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Filosofia, Libri, Scuola, Storia, Web ...

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    qui l'infografica https://blog.kaltura.com/whats-state-video-education/



    Articolo pubblicato su Education Technology il 15/07/2016 da Hannah Oakman e intitolato: Il video è oggi la principale forma di comunicazione educativa?
    Nel sottotitolo viene chiarito ulteriormente il tema dell'articolo: "L'ultimo sondaggio di Kaltura 'Il video nell'educazione', rivela che il 75% degli studenti dell'istruzione superiore, utilizza il video come strumento di lavoro".

    L'interesse di questo rapporto consiste nel quantificare un fenomeno che sta cambiando profondamente la "comunicazione educativa" e che è in corso da qualche anno: lo spostamento dei flussi della comunicazione educativa dalla forma "libro stampato" al "video".
    Il video ha fatto il suo ingresso nell'istruzione già con le video cassette e il video registratore, ma solo con l'avvento del web 2.0, dei dispositivi mobili e di nuove forme e metodologie didattiche, il suo utilizzo in ambito educativo sta producendo cambiamenti significativi: classe capovolta (flipped classroom), video lezioni, video tutorial, blended learning, video learning, video streaming, video conferenze, mobile learning, canali video degli utenti, vlog, video interattivi, video quizzes, video corsi, etc.

    La lettura dell'articolo può fornire lo spunto per molte riflessioni e discussioni:
    Quali sono le tipologie di video che possono essere utilizzate in ambito educativo?
    Come si può impostare una strategia educativa per l'utilizzo sistematico dei video nell'educazione?
    Quali sono i limiti e i punti di forza di questo strumento comunicativo?
    In che modo la comunicazione basata sui video deve integrarsi ed equilibrarsi con le altre forme do comunicazione educativa, tradizionali e non?

    Scaricare il Rapporto
    per scaricare il rapporto in lingua inglese, è disponibile anche in altre lingue ma non in italiano, andare sul seguente link e compilare il form: scarica il rapporto in inglese
    Chi volesse consultare l'infografica da cui ho ricavato le immagini che accompagnano questo articolo può aprire questa pagina: Infografica: stato del video nell'educazione

    Avvertenza
    La mia non è certo una traduzione professionale, traduco cercando di cogliere il senso e i principali contenuti informativi dell'articolo in modo da renderlo disponibile a chi fosse interessato e non conoscesse l'inglese a sufficienza da poterlo leggere nella versione originale.

    Testo della Traduzione
    Kalturaè un video provider Statunitense con sede principale a New York, che ha recentemente pubblicato la terza edizione del "Rapporto sullo stato del video nell'educazione", studio internazionale sull'evoluzione dell'utilizzo dei video nell'istruzione. 

    Hanno partecipato al sondaggio online, svoltosi nell'aprile del 2016, 1.500 intervistati, i risultati mostrano che lo sviluppo dell'uso dei video ha raggiunto un "punto di svolta" nel corso dell'anno scolastico 2015/16.

    Più della metà degli intervistati dell'istruzione superiore (52%) ha dichiarato che la loro istituzione di appartenenza utilizza ora soluzione video integrate in "VLE - Ambienti di Apprendimento Virtuali", una crescita del 6% rispetto allo scorso anno.

    È fondamentale insegnare come si scriva per lo schermo nel XXI secolo. Il video è la prima forma di 
    comunicazione.

    I risultati rivelano un andamento positivo dell'uso dei video nell'educazione superiore rispetto al rapporto dell'anno precedente. L'uso dei video per fornire assistenza e feedback nell'esecuzione di compiti, lavori, attività è cresciuto dal 26% del 2015 al 32% del 2016.Anche la registrazione delle lezioni è aumentata passando dal 5% del 2015 al 77% del 2016.

    Il Webcast, la trasmissione via audio e video di eventi, conferenze, presentazioni, lezioni, etc., è un'altra area in grande crescita. Nell'ultimo rapporto il 75%, degli intervistati affermano che le loro istituzioni utilizzano questa tecnica per almeno uno scopo, erano il 70% nel 2015.Il webcast a supporto dell'insegnamento e dell'apprendimento è in crescita dal 4% al 51%, mentre la trasmissione di eventi dal vivo è passata dal 5% del 2015 al 47% di quest'anno.

    Fonte: Kaltura, The State of Video in Education - Titolo:Per che cosa la vostra istituzione usa il Webcasting?















    Tra 
    Tra le altre tendenze legate al video vi è un grande interesse per le OER - Risorse Educative Aperte, il 46% degli intervistati afferma che queste possiedono potenzialmente il maggiore impatto sui risultati scolastici.
    La Flipped Classroom o Classe Capovolta è rapidamente divenuta la norma, il 58% degli intervistati ha dichiarato che la loro istituzione scolastica utilizza questo tipo di approccio.

    Fonte: Kaltura, The State of Video in Education - Titolo: Per che cosa la vostra organizzazione utilizza i video?

    È stato anche esaminato l'impatto delle tecnologie video emergenti sulle classi scolastiche. Per quanto riguarda l'impatto più rilevante sulle classi del futuro, il 41% degli intervistati prevede che sarà prodotto dall'uso di video Quizzes per la valutazione; il 36% indica la trasmissione di eventi per gli studenti tramite dispositivi mobili; il 35%  indica invece l'affermarsi di una comunicazione tramite iper - video, video cui si accede da altri video interattivi attraverso determinate azioni, l'equivalente in formato video di quello che sono gli ipertesti. 

    Commentando lo studio, il presidente e amministratore delegato di Kaltura, Ron Yekutiel, ha dichiarato: "Il nostro terzo studio sul ruolo del video nel mondo educativo sta ad indicare che il video nelle classi ha raggiunto un'importante traguardo nel corso dell'anno scolastico 2015/16. Ha dimostrato, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che il video costituisce il flusso comunicativo principale nell'ambito dell'istruzione. Le istituzioni che non hanno ancora messo a punto una propria strategia complessiva sull'utilizzo educativo dei video, rischiano di essere lasciate indietro".

    Fonte: Kaltura, The State of Video in Education - Titolo: Qual è l'impatto del video nell'educazione?

    Questi altri risultati interessanti dell'indagine:
    # il 93% degli intervistati ritiene che il video abbia un impatto positivo sul grado di soddisfazione degli studenti e l'88% concorda sul fatto che aumenti i livelli di rendimento degli studenti.
    # l'86% degli intervistati è convinto che l'uso dei video favorisca lo sviluppo professionale e la collaborazione tra gli educatori.
    # l'80% pensa che l'uso dei video come parte integrante degli strumenti degli insegnanti, aumenti il loro grado di soddisfazione.
    # il 76% è convinto che l'uso dei video migliori le capacità di apprendimento e ritenzione dell'informazione degli studenti

    Fonte: Kaltura, The State of Video in Education - Titolo:Come si può valutare il video per le istituzioni educative?




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  • 08/15/16--08:35: Te la do io la tesina ...
  • La cosiddetta "tesina"è protagonista di quella parte del colloquio dell'esame di maturità che è riservata alla trattazione personale di un argomento da parte del candidato. Generalmente la tesina viene confezionata utilizzando i seguenti ingredienti:
    1. un tema generale scelto tra quelli trattati durante l'anno scolastico
    2. una certo numero di argomenti disciplinari collegati al precedente
    3. una serie di risorse prelevate dalla rete
    Il procedimento di cottura della tesina è il seguente:
    Si prendono gli ingredienti di qui sopra e li si mettono insieme in un documento stampato o in una presentazione o si fanno entrambe le cose.
    perché i risultati di tutto questo sono quasi sempre scadenti dal punto di vista didattico e privi di valore da un punto di vista educativo più generale?

    Le motivazioni di questo risultati sono semplici:
    1. il tema scelto è quasi sempre troppo ambizioso e la sua trattazione necessariamente generica e banale, presenta un argomento ampiamente risaputo e su cui poco di personale si può dire, a meno di non disporre che di una equipe di specialisti in varie discipline al proprio servizio.
    2. Gli argomenti disciplinari sono collegati al tema principale scelto in modo estemporaneo e pretestuoso, inoltre non presentano quasi mai un reale collegamento tra di loro; in altri termini manca una coerente organizzazione logica e concettuale del tema principale e dei sotto argomenti ad esso collegati
    3. I contenuti prelevati dalla rete sono quasi sempre gli stessi e limitati ai risultati della prima pagina generata da una ricerca su Google usando come parola chiave quella rappresentata dal tema prescelto e poche altre. Inoltre l'elaborazione dei contenuti, quando è presente e non si è di fronte a un copia e incolla, è limitata alla parafrasi.

    La tesina dovrebbe mostrare e dimostrare che il candidato è in grado di:
    # creare un costrutto conoscitivo padroneggiando capacità, abilità e competenze acquisite nel corso degli studi secondari;
    # mostrare autonomia e offrire un proprio punto di vista personale nella trattazione di un tema;
    # esprimere la sua personalità e i suoi interessi;
    # testimoniare di avere padronanza delle dinamiche e logiche del pensiero critico e dare prova di originalità e insieme rigore.

    La tesina dovrebbe esprimere la personalità del candidato, dimostrando "cosa si sa" e "cosa si sa fare", il candidato mostra il risultato di quel percorso di costruzione della propria identità cognitiva, meta-cognitiva, esperienziale.

    Alcuni Esempi
    Questi alcuni esempi di "lavori" o "tesine" realizzati dagli studenti della V F del Liceo Scientifico "Giuseppe Brotzu" di Quartu Sant'Elena e presentati all'esame di stato dell'anno scolastico 2015/16. Al di là di una valutazione del loro valore, rispondono in tutto o in parte ai requisiti che una tesina dovrebbe possedere.

    Note Dimenticate, di Roberto Cannata
    link diretto: note dimenticate




    La manipolazione tra finzione letteraria e realtà storica, Elisa Farris
    link diretto: La manipolazione tra finzione letteraria e realtà storica



    Fascismo in Sardegna e città di fondazione, Alessandro Fresu

    Powered by emaze

    Le macchine possono pensare?Jessica Vacca


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    Annotare, Prendere Appunti e Gestire "To Do List"
    Prendere appunti e tenerli ordinati, annotare idee e spiegazioni, segnarsi idee e testi, compilare elenchi, stilare promemoria, sono tutte competenze che nascono con la scrittura a mano e che costituiscono strumenti fondamentali della cultura chirografica e tipografica
    Si tratta infatti di strumenti e metodologie che consentono di elaborare il testo scritto, interpretarlo e farlo proprio. L'apprendimento individuale e anche collaborativo, sono sempre stati caratterizzati da queste modalità di lettura e scrittura. 
    Cosa ne è di questi strumenti con l'avvento della comunicazione digitale? Si tratta forse di anticaglie da "riporre in soffitta"?

    Comunicare è sempre comunicare, il testo è sempre testo
    La meccanica della comunicazione digitale in parte si sovrappone a quella della chirografia e in parte possiede delle caratteristiche peculiari, ma il processo di comprensione di un testo, l'apprendimento di conoscenze e la loro interpretazione e spiegazione, necessitano così nel digitale come nella chirografia, di strumenti, non si parla qui della logica e struttura del comunicare digitalmente, ma del bisogno di disporre di strumenti che consentano di annotare, commentare, prendere appunti e gestire tutto questo materiale, in modo almeno altrettanto efficiente e rapido di quanto avviene con la scrittura a mano. Anzi, si potrebbe sostenere che l'incremento esponenziale della quantità di testi e altre informazioni non testuali (video, immagini, suoni) rende la disponibilità di strumenti di annotazione e memorizzazione ancora più vitale.

    Strumenti per Annotare e Gestire le proprie Attività
    L'apprendimento e lo studio richiedono che si possa disporre di strumenti per gestire tempi e ritmi, rielaborare un testo tramite appunti e annotazioni, organizzare le proprie attività in modo ordinato e razionale. 
    Dal momento che i processi di apprendimento possiedono sempre di più una modalità "mista", dove cartaceo e digitale si mescolano e integrano, si avverte sempre più l'esigenza di apprendere l'utilizzo di strumenti digitali e online per organizzare il proprio apprendimento e creare e gestire note e appunti. 
    Tali strumenti devono poter essere accessibili da qualunque luogo e in qualunque momento, occorre quindi che si possano utilizzare sia da PC che da dispositivo mobile. Devono inoltre essere semplici e rapidi da utilizzare.
    Scopo di questo post è presentare alcune di queste applicazioni, ne ho scelto 4 piuttosto semplici e che presentano le funzionalità di base per creare liste di cose da fare, annotare idee, appuntare risorse, etc. Tale scelta si giustifica col fatto che penso sia necessario, prima di passare ad applicazioni più complesse e che richiedono tempi di apprendimento più lunghi, sperimentare quelle meno complesse per verificare se questo tipo di strumenti ci è necessario, se produce un effettivo miglioramento nell'organizzazione del nostro lavoro, se ci aiuta nelle nostre attività quotidiane. Dopo questa prima fase di prova sarà possibile passare a qualcosa che risponda in modo più raffinato alle nostre esigenze.

    Le Applicazioni
    non mi sono limitato a segnalare le applicazioni ma ho anche realizzato dei video tutorial che ne illustrano il funzionamento e danno qualche indicazione sul loro possibile utilizzo nell'insegnamento e nell'apprendimento. Ho pensato anche di inserire un'applicazione che consentisse di prendere appunti su un video mentre lo si guarda e inserire queste annotazioni direttamente "dentro" il video, per mostrare come questi strumenti vengano incontro anche all'esigenza di "prendere appunti" in riferimento ad elementi multimediali come i video, così importanti nella comunicazione digitale e via Web.

    StrikeApp: Creare e Gestire Liste di Cose da Fare
    Strikeappè uno strumento molto semplice per la creazione e gestione di "liste di cose da fare". Per utilizzarlo è sufficiente dare un titolo alla lista e cominciare a scrivere le "cose da fare", una volta completata l'attività cui fa riferimento la lista, può essere facilmente condivisa tramite link. La lista viene salvata automaticamente. è anche possibile personalizzare l'applicazione modificando lo sfondo e i temi. 



    Fetchnotes: prendere note online e tenerle ordinate
    Fetchnotesè un servizio molto efficace per prendere note online e gestirle. Utilizza un'interfaccia simile a Twitter. Una volta scritta la nota si utilizza un hashtag per etichettarla - classificarla e poterla più facilmente ritrovare tramite la funzione di ricerca, inserendo il relativo hashtag. Per condividere la nota con qualcuno dei propri contatti basta inserire il simbolo @ prima del nome del contatto. Fetchnotes funziona sia da dispositivo mobile (iOS, Android), sia da un qualsiasi browser del proprio PC.



    Dayboard: Lista Giornaliera di "Cose da Fare"
    Dayboardè un'estensione di Google Chrome free che permette di creare una lista giornaliera di cose da fare. Una volta creata a lista, questa verrà mostrata ogni volta che verrà aperta una nuova scheda del browser. Quando si completa un elemento della lista si può inserire un segno di spunta.



    Turbonote: Inserire Annotazioni all'Interno di un Video
    Una volta installato con un semplice click TurboNoteè possibile guardare un video e inserirvi note in forma di post it. Le note possono essere inserite in diversi punti del video e possono essere visualizzate o anche rieditate in un secondo momento. In questo modo è possibile inserire commenti, idee, osservazioni, domande, appunti, etc. relativi al video che stiamo osservando, salvarli e condividerli tramite i principali social media. Si tratta di uno strumento per prendere appunti sui video, appunti che saranno incorporati nel video.


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    Chrome, il browser di Google, supporta le "Estensioni", applicazioni che possono essere installate in Chrome e che consentono di eseguire rapidamente diverse operazioni, permettendo all'utente di risparmiare tempo e migliorare le condizione del proprio lavoro. In questo modo Google Chrome può essere personalizzato a seconda delle proprie esigenze. 

    Come Installare una Estensione in Google Chrome
    per poter sfrutta appieno questa possibilità offerta da Chrome è importante conoscere la procedura per installare un'estensione e configurarla. A questo scopo ho realizzato un video tutorial che spiega come fare.
    Nel video tutorial, intitolato "Come usare le estensioni per Google Chrome", ho brevemente illustrato i seguenti punti:
    # Cosa sono le estensioni di Chrome
    # Come si installano e disinstallano
    # A cosa servono
    # Un esempio: salvare pagine web su Pinterest installando su Chrome il pulsante "Aggiungi un pin"
    Link diretto al video tutorial: Come usare le estensioni per Google Chrome




    Salva su Google Drive
    Questa estensione permette di salvare direttamente su Google Drive un'immagine, una pagina web, un link, tali risorse possono essere rapidamente archiviate nelle cartelle del nostro account Google Drive, in modo da essere disponibili da qualsiasi dispositivo, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.
    Il vantaggio è il risparmio di tempo, se volessimo infatti seguire l'ordinaria procedura dovremo prima salvare il contenuto che ci interessa sul nostro PC e poi caricarlo su Google Drive. Come si vede non si tratta di qualcosa di straordinario, ma di una applicazione che permette di risparmiare tempo se siamo soliti utilizzare con frequenza Google Drive.
    Questo il link diretto al video tutorial: Come usare salva in Google Drive


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    Lo Spazio e il Tempo e la Percezione che ne abbiamo
    Lo Spazio e il Tempo sono le principali coordinate entro le quali si sviluppano i fenomeni oggetto della riflessione storica e filosofica e anche dell'indagine scientifica. Spazio e Tempo sono concetti apparentemente semplici e intuitivi, in realtà la loro natura risulta molto più complessa di quel che sembra e può essere interessante mettere alla prova alcuni aspetti dell'immagine ingenua di spazio e tempo che è propria della maggior parte delle persone. Per farlo basta un semplice esperimento, per realizzare questa prova è sufficiente osservare questi due video.


    Il Tempo e l'ambiente umano: natura e cultura
    Questo è un filmato girato in time lapse che mostra la storia europea e del medio oriente degli ultimi 1000 anni, mostrando il mutare dei confini delle formazioni politiche sulla mappa.



    Lo Spazio: una questione di Scala di Grandezza
    Un fenomeno fisico viene definito in base alle sue coordinate spazio - temporali, possiamo dire che il suo significato fisico è dato da tutti quei valori (velocità, massa, accelerazione, etc.) che sono definiti in riferimento a un sistema di coordinate spazio - temporali.
    Qual è allora il "significato" della nostra esistenza, del nostro pianeta e della sua storia di fronte a queste scale di grandezza?
    Il video mostra le dimensioni dei pianeti del nostro sistema confrontandole con quelle del sole, delle altre stelle, delle galassie, etc.


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    Lezione sulla Sillogistica aristotelica
    Video lezione sulla teoria del sillogismo trattata negli Analitici primi di Aristotele e realizzata con la tecnica dello screencast e l'utilizzo di una presentazione che ho realizzato con con Google Presentazioni.
    Questi i problemi affrontati nel corso della lezione:
    # Di cosa si occupa la Sillogistica?
    # Cos’è un Ragionamento?
    # Che cos’è un Sillogismo?
    # Perchè è così importante?
    # Quali sono gli elementi costitutivi di un Sillogismo?
    # Come funziona un Sillogismo?
    # Quando è Valido un Sillogismo?

    La presentazione
    La presentazione è intitolata La logica di Aristotele - Terza parte: la Sillogistica e si compone di 12 slide che comprendono immagini, tabelle, esempi e schemi



    La video lezione: Lezioni di filosofia, Aristotele: la sillogistica
    La video lezione è piuttosto lunga, la sua durata è di 27:00 minuti ed è stata pubblicata sul mio canale YouTube il giorno 08/09/2016. In un secondo video tratterò della teoria del sillogismo scientifico. Questo il link diretto Aristotele: la sillogistica
    Chi volesse consultare / guardare le precedenti lezioni sulla logica aristotelica, formate da tre video (introduzione, logica dei termini, logica delle proposizioni), può trovarle inserite in questa playlist: Video lezioni su Aristotele, in cui sono presenti anche altre 4 lezioni introduttive allo studio della filosofia arisotelica.


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    Ignite talk comunicare con brevità
    Ignite Talkè un formato comunicativo che consiste nel realizzare una presentazione per comunicare un'idea. Le regole di composizione di una presentazione in "stile ignite" sono le seguenti:
    # durata 5 minuti
    # 20 slide
    # avanzamento automatico ogni 15 secondi
    Il format della presentazione è molto simile allo stile Pecha Kucha, le cui regole sono:
    # presentazione di 20 slides 
    # avanzamento automatico ogni 20 secondi 
    # per un totale di 6 minuti e 40 secondi;
    # le PKN o Pecha Kucha Nights sono incontri creativi in cui si condividono idee, lavori, pensieri utilizzando presentazioni in stile Pecha Kucha
    Il format Ignite talkè più restrittivo e costringe a un grosso lavoro creativo e di sintesi, inoltre è estremamente difficile integrare efficacemente le immagini della presentazione con le parole dell'oratore. Ogni presentazione è centrata su un tema o idea o opinione, riguardante qualsiasi argomento: pubblicità, politica, attualità, educazione, etc.


    Lighitning talk
    Ignite Talk, come anche Pecha Kucha, appartengono a quel formato più generale di presentazione che prende il nome di "Lightning talk": presentazioni molto brevi tenute in conferenze o forum e della durata di pochi minuti. I vari formati si distinguono per il numero delle slides, dei tempi di visualizzazione di una slide e dei minuti complessivi di durata della presentazione.
    Il loro utilizzo risale agli anni '90, quando cominciarono ad essere utilizzati in ambito universitario negli Usa. L'esigenza che portò alla loro genesi era quella di contrapporsi alle lunghe e noiose presentazioni in Power Point che caratterizzavano convegni e conferenze e puntare su un formato comunicativo rapido, intuitivo e chiaro.

    Utilizzare il formato "Ignite talk" con gli studenti
    La tecnica dell'ignite mira a una comunicazione essenziale, di forte impatto e che catturi l'attenzione, come recita il motto nel logo di Ignite: "Illuminaci, ma fallo in fretta".
    Si tratta di un ottimo esercizio comunicativo per  gli studenti che:
    # sollecita la loro creatività
    # li costringe ad essere sintetici all'estremo
    #la comunicazione sui contenuti 
    # richiede la realizzazione di una composizione armonica e proporzionata, che valorizzi l'ordine e la cura dei dettagli
    # abitua gli studenti a presentare in pubblico le proprie idee cercando di essere convincenti
    # chiama in causa le loro competenze comunicative e digitali
    Data la versatilità di questo formato di presentazione, può essere utilizzato per qualsiasi argomento in qualsiasi disciplina, dal commento di un brano letterario, alla presentazione di un concetto filosofico; dalla esposizione delle proprie idee su un argomento di attualità, alla .
    Occorre inoltre tenere presente che un Evento Ignite, non si conclude con la presentazione, ma con gli interventi degli spettatori che commentano, discutono, chiedono chiarimenti, obbiettano, etc. Si tratta quindi di un ottimo strumento per avviare una discussione su un tema o idea specifica.

    Come costruire una presentazione in stile Ignite talk?
    Proprio per i vincoli rigidi che pone alla creatività, la creazione di una presentazione secondo le regole del formato Ignite richiede molta creatività per ottenere risultati originali ed efficaci sul piano comunicativo. 
    Riprendo dal blog Stilografico la procedura di composizione consigliata da Ezekiel in un post dal titolo Presentare un'idea in 5 minuti. Lo schema di progettazione proposto da Ezekiel si basa sulla stesura di un testo sintetico e sulla sua traduzione in immagini:

    1. predisporre un elenco numerato da 1 a 20 e organizzare i 20 punti i tre sezioni o fasi: introduzione, corpo e conclusione che si può, eventualmente, modificare in corso d'opera

    2. preparare una seconda lista in cui riportare con frasi brevi i concetti chiave da presentare per ciascuna delle tre sezioni in cui si è suddivisa la presentazione e il discorso che la deve accompagnare

    3. assegnare i concetti della seconda lista alle varie fasi della prima lista. È estremamente complesso assegnare ad ogni slide un'idea, data la brevità (15 secondi) del tempo di esposizione, quindi è più conveniente disporre di più di una slide per ogni concetto che vogliamo presentare. Al termine di questo punto della procedura avremo, quindi, più slide per ogni concetto

    4. a questo punto dovremo articolare i vari concetti (supponiamo 7) in brevi frasi, fino ad arrivare a 20, una frase per ogni slide. i Concetti più complessi e importanti saranno articolati in più frasi in modo da avere maggiore rilievo e impegnare un numero maggiore di slide.

    5. non resta che ricercare per ciascuna delle frasi un'immagine che sia rappresentativa e di forte impatto (o uno slogan scritta, etc.)

    6. una volta terminata la progettazione si tratta di cercare le immagini, creare le slide e disporle nella sequenza temporizzata automatica prevista da Ignite (15 secondi per slide)

    Dipenderà poi dalle preferenze del relatore memorizzare il discorso o usare le note per il relatore del software utilizzato o puntare sulla propria memoria visiva, etc.
    Naturalmente esistono tanti altre procedure e metodi possibili, per chi conosce l'inglese (nel caso contrario si può provare con google traduttore) segnalo questi due post:

    1.Gini Dietrich, Ignite Presentation, pubblicato su Spinsucks il 09/07/2013

    2.Scott Berkun, How To Give a Great Ignite Talk, pubblicato sul blog di Sciott Bergun il 01/06/2009

    Alcuni Esempi di Ignite talk

    1. Luca Alagna, Iran/Twitter: nuovo giornalismo

    2. Mark Selander, Commutapult

    3. Hillel Cooperman, The secret Underground World of Lego

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    Vignetta pubblicata dal settimanale satirico francese Charlie Hebdo


    Molto interessante il dibattito sviluppatosi intorno alla "famigerata" vignetta di Charlie Hebdo che mette in questione la natura e il ruolo della satira da Aristofane a oggi. 
    Tra i numerosi interventi quelli che propongo come argomento di discussione in classe sono 2, uno di fortemente critico nei confronti del giornale satirico francese, l'altro in sua difesa. Interessante il fatto che entrambi i pezzi siano stati scritti da due autori di satira.

    Il primo pezzo si intitola "La vignetta di Charlie Hebdo spiegata a mia madre" ed è stato pubblicato su gli statigenerali il 3/9/2016, non sono riuscito a trovare il nome dell'autore che però, nell'articolo, sostiene di avere lavorato come autore satirico

    Il secondo pezzo è di Daniele Luttazzi e si intitola "Sulla vignettaccia di Charlie Hebdo: domande e risposte" ed è stato pubblicato su contropiano il 5/9/2016

    Interessante anche un terzo intervento sulla questione pubblicato sul blog di David Puente il 2/9/2016 e che raccoglie l'opinione di diversi vignettisti e satirici italiani, il post è intitolato "La vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto vista dai vignettisti e satirici italiani"

    Pubblico anche la seconda vignetta che il settimanale francese ha pubblicato per precisare come il suo intento non fosse contro le vittime, ma contro la mafia a cui uno degli articoli fa riferimento.

    Vignetta di precisazione pubblicata da Charlie Hebdo




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    Final PNSD 2016
    L'Istituto Deffenu di Olbia, capofila della rete "Pensiamo Nuovo, Siamo Digitali", e l'USR della Sardegna, hanno organizzato 5 "eventi" che coprono l'intero territorio sardo, denominati "Final PNSD 2016". Gli eventi si svolgono i 5 città diverse (Cagliari, Oristano, Nuoro, Olbia, Sassari). Ogni evento prevede una riunione plenaria con l'intervento di esperti del settore e 5 laboratori dedicati all'utilizzo delle tecnologie educative nella didattica, tenuti da insegnanti e/o formatori, a cui possono iscriversi fino a un massimo di 20 docenti.
    Al seguente link è possibile consultare la locandina con il programma dell'evento: Final PNSD 2016, mentre il catalogo dei laboratori è reperibile qui: Catalogo dei laboratori.

    2 Osservazioni
    Solo due osservazioni che non mi sento di non fare:
    #perché Final? pare che l'inglese sia diventata la lingua ufficiale in voga presso i vari ministeri italiani. Tanto vale emigrare. Personalmente preferisco ribattezzare l'evento: PNSD in Sardegna 2016;
    # Pensiamo nuovo? Il digitale non è portatore di un nuovo modo di pensare, per ora siamo ancora noi, animali razionali, che pensiamo. Quindi? Pensiamo (criticamente) anche con il Digitale

    Il mio contributo
    Mi è stata offerta l'opportunità di tenere un laboratorio, cosa di cui sono grato a tutti (USR, Deffenu, Anna Rita Vizzari) che ho deciso di dedicare al possibile utilizzo della cura dei contenuti o content curation  nella didattica. In questo post intendo chiarire in che senso ritengo utile un "matrimonio" tra cura dei contenuti e apprendimento e linkare le risorse che ho predisposto per il laboratorio dedicato a questo tema.

    Che cos'è la cura dei contenuti?
    Un definizione di "Cura dei contenuti" potrebbe essere la seguente:
    "attività interpretativa che consiste nel trovare filtrare contenuti e conoscenze su un tema specificovalutandone l'attendibilità e rilevanza, per poi ordinare e categorizzare tali contenuti in modo da renderli più facilmente fruibili ed esperibili. Il valore aggiunto di tale attività, che non si limita quindi a fornire link, è quello di contestualizzare e commentare tali risorse e conoscenze, per segnalarle e condividerle con coloro che sono interessati a quel determinato argomento"
    Di fronte all'impossibilità di gestire la mole di informazioni e conoscenze, il curatore svolge la preziosa funzione di esperto di un determinato settore, che diffonde quanto di particolarmente significativo viene pubblicato in rete su tale ambito specifico, dopo averlo reinterpretato e rielaborato in modo da favorirne la ricezione e l'apprendimento da parte del suo pubblico. Sono abbastanza evidenti i punti di contatto tra l'attività di curation e quella di insegnamento. La mia ipotesi è che quella del curatore sia una delle possibili "maschere" o "figure" che il docente può assumere, spinto dalla necessità di trasferire e/o integrare la propria azione di formazione con il web. Il web è infatti il luogo principale in cui la conoscenza oggi si sviluppa, trasmette e diffonde: il web è nel suo insieme il libro di testo dell'era digitale e dei network.

    Cura dei Contenuti e Ipercomplessità Comunicativa
    La "Cura dei Contenuti" o "Content Curation", è un tema molto complesso e legato ad alcuni degli snodi problematici più significati del dibattito sul web, la conoscenza, la rivoluzione comunicativa del digitale, il web come luogo di interazione dialogica. Si tratta di un approccio tra i più interessanti (non L'Unico) per delineare una possibile risposta umanistica al problema del Sovraccarico Informativo e Cognitivo Information Overload, prodotto dall'esponenziale crescita delle informazioni legata allo sviluppo del web e della comunicazione digitale da contrapporre al Data Mining tecniche ingegneristica di approccio automatizzato all'analisi dei Big Data. basata su algoritmi alla  di correlazioni tra variabili.

    Cura dei Contenuti e Apprendimento
    Un simile argomento non può  essere esaurito in un semplice post, la "cura dei contenuti"è infatti una delle più antiche attività di produzione e diffusione della cultura, da Isidoro di Siviglia, al lavoro degli amanuensi negli scriptoria medievali, fino ad oggi. Si tratta di un approccio alla complessità che propone una via non riduzionistica al problema della società iperconnessa, uno dei possibili modi in cui l'Intelligenza Collettiva del Web vive e si riproduce.
    Il tema è poi legato ad aspetti centrali della teoria dell'apprendimento in ambito digitale e non solo digitale, quali:
    # l'apprendimento informale,
    l'apprendimento sociale,
    la costruzione collaborativa delle conoscenza,
    le comunità di pratica,
    le comunità di apprendimento online,
    la comunicazione digitale, etc.
    Senza contare i problemi filosofici con cui la cura dei contenuti si ricollega, come il problema centrale in tutta la filosofia delle della categorizzazione, Da Platone ad Aristotele, da Porfirio a Kant, la "categorizzazione"è infatti sempre stata intesa come processo fondante del sapere, tramite il quale si mira ad "organizzare / ordinare" le informazioni per costruire le conoscenze e dare un senso al reale.

    Mappa su Cura dei Conteuti e Apprendimento
    La mappa mentale realizzata con Mindomo contiene informazioni sulla cotent curation, sulle competenze chiave, sulel applicaizoni che si possono utilizzare per la cura dei contenuti (Pinterest, Padlet, Scoop.it, Turbonote, Huzzaz, Zeef, Pearltrees, Diigo, etc.). per ogni applicazione ho fornito una recensione particolarmente attenta all'utilizzo didattico dello strumento, uno o più video tutorial, preferibilmente realizzati da insegnanti, degli esempi di utilizzo didattico. Obiettivo consentire a chi volesse fare uso della mappa di procedere autonomamente nell'apprendimento di queste applicazioni nello spirito Edupunk del "Fai da te" formativo. Questo il link diretto alla mappa: Cura dei contenuti e Apprendimento.


    Make your own mind maps with Mindomo.

    Presentazione
    Questo il link diretto alla presentazione di circa 5 minuti con cui illustrerò il problema del sovraccarico informativo e della ipercomplessità del Web e di come affrontarlo attraverso la cura dei contenuti e l'intelligenza collettiva. Non ha molto senso la visione della presentazione senza il discorso che deve accompagnare, ma ho impiegato talmente tante ore a trovare le immagini giuste che non ci penso neanche a non pubblicarla.
    Ecco il link diretto: Presentazione: Cura dei Contenuti




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    In rete è possibile trovare innumerevoli risorse su qualsiasi tema disciplinare e interdisciplinare, più complesso raccogliere ordinatamente queste risorse per farne materiale di support e integrazione al processo di insegnamento e apprendimento. Questo dipende dal fatto che non sempre le risorse sono attendibili o efficaci dal punto di vista comunicativo o adatte alle esigenze di docenti e studenti. Inoltre qualsiasi raccolta è sempre relativa agli obiettivi che ci si è posti e alla concreta situazione in cui si agisce.

    Raccolte sul Romanticismo
    Per realizzare le due raccolte che presento mi sono servito di Pearltrees, che trovo estremamente versatile e relativamente semplice da utilizzare.
    La prima raccoltaè intitolata "Romanticismo"è comprende 12 link a video, appunti, schede, lezioni. Tema il romanticismo artistico, filosofico e letterario.
    Ho cercato di includere brevi video sintesi del romanticismo (29elode, Scuola Interattiva e Repetita), anche simpatici (BIGnomi); vere e proprie lezioni, come quelle della prof.ssa Racci sul romanticismo e su Hegel; schede sintetiche, come quella sulla pittura romantica; appunti di insegnanti e docenti su pittura, musica e filosofia romantica.
    Questo il link diretto alla raccolta: Romanticismo



    La seconda raccolta comprende la registrazione audio di 3 lezioni tenute in aula a una classe del quinto anno del liceo e che ho messo a disposizione degli studenti tramite Dropbox. Le lezioni sono sui seguenti temi:
    # Introduzione al romanticismo
    # sentimento, arte e genio poetico
    # ragione scientifica, infinito
    Questo il link diretto alla seconda raccolta: Audio Lezioni sul romanticismo


    Romanticismo, by gianfrancomarini

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     Realizzare Video per la Didattica - Video Based Learning 
    Come si può realizzare un video da utilizzare in ambito didattico? Dal momento che non si può pretendere che tutti i docenti divengano sceneggiatori, registi, operatori, esperti di video editing e che debbano spendere centinaia o migliaia di Euro per l'acquisto di luci, macchina da presa, microfoni, software professionali di video editing, etc., la migliore soluzione sembra sia da ricercare in tecniche di realizzazione di video educativi che siano semplici, economiche e consentano di realizzare rapidamente differenti tipologie di video utilizzabili nella pratica didattica quotidiana.

     Screencast e Didattica 
    Lo Screencasto "Registrazione dello Schermo", consiste nella registrazione video di quanto avviene sullo schermo del nostro PC e nella registrazione audio del nostro commento vocale. Esistono sia applicazioni web che per dispositivi mobili adatte a tale scopo. Qualora si disponga di una webcam si può anche registrare la propria immagine mentre si parla. 
    Si tratta di una tecnica che risale agli anni '90 e che soddisfa tutti i requisiti che un sistema di creazione di video per la didattica dovrebbe avere:

    # Gratuita: serve solo un microfono da poche decine di euro e un'applicazione capace di registrare "schermo e voce", se ne trovano diverse free o che presentano una versione di base free. Le principali limitazioni sono, in taluni casi, relative alla durata dei video che possiamo registrare.

    # Semplice: la sola cosa che un insegnante deve fare è saper utilizzare i tasti "Record", "Pause" e "Alt", gli stessi comandi dei mangianastri e dei video registratori, e poi fare quello che ha sempre fatto: spiegare con la propria voce che commenta i contenuti che vengono mostrati nello schermo del suo PC (immagini, tabelle, mappe, presentazioni, calcoli, etc.)

    # Rapida: con qualche accorgimento non è necessaria una fase di video editing, basta andare in pausa, rivedere quanto registrato, eventualmente riprendere la registrazione da un punto precedente qualora non si sia soddisfatti del risultato.

    # Multiforme: la tecnica dello screencast è adatta a qualsiasi tipologia di video educativo, tranne quelli che richiedono riprese in interni o esterni. Ognuna delle innumerevoli attività che noi eseguiamo con il nostro PC può essere "video e audio registrata" possiamo realizzare video: messaggi, tutorial, lezioni, correzioni, diari, riassunti, presentazioni, etc.

    Naturalmente occorre possedere un account YouTube o Vimeo per poter pubblicare il video in modo che sia disponibile online e condivisibile, per esempio, con i nostri studenti. 




     Le Applicazioni per lo Screencast 
    Sono numerosissime le applicazioni per realizzare video con lo screencast. Ne segnalerò alcune che ho scelto in base ai seguenti criteri:
    # Free: applicazioni che, pur possedendo una versione più avanzata a pagamento, presentano una versione free che offre le funzionalità di base, del tutto sufficienti per realizzare video educativi
    # Testate: tutte le applicazioni che segnalerò sono state da me, dai miei studenti e da altri colleghi, ampiamente collaudate utilizzandole direttamente "sul campo"
    # facilità e rapidità: tutte le applicazioni si apprendono facilmente e in poco tempo, consentono di realizzare video registrazioni con rapidità
    # Video tutorial in italiano: di ogni applicazione segnalata sono disponibili video tutorial in italiano realizzati da docenti


     Screencast-O-Matic 
    Screecast-O-Maticè un servizio web-based che consente di realizzare video fino a un massimo di 15 minuti, in Full Hig Definition, fino a 1080p di risoluzione. È possibile salvare i video in diversi formati (AVI, FLV, MP4). La versione a pagamento presenta funzionalità aggiuntive: si possono realizzare video superiori ai 15 minuti, si dispone di strumenti di editing video e di inserimento di testo, è possibile zoomare, non è presente il logo dell'applicazione, etc. Il costo della versione PRO è piuttosto contenuto: $ 15/anno o $ 29 per 3 anni.
    Consiglio la visione di una video recensione realizzata da Luca Raina e disponibile al seguente indirizzo: App per prof #4 SCREENCAST-O-MATIC

    Video tutorial Screencast-O-Matic
    Propongo 2 video tutorial in italiano:
    1. il primo realizzato da Jessica Redeghieri, spiega in modo esauriente l'uso di questa applicazione;


    Autore: Jessica Redeghieri
    Titolo: Screencast-O-Matic
    Argomento: video tutorial
    Data Pubblicazione: 11/02/2013
    Durata: 16:57
    Canale YouTube di Jessica Redeghieri

    2. il secondo, di Rita Faustinella, perché molto più recente (aprile 2016).


    Autore: Rita Faustinella
    Titolo: tutorial Screencast o matic
    Data Pubblicazione: 24/04/2016
    Durata: 4:53
    Argomento: video tutorial
    Canale YouTube di Rita Faustinella


    Apowersoft
    Apowersoft è un'applicazione freemium per lo screencast, si tratta di un ottimo strumento per realizzare video lezioni ed offre il vantaggio di essere disponibile in italiano e di essere molto semplice da utilizzare.

    Pur essendo uno strumento gratuito e molto essenziale, Apowersoft offre diversi strumenti e opzioni:
    #è possibile selezionare la parte di schermo che vogliamo registrare
    # utilizzo integrato della webcam
    # possibilità di modificare gli screencast in tempo reale attraverso l'utilizzo di appunti di testo, evidenziatore, linee, icone, etc.
    # esportazione del video in diversi formati

    Rispetto ad altre applicazione web simili presenta diversi vantaggi che elenco brevemente, possibilità di:
    # dimensionare l'hotspot del mouse (l'area circolare che circonda il mouse mentre registriamo) e cambiarne i colori 
    # nascondere le icone del desktop mentre si registra
    nascondere la barra delle attività perché non interferisca durante la registrazione
    # editing di base in tempo reale

    Video tutorial Apowersoft
    Ho trovato solo un tutorial in italiano su questa applicazione, per fortuna è stato realizzato da Monica Terenghi che è molto brava a farli. 


    SCHEDA DEL VIDEO
    Autore: Monica Terenghi
    Titolo: Registrare lo schermo del computer con Apowersoft
    Argomento: video tutorial Apowersoft
    Data Pubblicazione: 04/04/2016
    Durata: 10:52
    Canale YouTube di Monica Terenghi


    CaptureCast: estensione free per lo Screencast di Google Chrome
    CaptureCastè una estensione free per Google Chrome che si installa molto facilmente dal Chrome Web Store e che permette di realizzare "registrazioni dello schermo" del PC e della propria voce. 
    In questo modo si possono realizzare varie tipologie di video didattici: video lezioni, tutorial, presentazione di argomenti, video riassunti, assegnazione di compiti, etc. L'uso è estremamente semplice e la realizzazione dei video rapida.

    Video tutorial CaptureCast
    dal momento che non ho trovato video tutorial in italiano su questa applicazione ne ho realizzato uno io


    SCHEDA DEL VIDEO
    Autore: Gianfranco Marini
    Titolo: Realizzare video didattici con CaptureCast
    Data Pubblicazione: 25/09/2016
    Durata: 9:42
    Argomento: video tutorial
    Canale YouTube di Gianfranco Marini

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     Come Convertire un'Infografica in un Video 
    Prendendo spunto da un post pubblicato il 15/07/2016 sul blog TICs y Formación di Alfredo Vela dal titolo "Come convertire un'infografica in un video di Youtube". Nell'articolo citato questa procedura viene mostrata attraverso un'infografica che può essere visualizzata a questo link: come trasformare un'infografica in un video. Per quanto mi riguardo ho pensato potesse essere utile illustrare la stessa procedura attraverso un video tutorial.

     Video da Infografica passo per passo 
    Una breve premessa articolata in 2 punti per spiegare fattibilità e utilità di questa proposta:
    1. un'infografica tradizionale è un'immagine statica che è composta come una sequenza di slides disposte verticalmente, infatti questo tipo di infografiche si leggono dall'alto al basso;
    2.è possibile reperire infografiche su qualsiasi argomento disciplinare e/o interdisciplinare, quindi si possono ottenere video didattici su ogni argomento di ogni disciplina
    Illustro ora brevemente la procedura:
    1. si sceglie un'infografica che risponda alle proprie esigenze
    2. la si scompone in tante immagini utilizzando lo strumento di ritaglio di un qualsiasi programma per il fotoritocco, sono sufficienti i programmi in dotazione ai vari sistemi operativi, non è necessario utilizzare complessi programmi di grafica, io utilizzo Microsoft Office Picture Manager
    3. si realizza una presentazione con il programma che si è soliti utilizzare a tale scopo (google presentazioni, power point, etc.)
    4. con la tecnica della "Registrazione dello Schermo" o "Screencast" si registra lo scorrimento sullo schermo delle varie slides della presentazione accompagnate dalla nostra voce di commento / spiegazione
    5. Si pubblica su un account Vimeo o YouTube il video che si ottiene

     Il Video tutorial 
    Il video tutorial mostra la procedura sopra illustrata e alcuni esempi di infografiche relativi a diverse tematiche e discipline. La varietà di video lezioni che si possono realizzare è considerevole, sia per quanto riguarda le tematiche, che il formato comunicativo: spiegazioni, esposizioni di dati, video riassunti. 
    Nel tutorial non faccio invece alcun riferimento al punto 4: come realizzare un video con lo screencast. Chi fosse interessato a saperne di più su tale procedura può leggersi il seguente post: Creare video per la didattica: la tecnica dello Screencast, in cui è possibile anche reperire dei videotutorial in italiano su alcune delle più interessanti applicazioni per lo screencast.
    Questo il link diretto al video tutorial: Come realizzare un video didattico a partire da un'infografica


    Scheda del video
    Autore: Gianfranco Marini
    Titolo: Come realizzare un video didattico a partire da un'infografica
    Data Pubblicazione: 26/09/2016
    Durata: 11:38

    Per quanto concerne il punto 5, pubblicare un video su Vimeo o YouTube, è sufficiente digitare su un qualsiasi motore di ricerca "come caricare un video su YouTube/Vimeo" per avere a disposizione numerosi video tutorial in italiano, consiglio di scegliere quello più recente perché dovrebbe essere il più aggiornato

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    In occasione dell'evento School Makers Sardegna, promosso da Intel Education e Regione Autonoma della Sardegna in collaborazione con l'USR della Sardegna, terrò un WorkShop sul seguente tema "I video nella didattica".
    L'evento  School Makers Sardegna - Percorsi di apprendimento digitale per le competenze del XXI secolo, prevede la partecipazione di studenti, docenti, esperti, che saranno protagonisti poer tutta la giornata di una serie di incontro, seminari, workshop.
    La manifestazione si svolgerà presso il giorno 29/09/2016, presso la fiera di Cagliari, dalle 09:00 alle 18:30. Il programma completo è disponibile a questo link: Programma School Makers Sardegna.


    I Video nella Didattica
    Ho scelto questo argomento perché è uno dei pochi su cui mi sento sicuro e penso di poter dire qualcosa che abbia un minimo di interesse per altri docenti. Infatti ho una conoscenza non solo teorica sugli impieghi di audio e video nella didattica, ma anche pratica, che ho maturato con i miei studenti. Facciamo ampio uso di video, sia registrando in formato audio o video tutto quello che ci capita, sia producendo varie tipologie di video didattici (video riassunti, video lezioni, video quizzes, riduzioni filmiche di testi, etc.).
    Il tema è di un certo rilievo data la centralità del "video" nella comunicazione digitale e non. Inoltre il suo utilizzo in ambito didattico è di estremo interesse in relazione al problema dell'integrazione delle TIC nella formazione istituzionale.
    Si tratta di un problema in cui si gioca il senso stesso dell'innovazione didattica e, a seconda di come lo si risolve, si opera un'autentica innovazione didattica col supporto delle tecnologie o ci si limita a un'innovazione meramente tecnologica, che non modifica nulla dal punto di vista formativo.
    Il senso di quello che affermo appare chiaramente in questo video intitolato Tecnologia o metodologia?



    Mappa: I video (e l'audio) nella Didattica
    Ho preparato questa mappa sull'argomento con Mindomo, allo scopo di agevolare coloro che fossero interessati all'argomento. La mappa può essere utilizzata come un possibile percorso per documentarsi sul tema. Ho infatti inserito, per ogni applicazione segnalata, recensioni, video tutorial ed esempi. 
    Il tema dei video nella didattica non può essere affrontato in un'ora, ma con l'aiuto di questa mappa, almeno spero, chiunque può procedere autonomamente, con i tempi e ritmi che meglio crede. 
    Link diretto alla mappa: i Video (e l'audio) nella didattica.


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    L'utilizzo dei video a supporto dell'insegnamento e dell'apprendimento risulta essenziale qualunque sia il modello di utilizzo del web che si sia deciso di adottare: didattica capovolta, mobile learning, blended learning, etc. La possibilità di realizzare album di video tematici in cui raccogliere tutte le risorse video che rispondono alle nostre esigenze e a quelle dei nostri studenti, risulta estremamente utile. Avere tutti i video che trattano di un certo argomento raccolti in un unico album online è estremamente comodo in quanto risulta più semplice e ordinato fornire agli studenti un singolo link, piuttosto che dar loro innumerevoli link di diversi video.

    Cos'è Huzzaz
    Huzzaz risponde a questa semplice esigenza, consentendo la creazione di raccolte di video a partire da quelli che possiamo trovare su Youtube e Vimeo. Si tratta di un ambiente freemium, la cui versione gratuita di base è perfettamente funzionale alle esigenze didattiche di un docente e dei suoi studenti. 
    La procedura per utilizzare Huzzaz è molto semplice:
    1. si crea un album u un determinato argomento disciplinare o interdisciplinare inserendo: immagine di copertina, titolo, descrizione album e tag
    2. si incollano nell'album i link dei video che vogliamo inserirvi
    3. si condividono tramite link, social media, email, incorporamento con chi vogliamo


    La Galleria di video di Huzzaz  
    Molto utile la possibilità di cercare tra le collezioni e i video realizzati da altri utenti. Il vantaggio rispetto alla ricerca di video condotta su Vimeo e, specialmente su Youtube, è che si tratta di video già valutati e selezionati da "esperti", per esempio altri docenti se cerchiamo materiale didattico. Questo ci risparmia molto lavoro. È possibile cercare sia singoli video archiviati da altri che collezioni di video su determinati temi.

    Video Curation per gli Studenti
    Un utilizzo interessante è affidare agli studenti il compito di creare raccolte di video. In questo caso, più che il prodotto finale è importante il processo di creazione dell'album che mette in gioco competenze e abilità digitali e disciplinari. Infatti occorre cercare i video, valutarne il valore comunicativo e didattico, confrontarli e selezionarli, quindi categorizzarli e, infine, apprendere la "grammatica" della pubblicazione e condivisione (titolo, descrizione, tag, etc.)  comune nelle sue linee generali a tutte le applicazioni web.

    Video Tutorial su Huzzaz
    Per chi avesse bisogno di una guida introduttiva ho realizzato questo video tutorial che non si limita a illustrare le procedure per realizzare video album con Huzzaz, ma cerca anche di fornire tutte le informazioni necessarie sia dal punto di vista tecnico che didattico, con particolare riferimento ai possibili usi didattici (portfolio, documentazione eventi e attività, portfolio studenti, etc.)


    Scheda del Video
    Autore: Gianfranco Marini
    Titolo: Video Tutorial Huzzaz: creare raccolte video
    Data Pubblicazione: 16/09/2016
    Durata: 17:39 minuti

    In conclusione un esempio
    Ecco un esempio di raccolta creata con Huzzaz, si tratta di una decina di video sulla prima rivoluzione industriale che ho preparato per i miei studenti, privilegiando, tranne che in un caso, brevi video che offrono una presentazione generale dell'evento: La prima rivoluzione industriale 


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    Identità Digitale e Tracce Online
    In un "vecchio" Post pubblicato su Mashable l'11/02/2011 e intitolato "Protecting Your Online Reputation: 4 Things You Need to Know", viene presentata un'infografica che fornisce utili consigli e suggerisce tecniche per "coltivare" la propria "reputazione digitale". Il tema della "e-reputation" o "digital identity"è uno dei più importanti e cruciali problemi del nostro tempo. 
    Il web costituisce una realtà sempre più intrecciata e sovrapposta a quella fisica e muovendoci e agendo in questo "mondo virtuale" lasciamo delle "tracce" o "footprint" che, nel loro insieme, costituiscono la nostra "identità digitale", altrettanto importante e reale di quella che ci caratterizza nel mondo "fisico". 
    Tuttavia poco ci curiamo di essa, specie gli studenti, anche se ci espone molto di più rispetto alla nostra identità fisica. Le nostre "tracce digitali" sono, infatti sempre sotto gli occhi di tutti, accessibili da qualunque luogo e in qualunque momento, spesso neanche ci accorgiamo di quando le lasciamo. Queste tracce rimangono "per sempre" e chiunque può "rintracciare" le nostre tracce.

    Competenze Diogitali, Sicurezza e Privacy
    Tra le competenze digitali fondamentali, vi è la capacità di "curare" la propria identità digitale impostando una strategia di "digital brand management" o "gestione della propria immagine digitale". 
    La realtà invece è molta diversa, soprattutto gli studenti, poco si curano di quello che fanno, dicono e mostrano di se nel web e nei sociale media, spesso non si preoccupano nemmeno di configurare le opzioni di sicurezza e privacy, lasciando che tutto ciò che pubblicano sia visibile a tutti.
    Il risultato è che la maggior parte degli studenti, se fossero oggetto di una indagine da parte dei social recruiter o delle società specializzate o dei reparti HR delle aziende, darebbero una pessima impressione e verrebbero immediatamente scartati. 
    Magari si tratta proprio di quelle stesse persone che curano in modo ossessivo la loro immagine nel mondo fisico, nel vestire, nel pettinarsi, nel truccarsi, etc., ma, appena si trovano online, pensano di essere invisibili e fanno della cose che mai farebbero nell'unico mondo per loro reale, quello fisico. Eppure quella online è realtà altrettanto reale di quella fisica, con la differenza che ci vede e sente e molta più "gente".

    L'infografica
    L'infografica è stata realizzata da una società di marketing, la kbsd, specializzata nella gestione della "reputazione digitale" di individui e aziende. Fornisce suggerimenti e tecniche utili per capire che cosa aziende e individui cerchino nei profili sociali e nelle tracce digitali che ci lasciamo dietro e spiega come riuscire a mostrare un'immagine positiva di noi stessi e difendere la nostra privacy. 
    Si tratta di un invito al "backtracking", monitoraggio di ciò che abbiamo fatto e detto in passato nel "mondo digitale", per eliminare ciò che potrebbe danneggiare la nostra reputazione e impostare una migliore strategia di gestione della propria identità digitale per il futuro, viceversa rischiamo l'emarginazione digitale, la perdita di possibili lavori, etc.

    Traduzione dell'Infografica
    Ho cercato di tradurre l'infografica meglio che potevo, penso sia interessante e utile da proporre all'attenzione dei nostri studenti. Inserirò una parte dell'infografica seguita dalla sua traduzione. Chi volesse consultare l'infografica per intero può visualizzarla a questo link: Protectnig Your Online Reputation

    Titolo
    gestione della tua reputazione digitale o "e-reputation"

    Sottotitolo
    ogni cosa che dici e fai online ha un impatto sulla tua reputazione. internet e un'immensa raccolta di informazioni dettagliate e rimarresti sorpreso dalla quantità di informazioni su di te possono condizionare la tua "immagine" e come vieni percepito come persona  e come professionista.

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    1. Cos'è la "e-reputation"?
    È costituita da:
    #La tua presenza professionale: il 48% dei recruiters (reclutatori) e dei reparti HR (risorse umane) fanno riferimento al sito personale quando devono decidere se assumervi o no
    # Motori di ricerca: registrano tutto dai post di un blog a tutto ciò che pubblichiamo nei social media
    # Blog e siti web: le persone parlano di un'azienda e delle sue strategie, cosa abbiamo detto noi? 
    Commenti negativi o la condivisione di commenti buoni, possono incidere in maniera positiva o negativa sulla nostra reputazione
    # Social Media: Quando utilizzate i vari social media, i vostri commenti e post e altre attività compaiono su: Twitter, Facebook, Linkedin, Xing, etc.
    # Post: la vostra reputazione online non è solo data da ciò che pubblicate, ma da come lo pubblicate, da dove lo pubblicate e da quando lo fate. È anche condizionata da quello che gli altri dicono di voi

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    2. Perché occorre prestare attenzione alla propria Reputazione Online
    Non vi importa molto di quello che la gente pensa di voi nella vita reale, quindi perché dovreste preoccuparvi di quello che avviene online?
    #Lavoro Futuro
    il 78% dei recultatori utilizza i motori di ricerca per trovare più informazioni sui potenziali neo assunti
    vengono monitorati dai recuiters soprattutto i social media (63%) come Facebook, Twitter, etc.; ma anche altri siti e contenuti tra cui: blog, fotografie, siti, forum, siti di gioco, etc.
    Le persone che frequentate, le associazioni e i gruppi di cui fate parte, le aziende per cui avete lavorato, possono influire o meno nell'ottenere un determinato lavoro

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    # Lavoro attuale
    La vostra vita digitale rispecchia il vostro successo professionale. Il comportamento digitale è seguito dai datori di lavoro e farne un cattivo uso può avere per voi conseguenze negative.
    # l'8% delle aziende ha "fatto fuori" qualcuno per l'abuso dei social media

    # Vittoria potenziale
    Presenza Positiva
    Una presenza online positiva può contribuire al successo professionale (successo, promozione, rispetto) in caso abbiate:
    - una buona immagine online e 
    - una buona biografia digitale

    Presenza negativa
    Può influenzare le persone e indurle a cambiare la loro opinione su di voi in peggio, quando:
    - vi presentate male
    - o avete una presenza online negativa o non siete presenti online

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    3. Che cosa cercano i potenziali datori di lavoro?
    # Problemi cui si va incontro a causa della propria reputazione online
    Che cosa puoi aspettarti se finisci per avere una cattiva reputazione? Questi sono alcuni tra i casi più comuni che possono creare problemi:
    - tue foto utilizzate senza il tuo permesso
    - informazioni su di te poco lusinghiere, o sul tuo carattere o sul tuo lavoro
    - informazioni incriminanti trapelate o pubblicate nel corso di un'azione legale o di un reclamo
    - inesistenza digitale: non avere una presenza in ambito digitale, non esistete online, può essere uno svantaggio ai nostri giorni

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    4. Che cosa puoi fare al riguardo?
    A parte non utilizzare internet o evitare che qualcuno ti scatti una foto, cosa puoi fare per proteggere e migliorare la tua reputazione digitale?
    1. Gestisci da te la tua reputazione digitale
    - non lasciare che sia un altro a creare la tua reputazione, gestisci tu la tua reputazione digitale
    - connettiti e imposta una presenza online positiva e forte
    2. Cerca di essere al top
    - cerca il tuo nome su Google e prendi nota di dove appari online
    - controlla anche i tuoi omonimi online, poiché potrebbero essere scambiati per te in futuro
    - controlla Twitter, Facebook e altri siti per essere sicuro di trovare ogni cosa che viene detta su dite
    3. Assicurati che ci siano più cose buone che cattive su di te
    - posta regolarmente le informazioni su di te
    - utilizza tecniche SEO (Serch Engine Optimization) per assicurarti che i tuoi articoli preferiti siano in cima ai risultati quando viene cercato il tuo nome
    4. Proteggi Tutto
    - rendi sicuri i tuoi account in modo da evitare che qualche hacher li utilizzi per postare qualcosa di sgradevole
    - non rivelare dati sensibili (data di nascita, indirizzi, etc.)
    5. Educa i tuoi familiari e gli amici
    - monitora post e tags della tua imamgine sui social media, usa la ricerca per immagini
    - chiedi che vengano rimosse le foto o i riferimenti poco lusinghieri su di te dai social media

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    La Metodologia del Dibattito
    La scelta di questa metodologia nasce dall'esigenza di sviluppare negli studenti competenze trasversali e favorire apprendimento cooperativo e apprendimento tra pari (peer learning). Insieme alla classe abbiamo tentato di simulare una caso di reale confronto tra diverse squadre di studenti che traducesse in pratica didattica un problema dibattuto nell'ambito dell'attualità e mostrasse differenti punti di vista su una stessa questione.
    Perché vi fosse un confronto la classe è stata divisa in 6 squadre, a ciascuna è stato assegnato il compito di sostenere od opporsi ad un argomento. Inoltre  ciascuna "squadra"è stata abbinata a un'altra, le 3 coppie di squadre dovevano sfidarsi sostenendo tesi contrapposte. 
    A chi volesse avere un'idea più precisa di come funziona il Dibattito o Debate, suggerisco la visione di questo video in cui Emiliano Onori spiega questa tecnica didattica molto diffusa nelle scuole anglosassoni: Il Debate: cosa è, tutorial su come integrarlo in classe, un esempio concreto

    La vignetta di Charlie Hebdo
    L'argomento scelto è stato quello della vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto dell'agosto del 2016 che ha suscitato, per qualche giorno, un certo scalpore e un acceso dibattito. La tesi pro o contro la vignetta di Charlie Hebdoè stata assegnata in modo casuale ai vari gruppi. Inoltre ai vari gruppi sono stati assegnati un certo numero di articoli comparsi sulla stampa da utilizzare come fonti primarie, gli studenti dovevano poi ricercare altre fonti anche attingendo alle discipline da loro studiate (letterature , storia, filosofia). Nel post Tre interventi sul caso di Charlie Hebdo, si possono trovare le fonti cui studenti dovevano obbligatoriamente fare riferimento.

    Vignetta pubblicata dal settimanale satirico francese Charlie Hebdo


    Criteri di valutazione
    La valutazione è stata effettuata tramite un sistema di riferimento realizzato a partire da una discussione che ha coinvolto l'intera classe. Questi i principali criteri proposti dagli studenti:
    1.rispetto delle consegne: nei tempi di esecuzione dei lavori ma anche nei tempi previsti per i vari generi di discorso argomentativo
    2. Linguistici - comunicativi: gli studenti hanno particolarmente approfondito questo punto, ho così sintetizzato le loro conclusioni:
    linguaggio paraverbale: uso della voce (intonazione, ritmo, timbro, volume, etc.)
    linguaggio cinesico: gestualità e espressione viso
    prossemico: relazione con lo spazio, movimento
    3. argomentativi:
    utilizzo delle fonti
    utilizzo di fonti supplementari trovate dagli studenti
    coerenza del discorso e rispetto della struttura argomentativa
    chiarezza espositiva e immediata comprensibilità

    Applicazioni e Strumenti Utilizzati
    Per realizzare il progetto si sono utilizzati i seguenti strumenti:
    #editor di testi per la composizione collaborativa dei testi dei discorsi che sarebbero stati pronunciati in aula (Google Documenti o Microsoft Word)
    # uno smartphone (il mio) per le riprese dei momenti "oratori"
    # Movie maker per il montaggio delle riprese
    # Tricider: per effettuare una discussione finale sull'esperienza didattica
    # Whatsapp: per comunicazioni di servizio
    # YouTube: per la pubblicazione e condivisione dei video
    Per organizzare e coordinare le varie attività (spazi, tempi, ambienti, interazioni, etc.) si è fatto ricorso ad un approccio basato sul Blended Learning o Apprendimento Ibrido (misto):
    # alcune attività sono state svolte in aula: ideazione progetto, individuazione dei gruppi, definizione dei criteri di valutazione, effettuazione dei discorsi.
    # altre sono state sviluppate online (online learning e mobile learning): pubblicazione progetto, pubblicazione video, coordinamento, supporto docente, scrittura testi,
    # altre ancora a casa: incontri in cui i vari gruppi di studenti si sono riuniti casa di uno di loro per lavorare in gruppo. 

    Fasi dell'attività
    Queste le fasi in cui si è sviluppata l'attività:
    1. definizione del progetto: discussione in aula
    2. individuazione dei gruppi: attività svolta in presenza
    3. composizione dei testi: attività svolta sia online che in aula o a casa dagli studenti
    4. pubblicazione documentazione (progetto, fonti, etc.): online tramite forum e google documenti
    5. discorsi: in aula
    6. comunicazioni di servizio: online tramite whatsapp
    7. montaggio video: online
    8. valutazione formativa dell'esperienza: online tramite Tricider
    9. sondaggio finale: sondaggio online
    10. guida e coordinamento del docente: online

    Fasi del Dibattito
    Prima fase - orazione: esposizione e argomentazione della tesi
    Uno o due membri di ciascun gruppo avevano il compito di pronunciare, aiutandosi con un testo scritto, un discorso pro o contro la vignetta di Charlie Hebdo, a seconda della tesi che era loro stata assegnata. Il discorso era stato preparato dall'intero gruppo nel corso di attività svolte in classe o online (scrittura collaborativa). In questo caso venivano sollecitate le competenze argomentative e logiche, le competenze comunicative (espressive e recitative) e non verbali (paralinguistiche, cinesiche, prossemiche)

    Seconda fase - replica
    Un altro membro di ciascun gruppo aveva quindi l'incarico di preparare un discorso che argomentasse contro l'orazione tenuta dal gruppo avversario. Anche questo discorso era stato preventivamente preparato attraverso un'attività collaborativa svolta in classe o online e che ha coinvolto l'intero gruppo

    Terza fase - controreplica
    A questo punto un altro studente per ciascun gruppo doveva replicare all'attacco e difendere la tesi del proprio gruppo dagli argomenti contrari contenuti nella replica del gruppo avversario. La difficoltà era data, in questo caso, dal fatto che la controreplica doveva essere effettuata immediatamente dopo la replica del gruppo avversario, Ciascun gruppo aveva solo pochi minuti di tempo per una veloce consultazione al fine di predisporre una scaletta di argomenti.

    Un Esempio: Gruppo di Giovanni contro il gruppo di Marta
    Abbiamo documentato il lavoro riprendendo le varie fasi del confronto con lo smartphone e pubblicando i video su YouTube. Questi i vari momenti del confronto tra due dei 6 gruppi.

    Prima Fase
    Discorso di Giovanni Spano contro la vignetta di Charlie Hebdo

     Discorso di Federico Cacciabue e Edoardo Puddu in difesa di Charlie Hebdo


    Seconda e Terza fase
    Contraddittorio finale: replica e controreplica

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    Un complessivo ripensamento della didattica che miri a valorizzare le competenze richiede l'utilizzo di metodologie che valorizzino l'agire entro una situazione mirato alla realizzazione di un fine. Le tecniche a disposizione sono molteplici e note: apprendimento basato sulla ricerca, apprendimento basato sui problemi, apprendimento collaborativo, compiti autentici, simulazione di casi, episodi di apprendimento situato, etc.
    In tutti questi casi diviene cruciale la questione della valutazione che comporta l'uso di strumenti molto differenti rispetto a quelli tradizionalmente utilizzati per la valutazione delle conoscenze, si tratta di procedure piuttosto complesse quali: la rubrica di valutazione, il diario di apprendimento (learning diary), il portfolio.


    Rubriche di Valutazione, competenze e compiti autentici
    A chi volesse approfondire le tematiche inerenti alla valutazione delle competenze,a i compiti autentici e alla rubriche di valutazione propongono le seguenti risorse:

    1. Cosa sono le rubriche di valutazione?
    Gianfranco Marini: post dal titolo  Le Rubriche di Valutazione: un percorso in tre passi per capire cosa sono, a cosa servono e come usarle
    Scuola interattiva, video dal titolo La Rubrica di valutazione
    Guido Benvenuto, Orietta Simona Di Bucci Franco Favilli, Le rubriche valutative

    2. Come valutare le competenze digitali nell'educazione ai media o Media Education?
    Roberto Trinchero, webinar dal titolo Come valutare un percorso media educativo

    3. Compiti autentici e competenze
    Gianni Marconato, Sviluppare le competenze attraverso compiti autentici


    Rubriche di Valutazione e Tecnologie dell'Apprendimento
    Per facilitare la valutazione delle competenze è possibile ricorrere alle tecnologie educative che possono:
    # semplificare le procedure di valutazione, 
    # permettere di gestire più agevolmente la costruzione e archiviazione di rubriche,
    # condividere rapidamente con gli studenti commenti e valutazione
    Perché questi strumenti siano efficaci devono possedere almeno le seguenti caratteristiche:
    creare e gestire classi online
    creare e archiviare ordinatamente le rubriche create
    consentire di clonare / modificare le proprie rubriche
    permettere di consultare e eventualmente riutilizzare le rubriche condivise da altri docenti

    competenze.png

    ForAllRubrics
    Esistono diverse applicazioni che permettono di creare rubriche di valutazione. tra le altre ricordo:
    Rubistar: creazione e stampa di rubriche di valutazione, qui una recensione di Rubistar
    JoeZoo: componente aggiuntivo di Google documenti, qui una recensione dell'applicazione
    Personalmente trovo molto efficace ForAllRubrics che permette di:
    # Creare rubriche di valutazione (Analitiche o Olistiche)
    # Salvarlae e archiviarle per possibili riutilizzi
    # Condividerle con altri docenti
    # Creare e gestire le proprie classi
    # Valutare rapidamente i lavori degli studenti
    # Fornire un Feedback sul loro operato
    # Assegnare Badge per i traguardi raggiunti
    # Comunicare rapidamente i Risultati
    # Gestire attività didattiche
    Allo scopo di mostrare il funzionamento di questa applicazione nella creazione e utilizzo delle rubriche di valutazione ho realizzato un video tutorial, mentre per quanto riguarda una panoramica generale che illustri le funzionalità di questo strumento consiglio il video tutorial di Luciana Cino.


    Gianfranco Marini: Video tutorial ForAllRubrics: creare e usare Rubriche di Valutazione 


    Scheda Video
    Autore: Gianfranco Marini
    Data Pubblicazione: 28/10/2016
    Durata: 17:17


    Luciana Cino: Tutorial su ForAllRubrics



    Scheda Video
    Autore: Luciana Cino
    Data Pubblicazione: 23/07/2015
    Durata: 8:14

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    DIGITAL STORYTELLING E LINGUAGGIO AUDIOVISIVO APPLICATI ALLA DIDATTICA

    PROFESSIONE CINEMA 2016
    Gorizia, Palazzo del Cinema (Aula Bianca)
    Venerdì 11 novembre, ore 15.00-18.00
    IL DIGITAL STORYTELLING APPLICATO ALLA DIDATTICA
    Seminario con Gianfranco Marini (docente e saggista)
    Il Programma

    Questo il materiale che ho realizzato per l'incontro.

    Presentazione sulla Narrazione Digitale
    presentazione in 44 slides realizzata con Google presentazioni e articolata nei seguenti punti:
    # Narrazione,
    Mythos,
    Storytelling e competenze,
    Struttura narrativa
    Regole per realizzare una Buona Storia
    Processo Creazione Digital Storytelling
    Applicazioni Web



    Mappa
    Mappa realizzata con Mindomo in cui si propone un percorso di autoapprendimento sulla "Narrazione Digitale" contenente: applicazioni web, video tutorial in italiano, esempi, recensioni, etc.
    Link direttoDigital Storytelling - Narrazione Digitale


    Make your own mind maps with Mindomo.


    Presentazione sulla Cura dei Contenuti
    Presentazione realizzata con Prezi e risalente al 2015 in cui vengono trattati i seguenti argomenti:
    Sovraccarico Informativo e Cognitivo
    Cura dei Contenuti
    Intelligenza Collettiva
    Bottega Didattica e Apprendistato Digitale
    link direttoCura dei Contenuti


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    La Storia e le Storie

    La narrazione digitale può essere utilizzata in tanti modi e con diversi obiettivi nel corso dell'attività formativa, uno di questi è quello di sfruttare il fascino del raccontare e la tensione emotiva della struttura narrativa per incuriosire e coinvolgere gli studenti. La Storia si presta particolarmente a questo approccio perché può essere vista dal punto di vista scientifico della storiografia e allora il discorso verterà su demografia, politica, economia, geografia, cronologia, etc. o si può assumere il punto di vista della narrazione e allora la Storia con la S maiuscola diventa un tessuto la cui trama è data dall'intrecciarsi di tante "storie" e seguendo un filo se ne incontrano tanti altri e ci si immerge nella storia infinita fatta di vicende, emozioni, personaggi, stranezze, orrori, che mettono in movimento le emozioni e generano curiosità e meraviglia.

    La Storia del Selvaggio West vista attraverso la storia del suo più famoso pistolero
    Per presentare alle classi la storia statunitense e introdurne alcune tematiche ho realizzato una narrazione utilizzando Tackk che risulta un'applicazione estremamente versatile e rapida utilizzabile gratuitamente. Si racconta l'ultima partita di Wild Bill Hickok, quelal che finì con la sua uccisione. La storia è intrecciate con alcune delle tante storie che Bill visse nel corso della sua esistenza: il primo duello del West, l'incontro con John Wesley Hardin, il generale Custer e Little Big Horn, il trombettiere garibaldino del 7° cavalleggeri, Buffalo Bill e il suo circo, la mano del morto.
    Ora la mano passa ad alunne e alunni, toccherà a loro raccontare una storie delle tante storie di cui è fatta la storia.

    La storia di Wild Bill Hickok


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    La Narrazione Digitale nella Didattica della Storia
    Il digital storytelling, la possibilità di utilizzare strumenti digitali per realizzare contenuti narrativi può apparire fuori luogo come attività da sviluppare nel triennio del liceo (preferisco la tradizionale periodizzazione del curriculum liceale) e più consona a attività del biennio o della secondaria inferiore. Al liceo andrebbe osservata una attenzione più specifica ai contenuti e alle procedure disciplinari e non al "racconto". Personalmente non ritengo questa opinione corretta per diversi motivi.
    Sorvolo sulla maggior parte di essi per concertami su uno in particolare: la necessità di sviluppare negli studenti competenze comunicative digitali
    In un prossimo post cercherò invece di soffermarmi su un aspetto più specifico, la maturazione negli studenti della consapevolezza dei meccanismi e delle dinamiche del tessuto narrativo inter-testuale che pervade ogni aspetto dell'esistenza e della cultura contemporanea e nel quale siamo immersi.

    Competenze Comunicative Digitali
    La padronanza di una disciplina non consiste nel mero immagazzinamento di nozioni, ma nella:
    # capacità di indagare intorno a un problema significativo;
    # saper trovare e valutare le fonti e la documentazione relativamente a temi specifici;
    # padroneggiare gli strumenti comunicativi che consentano di costruire testi che contengano le conclusione dell'indagine svolta
    # saper valutare i risultati finali ottenuti.

    Questi momenti segnano un livello di padronanza e competenza superiore rispetto alla riproduzione dei contenuti e, non da oggi ma da diversi anni, si possono sviluppare interamente nell'ambito del web in modo molto più efficace che non ricorrendo a strumenti tradizionali. Nel giro di pochi anni ogni forma di documentazione, sapere, formazione, ricerca si svilupperà unicamente e interamente entro la rete. Ecco che le stesse capacità che erano cruciali nella cultura tipografica sono altrettanto decisive in quella digitale, ma richiedono la familiarità di procedure e operazioni diverse: 
    # cercare e trovare, 
    confrontare le informazioni che si sono trovate, 
    saperne valutare l'attendibilità, 
    # saperle categorizzare e classificare, 
    # contestualizzarle a seconda delle proprie esigenze e obiettivi, 
    # produrre a partire dalla informazioni trovate nuove informazioni, 
    # pubblicarle e condividerle con chi è interessato.

    Tutte queste operazioni non solo non sono estranee alle discipline scolastiche, sono infatti competenze trasversali, riguardano tutte le discipline scolastiche e, più in generale, la capacità di comunicare anche con i linguaggi e le modalità del digitale, cosa questa essenziale e di cui la scuola deve farsi carico se si vuole che le potenzialità di queste nuove forme di comunicazione siano sfruttate in modo autonomo, critico e consapevole dagli studenti.

    Le Storie della Storie
    Ho proposto ai miei studenti di provare a realizzare dei video in cui essi raccontassero in prima persona le vicende biografiche di alcuni personaggi storici, che avevamo incontrato affrontando il programma di storia del quarto anno del liceo. Il video racconto doveva durare al massimo 4 minuti e doveva essere il risultato di un lavoro di ricerca di informazioni, documenti, immagini e altre risorse sul personaggio assegnato condotto sul manuale di storia e, soprattutto, sul web. Il materiale così raccolto doveva poi essere reso narrativamente, cercando di fondere in modo armonico i 2 elementi: quello documentario - storico con quello narrativo - fantastico.  
    Per capire i meccanismi della narrazione abbiamo fatto riferimento al modello narrativo che deriva dagli studi mitologici di Joseph Campbell noto come Il viaggio dell'eroe - Hero's Journey, riprodotto nell'immagine sottostante:


    I Lavori degli Studenti
    Presento alcuni video, risultato dell'attività degli studenti della IV SA del Liceo Scientifico Brotzu di Quartu Sant'Elena, in cui hanno tentato di realizzare, in forma di racconto autobiografico, la narrazione loro assegnata. I risultati sono diversi per qualità e riuscita, ma in ogni caso anno tutti affrontato il loro "viaggio", imparando qualcosa su come si fa una ricerca storica, come si scrive un racconto e come si realizza un video.
    Il momento conclusivo è stata la valutazione dell'attività svolta e dei risultati ottenuti attraverso una discussione e facendo riferimento a una rubrica di valutazione realizzata appositamente realizzata con ForAllRubric.


    Luca Roggia, La vita di Giorgio IIII




    Michele Rachele, Un bambino in miniera




    Silvia Cardia, George Stephenson


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