La lezione frontale, una volta che si sia consapevoli dei suoi limiti, può continuare ad avere un ruolo cruciale nella formazione. Certamente non si può interamente risolvere il processo di insegnamento e apprendimento nella lezione frontale, ma questa rimane essenziale in tutti quei contesti dove la trasmissione di conoscenze risulta predominante. Infatti, se è vero che l'obiettivo dell'apprendimento non può limitarsi alla mera trasmissione di contenti, è altrettanto banale osservare che la stessa ragion d'essere storica delle istituzioni educative è da ricercarsi anche nella necessità di garantire il passaggio delle conoscenze da una generazione all'altra. La lezione frontale è rimasta, nel corso di questi ultimi decenni, lo strumento didattico più utilizzato nell'insegnamento, ma è andata evolvendosi e modificandosi in 2 principali direzioni:
#rottura della chiusura comunicativa: nella pratica scolastica quotidiana i momenti di comunicazione unidirezionale dal docente agli studenti, risultano essere sempre più intervallati da momenti di interazione comunicativa dialogica, che si ripercuotono anche nella parte più trasmissiva della lezione, modificandone l'andamento
# rottura della mono - medialità: mentre la lezione frontale tradizionale risultava logocentrica, in quanto interamente riconducibile alla comunicazione orale, oggi la lezione frontale è sempre più integrata dall'utilizzo di altri canali mediatici quali immagine video, audio, testi, presentazioni, mappe concettuali e mentali, carte, etc. Questo grazie all'utilizzo di video proiettori, LIM, connessione internet, etc.
In conclusione non esiste più la Lezione Frontale, ma differenti variazioni che si discostano in misura maggiore o minore dallo schema tipico della lezione frontale tradizionale a seconda della molteplicità di canali che utilizzano e dei momenti di dialogo che prevedono.
La Lezione Frontale come Compito Autentico per lo Studente
Scopo di questo post non è però quello di rilanciare la lezione frontale, che rimane uno strumento importante tra i tanti che dovrebbero trovare spazio nella cassetta degli attrezzi di ogni docente, quanto quello di guardare ad essa in un'ottica differente. Se assumiamo la lezione frontale non come strumento di insegnamento ma di apprendimento ne risultano interessanti conseguenze. In altri termini, la tradizionale lezione può essere vista come compito autentico la cui esecuzione può essere affidata a uno o più studenti. Si consideri che la "lezione tradizionale"è un costrutto didattico ad alta densità cognitiva e che chiama in gioco conoscenze, competenze e abilità di alto livello. Affrontare il compito di preparare una lezione frontale, supportata da strumenti e risorse multimediali, per spiegare ai compagni un argomento, può essere l'occasione per mettere concretamente alla prova le proprie capacità e competenze e maturare la propria. Sulla complessità della "lezione frontale" come strumento cognitivo e comunicativo, suggerisco la lettura dell'articolo di Roberto Contu, Elogio della lezione frontale. Il multimediale, le parole e il gesso, pubblicato su La letteratura e noi il 2 gennaio 2016.
Una interessante "difesa" della lezione frontale e del necessario ruolo di mediazione svolto dall'insegnante nel corso del processo formativo, si può trovare in questo articolo di Daniele Lo Vetere, Difesa della lezione frontale, pubblicato su Le parole e le cose, il 26/01/2016.
Lo Studente diventa Docente
Il ribaltamento del ruolo dello studente, chiamato a svolere la funzione del docente, è insieme una prova di valutazione in cui alla "ripetizione" dei contenuti del manuale o degli appunti viene a sostituirsi la spiegazione a un uditorio di determinati argomenti / problemi.
Lo studente viene, infatti chiamato a:
# svolgere un ruolo spiazzante rispetto a quello tradizionale, si rimane nell'ambito della didattica trasmissiva, ma per gli studenti chiamati a "spiegare" un argomento, si inverte il flusso della comunicazione e lo studente diventa "insegnante"
# assolvere un compito preciso, in una situazione concreta, con un obiettivo reale da conseguire: far comprendere ai compagni un determinato argomento
# risolvere una serie di problemi complessi e nuovi, che comprendono: la ricerca di informazioni e risorse sul tema da trattare; acquisizione e padronanza del lessico disciplinare, comprensione dei concetti e delle procedure inerenti al tema da spiegare, impostare la comunicazione non sulla mnemonica esposizione dei contenuti ma sulla loro spiegazione
# rivolgersi a un uditorio e guidarlo nella comprensione di argomenti e problemi nuovi padroneggiando non solo il linguaggio della comunicazione linguistica orale, ma anche la comunicazione non verbale (paralinguistica, cinesica, prossemica)
# predisporre materiali digitali e multimediali a supporto della lezione
Alcuni Esempi
L'utilizzo sistematico della "lezione frontale" come strumento di valutazione, crescita e prestazione autentica, può coinvolgere, nel corso dell'anno scolastico, l'intera classe, facendo si che tutti gli studenti siano chiamati a confrontarsi con questo compito o individualmente o lavorando cooperativamente.
Negli esempi presentati in questo post gli studenti sono state date le seguenti istruzioni:
# ricercare il materiali e risorse dal web per integrare le informazioni fornite dal manuale
# studiare e comprendere, con l'aiuto fornito online dal docente, l'argomento assegnato
# preparare una presentazione a supporto della spiegazione e pubblicarla online
# preparare una lezione per spiegare al resto della classe l'argomento
# la lezione verrà filmata e pubblicata sul canale youtube dello studente o del docente
# lo studente - insegnante risponderà a eventuali domande e osservazioni dei compagni
# gli altri studenti esprimeranno un giudizio sulla lezione effettuata dal compagno tramite un sondaggio o un questionario
Le Lezioni degli Studenti
Nel corso di questo anno scolastico, d'intesa con gli studenti, abbiamo proseguito l'esperienza, già portata avanti gli anni precedenti, consistente nell'affidare loro un ruolo attivo nella spiegazione di alcuni temi e problemi disciplinari attraverso lo strumento della "lezione".
Ho già presentato in questo blog un'esperienza in cui gli studenti, divisi in gruppi, gestivano un'intera unità di apprendimento dedicata alla filosofia di Cartesio, occupandosi della sua progettazione, del reperimento dei materiali,della creazione di presentazioni, delle lezioni, della predisposizione di strumenti di verifica, etc.: Blended Learning e apprendimento situato: Cartesio spiegato dagli studenti
Quest'anno abbiamo gli studenti hanno realizzato lezioni lavorando su argomenti limitati e individualmente o in gruppi limitati di massimo 3 componenti. Prima di presentare alcuni dei risultati di questa attività, vorrei brevemente indicare le principali difficoltà incontrate dagli studenti nella preparazione della loro lezioni:
1. la difficoltà a "staccarsi" dal testo del manuale e trovare informazioni e materiali sul web a causa di un metodo di studio fondamentalmente ripetitivo e trasmissivo
2. l'incapacità di argomentare e spiegare: la maggior parte degli studenti si è limitata a ripetere il più fedelmente possibile quanto presentato dal manuale
3. l'imbarazzo nei confronti dei compagni e la difficoltà a gestire e padroneggiare gli aspetti emozionali e non verbali della comunicazione
I seguenti esempi mostrano 5 studenti in azione con risultati non sempre all'altezza, ma l'importante è provarci e imparare o scoprire qualcosa
Lorenzo Locci, "La rivoluzione francese (1792 - 1795) - Lezione di Storia, IV SB, Liceo Brotzu, a.s. 2016/17
1. la difficoltà a "staccarsi" dal testo del manuale e trovare informazioni e materiali sul web a causa di un metodo di studio fondamentalmente ripetitivo e trasmissivo
2. l'incapacità di argomentare e spiegare: la maggior parte degli studenti si è limitata a ripetere il più fedelmente possibile quanto presentato dal manuale
3. l'imbarazzo nei confronti dei compagni e la difficoltà a gestire e padroneggiare gli aspetti emozionali e non verbali della comunicazione
I seguenti esempi mostrano 5 studenti in azione con risultati non sempre all'altezza, ma l'importante è provarci e imparare o scoprire qualcosa
Lorenzo Locci, "La rivoluzione francese (1792 - 1795) - Lezione di Storia, IV SB, Liceo Brotzu, a.s. 2016/17
Alice Concas, Elisa Concas, Leila Pedditzi, "Dai comuni alle signorie" - Lezione di Storia, III D, Liceo Brotzu, a.s. 2016/17
Samuele Ennas, Lezione di Filosofia, "La fisica di Cartesio", Liceo Brotzu, IV SB, a.s. 2016/17