E se insieme e e più che agli orrori della finanza creativa, ai bangster (i banchieri gangster), alla casta, alla corruzione, alla criminalità organizzata, alla burocrazia ipertrofica e inconcludente, ai politici incapaci, al deficit di bilancio e al debito, la crisi italiana fosse dovuta a un deficit di conoscenza?
Nella società della conoscenza e della formazione permanente dove vige il lifelong learning e dove la differenza tra sviluppo e sottosviluppo è data dalle competenze, l'Italia è un paese analfabeta, il 70% della sua popolazione è classificabile come affetto da analfabetismo funzionale, che così viene definito in ambito internazionale: "l'incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana. 70 italiani su 100 sono analfabeti".
Questi i risultati di una indagine condotta tra il 2011 e il 2012 dall'Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) nell'ambito della più vasta indagine Ocse - PIAAC del 2013.
L'indagine è stata condotta verificando il livello di competenze della popolazione nella Literacy e nella Numeracy:
la literacy è definita come: “l’interesse, l’attitudine e l’abilità degli individui ad utilizzare in modo appropriato gli strumenti socio-culturali, tra cui la tecnologia digitale e gli strumenti di comunicazione per accedere a, gestire, integrare e valutare informazioni, costruire nuove conoscenze e comunicare con gli altri, al fine di partecipare più efficacemente alla vita sociale”; (tecnologiaecomunicazione)
la numeracy è definita come “l’abilità di accedere a, utilizzare, interpretare e comunicare informazioni e idee matematiche, per affrontare e gestire problemi di natura matematica nelle diverse situazioni della vita adulta”. (tecnologiaecomunicazione)
I punteggi conseguiti sono stati classificati in 5 livelli, il livello 3 indica competenze sufficienti, il 70% degli italiani rientra nei livelli 1 e 2, che indicano livelli di competenze inferiori alla sufficienza.

Chi non avesse il tempo di leggere per intero la ricerca, può servirsi di questo indice ragionato che da accesso ad una descrizione sintetica dei risultati della ricerca ripreso dal sito dell'Isfol, i dati possono essere scaricati in formato PDF e Excel:
1. Le competenze dei 16-65enni: il gap Italia nel confronto internazionale
2. Il ruolo decisivo della collocazione geografica
3.Partecipazione alla formazione e competenze: il vantaggio della formazione
4.Contesti di lavoro, competenze e mismatch
5.I rischi del non lavoro: i giovani NEET e competenze
6.I rischi del perdurare della disoccupazione
7.I soggetti culturalmente più deboli: i pensionati e le persone che svolgono lavoro domestico non retribuito
8.Le competenze dei migranti in Italia: inclusione socio-culturale e riconoscimento come risorsa per lo sviluppo
9.Abilità ICT in Piaac naviga nel capitolo
2. Il ruolo decisivo della collocazione geografica
3.Partecipazione alla formazione e competenze: il vantaggio della formazione
4.Contesti di lavoro, competenze e mismatch
5.I rischi del non lavoro: i giovani NEET e competenze
6.I rischi del perdurare della disoccupazione
7.I soggetti culturalmente più deboli: i pensionati e le persone che svolgono lavoro domestico non retribuito
8.Le competenze dei migranti in Italia: inclusione socio-culturale e riconoscimento come risorsa per lo sviluppo
9.Abilità ICT in Piaac naviga nel capitolo
D'altra parte 6 italiani su 10 non hanno letto neanche un libro nel 2013 e solo nel 10% delle case ci sono dei libri. Niente di strano se per questo e altri motivi l'Italia dall'attuale 8° posto nella classifica delle potenze economiche mondiali passerà nel 2028 alla 15^ posizione (dati Cebr, Centro per la ricerca economica e commerciale).
Se questa è la situazione italiana per quanto riguarda Literacy e Numeracy, figuriamoci quale è l'infimo livello di competenza nelle TIC presente nel nostro paese. Se il presente è brutto il futuro si rivela, quindi, disastroso.
Linkografia
Indagine Piaac - Isfol completa e in italiano
tecnologiaecomunicazione Italia, indagine Oecd-Isfol-Piaac