l'investigazione 
    3. Raccogliere nuove informazioni attraverso la ricerca 
    4. Condividere ciò che si è imparato attraverso presentazioni 
    5. Riflettere e fare nuove indagini 
    6. Applicare ciò che si è scoperto in altri ambiti 

    Tecnologie per aiutare gli Studenti nel Circolo dell'Indagine 
    Esistono numerosi strumenti tecnologici e applicazioni che possono aiutare studenti e docenti nella ricerca e rendere più semplici e rapide le varie fasi del metodo in modo che ci si concentri sul pensiero creativo, la ricerca e la discussione: 
    # Step 1: valutare ciò che si conosce effettivamente su un argomento con Socrative: sistema web per la verifica attraverso quizzes 
    # Step 2: definire i problemi a cui si dovrà rispondere: ciò può costituire una sfida considerevole, per affrontarla è importante disporre di strumenti per il brainstorming come Bubbl.us o un altra applicazione web per creare mappe concettuali. Personalmente consiglio Coogle di cui si può trovare una recensione in questo post: Applicazioni free per realizzare mappe concettuali e mentali.
    # Step 3: trovare nuove informazioni, per esempio attraverso YouTube o Google 
    # Step 4: organizzare e raffinare la ricerca: occorre fornire un ordine alle informazioni che si sono trovate, Citelighter aiuta a riflettere criticamente sul progetto e a strutturare informazioni, testi, appunti, ecc. 
    # Step 5: Condividere ciò che si è appreso realizzando una presentazione con Haiku Deck o con un latro strumento di semplice e rapido utilizzo. Consiglio Google Slide o Slide.com di cui potrete trovare un'ampia recensione e guida all'uso in questo articolo: Esplorazioni geografiche e imperi coloniali: presentazione realizzata con Slide.com.
    # Step 6: Riflettere e Applicare: riflessione e approfondimento consentono di apprendere realmente ciò che si è imparato, per esempio scrivendo un diario o degli appunti con Blogger. Per questo passaggio consiglio l'utilizzo di Padlet di cui trovate un video tutorial in italiano realizzato da Monica Terenghi in questo post: Come usare Padlet.

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    Propongo questa traduzione sintetica di un articolo pubblicato su Free technology for Teacher scritto da Richard Byrne e pubblicato sul suo sito il 18/05/2015 con il titolo: Six Styles of Classroom Video Projects. Ho rielaborato alcuni punti, contestualizzato l'argomento trattato dall'autore e inserito qualche mio commento e qualche link a video tutorial che spiegano come utilizzare alcune delle applicazioni segnalate.


    L' importanza dei video nella didattica
    Con l'affermarsi di varie forme e tipologie di Blended Learning. come la Flipped Classroom, il ruolo dei video nella didattica è profondamente mutato, non si tratta più di utilizzare i video come materiale da proporre agli studenti per approfondire certi temi, ma docenti e studenti si trovano nella condizione di poter realizzare dei progetti basati sui video
    Per chi volesse approfondire le modalità con cui i video possono essere integrati nella didattica, utilizzando applicazioni web per la loro creazione e gestione, suggerisco la lettura di questi miei articoli:
    1.Patrizia Vayola, Anche Flipped quando serve, in cui si tratta la questione del Flipped Learning e di un utilizzo equilibrato di questa metodologia
    2.Non solo video: trasformare la visione di un video in una esperienza comunicativa interattiva, in cui si affronta il problema di un uso dei video sul web educativamente corretto e improntato alla interazione dialogica, alla discussione e allo sviluppo del pensiero critico

    Tipologie di Video per la Didattica
    In questo post pubblicato su freetech4teachers il 18/05/2015 Rychard Byrne condivide un proprio documento in formato PDF in cui cerca di fare chiarezza sulle diverse tipologie di video che possono essere realizzati da docenti e studenti per l'attività didattica. Il file può essere visualizzato online o scaricato.

    6 Stili di realizzazione di Progetti Didattici Basati sui Video
    Nell'illustrare le 6 tipologie di video R. Byrne si sofferma anche a esemplificarne i possibili utilizzi nella didattica e a indicare software o applicazioni web e mobile per la loro realizzazione:
    Queste i differenti stili di video classificati da R Byrne

    1. Video presi al volo (One take video): breve video realizzato con dispositivi mobili della durata di 60 secondi circa che cattura al volo un'idea, un'impressione, mostra una testimonianza, documenta un evento e viene utilizzato come breve messaggio che può essere postato su YouTube, sui social network, su sistemi di messaggistica come WhatsApp

    2. Audio Slideshow: video realizzato con applicazioni web o mobile o software in cui si documenta qualcosa, si riassume un evento, si illustra un tema, con l'aiuto di immagini e della voce. Applicazioni:
    # YouTube per realizzare slideshow . Molto utile il video tutorial realizzato da Jessica Redeghieri, Creare Slideshow con Youtube, 3:46, italiano.
    # Animoto:
    Shadow Puppet
    30hands

    3. Whiteboard / Screencast / video lezioni: lezioni, video tutorial, spiegazioni, molto utilizzate per il Flipped Learning, sul modello di quelle disponibili presso la Khan Academy. Si tratta di lezioni vere e proprie che consentono agli studenti di affrontare lo studio di nuovi argomenti in modo autonomo e da casa. Possono essere realizzate attraverso lo screencasting e utilizzando materiali quali: timeline, mappe concettuali, presentazioni, immagini, etc.
    Questi alcuni strumenti per realizzarle:
    Clarisketch: applicazione Android free. utilizza disegno, immagini e scrittura insieme alla registrazione del commento della voce per realizzare lezioni.
    Screen Chomp: app per iPad, whiteboard, molto semplice da usare, si può disegnare e parlare e caricare immagini registrando tutto
    Screencast-o-matic:  registrazione schermo e voce, molto semplice, la versione free consente di creare lezioni della durata massima di 15 minuti. Con 15 dollari per anno si ottiene la versione premium 4. Suggerisco anche in questo caso un ottimo video tutorial di Jessica Redeghieri, Screencast-O-Matic, 16:57, italiano.

    4. Animazioni Video: creazione o riproduzione di storie animate
    Tellegami: app Android e iOS per creare animazioni e scene personalizzate utilizzando modelli, background, personaggi predefiniti e personalizzabili., è possibile aggiungere la propria voce con il tasto record. Si possono anche personalizzare i modelli disponibili caricando immagini. non necessita della creazione di un account
    Applicazioni:
    # Wideo: servizio per la creazione di animazioni video in stile Common Craft. Si lavoro su modelli e scenari predefiniti e personalizzabili (a pagamento)
    Scratch: free, creazione animazioni, giochi e video attraverso un'interfaccia visuale. In italiano.

    5. Stopmotion e Timelaps Stopmotion: in italiano passo uno, realizzazione di un filmato frame per frame. Gli studenti devono creare la storia posizionando gli elementi narrativi e scenografici per ogni scena. Definizione Timelaps: la frequenza di riproduzione di un fotogramma è superiore a quella di cattura (il caso di un fiore che sboccia in pochi secondi)
    Applicazioni:
    JellyCam: software free per la creazione filmati in stopmotion attraverso l'uso di immagini disposte in sequenza.
    OSnap: app iPad per creare filmati in stopmotion, molto facile da usare, anche in questo caso si dispongono immagini in sequenza. A pagamento: € 3,99
    Parapara Animation: strumento per la creazione di animazioni open source facile da utilizzare. Consiglio la visione di questo video tutorial realizzato da Russell Smith, Tech TidBits: Parapara Animation Tool, 8:16, inglese (usare i sottotitoli).

    6. Documentari: Si tratta di progetti più complessi che raccontano una storia di fantasia o reale, notizie, documentazioni di fenomeni naturali, eventi storici, manifestazioni artistiche, etc.
    Come strumenti vengono consigliati:
    # iMovie per Mac
    # Movie Maker per Window

    Altri stili a mio giudizio
    Aggiungerei alle tipologie indicate da Richard Byrne
    7. realizzazione di un film: sceneggiatura, recitazione, ripresa e editing di un copione da parte degli studenti
    8. chroma key: realizzazione di un filmato in chiave di colore, che consente di inserire entro uno scenario (un video preso da YouTube) un altro filmato (in cui recitano, per esempio, degli studenti). Si può inserire uno studente che parla entro un qualsiasi documentario o film con effetti interessanti.

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    Che Cos'è Konoz?
    Konozè una applicazione web free che propone un ambiente di apprendimento realizzato a partire dall'enorme archivio di video liberamente disponibili su YouTube. A partire da questi video è possibile confezionare corsi e percorsi di apprendimento personalizzati. La differenza rispetto a una playlist di YouTube è data dal fatto che Konoz offre strumenti per gestire un percorso di apprendimento e guidare chi apprende ad orientarsi nella "confusione" di YouTube. Lo scopo è utilizzare al meglio l'archivio video di YouTube per la formazione. 

    Registrazione e Profili
    Konoz è in varie lingue tra cui l'italiano e il suo uso è free. Per registrarsi si può utilizzare la propria email e una password a propria scelta o procedere con il proprio account Facebook. Konoz presenta 2 principali profili a seconda di quello che si vuole fare:
    #Impara: da accesso ai corsi presenti su Konoz e consente di seguirli anche senza effettuare registrazione e login
    # Insegna: richiede invece la registrazione e permette di creare corsi

    L'idea base di Konoz: offrire strumenti gratuiti per insegnare e imparare
    Il problema di YouTube è il sovraccarico informativo, non si ha una guida che orienti l'apprendimento. Konoz offre questa guida e offre strumenti per tracciare i propri progressi, sapere a che punto del corso si è arrivati, riuscire a gestire in autonomia il proprio apprendimento. In sintesi Konoz è un progetto che mira a promuovere l'istruzione libera e gratuita mettendo in contatto insegnanti e studenti e fornendo loro gli strumenti per interagire
    L'idea di base di Konoz è che il web e i video stiano rivoluzionando l'insegnamento e l'apprendimento, ma che sia necessario utilizzare strumenti per organizzare il processo formativo, gestirlo autonomamente, superando l'impasse dovuto alle troppe informazioni presenti in rete e alla difficoltà di distinguere le informazioni attendibili da quelle non attendibili. Perciò Konoz offre a chi vuole insegnare strumenti per realizzare in modo rapido e semplice dei corsi a partire dai video liberamente disponibili, in rete, mentre a chi vuole imparare da la possibilità di seguire i corsi che vuole senza spese. 

    Come sui usa Konoz?
    Per chi vuole imparareè necessario, dopo aver effettuato il login per la prima volta, seguire un percorso guidato:
    1.scelta area di interesse: Scienze, Cultura, Skill, etc.
    2.profilo personale da scegliere tra quelli proposti: studente, professionista, curioso, insegnante, curatore, creatore
    3.scelta di un corso

    Per chi vuole insegnare, occorrerà, dopo avere effettuato il login, cliccare su  “Insegna”, si verrà trasferiti nell'area di creazione dei corsi, questa la procedura:
    1. sincronizzare Konoz coni il proprio account YouTube seguendo le istruzioni
    quindi si procede alla creazione del corso seguendo un percorso guidato:
    2. Creando una playlist di video di apprendimento sul proprio canale YouTube.
    3. incollando l'URL della playlist nell'apposito spazio e scegliendo lingua e categoria del proprio corso
    4.è anche possibile abilitare le ricompense in danaro che i corsisti possono liberamente “donare” all'autore del corso
    5. la fase finale è quella della “revisione e pubblicazione” in cui si definiscono titolo esatto del corso
    Dovrebbe anche essere possibile offrire delle ricompense ai potenziali corsisti, ma non ho capito il meccanismo, si può però pensare di rilasciare ai corsisti un attestato di partecipazione o dei badges, magari appoggiandosi al programma di Mozilla Open Badges
    Nel complesso la procedura di realizzazione di un corso richiede pochi minuti e risulta semplice e rapida.

    Come si Presenta il Corso?
    La modalità di fruizione del corso ne rende la partecipazione molto semplice. Aperto il corso troviamo una pagina in cui sono disponibili vari strumenti:
    1. i video in cui il corso si articola sulla sinistra, è possibile anche cliccare su “Gruppo di studio”, caratteristica che sarà disponibile tra breve, per affrontare lo studio dei contenuti del corso in modalità collaborativa
    2. sotto il video troviamo uno spazio per le discussioni in cui possiamo postare commenti o rispondere ai commenti di altri, domande, richieste di chiarimento, osservazioni, etc. E' anche possibile cliccare su Info sul video” per avere informazioni e risorse ulteriori, che sono quelle inserite nella descrizione del video su YouTube
    3. sulla destra la lista cliccabile dei video che ci consente di passare da un video all'altro;
    4. sopra la lista troviamo una barra di progressione che indica la percentuale dei video che abbiamo già guardato.
    Tutto molto semplice e molto funzionale, per avere un'idea di come si presentino i corsi è possibile visualizzare questo corso che ho realizzato per prova: La filosofia di Blaise Pascal.

    Video Demo e Tutorial
    per facilitare l'apprendimento di Konz propongo i seguenti video dimostrativi e video tutorial in inglese:
    1. Konoz Intro Video, 1:15, inglese;
    2.Usare Konz per creare un corso, 1:49, inglese
    3. Come creare e pubblicare un corso,  3:17, inglese

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    Applicazione web freemium, per utilizzarla occorre registrarsi ma si può accedere anche col proprio account Google+. Lo slogan di questo servizio è "Osservazione e analisi dello studente organizzata con precisione". BrightLoopè un ambiente web per l'osservazione sistematica e il monitoraggio del comportamento degli studenti nel corso delle loro attività di apprendimento, permette infatti di catturare in tempo reale l'agire quotidiano di una classe o comunità di apprendimento.


    Cos'è Brightloop Learning? 
    Si tratta di una applicazione web based che funziona anche su dispositivi mobili, il cui scopo è proporre una procedura alternativa rispetto agli standard e ai metodi tradizionali (benchmarks) di valutazione dell'apprendimento degli studenti. BrightLoop è una applicazione ideata da una docente , come strumento di documentazione dell'attività formativa e supporto della valutazione. L'idea centrale è che sia importante più l'osservazione e la valutazione del processo di apprendimento, piuttosto che la sola verifica sommativa finale dei risultati (output) di esso. Si tratta in altri termini di uno strumento per la valutazione formativa. Si avvale dell'utilizzo di dispositivi mobili, come smartphone e tablet, per documentare, con video e immagini, il lavoro degli studenti in relazione agli obiettivi di apprendimento. Ogni studente può, inoltre, creare un proprio portfolio da condividere con genitori, docenti, compagni allo scopo di disporre di tutti gli elementi per maturare una valutazione personale e collaborativa del proprio apprendimento.

    Come funziona? 
    1. Criteri e check list: si possono creare rapidamente criteri di controllo e indicatori, per monitorare e valutare il comportamento degli studenti esaminando ciò che: scrivono, fanno, dicono, leggono, calcolano, ascoltano, producono, etc.. 
    2. Si tratta quindi di raccogliere informazioni di varia natura da differenti aree, classificarle, documentarle, valutarle. La documentazione avviene attraverso immagini, video, audio, documenti, note, etc. attraverso le quali si viene a creare un portfolio per ogni studente alla cui realizzazione lo studente contribuisce attivamente. 
    3. Brightloop prevede anche la possibilità di comunicare con le famiglie e illustrare i progressi di ciascun studente attraverso il loro portfolio, stampabile e/o condivisibile e integrabile con note, report, ecc.

    Guide e Tutorial
    Per poter avere un'idea di come funziona BrightLoop, di quali siano le sue potenzialità e modalità di impiego, propongo questa utilissima presentazione realizzata da Laura Antichi e pubblicata su SlideShare, in cui viene presentata l'applicazione, individuate alcuni possibili modalità di impiego, e fornite indicazioni operative su come utilizzarlo quali: formazione classi, aggiunta studenti, creazione gruppi di lavoro, etc.

    Esistono anche molti Videotutorial in inglese che possono essere utili e che segnalo:
    1. About BrightLoop, 2:42, inglese
    2.Come far lavorare BrightLoop per voi, 5:46, inglese

    LINK UTILI
    1.BrightLoop per Android
    2.BrightLoop per iOS






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    Di cosa parla questo articolo?
    In questo post si spiega cosa sia Linkedin, quale sia il suo peso in Italia tra i Social Network e perché  sia importante, da un punto di vista educativo, farlo utilizzare agli studenti. Vengono quindi forniti una serie di video tutorial in italiano per imparare a usarlo e indicato un percorso di 4 articoli da leggere allo scopo di approfondirne la conoscenza. 


    Che Cos'è Linkedin?
    Linkedin è uno dei più diffusi social network in Italia e costituisce il primo tra social network orientati in ambito professionale. Linkedin è il più grande Social Network professionale che aiuta le persone a collegarsi tra loro, scambiare le proprie esperienze e competenze professionali, creare e condividere risorse, collaborare per la propria formazione e il proprio aggiornamento professionale. Avere un profilo su Linkedin è essenziale non solo per trovare lavoro, ma anche per maturare e sviluppare le proprie capacità, abilità, competenze e creare una rete di relazioni essenziale per la propria crescita. Linkedin ha in gran parte sostituito i tradizionali sistemi - curriculum, lettera di presentazione, rete di conoscenze, per proporre il proprio profilo professionale e cercare un lavoro. Come in tutti gli altri ambiti della comunicazione e dell'agire sociale, anche in quello della professione e del lavoro, il web costituisce ormai il principale contesto nel quale ci si muove e nel web Linkedin è la più importante Rete Sociale per la costruzione della propria identità professionale.

    Confronto tra Linkedin e gli altri Social Newtwork
    L'immagine sottostante (cliccare per ingrandire) mostra la classifica delle Reti Sociali in Italia nel 2015. Ricordo che una Rete Sociale o Social Network non va confusa con i Social Media, che sono ambienti online per la condivisione di contenuti e risorse di varia tipologia e formato ( documenti, video, immagini, etc.). Si parla di Social Network in riferimento ad un ambiente online che fornisce gli strumenti per comunicare e condividere opinioni e idee; consentire la creazione di gruppi di interesse e la conduzione collaborativa di attività e progetti, etc.
    Nel nostro caso possiamo rilevare come Linkedin sia oggi in Italia uno dei principali social network, come numero di utenti. Se poi si valuta il peso che esso possiede nel definire e promuovere la nostra identità digitale o personal brand, va considerato allo stesso livello di Facebook, se non superiore.
    Fonte Immagine Social Media Marketing in Italia

    Perchè Usare Linkedin con gli Studenti?

    Ritengo che sia importante per gli studenti familiarizzare l'uso di questi social network non solo e non tanto per  la ricerca di un lavoro, ma anche per ragioni propriamente educative e formative. In tali ambiti Linkedin è utile perché:
    # è un ottimo strumento per la valutazione e auto valutazione del proprio operato formativo;
    # è uno dei migliori strumenti freemium disponibili  sul web per creare e gestire la propria identità;
    digitale e imparare a comprendere l'importanza delle proprie tracce digitali o digital footprint e di quanto queste contribuiscano a definire la nostra immagine e identità nei confronti degli altri;
    # l'uso di Linkedin contribuisce al perseguimento di molti degli obiettivi previsti favorisce il conseguimento di molte delle competenze chiave di cittadinanza e digitali come: comunicare in lingua straniera, collaborare, progettare, comunicare, agire in modo autonomo e responsabile, etc.;
    # fornisce strumenti per ampliare e sviluppare le proprie competenze, capacità e abilità attraverso l'interazione tra pari e la collaborazione;
    # favorisce la gestione autonoma del proprio percorso formativo.

    Imparare a Usare Linkedin
    Per imparare a utilizzare Linkedin esistono diversi video tutorial, anche in italiano, che offrono una guida per chi non ha lacuna conoscenza di questo servizio  e consentono di creare, gestire, ottimizzare il proprio profilo. Ho creato su YouTube una Raccolta di 7 video tutorial e video guide per imparare ad utilizzare Linkedin al meglio. Per farlo ho selezionato i video in base ai seguenti criteri:
    # lingua: italiano
    # anno: data pubblicazione a partire almeno dal 2013 fino ad oggi
    # oggetto: creazione e gestione di un proprio profilo su Linkedin e cura delle varie sezioni e risorse che Linkedin offre
    # Livello: livello base, rivolto a chi comincia ad utilizzare Linkedin, ma utile anche a chi conosce già questo social network
    # tipologia: video tutorial e webinar
    Cercherò di mantenere aggiornata la raccolta con l'inserimento di ulteriori risorse video e guide.



    Un Percorso per Approfondire la Conoscenza di Linkedin
    A chi volesse avere informazioni più articolate sull'argomento e intendesse leggere articoli divulgativi ma scritti da specialisti, propongo questo percorso composto da 4 post, per ciascuno dei quali fornisco una sintetica guida alla lettura. Questo l'elenco degli articoli:
    2. Pamela Vaughan, The Ultimate Cheat Sheet for Mastering LinkedIn
    3.Martina De Nardi, Le 4 sezioni del profilo di Linkedin che devi ottimizzare
    4. Martina De Nardi, Cosa fare per triplicare le visite al profilo



    1. Il Personal Branding e la ricerca News Norm @Work

    Rai Economia mette a disposizione una serie di risorse sul Personal Branding e sulla creazione e gestione della propria identità digitale e professionale in questo sintetico Dossier intitolato “Il Personal Branding e la ricerca News Norm @Work”. 

    Guida per la Lettura
    La struttura del contributo Rai si compone di:
    # presentazione video del concetto di Personal Branding e della sua importanza da parte di Marcello Albergoni, Head of LinkedIn Italia, 7:36 
    # Il video è accompagnato da un articolo in cui sono presentati i risultati di una ricerca “News Norm @Work” condotta da Linkedin, in cui si cerca di descrivere la trasformazione in atto a livello mondiale del concetto di Brand Professionale o Immagine della propria identità professionale, a causa delle nuove tecnologie e del web.
    In particolare ci si sofferma sulle seguenti variabili:
    - Il Dress Code: abbigliamento sul luogo di lavoro
    - Esprimere le proprie opinioni
    - Reputazione e verità
    - curare il proprio profilo
    # una terza parte del dossier riguarda i suggerimenti per creare un proprio profilo Linkedin efficace:
    - come realizzare un selfie sul luogo di lavoro
    - il curriculum
    - le foto del profilo
    - il titolo del profilo
    - mostrare il proprio lato migliore
    - valorizzare le competenze
    - ricevere referenze
    # Titolo dell'ultima sezione dell'articolo è “Un profilo Linkedin ad hoc per studenti e neolaureati” in cui i suggerimenti sono focalizzati sulle esigenze degli studenti, molto utile per chi volesse cominciare ad usare Linkedin anche nella scuola secondaria superiore. Questi gli argomenti e suggerimenti rivolti agli studenti:
    - Scrivi un titolo ricco di contenuti per il tuo profilo
    - Scegli una foto appropriata
    - Dai prova della tua istruzione
    - Metti a punto una breve descrizione professionale
    - Individua le parole chiave da usare nella sezione “Competenze ed esperienze”
    - Aggiorna regolarmente il tuo stato
    - Esibisci la tua rete di contatti
    - Raccogli diverse referenze
    - Crea un URL personalizzato per il tuo profilo LinkedIn
    - Condividi il tuo lavoro



    The Ultimate Cheat Sheet for Mastering Linkedin

    Post in inglese pubblicato da Pamela Vaughan il 26/03/2015 e dedicato a Linkedin, che fornisce una lista di 35 consigli su come usare Linkedin, che viene spesso utilizzato in modo superficiale e senza sfruttarne tutte le potenzialità.
    In realtà Linkedin non è solo un luogo per far incontrare l'offerta e la domanda di lavoro, ma è anche un importante strumento di aggiornamento professionale e di costruzione della propria identità digitale o personal brand. Scopo del post è insegnare agli utenti ad utilizzare meglio Linkedin attraverso alcuni consigli che possono rendere più efficace la partecipazione a questo network e che riguardano i seguenti punti:
    1. personalizzare il proprio profilo
    2. aggiungere uno sfondo al proprio profilo personale
    3. creare un badge del profilo per il proprio blog o sito
    4. ottimizzare il motore di ricerca per il proprio profilo
    5. mostrare esempi del proprio lavoro
    6. modificare sezioni del profilo
    7. trasformare rapidamente il proprio profilo in un curriculum
    8. trovare un lavoro
    9. avere segnalazioni e conferme delle proprie capacità e competenze
    Utile per educare gli studenti a coltivare il proprio aggiornamento professionale e per insegnar loro a creare e coltivare una propria rete di relazioni professionali e per l'aggiornamento.



    Le 4 sezioni del profilo Linkedin che devi ottimizzare

    Un articolo di Martina De Nardi, web marketing manager e copywriter, sulla cura del profilo LinkedIN, elemento essenziale di questo social network professionale.

    L'articolo individua 4 aree critiche e offre interessanti e utili consigli per ottimizzarle, queste sono:
    1. Headline: due righe ma le più importanti del profilo linkedIN in cui esprimere il proprio valore specifico
    2. Riepilogo: essenziale, raccontarsi scegliendo attentamente le parole chiave e la propria storia con 2.000 caratteri
    3. Esperienze: riportare esperienze lavorative e formazione
    4. Competenze: riportare le proprie competenze con parole chiave e cercare che siano confermate. L'articolo è molto utile per curare al meglio il proprio profilo LinkedIN, inoltre costringe a “fare i conti” con la propria esperienza passata, a chiarire a se tessi i propri obiettivi, a individuare i propri punti di forza e le proprie criticità, etc.


    Linkedin: Cosa fare per triplicare le visite al profilo

    Un altro articolo di Martina De Nardi  con ottimi suggerimenti su come aumentare il traffico verso il proprio profilo professionale attraverso tecniche SEO (Serch Engine Optimization). Si tratta di suggerimenti, che integrano quelli del precedente articolo, relativi a 4 punti del profilo:
    # controllare la propria location, la headline e l'URL
    # correggere e ottimizzare il riepilogo del proprio profilo
    # aggiungere parole chiave alla posizione lavorativa
    # competenze e skills


    Conclusione
    Penso sia utile che gli studenti prendano familiarità con Linkedin e con questa tipologia di comunicazione sia perché si tratta di competenze digitali rilevanti, sia perché è necessario fornire loro strumenti per aiutarli ad avere un futuro professionale, ma anche perché consente loro di assumere consapevolezza di se stessi, delle proprie capacità e criticità.

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